Quattro racconti, quattro epoche remote, quattro popoli che hanno segnato la storia del Mediterraneo, accomunati da un’ossessione: la divinazione, per aprire squarci sul futuro e scoprire il volere degli Dei. I Fenici in Sardegna, gli Etruschi in Toscana, Umbria e Lazio, gli Ellenici in Campania e nel Sud dell’Italia, infine i Romani: sussurri divini nell’acqua e nella pietra, voli di uccelli e viscere degli animali, sacrifici e visioni, oracoli vergati su fogli di papiro e libri con una risposta per ogni domanda. Storia, mito e fantasia sono le basi da cui si dipanano le avventure narrate in “Porpora”, “Il dono dell’aruspice”, “Sibilla” e “I libri fatali”.
Gli Dei sembrano aiutarci, ci mandano segnali, ci parlano, esigono da noi preghiere e sacrifici, ma alla fine nulla cambia: siamo burattini nelle loro mani capricciose, sempre e comunque. A cosa serve allora conoscere quello che accadrà? A cosa serve dedicare loro le nostre devozioni?
In “Oracoli”, questo il titolo del libro composto da quattro racconti, l’autrice ci presenta il nostro passato, addentrandosi nel particolare aspetto legato alla religiosità dei popoli che abitarono lungo il bacino del Mediterraneo dall’Ottavo secolo avanti Cristo, fino alle Guerre Puniche.
Fenici, Etruschi, Ellenici e Romani, vengono inquadrati in un particolare contesto storico e ambientale, offrendoci una visione remota della Sardegna, così come dell’Umbria, del Lazio e del Meridione di uno Stivale ancora accennato. I personaggi, sia quelli principali, che secondari, vivono nelle pagine di “Oracoli” un’esistenza ormai a noi così distante, da poterla ritrovare solamente nei libri di storia o in specifiche pellicole cinematografiche, ma che un tempo ci apparteneva e che ha gettato le basi della nostra attuale realtà. I nostri credo, le nostre superstizioni, la sete di sapere stessa, deriva dagli antichi riti di divinazione che Alessandra Leonardi fa compiere ai suoi protagonisti, desiderosi di scoprire e propiziarsi il futuro.
Il genere di questa antologia è quindi tra il fantasy, lo storico e il mitologico e evidente emerge, leggendo le pratiche divinatorie riportate, la ricerca approfondita effettuata dalla scrittrice che sicuramente non inventa in questo senso alcun dato, basandosi su fatti riscontrabili.
Dei quattro racconti il primo che incontriamo è “Porpora”. Siamo nell’VIII secolo a.C. e, sebbene il protagonista sia Akebr, un bambino costretto a fuggire dal proprio villaggio a Shardan, l’attuale Sardegna, la figura che mi ha colpita di più è quella della madre, una donna costretta a farsi coraggio e ad opporsi alle regole sociali e religiose del tempo, pur di salvare la vita dei suoi figli.
Il secondo racconto “Il dono dell’aruspice”, ci porta in Toscana e precisamente a Velathri, ovvero Volterra. Durante il VI secolo a.C., molte sono le domande esistenziali che si pongono i più dotati, come accade al protagonista di questa breve storia, Marce Ceicna, simbolo dell’essere umano che non si arrende e che asseconda la propria sete di conoscenza.
Il terzo racconto dell’antologia, “Sibilla”, è in realtà il primo ad essere stato scritto. Il secolo è il V a.C. e la giovane protagonista si chiama Daphne. La dinamica ragazza intraprende un viaggio con lo scopo di rivolgersi, appunto, alla Sibilla, tra gli oracoli più famosi, e chiederle lumi su una profezia che sembra ancora non essersi avverata.
Giungiamo infine a Roma, ultima tappa di questo viaggio nel passato regalatoci da Alessandra Leonardi, con il racconto “I Libri Fatali”. L’anno è il 212 a.C. e la futura Capitale d’Italia è sconvolta dalla guerra. Claudia e Publio sono rispettivamente una vestale e un decemviro che, nonostante i logici ostacoli, si affermeranno superando i ruoli cui sono destinati.
Quattro storie diverse, quindi, tutte piacevoli da leggere e interessanti, intessute con il tipico stile morbido e gradevole della scrittrice. Quattro racconti che comunque non sono scissi completamente uno dall’altro, bensì collegati da alcuni fattori comuni e ripetuti, come ad esempio la figura del dio Apollo che, come sappiamo, poteva offrire il dono della profezia a coloro, secondo lui, che ne erano meritevoli. Apprezzabili a mio parere le figure femminili, dipinte come donne ferme, combattenti, pronte a sostenere i propri ideali e la propria affermazione, antiche precorritrici di un’indipendenza per cui purtroppo, ancora oggi, spesso dobbiamo continuare a lottare. Veramente istruttive le indicazioni sulle erbe divinatorie e le pratiche propiziatorie, parte attiva e importante delle popolazioni presentateci, che spesso vengono purtroppo relegate in un piano secondario, a beneficio di dati più immediati e d’effetto.
