Il gatto di Chagall è la constatazione che, oltre i vetri della finestra del reale, esiste un mondo rivoluzionario che ha con sé la forza della libertà e della finzione. Gatto, protagonista del libro, è un impiegato in banca che, in un giorno qualunque, sprofonda nella percezione di un mondo deformato, in cui il ricordo e il futuro si agitano e tutto si presenta come la maschera delle nostre fragilità. Il romanzo di Salvatore Spampinato scardina le resistenze della vita di ognuno di noi per tentare di aprire un varco oltre la nebbia della routine, dicendoci che per farlo non serve altro che perdere, di tanto in tanto, la testa o gli occhi.
Libro strano, un po' onirico un po' delirante, certo non banale. La storia scorre come dentro ad una bolla, si è trasportati qua e là, in giro per la città e il tempo, dalla follia di Gatto. Ma forse poi non si tratta di follia. Quanto è reale? quanto è creato dalla sua mente? Certo è che il mondo non è più quello che il mansueto impiegato di banca Gatto vedeva fino al giorno prima, qualcosa non sta andando come deve andare...ma perché chiama la sua ex moglie Alice improvvisamente Dresda? Perchè Fedele, suo caro amico da sempre, è improvvisamente così ambiguo? Lo scopriremo, se continuiamo la lettura in questo turbine di ossessione. Un buon libro, di una piccola casa editrice indipendente, comprato in occasione del book pride di genova, non me ne sono pentita.
Un giorno, Gatto, dipendente di banca, vede improvvisamente il mondo con occhi diversi. Tutto ciò che lo circonda diventa luci e colori mai visti, la realtà viene distorta tanto da sembrargli che mille e più città possano coesistere in quella in cui abita. Pensa di essere diventato matto, affetto da sinestesia, ma in realtà dietro la sua perdita di memoria e la sua distorsione del mondo c’è una spiegazione. La sua ricerca di una spiegazione in un universo surreale, dove il vento ha un colore o gli occhi si possono letteralmente perdere per strada, fa incrociare il suo cammino con Dresda, una donna che scopre presto essere qualcuno molto importante per lui. Ma la verità si cela nel tessuto stesso della sua realtà e Gatto dovrà venire a patti con la sua vita e con ciò che lo circonda.
“Il Gatto di Chagall” è un viaggio surreale in un universo simile al nostro comandato dal potere e dal denaro. Dietro la storia di Gatto, si nasconde una critica alla società odierna, spinta dal profitto, ma anche un profondo amore per la forza delle parole. Come spiega lo stesso protagonista all’interno del libro, usare citazioni diventa un détournement, un’appropriazione indebita, che permette di creare qualcosa di nuovo da frasi o immagini che già hanno vita propria. Così la letteratura sembra essere l’unica via di salvezza e l’unico modo per poter esprimere ciò che si prova.
Di Gatto ho apprezzato molto la personalità: non è il protagonista succube delle vicende che lo riguardano, ma si lascia trasportare da questa realtà surreale cercando comunque una via d’uscita. Agisce e ci fa riflettere su quello che ci circonda, mentre si adatta a ciò che gli capita e ai ricordi che gli tornano in mente. La sua vita è fatta di poche certezze: gli amici, il bar in cui lavora Dresda, la banca. E quest’ultima è il centro della sua esistenza che da monotona diventa imprevedibile. Ogni personaggio, come è facile intuire, ha un nome che rimanda a qualcos’altro. Il Gatto, Dresda, Lima, l’amico Fedele, Paguro e persino il Dottor Alfa, tutti riferimenti alla loro personalità o ad associazioni specifiche date dal protagonista, che d’altronde si definisce proprio un gatto.
Uno dei punti di forza del romanzo è sicuramente lo stile dell’autore. Salvatore Spampinato riesce con abilità e un linguaggio molto ricco a ricreare immagini degne di un quadro surrealista. E non è decisamente un caso che proprio Chagall è presente nel titolo richiamando anche uno dei suoi soggetti più famosi, il gatto per l’appunto. Molto intensi sono alcuni dialoghi, mentre la storia si dipana e veniamo, insieme a Gatto, a conoscenza del suo passato. Forse non sempre la scrittura scorre a dovere, per l’insieme di informazioni che contiene, ma ogni frase ha un suo significato denso e da recepire ben chiaro. Tornano a vivere anche le parole di grandi autori. C’è Calderón de la Barca con la sua “La vida es sueño”, Nazim Hikmet e le sue poesie d’amore, ma anche tanti altri. I loro scritti fanno eco alla storia di Gatto e alle sue riflessioni sulla vita. Così che la letteratura non sia solo scritta e da leggere, ma punto da cui far partire nuove elaborazioni scritte o solo mentali.
