Agli inizi degli anni Quaranta, Tommaso, Camillo e Lia trascorrono le loro giornate tuffandosi per gioco tra le balle di fieno e rincorrendosi tra i campi sterminati della campagna attorno a Piacenza. Lia è la bambina più bella della classe ma il suo unico pensiero sembra rivolto a conquistare l'affetto del padre, sempre scostante e indifferente. L'uomo è il ras della zona, un fascista che in paese si contraddistingue per la ferocia ai limiti della follia e gli atteggiamenti di prevaricazione e sopruso. La morte improvvisa della bambina, il cui corpo viene ritrovato davanti al fienile del grande casale in cui viveva con la famiglia, è il perno su cui si costruisce il romanzo: cinquant'anni dopo, quella stessa dimora è in rovina e nessuno vuole avvicinarsi nel timore di essere contagiato dall'orrore che vi si è consumato all'interno. Eppure due ragazzini lo fanno, giocano anche loro tra le balle del vecchio fienile con i mostri che nasconde e i fantasmi di chi è vissuto lì decenni prima.
Quoto e sottoscrivo chi l'ha definito "senza capo né coda". Lo stavo portando a termine come si finisce un compitino, senza il benché minimo interesse per sapere cosa ne è stato e cosa ne sarà dei protagonisti.
Poi, a pagina 115 compare un bosco di faggi in collina, immezzo a campi di mais e grano e polverose stradine ghiaiate. A pagina 134 compare un cestino di succose more appena raccolte. In giugno. Io queste gigionerie e romanticherie gratuite non le posso soffrire. È dai tempi di Piccole Donne che ci insegnano che non si scrive di quello di cui non si sa un bel niente. Per di più, grazie a internet, dovrebbe essere semplice reperire informazioni essenziali anche quando non hai la Treccani a portata di mano. Abbandono senza rimpianti.
Bellissimo romanzo che racconta la guerra vissuta dalle persone comuni e, in particolare, dai bambini. Non si parla di combattimenti al fronte, ma della guerra fra ideologie, quella che vede contrapposti i fascisti e i partigiani. Una lotta di prevaricazioni, di violenza verbale e non solo, di ripicche, di odio che genera odio. E in mezzo a tutto questo, con la loro ingenuità, ci sono i bambini i cui desideri più grandi sono essere amati dai genitori, avere degli amici e divertirsi. Non hanno consapevolezza di ciò che accade loro intorno, ma ne vivono le conseguenze sulla loro pelle, come accade a Lia, Franco e Camillo. La prima parte di questo libro mi ha irritata per la prepotenza devastante del ras Draghi capace solo di prendersela coi più deboli e di raccogliere consensi basati sulla paura. La seconda parte mi ha inizialmente destabilizzata perché ambientata decenni dopo, con personaggi diversi, ma in qualche modo legati a quelli presenti nella prima parte. Ho faticato un po' a ricostruire le parentele unendo i vari indizi che man mano la Fusconi dà ai suoi lettori. Quando poi è stato raccontato quello che è accaduto davvero durante la guerra sono rimasta scioccata. La sensazione che ci fosse una tragedia dietro l'angolo era tangibile, ma non immaginavo riguardasse Camillo. La scena viene presentata all'improvviso e per me è stata una doccia gelata. Bel libro con bellissimi personaggi. Ottimo lo stile della Fusconi che riesce a riportarci molto bene il punto di vista dei bambini, mettendoci quel senso del magico e del mistero che sempre circonda l'infanzia.
"Volo di paglia" è uno di quei romanzi che amo definire bomba a mano, una volta aperto e arrivati all'ultima pagina non ci si può sottrarre alla sua potenza devastante: le emozioni finiscono per oscillare da un estremo all'altro e poi, irrimediabilmente, prendono quota, fino a svuotarti completamente. L'opera di Laura Fusconi si divide in due parti: la prima ambientata nel passato e la seconda nel presente. Protagonisti sono sempre i bambini che, con un linguaggio semplice e credibile, e allo stesso tempo evocativo e commovente, riescono ad esprimere le forti emozioni che provano senza mai risultare banali. Tutto questo si deve alla penna di Laura Fusconi, una scrittrice davvero talentuosa di cui certamente sentiremo tanto parlare anche in futuro.
Veramente mozzafiato. Storia e intrecci davvero degni di nota. Sembra di dover leggere un giallo per riuscire a ricomporre tutti i pezzi della storia: il finale è davvero sorprendente. Consiglio di leggerlo nel minor tempo possibile, perché altrimenti tra sbalzi temporali e diversi personaggi diventa difficile riuscire a collegare e ricollocare tutto.
Che bel libro. Chapeau a Laura Fusconi, classe 1990. Un intreccio temporale che salta dal 1943 al 1998. Una scrittura chiara e limpida che però racconta una storia oscura, nera, di quelle di paese, “che è meglio non dire”, di cui è meglio non parlare. Che è meglio tenere nascoste. Polvere ammassata sotto il tappeto. Originale e ben descritta l’ambientazione: siamo nelle campagne fuori Piacenza, tra insetti, nuvole, aria immobile e balle di fieno calde e appiccicose. Una storia che man mano si ricongiunge e i cui personaggi si raccontano, tutti, ognuno con le sue peculiarità. Un finale degno di essere finale, una storia che riesce a farsi perdonare. Evocativa la copertina Fazi. Leggetelo. Poco conosciuto, purtroppo.
