Una Istanbul da fiaba quella narrata da Pınar Selek attraverso i ricordi della sua infanzia e giovinezza nella "Casa sul Bosforo". Nell'arco di vent'anni, seguiamo l'intreccio amoroso di due coppie, quella della studentessa rivoluzionaria Elif e del musicista Hasan, e quella di Sema in cerca di se stessa e di Salih l'apprendista falegname. Ma il personaggio principale è il quartiere di Yedikule, carico di storia, di tradizioni, che conserva la sua autenticità nonostante lo scorrere del tempo. Tutti i personaggi che gravitano intorno ai quattro eroi principali sono vivi, tangibili, di tutti conosciamo l'origine, la vita quotidiana, il mestiere, le minuzie. E tuttavia è una fiaba non priva di ombre, il libro comincia con la denuncia del colpo di Stato del 1980 e descrive personaggi assetati di libertà e giustizia sociale, tentati dal terrorismo o spinti all'esilio. È una fiaba rosa dove le donne, romantiche e appassionate, prendono tutte in mano il loro destino mandando in frantumi i nostri pregiudizi. E in ultimo è una fiaba utopista e di confine, popolata da minoranze curde, armene e greche ben visibili: la resistenza curda è attiva, la cultura armena presente, i pogrom contro i greci nel 1955 e durante la crisi di Cipro vengono evocati. Può esistere un luogo dove persone di origini diverse s'incontrano e si aiutano reciprocamente?
Pınar Selek (born October 8, 1971) is a Turkish sociologist, feminist, and author. She is known for her work on the rights of vulnerable communities in Turkey, including women, the poor, street children, sexual minorities, and Kurdish communities. She is the author of several books published in Turkish, German, and French, and is one of the founding editors of Amargi, a Turkish feminist journal. She currently resides in France and became a French citizen in 2017.
“Ci resta una mezza speranza”, verso tratto da una poesia di Metin Altiok, è uno dei motto di questo libro. Mi risulta difficile dare altro che il mio parere su questo libro, in quanto io mi sono lasciata subito trasportare dalla lirica del suo stile. Le voci dei protagonisti si mescolano a quelle degli altri personaggi che risultano molto importanti per ricreare l’ambiente socio-politico della città e non solo. La trama si svolge a partire dal 1980, con il colpo di Stato che stravolge la vita ai protagonisti per continuare a svilupparsi fino al 2001. La fiaba delle storie d’amore s’intreccia con la ricerca della libertà, la resistenza curda, la convivenza tra turchi e varie minoranze, in un continuum di incontri e partenze per un altrove. Il messaggio di speranza e solidarietà, convivenza e aiuto da parte dell’autrice Pinar Selek, perseguitata per essersi schierata dalla parte dei gruppi oppressi è forte e chiaro. Leggetelo per sapere di più sulla Turchia e per vivere l’amore tormentato dei protagonisti.
Pinar Selek ha dato vita ad un vero e proprio puzzle di vite umane, specchio di una società frammentata. Personaggi non “pescati” dalla classe benestante, bensì da quella degli oppressi dal sistema di dittatura militare che vigeva in Turchia durante questi anni (l’arco temporale in cui si svolge la vicenda interessa il periodo delle lotte interne, compreso tra il 1980, anno del colpo di Stato e il 2001). Le vite di queste persone sono in un primo momento descritte e narrate separatamente, tuttavia con il passare del tempo vanno ad intrecciarsi convergendo tutte in uno dei più antichi quartieri di Istanbul: Yedikule, il vero protagonista di questo libro. I suoi abitanti così diversi tra loro, trovano sempre il modo di aiutarsi a vicenda e di risollevarsi dall’avversa situazione politica, economica e sociale. Davanti ad una tazza di te caldo speziato tutti i problemi sembrano quasi dissolversi, non ha alcuna importanza se si è di etnia turca, armena o curda.
