Questo libro contiene più di cinquecento aforismi. È diviso in cinquanta brevi capitoli: ciascuno è dedicato a una parte del corpo, scelta fra quelle che nominiamo piú comunemente nella nostra esperienza di esseri viventi: gli occhi, le mani, la pelle, il cuore... Lo stupore di essere corpo ispira pensieri sorprendenti, illuminazioni, brevi apologhi. Tiziano Scarpa si sbalordisce di avere polsi, ginocchia, orecchie, capezzoli. Scopre l'universo a partire dall'ombelico; attraversa il suo corpo come un esploratore incantato. La fantasia, l'umorismo e la consapevolezza della morte sono le vitamine di questa scrittura. Corpo appartiene alla genealogia secolare delle descrizioni appassionate, che traboccano volentieri nell'immaginazione un po' folle: i Blasons du corps féminin, la poesia barocca, le Storie naturali di Jules Renard, le greguerías di Ramón Gómez de la Serna, Il partito preso delle cose di Francis Ponge, le Storie di cronopios e di famas di Julio Cortázar, Le città invisibili di Italo Calvino.
“Le mie dita tentano di oltrepassarsi. Lanciano un trampolino elastico sul vuoto. Io cammino in avanti lungo l’asse stretto, mi molleggio per prendere lo slancio, mi tuffo lontano da me stesso.”
Libretto simpatico. Il merito e l'idea di Scarpa stanno nel portare con sè il lettore nell'esplorazione delle dimensioni personali della propriocezione, dell'esterocezione, della sensibilità cinestetica e di come queste si fondono con il vissuto, di come si innestano ed amalgamano con i significati attribuiti dall'Io (la sensazione della lingua che batte sui denti è più o meno uguale per tutti ma io la esperisco in un certo modo, che ora ti spiego). È una prospettiva mostrata molto di rado. Non è la descrizione di un ambiente o la spiegazione di un sentimento, né l'illustrazione di una concatenazione di eventi dalla quale si sviluppa una storia comunemente intesa. È la rappresentazione della personale e intima relazione che lo scrittore ha con il suo essere in carne e ossa, stimoli fisici processati dalla mente e caricati di significati, con una sensibilità che riesco a descrivere al meglio con l'aggettivo "cannabinoide". È un esperimento, un concept i cui elementi sarebbero potuti essere inseriti all'occorrenza nel corso della produzione letteraria. Scarpa ci ha fatto un libro intero con il rischio di ricadere nell'esercizio di stile.
In questo libro tutto è semplice e scontato, forse è per quello che risulta così piacevole: è quello a cui siamo abituati ma da un punto di vista esterno, nuovo e per me anche romantico.