Fin dalle prime pagine questo romanzo mi è sembrato affascinante, la storia intrigante e i personaggi ben delineati, con personalità tutte forti. Lo spostamento in avanti sulla linea del tempo, dalla seconda parte, con nuovi personaggi legati ai primi e con lo sfondo degli stessi luoghi in cui si sono svolti gli avvenimenti narrati nella prima parte, ai tempi della caduta di Mussolini, mi ha disorientato e non mi sono più staccata dalle pagine finché non sono riuscita a capire quali fossero le relazioni che legano i protagonisti tra ieri e oggi. Resta qualche dubbio e qualche ombra, che non mi fa apprezzare pienamente la storia, che pure si annunciava piena di buone promesse narrative.
“Volo di paglia” è una storia che lega il lettore dalla prima all’ultima pagina. È un viaggio indietro nel tempo, un salto nel buio del fascismo tra le camicie nere e la loro crudeltà. È una storia di violenze e abusi che si consumano tra le stanze del grande casale in cui vive la famiglia Draghi. È la storia di un gioco, il Volo di Paglia, che rende felice dei bambini. La loro felicità però dura un attimo, il tempo di un volo quando ogni cosa si annulla e il cuore ritrova la pace. È la storia di Tommaso, Camillo e Lia a cui viene rubata l’innocenza dell’infanzia anche se ai loro occhi tutto appare in modo diverso. […]
È un’immersione nei ricordi che toglie il fiato e ammalia per la potenza della scrittura, caratterizzata da sensibilità e precisione, da cui scaturiscono emozioni che abbracciano il cuore del lettore. Non è una lettura leggera ma un viaggio doveroso per oltrepassare lo specchio del passato ed entrare nel lato oscuro della Storia.
"Nel fienile i balloni c’erano ancora: lei e Luca avrebbero potuto giocare come sempre a Volo di paglia. L’avevano inventato insieme, quel gioco: Luca era stato il primo ad arrampicarsi sui balloni di fieno e a lanciarsi nel mucchio di paglia che c’era sotto. E poi aveva riso, dicendo che era la cosa più bella che avesse mai fatto."
In questo romanzo d'esordio che si legge tutto d'un fiato, si intrecciano i vissuti di vari personaggi, soprattutto bambini ed è proprio attraverso i loro occhi non più così ingenui che il lettore scopre ed intuisce cosa accadrà.
Il libro è carino, scorrevole. In realtà la valutazione sarebbe due stelline e mezzo. Una favola con protagonista un orco cattivo, ambientata ai giorni nostri e ai tempi del fascismo. Tuttavia i piani della storia non sono sempre collegati bene e sono svolti in modo troppo semplificato e frettoloso. La trama è spesso telefonata. Non è molto convincente per quel che mi riguarda, soprattutto la parte della storia ambientata ai giorni nostri. Capisco che però la storia risulti gradevole e possa conquistare. È una lettura che consiglio soprattutto ai giovanissimi, magari in estate.
Ancora una storia sulla nostra storia, ma questa volta vista dai bambini. Una bellissima descrizione della mia terra, e soprattutto un capitolo (il quarto) che ho letto letteralmente con le lacrime agli occhi. Devastante e bellissimo.
Una lettura meravigliosa che lega due generazioni mettendole in relazione attraverso segreti e ricordi che ci vengono svelati pian piano creando una suspense elegante e misurata tanto da non farvi staccare dalle pagine.
Una storia che mi ha stupita, devastata e mi è entrata con prepotenza nel mio cuore. Forse perché ci viene raccontata dai bambini con la loro ingenuità e spietata schiettezza.
Volo di paglia è una storia di fantasmi, ma di fantasmi davvero vicini, palpabili, anche se inafferrabili e invisibili. La voce di Lia, eterna bambina, arriva fino a Luca e, per altra via, fino a Lidia, condizionando pesantemente le loro esistenze; allo stesso tempo, il pianto di Franco alimenta quello di Mara, senza che i due si siano mai incontrati, per la sola presenza di Mara lì, nel castello di Agazzano trasformato in pensione per i turisti. Le avventure raccontate in Volo di paglia riflettono la complessità delle vite che si incontano e si scontrano, degli intrecci dei destini ma, soprattutto, delle paure, dei rancori e delle violenze che il tempo non riesce a cancellare. https://athenaenoctua2013.blogspot.co...
Un pugno allo stomaco! Potente, straziante, evocativo. Le vicende del romanzo si sviluppano principalmente su due piani temporali. Mi è piaciuta l'idea di lasciare ai bambini la narrazione dei fatti. La narrazione è impeccabile e la scrittura della Fusconi è molto bella.