E' un romanzo ambientato temporalmente subito dopo il Colpo di stato del 1980 e spazialmente nel quartiere Yedikule di Istanbul. Questo quartiere, nonostante non sia l'unico luogo in cui si muovano i protagonisti, risulta fondamentale poiché è proprio qui che tutti i personaggi finiscono per intrecciare i loro rapporti. Nel quartiere risiedono curdi, armeni, greci, tuchi e vivono tutti come una grande famiglia proteggendosi a vicenda ed aiutandosi quando ce ne è bisogno. Ed è proprio questa in questo mondo a se che i protagonisti si muovono o abbandonano per trovare se stessi ma a cui rimangono profondamente legati. L'autrice narra, quindi, la vita e la storia d'amore di due coppie giovani molto diversi fra loro: abbiamo la studentessa di filosofia e rivoluzionaria Elif (forse per colpa del padre) e il musicista Hasan con il suo duduk, e poi Sema, che non ha potuto studiare ma verrà aiutata a recuperare gli anni persi, in cerca di se stessa e Salih l'apprendista falegname. Devo dire che la scrittrice evidenzia l'aspetto multi culturale di Istanbul evocando in modo pratico la resistenza curda, la cultura armena ed i disordini contro i greci nel 1955 e come tutto ciò influenza le vite dei protagonisti fin da piccoli. Pinar Selek (da Wikipedia) è una sociologa, femminista e scrittrice turca. È nota per il suo lavoro sui diritti delle comunità vulnerabili in Turchia, comprese le donne, i poveri, i bambini di strada, le minoranze sessuali e le comunità curde. Attualmente risiede in Francia ma è stata processata in Turchia per un periodo di 15 anni, e poi prosciolta da tutte le accuse, in relazione a un'esplosione avvenuta al Bazar delle spezie ad Istanbul nel 1998.
Dans ce roman, on suit l'histoire de deux couples : Elif et Hasan, elle est étudiante et révolutionnaire, lui est musicien et nomade, et puis il y a Salih l'apprenti menuisier et Sema, qui rêve de reprendre ces études. Ces jeunes gens sont aussi liés par l'amitié. Ils ont une devise commune "Il nous reste un demi-espoir".
Mais assez vite, on se rend compte que ce n'est pas leur vie que l'on suit uniquement mais la vie de ce quartier d'Istanbul, Yedikule, au fil du temps. En effet ce roman commence en 1980 au moment du coup d'état en Turquie jusqu'à 2001. Ce quartier pourtant plongée dans la répression et la privation de liberté a réussi a garder son âme et sa solidarité entre toutes les communautés (kurdes, arméniens et turcs)
Côté personnage, j'ai fait le lien entre le personnage d'Elif et Pinar Selek. Cette jeune fille révolutionnaire qui rejoint les réseaux clandestins de révolution par idéal et qui petit à petit est désenchanté par ce monde. Elle y découvre un monde de solitude bien loin de ce qu'elle pensait. Mais outre les quatre personnages que je vous ai évoqué, il y en a une dizaine d'autre tous aussi important les uns que les autres parce qu'ils nous permettent de bien nous imprégner de l'atmosphère du quartier. J'ai bien aimé aussi le fait que les femmes aient leur destin en main.
C'est donc un livre assez passionnant que nous livre l'auteur où elle nous livre son rêve de fraternité.
yedikule ve bostancı arasında gezerken bizi yanında gezdiren pınar selek romanı.eleştirilerin çoğuna katılıyorum, dilin yavanlığı ve öykü boyunca insana bir kez bile aaa, olamaz dedirtemeyen tesadüflerin gereksizliği konusunda ama yedikule'de iken sanki oraya, bostancı sahildeyken de kayalıkların üzerine oturmaya gider gibi hissettim ben kendimi. nihayetinde, diğer kitaplarını da edinerek binlerce şans daha vermek istemekteyim kendisine, dilerim daha çok, hiç vazgeçmeyerek ve daha uzun soluklu öyküler yazar. not:tüm bu fikirlerin oluşmasında pınar selek'in kişiliğinin etkisi, romanın etkisinden daha fazla olmuştur, entry yazarı göz göre göre adam kayırmış, eyyam yapmış, tamam abicim, iki satır olmadı diye hemen terslenmek mi lazım diyerek içinden türeyen eleştirileri bertaraf etmiştir. itiraf ediyorumdur.