“Oracoli” Alessandra Leonardi Formato: Formato Kindle Editore: NPS Edizioni (24 maggio 2018) Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l. Lingua: Italiano
“Oracoli” è un romanzo di Alessandra Leonardi del 2018 edito da NPS Edizioni. Trovo difficile definire il genere del libro in quanto è un misto tra storico e fantastico, con rielaborazioni di miti dell’antichità. La struttura del romanzo è insolita: anziché avere un classifico svolgimento uniforme, è spezzato in quattro racconti che affrontano epoche diverse, il cui filo conduttore è il tema della preveggenza.
Partendo dalla prima storia della famiglia di un mercante che lascia Cartagine verso la Sardegna per sfuggire al sacrificio agli dei del figlio minore, il romanzo affronta il tema della visione, qui presentato come un dono degli dei. Chi non ha mai desiderato poter sapere cosa accadrà? Se tutti lo abbiamo sognato almeno una volta, la tematica del “dono” si inserisce in un realismo abbastanza convincente: anche se sai cosa succederà, non significa che tu possa cambiare gli eventi. Questo senso di impotenza viene quindi condiviso anche da chi ha questo dono, evitando l’effetto di vedere supereroi predestinati che risolvono problemi: questa tematica è affrontata bene nel secondo racconto, quello del giovane aruspice in Toscana.
Il terzo racconto parla invece di una donna che si reca dalla Sibilla Cumana per chiedere spiegazioni circa una profezia che tarda ad avverarsi: da bimba infatti le era stato predetto un futuro di grandezza, ma, divenuta adulta, la ragazza si sente frustrata da questa profezia mancata.
Il quarto racconto chiude storicamente la storia delle profezie: la storia si svolge a Roma durante le Guerre Puniche e racconta la storia di una vestale che si trova costretta, suo malgrado, ad interrogarsi sui presagi di guerra e sul futuro dei loro templi.
Il romanzo è molto breve, talvolta ho avuto la sensazione che lo fosse troppo, poiché avrei voluto stare di più con i personaggi e vederli maggiormente approfonditi: il ritmo però risulta molto rapido e il libro si finisce in pochissimo tempo. I personaggi sono intensi nonostante la brevità: con loro si condividono subito i turbamenti, le paure, ma anche i sogni e le speranze. Ma soprattutto sono personaggi per cui tifi, di cui davvero speri il meglio, cosa che non mi capitava da un po’, vista la tendenza a fare “protagonisti difficili”, dark, per cui si prova avversione. La vera protagonista però è l’ambientazione, anche se ne vediamo quattro diverse: le terre del Mediterraneo emergono molto delineatamente con i loro usi e costumi, talvolta aberranti (come i sacrifici umani a Cartagine o il trattamento per le vestali disobbedienti). Ogni volta che mi trovavo davanti alla ricostruzione storica del luogo provavo un senso di piacevole immersione nel racconto e questo è probabilmente l’aspetto più riuscito di tutto il libro. Un altro aspetto che mi ha colpito in positivo è stato il trattamento della violenza: nei vari racconti sono presenti molti aspetti avventurosi e anche crudi, ma non vi è mai un eccesso o una esagerazione nella sua descrizione. Il coinvolgimento con i personaggi è così elevato che l’autrice non ha bisogno di esacerbare l’elemento truculento o grimdark, cosa che in realtà aumenta l’impatto emozionale delle scene, mai inutili o pretestuose.
In conclusione, si tratta di un romanzo breve, adatto sia ai lettori fantasy che quelli di romanzi storici; lo consiglio a chi preferisce i racconti e i romanzi autoconclusivi, ai lettori appassionati del genere fantastico (poiché troveranno una tipologia diversa, sia nella struttura che nel tematica) e anche a chi ci si approccia ad esso per la prima volta.
Ho letto questa raccolta di racconti in qualche oretta nell'arco della stessa giornata, ed è stato impossibile staccarmi perché, pur trattandosi di racconti diversi sono in qualche modo collegati tra loro. Ogni racconto ha come protagonista un veggente, cambia solo il modo in cui ognuno pratica il suo dono (che spesso arriva senza preavviso) e l'approccio che hanno nei confronti di questa dote: da chi si ribella, la maledice, oppure la rifiuta tentando di liberarsene, a chi l'accoglie con curiosità, vuole approfondirla, oppure l'abbraccia senza remore; in ogni caso, si assiste a un'evoluzione del protagonista.
Mi ha colpito come ogni racconto, attraverso i vari personaggi, proponga diverse situazioni sia per esplorare l'essere umano in tutte le sue sfacettature, sia per trattare in modo approfondito il tema della preveggenza, ponendo in particolare queste domande esistenziali: il destino si può cambiare? Lo crea l'individuo, o un'entità superiore (in questo caso, gli dèi)? Ma quella che per me è la più interessante è la seguente: pur sapendo di andare incontro a un destino nefasto, lo accetteresti senza cercare di cambiarlo? Accetteresti di passare attraverso tutta la sofferenza che ti aspetta per qualche momento di pura gioia ineguagliabile? Da qui, anche l'accettazione delle sventure, la consapevolezza di dover fare delle rinunce... insomma, riflessioni sulla vita.
