"L'inizio di tutto è il disgraziato giorno in cui il mio fidanzato dell'epoca mi lasciò. Non ero preparata, non ritenevo contemplabile il fatto di poter essere mollata, l'ipotesi non mi era stata annunciata in alcun modo e, soprattutto, era profondamente ingiusto. Non si lascia una donna perché è gelosa anche della tua segretaria lesbica sessantaduenne, o perché ogni volta che devi partire per lavoro ti mette su il muso come se avesse scoperto un tuo passato di militanza in Casa Pound." Cosa succede quando finisce un amore? La delusione, la tristezza, il dolore, certo. Ma poi, dopo i primi giorni, anche l'inesorabile scivolare verso una serie di incontri surreali e di relazioni-lampo con personaggi a cui, a distanza di anni, non si concederebbe neppure il tempo di un caffè ma che, per irripetibili congiunzioni astrali, si sono trovati a rivestire il ruolo di traghettatori. Con effetti tragicomici. Personaggi che "potrebbero sembrare frutto di fantasia, di un mojito di troppo o di una sfiga siderale e che invece, ahimè, sono comuni e realmente esistiti". Da Mister Foglio Excel, di una taccagneria mitologica, a Mister Ho una cosa per te, cleptomane compulsivo, fino al vincitore assoluto, Mister Il piacere è soggettivo, voyeurista seriale. Una galleria di uomini che, prima ancora di poter essere definiti ex, sono evidenti, cristallini Casi Umani. E che Selvaggia Lucarelli racconta con maestria unica, con spietata (auto)ironia, con il sollievo e la benevolenza della sopravvissuta.
Selvaggia Lucarelli è un'opinionista, conduttrice televisiva, conduttrice radiofonica e blogger italiana.
Dopo aver esordito a cavallo tra gli anni novanta e duemila come attrice teatrale, è divenuta nota al grande pubblico nel 2002 grazie al suo blog, che le ha permesso di partecipare a numerosi programmi televisivi, nel ruolo di opinionista. Ha anche condotto alcuni programmi radiofonici e pubblicato due libri, il primo dei quali è Mantienimi, edito nel 2004 dalla Arnoldo Mondadori Editore, il secondo è il romanzo Che ci importa del mondo edito nel 2014 da Rizzoli.
Divertente, ma da una che scrive come la Lucarelli mi aspettavo decisamente di più. Anche come conta di pagine. E' un po' un'eiaculazione precoce. Quando stai per cominciare a divertirti è già finito tutto.
Scorrevole, piacevole, con un stile effervescente, ricco di humour e di autoironia da parte della Lucarelli, che non avrei mai immaginato così "cattiva" anche con se stessa. E alla fine ti riconosci sia in alcune delle fobie di Selvaggia, che nei casi umani, alcuni di quelli descritti li abbiamo incontrati tutte, purtroppo.
Ripeterò le stesse cose che ho scritto per il libro precedente...
Selvaggia resta una garanzia, non solo per lo stile leggero e scorrevole, con la vena sarcastica e pungente che la contraddistingue, ma anche per la bravura ormai nota a tutti.
Unico ENORME difetto: esattamente come per “Dieci piccoli infami”, del quale questo è una sorta di “sequel” raccontando una parte degli uomini “negativi” coi quali ha avuto a che fare, il libro è davvero troppo breve (l’ho letto in poco più di un’ora...). La formattazione Rizzoli risulta ancora una volta ridicola: carattere esagerato, tre parole per ogni rigo, colonne vuote giganti come margini...
Un vero peccato considerato che costa 17€ e che, soprattutto, si vorrebbe non smettesse mai di raccontare tanto riesce a divertirci.
Da non perdere, quindi, se si segue e apprezza l’autrice (lettura tipica “da spiaggia”), ma non aspettatevi il romanzo che vi terrà occupati giorni, purtroppo, perché lo berrete (e magari riberrete) in un colpo. Ormai le pubblicazioni della Lucarelli sono più una mossa di marketing per i suoi follower (e qui mi ci includo anche io, consapevolmente e felicemente).
