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En un pequeño pueblo al pie de una montaña, un hombre, gran conocedor de las rutas que permiten cruzar la frontera, añade la actividad de pasador de clandestinos a su oficio de escultor. Pero no les cobra, y uno de esos viajeros, escritor, escribe sobre él, lo que llama la atención de los medios y lo obliga a mudarse junto al mar. Allí, un cura le propone una tarea bien particular: restaurar una cruz de mármol, un Cristo vestido con un paño al que deberá dotar de sexo. Reflexión sobre lo sagrado y lo profano, sobre el lugar de la religión en nuestras sociedades, La natura expuesta es una novela densa y poderosa.
132 pages, Kindle Edition
First published September 1, 2016
«Esistono libri che fanno provare un amore più intenso di quello conosciuto, un coraggio più scatenato di quello sperimentato. Dev'essere l'effetto che fa l'arte: supera l'esperienza personale, fa raggiungere al corpo, ai nervi, al sangue, traguardi sconosciuti.»
«Arrancavo dietro nei musei, che mi stancano perché si cammina troppo lenti, ci si ferma ogni tre passi a leggere il titolo di un quadro, di un pittore. I musei hanno la scomodità per me di essere in piano. Mi andrebbero meglio con salite e discese, passaggi stretti, balconate dove starmene affacciato a guardare lontano.»
«[Nel Museo Archeologico di Napoli] Le statue delle divinità si sono disobbligate dal culto e dal commercio con la specie umana. È rimasta una regalità che non dipende dal fumo degli altari. Non stanno in esilio, sono riunite in assemblea dentro il Museo, in opposizione al dio esclusivo e unico del monoteismo. Più antiche della sua rivelazione, mantengono un sentimento di superiorità verso la divinità ultima arrivata, che fece loro il torto di ignorarle. Non provano risentimento. Sono state onorate da poeti, filosofi, drammaturghi, artisti di mosaici e di sculture. Hanno parlato le sapienti lingue del greco e del latino, abitando le viscere di vulcani, le sommità innevate, i fondali marini. Hanno abitato il mondo, non il cielo.»
«Mi piace sentire il suo peso, averne il pensiero costante. Mi affeziono. Succede qualche volta con un libro. È una finestra in tasca, per cambiare l'aria. (...) Questo mi fanno le letture, un rimbombo dei loro argomenti dentro il mio corridoio di statue.»