EDIZIONE IN DOPPIA LINGUA ITALIANO E INGLESE - DUAL LANGUAGE EDITION IN ITALIAN AND ENGLISH Con la crescita inarrestabile della popolazione mondiale la questione demografica è spesso al centro del dibattito sul futuro della specie ci saranno risorse per tutti oppure diventerà lecito impiegare tecniche di controllo della popolazione? Gli scenari futuri saranno legati anche alle nuove tecnologie riproduttive con cui si potrebbe scegliere il profilo genetico dei nascituri. Quale domani ci aspetta? Editeremo il nostro DNA per vivere quanto Matusalemme? Aspetteremo con ansia il rilascio di un certificato alla procreazione? Ci riprodurremo per clonazione oppure il sesso e la funzione riproduttiva si separeranno per sempre? I non nascituri indaga queste e altre questioni con due modalità il racconto “Futuro di mezza estate” di Francesco Verso in cui il controllo demografico si realizza mediante i sogni e il saggio “La fine del sesso (riproduttivo)” di Maurizio Balistreri che tratteggia gli scenari riproduttivi dei prossimi anni. With the unstoppable growth of the world population, the demographic issue is often at the center of the debate about the future of the human will there be enough resources for everyone or will the employment of birth control techniques become a legitimate solution? Future scenarios will also be connected to new reproductive technologies with which it could be possibile to choose the genetic profile of the unborn. What does the future hold in store for us? Will we be editing our DNA to live as long as Methuselah? Will we have to wait anxiously hoping to be issued with a procreation certificate? Will we reproduce by cloning, will sex and the reproductive function be separated forever? The Unborn investigates these and other issues through two narrative the short story “Midsummer’s Future” by Francesco Verso in which demographic control is enforced using dreams, and the essay “The end of (reproductive) sex” by Maurizio Balistreri which outlines some possible reproductive scenarios for the coming years. L' Francesco Verso (Bologna, 1973) lavora da oltre dieci anni come scrittore di genere ed editor del progetto multiculturale Future Fiction. Ha pubblicato i romanzi Antidoti umani, e-doll (premio Urania 2009), Livido (premio Odissea e premio Italia 2014, pubblicato negli USA da Apex Books come Nexhuman), Bloodbusters (co-vincitore premio Urania 2014) e I camminatori. Suoi racconti sono apparsi su riviste come Robot, iComics International Speculative Fiction #5, Chicago Quarterly Review #20. Vive a Roma con la moglie Elena e la figlia Sofia. L' Maurizio Balistreri, ricercatore di filosofia morale e responsabile scientifico del Comitato di Bioetica d’Ateneo dell’Università di Torino è autore di Etica e romanzi (Le Lettere, 2010), La clonazione umana prima di Dolly (Mimesis 2015) Il futuro della riproduzione umana (Fandango 2016) e Sex robot (Fandango 2018). The Francesco Verso (Bologna, 1973) has been working for over ten years as a genre writer and editor of the Future Fiction multicultural project. He has published the novels Antidoti umani, e-doll (Urania Award 2009), Livido (Odyssey and Italy Award 2014, published in the USA by Apex Books as Nexhuman), Bloodbusters (co-winner of the Urania Award 2014) and I camminatori. His stories have appeared in magazines like Robot, iComics, International Speculative Fiction # 5, Chicago Quarterly Review # 20. He lives in Rome with his wife Elena and daughter Sofia. The Author Maurizio Balistreri, researcher of moral philosophy and scientific director of the Bioethics Committee of the University of Turin, is the author of Etica e romanzi (Le Lettere, 2010), La clonazione
Francesco Verso (Bologna, 1973) is a multiple-award Science Fiction writer and editor. He has published: Antidoti umani, e-Doll, Nexhuman, Bloodbusters, Futurespotting and I camminatori (made of The Pulldogs and No/Mad/Land). Nexhuman and Bloodbusters have been published in Italy, US, UK and China. I camminatori will be published by Flame Tree Press as The Roamers in Spring 2023. He works as editor of Future Fiction, scouting and translating the best SF from 12 languages and more than 30 countries. He’s the Honorary Director of the Fishing Fortress SF Academy of Chongqing. He may be found online at www.futurefiction.org.
Abbastanza incomprensibile - non la prosa, ma per come e' assemblato.