Premesso che non amavo la Lucarelli già da prima di leggerne il libro, ma pensavo comunque l'avrei rivalutata con questo libro, che avrei pensato "dai che alla fine piace anche a te" e invece no. Allora delle due l'una: o è intelligente e con questo libro ha fatto la figura della superficiale (per non dire altro), oppure è una persona banale (sempre per non dire altro) che ostenta intelligenza. Non è possibile che una persona come lei, che sembra sempre adeguata ad ogni situazione, scriva un libro così povero di contenuti. Mi aspettavo molto, molto di più. Sono stata delusa su tutti i fronti. Parsonalmente il suo stile sarcastico non mi è piaciuto per nulla, l'ho trovato finto e pesante. Tutta questa ironia era decisamente finta e difficile da sopportare. Moreover: mi rifiuto di credere che uno solo di quei casi umani sia vero e sia andata veramente così. Perché allora torniamo all'inizio: ma è intelligente o banale come tante altre? Come si esce con il tipo di Instagram o il musicista schizofrenico dall'alto della sua intelligenza? Last but not least: il bambino. Quanto tempo hanno tolto la madre al bambino questo casi umani?
Sipario
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Premessa: non è il genere di libro che leggerei di mia spontanea volontà. Detto questo, io contenuto è piuttosto banale e gli episodi sono raccontati in modo talmente esagerato che risulta impossibile immedesimarsi. Tuttavia lo stile irriverente dell'autrice facilita la lettura e strappa anche qualche sorriso.
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Ironico, spensierato, assolutamente divertente e godibile! In alcuni capitoli si nota una certa enfatizzazione degli eventi ma niente di eccessivo o insopportabile, tutto ciò che viene raccontato risulta alla fine credibile . ☺
https://labibliotecadellibraio.blogsp... Sono convinta che a molte/i di voi è capitato di ricevere un libro che non avreste mai acquistato e non perché in primis non vi sarebbe piaciuto ma perché non lo avreste proprio considerato fra le papabili letture, comunque, questo è quello che mi è successo un paio di anni fa, quando una mia amica mi ha regalato un ebook, dicendomi che ne sarei stata felicissima e così all'apertura eccolo là, un testo che non avrei mai e poi mai letto. Ma un'opportunità va data, e non all'autrice, quanto a me stessa.
Casi umani è stata una di quelle letture che mi hanno sorpresa e ho passato un paio d'ore meravigliose perché l'ho divorato in un attimo, in semplice relax, ridendo dell'ironia e della sagacia dell'autrice.
Selvaggia Lucarelli è un volto ben noto in TV per le sua presenza in alcuni programmi, mi è anche capitato di ascoltarla in alcune discussioni, apparizioni anche in show televisivi dove le sue opinioni mi hanno trovata anche d'accordo, ma in questo momento la mia attenzione deve focalizzarsi su Casi Umani, un libro autoironico della vita di Selvaggia, di un periodo particolare, che la vide coinvolta in storie molto variegate e che a ripensarci anche molto assurde. Ho davvero riso per come l'autrice analizzi gli uomini che si ritrova accanto, della ricerca di un compagno che l'aiuti a dimenticare il suo ex, cosa che spesso accade anche a molte di noi.
La vita reale è questo che ho ritrovato in questo libro, la realtà è che quando veniamo lasciate non è facile e non è semplice dimenticare soprattutto se siamo state lasciate, soprattutto se siamo convinte del sentimento che proviamo.
Con grande umorisno Selvaggia Lucarelli ci parla delle sue storie, di quegli incontri che potrebbero cambiarti la vita ma che inesorabilmente sono solo un fuoco di paglia e così quando si scoprono per quello che sono crollano anche quei pochi castelli che ci siamo creati.
Perché consigliarvelo. Perché c'è tanta ironia, tanto umorismo che in questo momento è più necessario dell'aria che respiriamo... per dire!!!
Tre stelle per eccesso, perché come il certosino lavoro di ricerca pluriannuale che sta dietro all'illuminante "Il vaso di Pandora" dimostra, dalla Lucarelli ci si aspetta ben altro.
Ma lo stile è sempre il suo, scorrevole, ironico, condito da quel pizzico di perfidia che il variopinto campionario umano dei suoi ex fidanzati decisamente merita: c'è il ragno (taccagno), il wannabe Tiktoker in cerca di like, il finto etero, il Peter Pan in vitro...tutte disgraziate, inquietanti tipologie degne di bestiario di medievali fasti che ahinoi popolano veramente la scena, come tutte le amiche single vagamente in cerca, sconsolate, mi confermano.
