“L’ora del diavolo” è un’antologia di racconti fantastici ispirati a leggende e tradizioni popolari lucchesi. Tredici storie che conducono il lettore nei sentieri oscuri della Lucchesia, della Versilia e delle Alpi Apuane, assieme al linchetto, alle sirene, agli streghi e a tutte le creature fantastiche che popolano l’immaginario locale. Storie di donne bellissime e maliarde, di guardiani di abissi oceanici, di uomini insicuri e inappagati, pronti a evocare il diavolo per chiederne i favori. Presenza incombente nella loro vita, mercante di sogni altrui, il diavolo tesse la sua tela all’ombra degli uomini, fautori inconsapevoli del proprio destino, e anche del suo.
“L’ora del diavolo” contiene i racconti: L’ora del diavolo, Il guardiano degli Oceanini, Le voci alla Balza, La donna di fuoco, La luna sul fondo, La guerra del Fatonero, Il mercante di sogni, Gli uomini della neve, Il violinista del diavolo, Le fate di pioggia, Il risveglio degli Oceanini, Che fine ha fatto Babbo Natale?, In viaggio con te.
Voto di media tra i vari racconti. Molto belle le atmosfere "locali", visto che tutti i racconti sono ambientati in Lucchesia, tra la Versilia, le Apuane e Lucca. Si tirano in ballo leggende e retaggi che attingono a piene mani alla tradizione locale, a volte rimanendovi abbastanza fedeli, altre volte rielaborando e inserendo in contesti più prettamente fantasy.
Così si viene creando, di fianco alle antiche leggende, tutta un'ambientazione fantasy versiliese: nei boschi ci sono fate, buffardelli, satiri, streghi che difendono i boschi a bordo dei loro Serpenti Volastri. C'è l'Omo Selvatico che vive nascosto sui monti, c'è la sorgente segreta dove si radunano le fate e c'è la Tavola di Pietra sul Matanna dove si riuniscono tutte queste creature fatate. Ma c'è anche il Diavolo, l'Avversario che da sempre cerca di sconfiggere queste creature per avere la strada spianata contro gli abitanti della zona. Il tentatore, che offre accordi e favori alle persone per poi dannarle per l'eternità.
Una bella commistione tra leggende pagane e mitologia cristiana, cui a sua volta si aggiunge il mito degli Oceanini, gli abitanti della mitologica Tirrenide. Una terra poco conosciuta, spesso messa in ombra dalla ben più famosa Atlantide... ma la Tirrenide era un'isola favolosa che si dice un tempo si trovasse al largo del Tirreno, e di cui a oggi rimarrebbe solamente la Sardegna, a seguito del suo inabissarsi. Una terra abitata dai figli del mare, contro cui nell'ambientazione fantastica che Del Debbio crea si era scontrato a suo tempo l'esercito dell'Imperatore Federico II, che era riuscito a vincere causando la distruzione della Tirrenide e l'esilio nei mari degli Oceanini (tra cui sirene alate), da cui l'infinità di torri di guardia e di fari sulla costa versiliese, per evitare di essere nuovamente sorpresi. Addirittura si parlerà di un ordine di guardiani in epoca moderna, ancora addetti al controllo delle coste, così come si parlerà di un ordine inquisitorio che in passato era stato inviato a estirpare tutto ciò che non rientrasse nei canoni cristiani, e quindi i resti fatati del mondo pagano.
Come dicevo, questi racconti variano dalla rievocazione di leggende locali e ricordi del passato spruzzati di un pizzico di magia, al fantasy... neanche mediterraneo, prorio versiliese. All'inizio sono rimasto un po' perplesso, probabilmente perché l'abitudine è quelle di leggere di luoghi più esotici e lontani, mentre trovare il fantastico abbinato a casa propria lascia scombussolati, mentre è un bene che nascano -o tornino in auge- le nostre tradizioni e la nostra mitologia.