A Promessa, primeiro título deste livro, é uma obra engenhosa, filosófica e paradoxal, que satiriza e reverencia o gênero policial de forma simultânea. Já a novela A Pane revela o brilhantismo de Friedrich Durrenmatt em elaborar debates teóricos ao mesmo tempo que presenteia o leitor com uma história tão cômica quanto original. Em ambas as obras, saltam aos olhos alguns dos temas que tornaram Durrenmatt um dos maiores escritores suíços do século XX: a justiça, o dever moral, a responsabilidade ea a absurda força do acaso.
Friedrich Dürrenmatt (1921 – 1990) was a Swiss author and dramatist.
Dürrenmatt was born in the Emmental (canton of Bern), the son of a Protestant pastor. His grandfather Ulrich Dürrenmatt was a conservative politician. The family moved to Bern in 1935. Dürrenmatt began to study philosophy and German language and literature at the University of Zurich in 1941, but moved to the University of Bern after one semester. In 1943 he decided to become an author and dramatist and dropped his academic career. In 1945-46, he wrote his first play, "It is written". On October 11 1946 he married actress Lotti Geissler. She died in 1983 and Dürrenmatt was married again to another actress, Charlotte Kerr, the following year.
He was a proponent of epic theater whose plays reflected the recent experiences of World War II. The politically active author gained fame largely due to his avant-garde dramas, philosophically deep crime novels, and often macabre satire. One of his leading sentences was: "A story is not finished, until it has taken the worst turn". Dürrenmatt was a member of the Gruppe Olten.
“Requiem per il romanzo giallo” è l’impegnativo sottotitolo del romanzo “La promessa” dello scrittore e drammaturgo svizzero Friedrich Durrenmatt. Con questo libro Durrenmatt scrive l’epitaffio funebre alla pretesa di dominare con la logica i comportamenti umani mentre sostiene che è il caso a giocare un ruolo decisivo nelle nostre vite e quella che sovente viene chiamata abilità è soltanto fortuna, anche se non viene percepita come tale perché nel suo universo letterario il mistero non si lascia più penetrare dalla fredda razionalità. “Le nostre leggi si fondano soltanto sulla probabilità, sulla statistica, non sulla causalità, si realizzano soltanto in generale, non in particolare. Il caso singolo resta fuori dal conto […] Ma voi scrittori di questo non vi preoccupate. Non cercate di penetrare in una realtà che torna ogni volta a sfuggirci di mano, ma costruire un universo da dominare. Questo universo può essere perfetto, possibile, ma è una menzogna” - scrive infatti il romanziere - perché “un fatto non può 'tornare' come torna un conto, perché noi non conosciamo mai tutti i fattori necessari, ma soltanto pochi elementi per lo più secondari”.
La vicenda è abbastanza lineare nel suo svolgimento ma sono le circostanze casuali a sconvolgere tutte le teorie. Il protagonista del libro è il geniale commissario Matthai che indaga sull’assassinio di una bambina bionda vestita di rosso. Del delitto viene accusato un ambulante che dopo poco confessa e si suicida. Matthai non crede a questa confessione e si butta a corpo morto in un'indagine impossibile, e per riuscirci non esita a mettere in pericolo un’altra bambina bionda vestita di rosso. Le sue teorie sono giuste ma non riuscirà nel suo intento e finirà i suoi giorni alcolizzato sperando ancora di arrestare il mostro. Così dopo Heisenberg con il suo principio di indeterminazione, che nega la possibilità di conoscere sino in fondo il mondo fisico, e dopo Kurt Godel che con il teorema di incompletezza ci mostra i limiti intrinseci della matematica, Friedrich Durrenmatt con “La promessa” ci toglie ogni illusione di arrivare alla verità attraverso l’indagine logica. Da questo notevolissimo romanzo è stato tratto il film omonimo di Sean Penn e soprattutto uno splendido sceneggiato con Rossano Brazzi nel ruolo del commissario Matthai.
P.S. A chi fosse interessato ad approfondire il tema del ruolo che gioca il destino nella nostra vita segnalo due saggi molto intelligenti (che non riguardano il giallo) di Nassim Nicholas Taleb, “Giocati dal caso” e “Il cigno nero”.
L'edizione contiene 2 romanzi brevi, più un brevissimo expertise (è davvero il caso di dirlo) messo sotto forma di diario-trasmissione radiofonica. Merita, nella sua brevità, anche quest'ultimo.
Riguardo i due racconti, La promessa è semplicemente, e ricalco sempre sullo stesso termine, formidabile. Il ritmo e l'abilità di Durrenmatt tengono letteralmente incollati alle pagine nel dipanarsi della trama. La domanda dinanzi a cui si viene posti è, essenzialmente, la non natura della verità. Ovverosia, la sua inesistenza o, meglio ancora, la sua inafferrabilità. La verità ultima è indefinibile, è un'entità i cui contorni si perdono nella nebbia della relatività delle cose (il relativismo che ogni dogma, e ogni verità, disintrega) e nel nebbione padano del caso che, inopinatamente, contro ogni logica razionale, nasconde la strada impervia che si deve seguire per arrivare alla sua radice, alla fonte dove il fatto (il vero fatto) si origina. Il caso che, banalmente, è alla fine ciò che fa riuscire o fallire le indagini poliziesche, assai più della logica stringente e razionale degli inquirenti; e che, nel contempo, è ciò che un romanzo giallo, nella sua estrema logicità, non può concepire (da qui il sottotitolo di requiem per il romanzo giallo).