Un libro semplice e piacevole in cui riconoscersi. Sarei curiosa do sapere chi sono in realta' questi casi umani!!!! Scorre bene e non e' troppo pretenzioso
A casa con raffreddore e febbre ad agosto, avevo voglia di leggere qualcosa di leggero e spensierato. Seguo la Lucarelli sui social e apprezzo il suo modo brillante di scrivere, ma il libro mi ha lasciata perplessa. Non mi ha fatto sorridere, non mi ha divertita ne fatta riflettere e manca proprio quella sagacia che apprezzo in lei.
Quando vediamo queste persone in tv, pensiamo sempre che si siano dei personaggi che seguiranno una parte, che reciteranno, insomma non proprio reali. Onestamente seguo Selvaggia da anni, ebbene sì sono una sua follower, mi piacciono i suoi contenuti e come si espone. Selvaggia non è una che la manda a dire. Ho sempre adorato questo di lei. Nel bene o nel male dice la sua sacrosanta verità. Volevo proprio vedere se tutto questo fosse rinchiuso anche nei suoi romanzi. E lettori miei. Questo libro è 100% made in Selvaggialand. Ah, tra i casi umani ci sono anche io, naturalmente. Perché in quegli anni, nel tentativo disperato di dimenticare, sono riuscita a dimenticare una sola cosa con un certo talento: la mia dignità. Ironico, spiritoso, frizzante, in alcuni casi vi lascerà un po’ perplessi perché ti chiedi: “seriamente esistono esemplari di questo genere? E seriamente tutti a lei?”. La maniera di raccontare questi rapporti con questi Casi Umani non va mai nel penoso o nella tristezza. Riesce sempre a tenerti incollata con un mezzo sorriso sulle labbra. E non deve essere stato facile rivivere tutto perché quando una donna inizia un rapporto lo fa sempre mettendoci tutta sé stessa. Prima di passare ai dieci giorni in Thailandia che segnarono la fine del nostro rapporto, devo però specificare che già prima di partire, io, in quest’uomo, la magagna l’avevo intuita tutta. Del resto, sarebbe stato difficile ignorarla, visto che saltava fuori in ogni contesto possibile e sebbene io facessi finta di nulla. Provavo un continuo senso di fastidio che soffocavo in virtù della solita, patetica ragione: non volevo rimanere da sola. Non volevo fare i conti con i miei fallimenti sentimentali guardando la parete bianca di fronte a me. Mi attaccavo con la tenacia e la disperazione di un rampicante a qualsiasi uomo mi paresse non ideale, ma decente. Salvo poi scoprire, quasi sempre, che la decenza non era neppure il minimo garantito. In tutto ciò voglio dire che è riuscita anche a mostrare quella parte un po’ fragile e intima. In cui anche lei non vuole nient’altro che amare ed essere amata. “Casi umani” è un libro che vi consiglierei? Assolutamente sì. Quindi se non lo avete ancora fatto sopra ci sono i link di acquisto. Fatemi sapere come sempre la vostra. P.s.: Selvaggia non credo che leggerai questa recensione, ma se lo dovessi fare sappi che a me piaci così diretta. Continua così!
Ebbene in questo libro la nostra cara Selvaggia ci racconta di alcune strane (a tratti stranissime) avventure, o meglio catastrofi, con numerosi casi umani. Per prima cosa vorrei dire che l'idea è geniale perchè molto particolare. Insomma credo quasi ogni giorno pensiamo o vediamo/incontriamo casi umani di ogni genere, ma la scrittrice in questo caso ha voluto mettere sotto luce quelli più divertenti e sconcertanti. E un po' così è anche il libro: divertente e sconcertante. Mi ha catturata fin dalla prima pagina, e non quella del primo capitolo ma quella per le dediche. Credo sia stato amore a prima pagina, più precisamente al (e cito): "A tutti gli uomini inetti che ho incrociato lungo il cammino. Perché, alla fine, ho trovato il modo di fare qualcosa della loro inettitudine.". Selvaggia Lucarelli sappi che da oggi sei per me un nuovo volto del motto "Girl Power", perchè hai spaccato la scena sputtanando (perchè non voglio dirlo in alcun altro modo) ogni caso umano che ti si è parato davanti. Infine, consiglio questo libro perchè è stata un'esperienza che wow, non avrei mai immaginato. Perché lo ammetto: lo avevo sottovalutato. Si è rivelato molto più valido di quel che già pensavo. Che dire? Questa donna mi ha lasciato senza parole con le storie che racconta in questo libro. Grazie anche alla lettura scorrevole il libro è volato dritto fino alla fine.
