“ I testi che compongono questo volume sono variazioni su un unico tema, il tema di una filosofia che si esercita con il mettere alla prova prospettive, seguendo le occasioni. Il tipo stesso di filosofia che io coltivo – posso dire ‘il mio pensiero’ – è piuttosto retto da una logica della conversazione che da una logica argomentativa serrata. Non si ‘arriva’ da nessuna parte, ci si aggira sempre nei dintorni, si permane dentro un orizzonte. È questo del resto il nostro rapporto con l’essere stesso, esso è l’apertura entro cui stiamo, niente come una struttura sistematica con inizio, mezzo, fine.” Gianni Vattimo torna a percorrere i sentieri di Heidegger in un libro che è il manifesto di una nuova filosofia della prassi. Contro ogni tentazione metafisica, e contro il nuovo realismo molto di moda, Vattimo invita a un’ermeneutica della prassi e richiama la filosofia al suo ruolo interrogare il presente, prendere parte all’oggi, perché l’unico accesso che abbiamo all’essere è nel suo accadimento. La filosofia ha dunque il dovere dell’impegno attivo, politico nel senso più etico del termine, di capire e partecipare alla realtà che viviamo. L’impegno è certamente un pensiero divisivo – alimentato da movimenti “indignati” e populismi, forme di democrazia dal basso e predicatori televisivi – ma è una responsabilità ineludibile a cui non possiamo più sottrarci.
Gianteresio Vattimo, also known as Gianni Vattimo (born January 4, 1936) is an internationally recognized Italian author, philosopher, and politician. Many of his works have been translated into English.
His philosophy can be characterized as postmodern with his emphasis on "pensiero debole" (weak thought). This requires that the foundational certainties of modernity with its emphasis on objective truth founded in a rational unitary subject be relinquished for a more multi-faceted conception closer to that of the arts.