Scritto nel giugno del 1882, Due ragazze è una delle ultime opere pubblicate da Trollope; infatti lo scrittore inglese morirà nel dicembre di quello stesso anno.
Questo racconto venne pubblicato nel numero natalizio della rivista “Good words”e viene da molti considerato, sia dai critici che dai lettori, come un'ultima cronaca del Barset, il famoso ciclo ecclesiastico di Trollope; questo perché Due ragazze è l'unico racconto ambientato nell'immaginaria contea del Barset dopo la conclusione del celebre ciclo. Un racconto che può essere considerato come l'ultima “piccola” – data la dimensione ridotta rispetto ai precedenti volumi – cronaca del Barset, in quanto vi sono alcuni richiami a luoghi o personaggi di quei romanzi, e potrebbe anche essere una delle numerose vicende minori che potremmo incontrare all'interno di quei volumi.
The two heroines of Plumplington (questo il titolo originale) è un racconto che narra la vicenda delle due ragazze del titolo, Emily Greenmantle e Polly Peppercorn. Le due giovani hanno alcuni punti in comune: sono entrambe orfane di madre, sono figlie uniche di due signori – cittadini stimati e molto noti di Plumplington diventati ricchi grazie al loro duro lavoro – e sono entrambe osteggiate dai rispettivi padri nella loro idea di sposarsi con due giovani considerati dai genitori solo dei semplici lavoratori con un basso stipendio, e quindi inadatti (secondo loro) a sposare due ragazze economicamente benestanti.
Le due ragazze sono diventate amiche, nonostante le differenze caratteriali e di ceto sociale, grazie alla partecipazione alle attività sociali della cittadina e a quelle didattiche della parrocchia guidata dal dottor Freeborn.
Emily, una giovane seria e giudiziosa, è la figlia del direttore della banca cittadina, un uomo fiero, dignitoso e difficile da persuadere, che non condivide affatto l'idea della figlia di sposare un impiegato della sua banca.
Polly Peppercorn è, invece, una ragazza schietta, carina e intelligente, molto amata dal padre – un mastro birraio, capofabbrica di un birrificio; buono, sincero, dal temperamento focoso e molto attaccato al denaro – che ama ed è ricambiata da un venditore di malto.
Due ragazze è un racconto carino, scorrevole, spensierato, dai bellissimi e particolari nomi sia della cittadina che di alcuni personaggi; ricco di dialoghi divertenti, frizzanti e schietti, in cui non manca l'ironia, spesso anche tagliente, e le acute osservazioni sulla natura umana; ma è certamente un'opera inferiore rispetto ai romanzi del ciclo ecclesiastico, e ciò è dovuto in parte anche alla sua brevità.
In questo racconto Trollope narra un mondo fatto di quotidianità, di piccole questioni che animano la società vittoriana, in cui l'autore non manca però di toccare e sottolineare – sempre con sottile e gentile umorismo (come suo solito) – temi importanti per quel periodo, quali lo snobismo e l'ipocrisia del sistema di classe e di certe convenzioni sociali della società inglese dell'epoca.
Un'opera in cui troviamo molte qualità dello stile “trollopiano”, come la descrizione delle figure femminili, che (anche in questo caso) sono raccontate in maniera magnifica dallo scrittore inglese; due ragazze all'apparenza calme e accondiscendenti ma in fondo coraggiose e risolute a far valere la propria ragione davanti ai loro padri (spesso bisbetici e testardi) ma che in fondo rispettano e ai quali sono legatissime.
Tra battibecchi, ripicche, fraintendimenti, franchezza, sarcasmo e fermezza, seguiamo la vicenda e la battaglia delle due eroine di Plumplington determinate a realizzare il loro sogno d'amore.
«In una cittadina come la nostra», disse il dottore, «si parlerà sempre del matrimonio di una ragazza.»