Introduce nozioni molto interessanti, ma verso la fine della lettura ho perso interesse. Il testo è strutturato in capitoli e ciascuno si conclude con un breve riassunto. Durante la seconda guerra mondiale, Winston Churchill individua gli elementi necessari in un edificio: funzionalità, dimensione affettiva e valore simbolico. Furono finanziati studi di psicologia ambientale a sostegno della ricostruzione postbellica; venne progressivamente abbandonata la progettazione egocentrica dell’architetto per dare spazio al determinismo architettonico. Divenne quindi essenziale un setting fisico-spaziale sociopeto, ossia in grado di agevolare l’interazione tra le persone. Risultano particolarmente importanti i concetti di congruence (o environmental fit), cioè la realizzazione di ambienti che rispecchino le esigenze dei loro utilizzatori, e di habitability, intesa come qualità ambientale percepita. Nella progettazione di ospedali e strutture sociosanitarie, l’umanizzazione degli spazi trasforma questi luoghi in ambienti terapeutici.