tanto si sa,
quando uno se ne va,
ce la si sbriga in fretta:
qualche rosa,
tanto da fare nella stretta dell'angoscia,
gente in posa,
pagare la cassetta.
E poi?
(...)
«quando entrò il lavacadaveri
(guanti pesanti blu
lungo camice verde in plastica deforme
mascherina protettiva
come a trattare un'appestata)
gli strappai di mano,
nella luce accecante dell'acciaio,
gli strumenti del suo lavoro
e lo cacciai via urlando.
poi per l'ultima volta
mi diedi con calma
alla cura santa del tuo corpo,
riflesso nell'ombra della mia salma»
(...)
e così via, libro funebre, un po' impastoiato dalla cultura dell'autore, ma alcune parti pregevoli (bella la poesia sugli empi).