Siamo tutti d’accordo (almeno a parole) sul fatto che la Grecia antica sia la “madre” della civiltà occidentale; “le nostre radici sono greche” si dice comunemente. Ma che cosa significano, esattamente, queste metafore? In che senso, e in che modo, la Grecia di Pericle e di Alessandro Magno ci è “madre”? Chi tenta di rispondere a questa domanda perlopiù si rifugia in luoghi le nostre Olimpiadi sono ispirate alle Olimpiadi greche, la nostra democrazia è modellata sulla democrazia ateniese, il nostro vocabolario (quello della medicina, per esempio) è zeppo di parole greche. Ma ci si può accontentare di queste osservazioni? Certamente no. Lo stile di vita dei Greci era diverso dal nostro, e radicalmente diverso era il loro modo di “costruire” il mondo. E tuttavia non possiamo capire nulla di noi, se non ci confrontiamo con i Greci. Gli ingredienti di cui è fatta la nostra identità sono quelli che la Grecia ha prodotto ed elaborato. Questo libro è articolato in sette capitoli, in ognuno si sviluppa un tema dell’antica Grecia direttamente collegato ai nostri giorni (maschilismo e femminismo, la scoperta del corpo, novità dall’archeologia, gli dèi falsi e bugiardi, politica e antipolitica, amministrare la casa, governare la città, siamo tutti greci); si comprende così che il nostro modo di percepire e affrontare i problemi ricalca i processi mentali, i percorsi immaginari e le categorie di giudizio messe a punto dalla mente greca.
Uno dei libri più belli che abbia letto. Credo che l’autore sia stato perfettamente in grado di raccogliere e illustrare buona parte del patrimonio culturale che abbiamo ereditato dai greci.
La lettura è scorrevole, non è pesante, probabilmente perché dedicata a un pubblico giovane ma ciò nonostante i pensieri riportati sono completi e approfonditi.
La chiave di lettura è sicuramente moderna e l’autore è molto “sul pezzo” in quanto non fa errori tali da comportare retaggi maschilisti o patriarcali (soprattutto nel capitolo dedicato alla donna, capitolo per la cui lettura sono stata particolarmente attenta a individuare “errori”, stereotipi i retaggi culturali ma sono stata positivamente sorpresa di poter dire che l’autore è un alleato della causa femminista).
Beh che dire, leggere queste pagine mi ha riportato al liceo, ed essendo spesso una nostalgica (non del liceo quanto delle materie e dei temi studiati) mi ha davvero emozionato ritornare a leggere nomi di autori, opere e passaggi letterari.
Credo che tutti i giovani ragazzi e ragazze dovrebbero leggerlo perché estremamente interessante e capace di fornire degli strumenti quanti mai utili per comprendere l’attualità perché per un non addetto ai lavori potrà sembrare incredibile ma siamo tutti greci davvero, e capirlo è un’emozione così forte da far girare la testa.
Strana operazione che cavalca una moda recente dell’editoria italiana: proviamo a spacciare un po’ di classicità fin dalla scuola media... Bella la copertina, ambiguo il titolo; ed infatti non posso non imaginare una mia prima superiore piena di allegre faccine di tutti i colori. Forse però la prospettiva non sarà così sfacciatamente eurocentrica; forse. E poi di quale Grecia si parla? Prevale quella omerica e del mito, e va bene; ma perché non inserire qualche foto e qualche nota integrativa: non è che 14/16 anni ci si muova sulla linea del tempo con grande disinvoltura, e l’immaginario contemporaneo non lascià più molto spazio alla mitologia. I destinatari del libro sono i ragazzi o chi, tra i genitori, ha fatto a suo tempo il liceo classico? Il complesso discorso sulla prossimità con il passato è impostato fin dalle prime pagine, ma non mancano alcune semplificazioni inaccettabili. Decisamente più convincente (e anche di più) la seconda parte, sebbene mi sarebbe piaciuto un approccio globale o interculturale meno convenzionale. Non credo che darò da leggere il libro in modo autonomo; meglio una lettura condivisa e con gli effetti speciali sulla Lim. Troverò il tempo?
Ho letto questo libro per la scuola e sinceramente non mi è piaciuto. Le informazioni contenute sono di per se giuste, come ad esempio la formazione dell'assemblea cittadina ad Atene o la storia dei bronzi di Riace. Il problema è però che tali argomenti vengono trattati in modo del tutto disordinato, quasi casuale, mischiandosi fra loro in un miscuglio di informazioni sulla civiltà greca. Il libro è inoltre pieno di frasi fatte, quasi sempre scontate o insensate. Inoltre molte tesi sostenute dall'autore non vengono spiegate bene e risultano incomprensibili. Avrei apprezzato molto di più se il numero di pagine fosse raddoppiato in modo da spiegare con calma tutti gli argomenti. Non penso sia possibile, a meno che non si parli di uno scrittore molto abile (non in questo caso) trattare del ruolo della donna, della religione, dell'arte, della mitologia, della politica e del pensiero di una civiltà come quella greca in poco più di 150 pagine. sembra quasi un disperato appiglio a ogni lato della grecità per dimostrare il collegamento con la nostra. penso inoltre che non sia possibile dimostrare tale collegamento senza un minimo di spiegazione della trasformazione che la cultura greca ha subito nel corso di 2 millenni. In conclusione penso che la tesi in se sia abbastanza corretta, ma è spiegata molto molto male.
Il libro è molto chiaro nello spiegare gli aspetti principali della civiltà greca, citando anche miti, commedie e tragedie della letteratura per far sì che il lettore possa capire meglio quel preciso aspetto della cultura ellenica. Molto consigliato a chiunque sia interessato!!!
Interessante. L'editore, furbamente, nella quarta lo classifica come libro per ragazzi dai 12 anni, forse per venderlo nella scolastica obbligatoria. Non è un libro per chi ha 12 anni. A meno che nella seconda media italiana i ragazzi non padroneggino già Euripide e Platone.