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Avventure tragicomiche di una supplente
Con due settimane di ritardo, anche quest’anno per la Supplente è suonata la campanella d’inizio scuola, aprendo una parentesi che non è dato sapere quando si chiuderà. “Fino ad avente diritto” si legge infatti sul suo contratto. Sostituisce una docente che, in congedo di maternità, è rimasta in Sicilia con i suoi due gemellini. Dopo una lunga lunghissima estate, la Supplente è grata ai parti plurimi e alla Sicilia, al governo che non ha abbattuto la supplentite, all’autunno che sa di primavera, con il suo rifiorire di opportunità… D’altronde, ha conquistato nuovamente un posto in una scuola e avrà uno stipendio!
Una raccolta di incontri, luoghi e stupori durante anni di insegnamento precario: dagli aspiranti meccanici un po’ bulli un po’ belli ai nanetti montani e lontani, ai giovani molto tecnici e professionali, il tutto passando per i gironi infernali dell’INPS e le incertezze che il futuro le riserva. Perché la Supplente si sente un punticino dentro una grande macchina ma, nonostante le numerose difficoltà e incognite, non perde il suo sguardo ironico e riconosce la bellezza della scuola e del mestiere che ha scelto.
Un libro che racconta in modo sarcastico e travolgente le fatiche quotidiane di una supplente.
Una raccolta di incontri, luoghi e stupori durante anni di insegnamento precario: dagli aspiranti meccanici un po’ bulli un po’ belli ai nanetti montani e lontani, ai giovani molto tecnici e professionali, il tutto passando per i gironi infernali dell’INPS e le incertezze che il futuro le riserva. Perché la Supplente si sente un punticino dentro una grande macchina ma, nonostante le numerose difficoltà e incognite, non perde il suo sguardo ironico e riconosce la bellezza della scuola e del mestiere che ha scelto.
Un libro che racconta in modo sarcastico e travolgente le fatiche quotidiane di una supplente.
270 pages, ebook
Published July 12, 2018
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Community Reviews
Displaying 1 - 3 of 3 reviews
May 12, 2021
Questo romanzo racconta le disavventure che una supplente può incontrare nel corso della sua carriera lavorativa. Beatrice Viola racconta i numerosi incontri, le diverse situazioni che ha vissuto in alcune delle supplenze che hanno costellato il suo percorso di docente.
L'ironia è presente ovunque, ma non manca, dietro di essa, una riflessione severa circa la precarietà che della sua condizione di lavoro, una precarietà esistenziale che si manifesta nell'incertezza. Il supplente va in una scuola, per un periodo limitato, talvolta senza sapere quanto tempo potrà rimanere con gli studenti. L'universo della scuola è descritto dal suo interno, con un umorismo bonario, che sdrammatizza gli aspetti più seri di questo lavoro, come i problemi e le incertezze degli stessi studenti, che necessitano di un sostegno che il supplente, pur nella precarietà della loro presenza nell'istituto, cerca di offrire, malgrado tutto.
E'un bel libro, che consiglio.
L'ironia è presente ovunque, ma non manca, dietro di essa, una riflessione severa circa la precarietà che della sua condizione di lavoro, una precarietà esistenziale che si manifesta nell'incertezza. Il supplente va in una scuola, per un periodo limitato, talvolta senza sapere quanto tempo potrà rimanere con gli studenti. L'universo della scuola è descritto dal suo interno, con un umorismo bonario, che sdrammatizza gli aspetti più seri di questo lavoro, come i problemi e le incertezze degli stessi studenti, che necessitano di un sostegno che il supplente, pur nella precarietà della loro presenza nell'istituto, cerca di offrire, malgrado tutto.
E'un bel libro, che consiglio.
February 14, 2019
Libro divertente a leggere le disavventure della supplente, un libro che deve far riflettere di come stanno crescendo le nuove generazioni
May 3, 2019
Vivo nella stessa provincia della supplente e ho avuto a che fare con ragazzi come i suoi studenti e sono sicura di una cosa: i ragazzi si esprimono così se glielo si permette. È ovvio che nell'adolescenza, in gruppo, siano strafottenti e volgari, ma sta all'adulto mettere un freno, saperli prendere e indirizzarli verso un modo educato di esprimersi, non foss'altro per prepararli alla vita fuori dalla scuola. Difficile lavorare con i ragazzi, ma anche molto gratificante.
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