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Cairn

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Cairn è una parola di origine gaelica che significa «mucchio di pietre» in due diverse accezioni: da una parte mucchi di pietre come monumenti sepolcrali preistorici, arcaiche tombe; dall'altra, in epoca moderna, i segnavia sui tragitti montani per indicare la prosecuzione di un sentiero. Sono due immagini simboliche che stanno entrambe molto a cuore a Testa. La prima per il rapporto con i morti, centrale da sempre nelle sue poesie, il dialogo da pari a pari con gli scomparsi, la consapevolezza di essere fatti della stessa pasta. La seconda immagine, quella del segnavia, è legata alla ricerca di una strada che contrasti lo smarrimento esistenziale. Ma i due simboli sono anche intrecciati, perché i morti possono dare indicazioni di percorso, o perlomeno a loro si vorrebbe chiederle. Tra le nuove tonalità, quella dell'invettiva che Testa adotta per la prima volta in alcune poesie di questo libro: invettiva contro un certo tipo di politici e onnipresenti figure del conformismo. Il poeta dai versi sommessi questa volta ha perso la pazienza. E per riconquistarla non gli è rimasto che muoversi in tempi e spazi remoti: dentro e fuori di sé.

136 pages, Kindle Edition

Published February 13, 2018

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Enrico Testa

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Profile Image for sigurd.
207 reviews33 followers
June 9, 2018
tanto si sa,
quando uno se ne va,
ce la si sbriga in fretta:
qualche rosa,
tanto da fare nella stretta dell'angoscia,
gente in posa,
pagare la cassetta.
E poi?

(...)

«quando entrò il lavacadaveri
(guanti pesanti blu
lungo camice verde in plastica deforme
mascherina protettiva
come a trattare un'appestata)
gli strappai di mano,
nella luce accecante dell'acciaio,
gli strumenti del suo lavoro
e lo cacciai via urlando.
poi per l'ultima volta
mi diedi con calma
alla cura santa del tuo corpo,
riflesso nell'ombra della mia salma»

(...)

e così via, libro funebre, un po' impastoiato dalla cultura dell'autore, ma alcune parti pregevoli (bella la poesia sugli empi).
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