L'ambientazione è quella dal fascino antico: i racconti seguono la mitologia (ma in uno specifico caso riporta anche fatti storici) risalendo in un periodo che va dal VII secolo a. C. al 200 a. C., sempre nel Mediterraneo.
"Roma non è solo un'entità geografica. Roma non è circoscritta da fium, monti o mari. Roma non è un fatto di razza, sangue o religione: Roma è un ideale. Roma è la più sublime personificazione della libertà e della legge mai realizzata da un essere umano."
Come sempre in questi casi, esaminerò ogni racconto nel dettaglio:
- "Porpora" è l'unico racconto che non mi ha convinta, ed è quello che apre la raccolta. Il protagonista è un ragazzino che assieme alla sua famiglia (madre, padre e fratellino), approda in una nuova isola: si trasferiscono qui perché il padre è un mercante, ma subito la madre, veggente, è richiamata dalla loro divinità per adempiere a un compito orribile e disumano. Il racconto non mi è piaciuto perché i pensieri della madre verso un simile compito li ho trovati trattati in modo frettoloso, dunque superficiale, e in generale l'intero racconto soffre di questo eccesso di velocità: accadono troppe cose in tempi così brevi che non si riesce a immagazzinare le informazioni, e i protagonisti non riescono a coinvolgere; il rapporto familiare mi è sembrato pieno di lacune. Il messaggio finale mi ha un po' angosciato.
- "Il dono dell'aruspice" narra invece di un giovane visionario, un apprendista che dopo aver cominciato a studiare questa pratica per "stimolare" il suo innato dono, desidera liberarsene. Il racconto è strutturato molto meglio del precedente, con eventi precisi, affascinanti e intriganti, che si svolgono in un periodo ristretto ma sufficiente a far maturare il protagonista. L'epilogo l'ho trovato poetico.
- "Sibilla" è il mio racconto preferito della raccolta, ed è incentrato sul celebre mito della Sibilla Cumana. Stavolta c'è una ragazza come protagonista, che dopo un breve cenno al fatto che da bambina fosse stata notata dalla Sibilla, ora che ha quindici anni torna nel suo antro per interrogarla. Durante il suo breve viaggio si respira una bella atmosfera onirica e magica, e la saggia Sibilla dispensa consigli e non solo: con le sue spiegazioni integra persino i racconti precedenti!
- "I libri fatali" vede protagonista una giovane vestale che ha una gran curiosità e il desiderio di conoscenza, ma soprattutto, nonostante la pena di morte subita dalle sue compagne che hanno ceduto ai piaceri della carne, si lascia corteggiare da un decemvrio. E' l'unico racconto romantico e passionale, una storia d'amore che pur sviluppandosi in poche pagine, lascia alcune delle più profonde riflessioni sulla vita, con l'aggiunta di qualche brivido di suspance sia per il legame proibito, sia per la natura delle premonizioni. Epilogo memorabile e da plausi, davvero toccante. E' un'inno alla vita che va vissuta nel bene e nel male, al di là di ogni "nonostante".
Interessanti le note storiche e i glossari alla fine di ogni racconto.
In conclusione, una bella raccolta che sa intrattenere alcune ore, offrendo anche qualche spunto di riflessione. Imperdibile per gli amanti di miti e leggende.
Recensione completa sul nostro Blog ---> https://lettricitralestelle.blogspot.... Si tratta di un libricino molto scorrevole che ho letto in un paio d’ore, dai toni classici ma spensierati. Si è rivelata una lettura davvero piacevole, senza troppe pretese, che per un pomeriggio mi ha catapultata nella nostra antica storia. Molti sono i sottili riferimenti storici, che lasciano una nota di serietà tra le righe di questo libro. Sono quatto racconti in qualche modo collegati tra loro, che nonostante il loro contenuto non mi sia dispiaciuto non mi hanno convinta fino in fondo. Ognuno è fine a sé stesso, con quattro diversi protagonisti che intraprendono la loro strada verso la divinazione, in base alle usanze del secolo. Ma fine. Non ci ho trovato nessun messaggio morale o avventure strabilianti, nessun colpo di scena. Quattro racconti abbastanza piatti che anche se scritti veramente bene mi hanno lasciato un po’ l’amaro in bocca.
Alessandra Leonardi ci incanta con questa antologia, dove esprime il suo amore per i popoli antichi, in particolare Roma. L'antologia prevede dei racconti che si susseguono nei secoli e concatenano nella struttura dei modi di divinazione: inizia con una famiglia in fuga da Cartagine prima della nascita di Roma e finisce con i primi anni delle Guerre Puniche. Veggenti, Augure, visioni dall'acqua e da Apollo stesso, la scrittrice ripercorre l'evoluzione del mediterraneo, facendo menzioni indirette alla cristianizzazione dell'impero. Un libro da non perdere.