Pinar Selek vive in esilio a causa delle persecuzioni subite per le accuse di complicità con il PKK. Il romanzo è una testimonianza del colpo di stato del 1980 e delle successive traversie delle opposizioni di sinistra turche. Le questioni politiche rimangono tuttavia sullo sfondo di storie d'amore che sembrano scritte da un'adolescente in preda a passioni inespresse e i dialoghi sono artificiosi. Questo libro è una vera delusione
Attraverso le storie si Elif, Hasan, Sema e Salih, giovani in cerca di un posto nel mondo, la scrittrice mette in luce i problemi socio politici di un paese, la Turchia, che nel 1980 subisce un colpo di stato. Così l'alternanza di temi come quello delle minoranze etniche e religiose, la censura e la repressione con l'incarcerazione rendono le vicende narrate ricche di sentimento, intensità e tormento.
Ulteriore protagonista è Yedikule, quartiere di Istanbul dove si intrecciano le vite dei personaggi tra gioie e ritorni, sofferenza e partenze, povertà e solidarietà.
Un libro che ti arriva dritto al cuore e che ti apre un mondo che non vorresti mai smettere di esplorare. La casa sul Bosforo è un romanzo doloroso, vivido, coraggioso e rappresentativo di come la forza della resistenza, il sacrificio e la voglia di giustizia sono predominanti.
"La maison du Bosphore" est un roman initiatique à plusieurs voix, dont celles d'Elif, d'Hasan, de Sema et Salih résonnent le plus fort. Dans le contexte politique difficile des années 1980 en Turquie, ces quatre jeunes gens se découvrent, entre amours, engagement militant, travail et vie de quartier à Yedikule, l'un des plus anciens d'Istanbul. Le roman aborde tout en finesse les aspects les plus durs de la vie d'alors à Istanbul : la répression politique, la violence, les divisions ethniques. Malgré tout, le roman fait vivre ce "demi-espoir" qui porte les personnages tout au long de leur apprentissage de la vie. "La maison du Bosphore" est surtout un hommage à la diversité d'Istanbul et à l'entraide, ce qui résonne encore plus fort lorsqu'on connaît le parcours difficile de Pinar Selek. L
Può esistere un luogo dove persone di origini diverse s’incontrano e si aiutano reciprocamente?
La Casa sul Bosforo prova a rispondere a questa domanda e lo fa con una delicatezza e una cura rare. Sullo sfondo di una Istanbul smisurata e fiabesca, e in particolare del quartiere di Yedikule, vero protagonista di questo romanzo corale. .
Dalle pagine del libro si sentono risuonare le melodie del duduk, il profumo del mare, del legno e della cucina turca, si percepisce la fame di libertà e giustizia, l’amore per le piccole tradizioni che uniscono, la forza e l’umanità delle persone.
Elif in cerca di giustizia. Hasan in cerca di vita. Sema in cerca di se stessa. Salih in cerca di futuro. E ancora Jemal, Guljan, Zabel, Belguin, Nahidé, Kemal.. sono tantissimi i personaggi che si intrecciano componendo un ricamo ricco e dettagliato, il ritratto di un’umanità in bilico tra oppressione e indifferenza.
L’autrice affronta tanti temi delicati e importanti con una scrittura pulita, lirica e poetica. Da’ voce alle donne, ai poveri, alle tante minoranze e culture che compongono il mosaico di Istanbul, e non solo. La resistenza curda, la cultura armena, i pogrom contro i greci del 1955, il colpo di stato del 1980.