Leggere questo romanzo è stato veramente un piacere! Mi piacciono sempre tanto i libri della Lucarelli, poiché riesce a raccontare aneddoti utilizzando un sarcasmo semplice e unico, che strapperebbe una risate a chiunque, anche ai più brontoloni! Dopo aver letto "Dieci piccoli infami" uscito lo scorso anno, questo suo ultimo romanzo racconta le relazioni più assurde che ha avuto con alcuni uomini: si passa dal tipo Excel che ha il braccino corto, all'amico del vicino leggermente cleptomane, sino all'ex tronista fissato con Instagram. Insomma, tutti uomini veramente particolari, che vi faranno esclamare a gran voce: "Grazie Dio per non avermeli fatti incontrare"!
La Lucarelli ci racconta, probabilmente romanzando un po' le storie, di come sopravvivere a quegli ex fidanzati particolari, che ci hanno fatto vivere situazioni veramente assurde, e di come non dobbiamo perderci d'animo e cercare di digerire tutti quei casi umani che hanno incrociato la nostra strada, tenendo la testa alta e continuando la nostra vita nel migliore dei modi...
Per continuare a leggere la recensione vieni sul blog (meetyourbook.blogspot.com)
A quale donna non è capitato di incontrare un disperato approccio maschile di corteggiamento? A chi di impegnarsi con un uomo che esula da ogni standard di normalità? A chi non è mai capitato di imbattersi in un caso umano? Direi che ognuna di noi ha conosciuto almeno un esemplare di questa tipologia tanto che le grandi case editrici potrebbero mettere su un'enciclopedia numerata suddivisa per specie che sarebbe più venduta di quella degli animali!
Selvaggia Lucarelli, autrice di Casi Umani, ha raccolto le sue personali esperienze in questo esilarante testo edito da Rizzoli. Un caso narrativo imperdibile che empaticamente non ci fa sentire più soli in questa giungla umana di stravaganti e svilenti modelli maschili. Si va dal gay che voleva il suo utero quasi in affitto alla tipologia più spilorcia dei braccini corti, passando attraverso Antonio il fotografo ("simpatico quanto un autovelox dietro la curva"), Samuele che faceva "strani" regali, Paolo il vincitore dei casi umani più casi umani che esistano, il rocker "sciallato", Mario l'editore manipolatore. ...continua sul blog: https://aspassocoilibri.blogspot.com/...
Qui Selvaggia Lucarelli racconta come, dopo una brutta delusione d'amore, anziché farsi investire dal dolore decise di ricercare in ogni uomo conosciuto "l'uomo della vita", sebbene fosse evidente sin da subito di trovarsi di fronte a dei comunemente detti "Casi Umani". Per quanto il testo venga definito dalla stessa autrice “autobiografico”, non si può non notare quanto sia invece un racconto molto romanzato. Alcuni episodi sembrano quantomeno inverosimili, teoria confermata dalla presenza massiccia di luoghi comuni e battute un po’ scontate. Premetto che spesso mi imbatto in alcuni articoli della Lucarelli e, per quanto ovviamente non mi sia sempre trovata d’accordo con le sue idee, ne ho comunque apprezzato lo stile ironico e sagace, ecco perché da questa lettura mi aspettavo molto di più. Speravo terminasse almeno con una sorta di vademecum del tipo “Come evitare i casi umani”, o quantomeno riconoscerli, ma non c’è morale in questa favola. Mi spiace dirlo, ma manca realmente di contenuto e non è neanche particolarmente “spiritoso”.
