Dura, la vita del principe. Tra una festa da ballo e una lezione di geopolitica militare applicata, Gianfilippo Romualdo Dionigi Cosmo De’ Principoni non ha un attimo libero. E ora ci si mette pure zia Augusta, con la sua fissa per il matrimonio. Ma che si sposasse lei, no? Eh, no. Meglio lasciar fare tutto al povero Gianfilippo. Tanto che ci vuole, è un lavoro da due minuti. La trova, la salva, le chiede la mano. Lei si innamora e vivranno per sempre felici e contenti. Come nella migliore tradizione. La tradizione di principesse imprigionate, stregate, vendute a bestie o rapite da mostri. Principesse da salvare, in attesa di un principe che, a detta loro, non ha nulla di meglio da fare per tutto il giorno. Beh, la tradizione fa schifo. Ma è sempre meglio che sposare Cenerentola.
Povero Gianfi. Mica voleva sposarsi, lui. Figurarsi fare un viaggio per tutto il reame a salvare principesse (che poi, hanno davvero bisogno di essere salvate?). Gianfilippo Romualdo Dionigi Cosmo De’ Principoni si è guadagnato il mio cuore al primo capitolo, è un tontolone – soprattutto in fatto di donne – e la sua ingenuità e sincerità fanno inevitabilmente sorridere il lettore, senza mai essere fastidiose o esagerate. È un principe, ma non di quelli convenzionali. Non è un pallone gonfiato come Cyano Cyelo Lapislazzulo De' Azzurris, il rampollo più desiderato del reame, lui ama segretamente la magia e lavorare a maglia, ma non sono hobby adatti a un principe e tantomeno a un uomo. O almeno questo è quello che gli ha inculcato Zia Augusta. Tutti i personaggi che incontriamo guardano a Gianfi come un povero scemo, forse a causa suo abito elegante, scomodissimo per le cavalcate sotto il sole. O forse è per quella sua boccaccia che dice le cose più sconvenienti, spesso senza manco accorgersi di dirle ad alta voce. Uno dei personaggi che ho amato di più, però, è Amaranta, la sorella di Gianfi, che lo accompagna nell’avventura. È una donna forte, coraggiosa, indipendente ma soprattutto intraprendente, molto più del fratello. E la cosa che ho apprezzato di più è stata la consapevolezza di Gianfilippo nel riconoscere che la sorella è notevolmente superiore a lui, sia in intelligenza che in carattere, tanto che spesso pensa che sarebbe una regnante migliore di lui. L'ironia di Naghree, di cui avevamo già avuto un assaggio in Alchimia di Sangue, è ben presente ed è in grado di rallegrare anche le serate più buie con mal di pancia e PMS. E anche se non siete amanti del fantasy o dei romanzi epici, non potrete che amare questa storia, è adatta a tutti, ma soprattutto a tutte le età. Un viaggio Epico, degno di un buon fantasy, ma con la leggerezza e l'umorismo che lo rende leggibile a tutti, anche i più restii a questo genere. Una fiaba classica nell'ambientazione ma moderna nei temi e nella mentalità aperta, tra stregonerie, sonnolenza, cozze lardellate, coppie improbabili, baci rubati e piratesse sexy, verrete trascinati pagina dopo pagina, senza mai staccare gli occhi. Un altro punto a favore della storia va dato alla spettacolare impaginazione e alle illustrazioni di Naghree. Davvero notevoli, non vedo l'ora di avere il cartaceo tra le mani per fare uno shooting con i fiocchi. Ma non è tutto qui: oltre l'umorismo, c'è un messaggio bellissimo che traspare tra le pagine, un messaggio di femminismo e parità dei sessi. Un inno alle donne forti, indipendenti, che hanno avuto il coraggio di lasciare tutto, compresa la famiglia e la tradizione, per seguire le proprie passioni e propri sogni. Non come quel fifone di Gianfilippo... O almeno così pare. E noi dalle principesse di Naghree possiamo solo imparare.
Ho preso questo libro attratta da cover e sinossi e, sinceramente, la lettura è stata superiore alle mie aspettative. La storia fa ridere, è vero, verissimo, ma dentro ci ho trovato non solo personaggi simpatici, stile curatissimo, disegni davvero belli e risate a crepapelle. Ci sono concetti profondi, che fanno riflettere e rispecchiano un animo sensibile e attento. Felicissima di questo acquisto!
Ricco di umorismo e di una ricercata ironia, il secondo romanzo di Naghree è una chicca di citazionismo che sovverte canoni e clichè di genere (dal bacio incantato al principe azzurro, dalla principessa in pericolo all'eroe riluttante) . Di racconti fantasy così consapevoli della loro natura derivativa, eppure così originali, non ne avevo mai letti. Le avventure di quel cretino di Gianfilippo e di quella valchiria di Amaranta scorrono veloci su binari ben oliati, che portano a destinazioni inaspettate. C'è tanto Cuore, una immensa sensibilità e tanta voglia di ridere in questo libro. Proprio per questi motivi mi ha divertito così tanto. Consigliatissimo.
Il viaggio di Ginfili e sua sorella Amaranta alla ricerca di una principessa da salvare si rivela pieno di sorprese. La prima fra tutte che non ci sono principesse da salvare! L'ho trovato divertente, ironico con una scrittura scorrevole. Il principe un po imbranato accompagnato da una sorella scaltra e intraprendente che più di una volta lo tira fuori dai guai. Nonostante la narrazione attraverso delle favole vengono trattati tematiche importanti e di grande attualità.
L'ho letto tutto a fatica, sembrava simpatico ma , proseguendo nei capitoli,mi ha annoiato sempre più. Approfondimento dei personaggi praticamente nullo, ambientazioni scarne, coinvolgimento emotivo zero.Mi fa spiacere di avere già comprato un altro titolo dell'autrice, ma chissà, magari quello mi stupirà! Questo l'ho trovato davvero piatto.Direi che sembra un libro per ragazzini, ma ho letto libri per ragazzi ben più coinvolgenti di questo...