Essendo un romanzo corale estremamente ricco di personaggi, luoghi e linee narrative, forse a volte ci si sente confusi, si devono rintracciare le fila, individuare le voci. Ma è una confusione che ho apprezzato e che mi ha fatto tornare tra le strade di Istanbul.
E’ un libro che consiglio molto, soprattutto a chi cerca sempre nuove voci, a chi cerca un luogo dove persone di origine diversa si incontrano e si aiutano.
Merveilleuse plongée au cœur du quartier Yedikuke à Istanbul, avec la situation politique de la Turquie en toile de fond. Beaucoup de personnages (il faut s’accrocher un peu pour suivre) très attachants. Ça se lit très facilement, gros coup de cœur!
J'aime beaucoup les petites histoires qui nous emmènent dans l'Histoire et nous l'humanisent. Le destin croisé de ces 4 jeunes dans la Turquie d'hier se reflète dans celle d'aujourd'hui, avec de nombreux moments de poésie révolutionnaire.
Pınar Selek'in başına gelenlerden dolayı duyduğum sevgiden mi kaynaklanıyor, yoksa zaten yazdıklarıyla bu sevginin katmerlenmesi mi, bilmiyorum, pek tarafsız bir yorum yazabileceğimi zannetmiyorum :) Kitabı uzun bir şehirler(hatta ülkeler)arası bir otobüs yolculuğunda, TC'den umutsuzken, herşey üstüste gelmişken(Berkin'in ölümü, tapeler, Erdoğan ve AKP faşizminin tepemizde saçma sapan kararlarla bir kılıç gibi sallandığı günler) Türkiye'ye dönerken okumaya başladım ve bir yandan içinde bulunduğum ruhhalini kitabın başından, hatta ortalarına kadar olan kısmına hakim, post-80ler karamsarlığı ile günümüzü karşılaştırırken buldum. İşte o hal, kitabı okurken sanki aynı acıyı çeken iki dostun birbirine sarılması gibi, sarılıp ağlaması gibi geldi bana.. Değindiği bir çok nokta var, Yedikule ve Bostancı'da gözünüz kapalı gezinme kısımlarını geçiyorum, bir hayat ilerliyor, geçip gidiyor, adı gibi "Yolgeçen Hanı"ndan yolunuz geçiyor..
Bir gün karşılaşırsak, Pınar Selek'e sarılıp ağlamak için bir başka sebep oldu bu kitap bana.
'La casa sul bosforo' è un romanzo corale e, come tutti i romanzi corali, ha il suo punto focale nell'intrecciarsi delle vicende dei personaggi. Il problema è che suddetto intreccio non è gestito bene. I personaggi citati sono troppi e non si capisce quali siano quelli principali e quali quelli di supporto almeno per le prima 50 pagine. Così il lettore impazzisce a tenere a mente tutte le vicende e il romanzo finisce per risultare vago e confusionario. Secondo le intenzioni dell'autrice la casa che da poi il nome al romanzo sarebbe dovuta essere il bandolo della matassa nonchè culmine di tutte le peripezie, ma con la cattiva gestione dello svolgime to anche il finale perde la potenza evocativa che avrebbe potuto avere. Peccato, perchè le vicende dei personaggi erano un buon materiale e un potenziale ottimo spunto di riflessione. Tre/quattro personaggi in meno e parleremmo di un altro romanzo.
Güzeldi ama fazla uzatılmış gibi hissettim okuduktan sonra. Çok fazla karakterler var. Hikayenin sonunu güzel bağlamış yazar. Ancak hikayenin genel yapısı pek sağlam gelmedi bana.
Non sono riuscita ad empatizzare con i personaggi e mi aspettavo un romanzo scritto con maggiore passionalità, perciò alla fine mi sono ritrovata molto delusa e annoiata.