Decisamente troppo breve, ma altrettanto spassosa, questa carrellata di uomini ("Non ho il tempo per Facebook!" il mio preferito) dal comportamento e dalle inclinazioni a dir poco surreali, ingigantite ed enfatizzate dalla vena polemica e dal sarcasmo della Lucarelli. Nonostante avessi iniziato la lettura in un periodo non del tutto positivo, l'autrice è stata capace di farmi sogghignare sotto i baffi grazie alle sue battute e alle sue audaci espressioni, che però suscitano il riso per la naturalezza con cui paiono sgorgare dalla sua penna.
"La mia perenne ansia abbandonica aveva trovato conferma del suo motivo d'esistere e si era trasformata in un'ansia più generalizzata, quasi panteista. La mia ansia era in tutte le cose."
Questo libro si legge tutto d’un fiato, tra una risata amara e una lacrima di riconoscimento. Selvaggia Lucarelli ci fa quasi un favore a raccontare — con ironia, lucidità e un pizzico di cinismo — questi “casi umani” che, simpatici mica tanto, ci fanno esclamare più volte: “Questo l’ho conosciuto anche io!”
È un libro che ti fa sentire meno sola, perché diciamolo: ognuna di noi ha incrociato almeno uno (se non cinque) dei personaggi descritti. Perfetto da regalare a un’amica dopo l’ennesima delusione sentimentale… o da leggere da sole, quando ci si accorge di aver appena archiviato l’ennesimo caso umano.
Un mix di leggerezza e verità che fa bene, anche se brucia un po’.
Una raccolta ironica e divertente di "casi umani", uomini dalla dubbia sanità mentale affetti da strane manie e fantasie al limite della follia. Lo stile fresco e frizzante di Selvaggia fa di questo libro la lettura perfetta per questa estate che vi farà passare qualche ora in compagnia di un'amica con cui condividere i propri "incontri surreali": avvocati dal braccino corto, palestrati cleptomani, influencer megalomani ed editori fedifraghi. Selvaggia non se ne lascia scappare neanche uno!
Divertente e simpatico, un libro leggero da spiaggia. Fa sorridere, l'ironia della Lucarelli non delude mai. Tra una risata e l'altra, però, fa anche riflettere su quanto, nei periodi di bassa autostima, ci si accontenta di "chiunque" al nostro fianco pur di non stare da sole. Ma non si è mai visto né sentito che "chiunque" sia meglio di "nessuno". É davvero il caso di dire "meglio soli che male accompagnati"!
Ironico e divertente. Fornisce uno spettro di "casi umani" nei quali tutti almeno una volta, purtroppo, ci siamo imbattute personalmente o mediante i racconti delle nostre amiche. Il detto meglio soli che male accompagnati qui assume il suo significato più concreto. 😂 Una lettura che con il sorriso mette in guardia dai ranocchi che non diventeranno mai principi azzurri.
Non capisco perché la Lucarelli mi sta sulle palle come poche persone al mondo, eppure finisco sempre con il leggere i suoi libri tutti di un fiato, ridere, e dirmi puntualmente “perché le regalo i miei soldi?!”. Contraddittoria all’inverosimile, perché anche se non lo ammetterei nemmeno sotto tortura, a me i suoi libri divertono da matti.
Se volete passare due ore di relax e risate ve lo consiglio. premesso che io amo il suo modo di scrivere e ho letto diversi altri libri, questo libro mi ha regalato spensieratezza. Ironico, sarcastico, reale: Selvaggia traduce in poche righe tutto ciò che pensiamo e che a volte non abbiamo il coraggio di dire
Con il suo solito stile ironico e graffiante, Selvaggia racconta alcuni aneddoti riguardanti i "casi umani" incontrati dopo aver terminato una storia d'amore importante. Divertente, frizzate, perfetto per l'estate.
Lettura scorrevole ma insoddisfacente. La trama non esiste e i vari racconti con i suoi ex sono, alla lunga, ripetitivi. Non è del tutto noioso ma se lo volete leggere perché in cerca di una lettura leggera c'è di molto meglio.
E la lettura estiva per antonomasia è uscita al momento giusto! Grazie alla Lucarelli per ricordarci quanto noi donne sappiamo essere decelebrate mentali nonostante lauree, master e dottorati!