Forse l’unico neo, ma più per via di ciò che è nelle mie corde, è il finale o meglio l’intreccio stesso della storia. Proprio perché surreale, la storia scorre via senza una reale conclusione. Si lascia al lettore la possibilità di aprire gli occhi sul mondo, come ha fatto Gatto, e si danno gli strumenti per farlo, lasciando che l’esperienza continui e che il libro non sia altro che un nuovo punto di partenza per altri ragionamenti successivi. Insomma, si lascia che il lettore si appropri delle parole e crei la sua storia, lasciando da parte quella di Gatto che è pura finzione.
RIEPILOGANDO… PRO Stile dell'autore Protagonista che non si arrende di fronte alle avversità Surreale sia nella trama che nello stile Citazioni di autori sempre calzanti CONTRO Manca una vera conclusione per i miei gusti
Cosa accade se metti insieme l'idea di realtà del cinema di Terry Gilliam, con il gusto per la narrativa pura di Georges Simenon? Semplice, ottieni la base su cui si fonda questo romanzo.
Poi c'è tutto il resto. Come ad esempio i protagonisti, Amore e Rivoluzione, che abitano la testa di Gatto, schivo, ligio, impiegato. Amore e Rivoluzione che vorrebbero uscire dalla testa di Gatto, stare insieme nel mondo, e allora fanno di tutto per convincerlo che tutta la sua vita non è altro che uno splendido noir.
"Il Gatto di Chagall" non stanca mai di stupire. Opera di una bellezza rara.
Dapprima questo romanzo non mi aveva coinvolta molto, le prime pagine sono state, almeno per me, parecchio confusionarie. Ma poi improvvisamente il racconto si svolge e segue elegantemente un disegno tracciato e profondo; in cui il personaggio prende vita in un viaggio surreale rendendolo partecipe di un universo confuso. Attraverso questo racconto l'autore vuole spingerci a constatare la società odierna da cui veniamo continuamente soffocati, a causa di interessi capitali e non comuni. Gatto è dotato di un animo sensibile e veritiero. Il mondo irreale in cui è incappato, è strettamente collegato alla realtà. Gatto cercherà continuamente una via d' uscita, confrontandosi con una miriade di ricordi che si snodano continuamente, portando il nostro protagonista allo sbaraglio. Ho notato inoltre che i vari personaggi presenti nel romanzo sono strettamente collegati, dando vita ad innumerevoli riferimenti alla loro personalità. Ho apprezzato molto l'utilizzo da parte dell'autore di molte citazioni emblematiche. Sono rimasta affascinata notevolmente da tutta la vicenda, il finale mi ha letteralmente spiazzata e a tratti commossa. L' autore ha creato un romanzo originale e a tratti surreale; un'opera geniale da non dimenticare.
La storia di gatto è straordinariamente poetica ed evocativa, in grado di attraversare l’ordinario e il letterario, capace di farvi sanguinare gli occhi con arcobaleni lisergici senza alterare la vostra psiche, stando fermi sul vostro divano comodamente in pantofole. E in meno che non si dica entrerete in questo splendido mondo fatto di rimandi letterari e fusa, di canti e controcanti, di alienazioni moderne e vecchi quesiti esistenziali. Consiglio vivamente!
Letto in treno in un pomeriggio. Dopo un’iniziale avversione causata da una narrazione allucinata, come mai mi era ancora capitata, ho resistito, non avendo altro da leggere con me. La seconda metà del libro ha avuto una svolta, ha riorganizzato i pezzi del puzzle e alla fine ha lasciato semi per riflettere. Cosa sono l’indifferenza, la malvagità e la noia? Bisogna essere folli, o poeti o entrambe le cose per compiere un atto di ribellione e di giustizia ? Il libro vi trascinerà in un corto circuito temporale, come risucchiati in un buco nero, dove spazio e tempo perdono il loro significato: ogni luogo è ovunque e ogni istante è presente, passato e futuro si intrecciano e alla fine se ne esce. Non faccio riassunti perché è impossibile, non vi fidate di chi azzarda una sinossi di questo libro. Non esprimo giudizi. Leggetelo.
Qualche spunto interessante, ma in generale un libro che non vedi l'ora di aver finito per passare a qualcosa di più interessante. ok, surreale, ma con finale a cui non crederebbe nemmeno un bambino. Da dimenticare.