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Fouché 1759-1820

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1096 pages, Unknown Binding

Published January 1, 1900

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About the author

Louis Madelin

150 books1 follower
French historian.

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502 reviews50 followers
December 17, 2018
Quante stelle posso dare a questo libro fuori standard in ogni suo aspetto? Nelle sue 1096 (!) pagine è uno dei libri di storia più appassionanti che abbia mai letto ( e per piacere e mestiere ne ho letti tanti nella vita). Due giganti vi sono presenti: l’autore e il suo personaggio. Non si sa proprio a chi dare la palma. L’autore, classe 1871, cattolico e conservatore, è non di meno uno storico di gran razza. Ha spulciato ogni archivio, letto ogni memoriale, sfogliato ogni corrispondenza, valutato ogni studio su punti particolari del suo studio con grande equilibrio e una passione civile straordinaria, difficile da mette in campo nel valutare un personaggio su cui i contemporanei e le generazioni a venire hanno soprattutto dato pesanti ( e non immotivati) giudizi morali.
Tra Madelin e Fouché c’è una grande empatia che si esprime in un francese piano, leggero a volte travolgente. Ma non solo il personaggio Fouché è compreso nei suoi aspetti cangianti: il cinico uomo politico, il padre di famiglia amoroso, il facitore e il traditore dei sovrani (ma non della nation, perché, in fondo Fouché è rimasto un uomo del ‘89). E’ tutto il mondo politico della Francia bonapartista e poi borbonica che viene osservato al microscopio nelle sue (poche) grandezze e nell’immenso squallore di un traccheggio politico che non conosce onore da nessuna parte.
Fouché è uno di quei personaggi storici che non gode di buona stampa: coincidenze della sfortuna umana che lo mettono a mio avviso sullo stesso piano, ad esempio di Cromwell. Entrambi uomini di potere tanto spregiudicati da non arretrare mai davanti alla possibilità del prezzo in vite umane che la propria azione comporta. Ma quale importante personaggio del passato non si trova in simili situazione? Forse non Napoleone, o Cesare, o Pietro il grande o Federico II di Prussia? Eppure per questi, come per molti altri il ricordo è disposto a chiudere un occhio in nome delle ‘grandi azioni’ da loro promosse.
Fouché nel ricordo comune è lo squallido poliziotto che veglia con il suo esercito di spie sulla Francia napoleonica.
Fouché è stato invece un gigante della politica, uno che aveva nel DNA la lezione di Machiavelli, che era golpe e lione a seconda che le circostanze del potere lo esigessero, perché sì, quello che Fouché ama appassionatamente è il potere (il ‘prurito del potere’, lo chiama Madelin). Non quello dei troni e degli eserciti ma quello di chi, dietro le quinte è capace di creare o rovesciare troni, di fermare o fare avanzare eserciti: è lui che chiudendo le porte di Parigi permette a Napoleone di fare il colpo di Brumaio nel 1799 a Saint Cloud ed è lui che convince Napoleone ad abdicare nel 1815
Non c’è pagina di questo libro che non mi abbia mostrato qualcosa: cose che non sapevo, che credevo di sapere, che sapevo ma ogni volta da una prospettiva che sprofonda nell’intimità di un uomo orribile e affascinante. Un uomo insonne e mai fermo, sempre un passo avanti rispetto ad amici (quasi tutti traditi) e nemici, febbrile nella smania di essere sempre al corrente, con un capacità di previsione eccezionale (conosceva l’animo umano), intrigante, ingannatore doppio, triplo, contemporaneamente, sempre in grado di fare buon viso a cattiva sorte.
Su tutti sono straordinari i capitoli dedicati all’ ‘invenzione’ di una novità moderna che si deve, di fatto a Fouché: quello della polizia (che deve essere preventiva e non repressiva) e quello, esasperante fino alla nausea, dei micro/macro maneggi politici, a Parigi, nell’estate del 1815, dopo Waterloo e prima del ritorno dei Borboni.
Insomma una gran lettura.



potete leggerlo (o scaricarlo) gratis qui:
https://archive.org/details/fouch1759...

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