Il racconto è uno "standard" cyberpunk, soltanto che è scritto nel 2018 (presumo) ed è già datato per l'epoca. Mi sembra che ci sia molta ripetizione fine a sé stessa dei trope cyber senza che ci sia un filo tematico/narrativo forte.
Fin da pagina uno il punto di vista trabocca di orientalismo (leggi, feticizzazione per l'oriente), ed è abbastanza imbarazzante. Il pov ci tiene a farci sapere che mangia con le ohashi (che sono poi bacchette), l'amata si chiama ovviamente Yumiko, ha gli occhi 'da riso' (espressione che mi ha fatto rimpiangere gli occhi a mandorla), e si comporta come questo feticcio ipersessualizzato e esotico. In maniera gratuita, perché il racconto non ha alcun bisogno di questo tema per funzionare. Yumiko si sarebbe potuta chiamare Karla e le cose non sarebbero cambiate di una virgola.
Tutto bene, mi sono detto. Chiaramente Verso voleva rappresentare un certo tipo di persona; l'otaku viscidone con la fissa per ogni cosa remotamente asiatica. Il messaggio sicuramente è passato. L'esoticismo è codificato nel cyberpunk - ma non è detto che si debba ripeterlo per forza. Quello che sto cercando di dire, in maniera gentile, è che leggere è stato in parti uguali disgustoso e comico.
Una lancia da spezzare a favore di Verso: l'uso del linguaggio, per quanto sopra le righe, denota una certa abilità. Ogni volta che il protagonista puo' usare un termine tecnico, o uno slang, o un neologismo, lo farà. Il risultato ricorda un po' i classici dello scifi, come arancia meccanica. A mio gusto l'effetto finale è un po' barocco, ma non posso dire che non sia stato fatto con competenza e che non contribuisca a creare quel senso parodistico ed esagerato del personaggio di Thomas.
Nella società presentata pare ci sia un tasso di infertilità altissimo. Lo sappiamo perché Yumiko ha la cortesia di graziarci con uno spiegotto. Allo stesso tempo, lo stato esercita una pressione sociale costante per l'astinenza (nemmeno fosse la chiesa cattolica) probabilmente per attuare un controllo genetico costante sulle nascite (in vitro? fecondazione forzata? non si sa).
Il controllo totale sui diritti riproduttivi sarebbe un tema interessante (e.g. brave new world, il racconto dell'ancella, ecc.) se non fosse che il racconto la butta in caciara. Siamo inondati del punto di vista sopra le righe del protagonista, che al di là delle parti viscide, è incapace di essere obiettivo. Soffocato dalle ansie masturbatorie di Thomas, il tema non arriva.
L'elemento punk di rivolta viene portato in teoria da Yumiko. Ma Yumiko è uno stereotipo, non un personaggio. Nel momento in cui si ribella rivendicando il suo desiderio di maternità, si toglie la maschera da seducente asiatica dai 2800 partner (lasciando perdere il numero ridicolo) per mettersi la maschera da coraggiosa madre. Ammesso che questo passaggio di maschere possa funzionare, non funziona qui perché non sappiamo esattamente in che modo il sistema sta opprimendo la gente. La propaganda all'astinenza è locale o globale? Il problema dell'infertilità esiste o è solo propaganda? Che altri metodi di controllo della popolazione ci sono? Non ne abbiamo idea. Se magari avessimo letto di piu' sugli elementi fondamentali di questa ambientazione invece di calcare la mano su elementi inutili, come il NuWok, le ohashi, il ReStore, le V-lenti, e altro gergo pseudofuturistico in salsa teriyaki, magari lo sapremmo.
L'articolo che segue il racconto, di Balistreri, parla di come le nuove tecniche di fecondazione in vitro, di gene editing, e di procreazione assistita potrebbero cambiare radicalmente la nostra percezione di 'nascita naturale' e aumentare l'accesso ai diritti riproduttivi, senza mancare di sottolineare le possibili difficoltà e le conseguenze etiche che in genere la tecnologia si porta dietro. La tesi finale di Balistreri sembra essere che il progresso medico-scientifico, quando applicato in maniera etica, è positivo.
Il libro è incomprensibile perché queste due componenti non si parlano tra loro. Intitolare 'i non nascituri' chiaramente colora il libro di una certa ansia: aprendo il libro si trova un racconto sovraeccitato sul controllo statale e un resoconto scientifico tutto sommato positivista. Risultato finale? Confusione, e nemmeno del tipo gradevole.