Nel secondo racconto La panne, l'incastro è simile: la verità non è mai definitiva e, se pur concepita e dedotta in una situazione assurda e grottesca, essa rimane una maschera da mettere e togliere a seconda dell'evenienza, soprattutto di fronte a se stessi; stesso discorso vale per la giustizia.
Il raccontino finale, letto nell'ottica giusta, altro non è che la sintesi di quanto detto sopra. Buttata giù con maestria narrativa impeccabile.
Fra le righe, si legge anche una critica spietata al mondo contemporaneo e ancor più in particolare alla Svizzera, che ne rappresenta un pò il prototipo ideale. Laddove tutto è apparentemente ordinato, controllato, normale si nascondono abissi di repressione, morbosità, indifferenza. Ripeto il formidabile dell'inizio. Repetita iuvant, dicevano i latini. Lettura raffinatissima e assolutamente consigliabile...
Siamo con Durrenmatt all'interno della svizzera della metà del novecento, il paese che stava ancora diventando (ma non era ancora diventato) la cassaforte d'Europa. Ma non è l'ambientazione (peraltro interessante e ricca di spunti) il tema principale e la sorgente di ispirazione di questi due racconti, bensì proprio il genere letterario del poliziesco. Quando pensiamo al Giallo nel senso tradizionale del termine pensiamo ad Agatha Christie con Hercule Poirot o con la terribile vecchina Miss Marple: qualcosa di intellettuale, di giocoso, qualcosa di non troppo lontano da una trasposizione letteraria di una sfida a Cluedo. Il tema centrale è una sfida tra scrittore e lettore sull'intuizione del colpevole da parte di quest'ultimo, sul mettere a disposizione tutto il necessario per capire senza che a capire si riesca e via dicendo. Ma è proprio questa trasposizione intellettuale, letteraria e giocosa dell' omicidio che Durrenmatt non riesce ad accettare. Le celeberrime cellulette grigie di Hercule Poirot di fatto portano avanti un'idea di giustizia quasi scientifica, granitica ed uniforme, che può avere successo oppure no ma sempre in modo chiaro e per nulla controverso: ma nella realtà il giudizio ed il castigo incidono sulla vita di uomini e donne per mano di altri uomini ed altre donne con le loro passioni, le loro ossessioni, i loro sentimenti che non possono essere lasciati fuori da un'indagine. Di questo si parla qui. In "La promessa" si racconta la vocazione alla giustizia dell'investigatore, che diventa ossessione a livello tale da divorarlo; e di come non sempre si possa accettare un esito della vita tutto sommato "giusto" ma che non si confà al nostro spirito. "La panne" è un durissimo atto d'accusa contro il sistema giudiziario che nella realtà non ha nulla di scientifico, ma che quella realtà la piega al suo volere ed ai suoi desideri, schiacciando con questa sua logica per nulla scientifica le vite di chi da essa finisce travolto. Un libro che attacca il giallo all'inglese, che supera l'idea di poliziesco come passatempo e come esercizio intellettuale: la supera con un' amara e terribile denuncia di quanta sofferenza porti con sè uno strumento delle nazioni, che un certo tipo di sofferenze dovrebbe sublimarle e superarle.
Surpresa ótima ter a oportunidade de ler esse livro! São duas histórias e cada uma com uma picância diferente. A Promessa é daqueles policiais que te prendem, mesmo que você já comece sabendo o final! Ele foi genial no estilo, inteligentíssimo na escolha das palavras, não dá pra parar de ler! É super realista, o que é algo que eu adoro.. um Conan Doyle melhorado. A Pane é tanto humor, e mostra que a vida leva a gente pra situações inesperadas, e que os fatos da nossa vida também tem uma profundidade que muitas vezes não nos damos conta. Eu me diverti e me assustei bastante com esse conto.
Ele é genial, estou muito afim de ler outras coisas dele.
Mai mantenere una promessa Ogni libro di Durenmatt letto finora è stato una lezione, anzittutto di etica: il problema morale è posto, esaminato, sviscerato, e non risolto, poiché l'etica è materia che non dà soluzioni. Difatti, nella "Promessa" finisce per essere più colpevole l'inquirente dell'assassino. La lezione è sempre anche di scrittura: come potrebbe essere risolto il finale del libro se volessimo un prodotto conforme alle regole del poliziesco? In poche pagine, Durenmatt gioca a presentarci più finali possibili, scartandoli uno ad uno e proponendo il suo, diverso da ogni attesa. Lezione di umanità, infine; Durenmatt disegna i suoi personaggi nel tempo della crisi interiore: nel corso dell'esperienza che racconta vediamo in atto il processo che trasformerà il protagonista, uomo in carriera, gelido e perfetto, in un relitto alcolizzato e disperato. Per aver avuto ragione. Ma questa è la storia, e la dovete leggere!
Releitura em 2023: O problema de reler essas duas histórias é que o prazer do espanto nos é roubado, restando apenas a experiência de análise da construção dessas histórias para abordar questões de justiça, moralidade e acaso - temas tão centrais na obra de Dührrenmatt. Daqueles livros que eu gostaria de "desler", só pra ter o gosto da descoberta novamente.
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Dois livros em um, A promessa e A pane. A promessa, um romance policial que se constrói pela negação do romance policial e suas soluções mirabolantes.
A pane, novela sobre um curioso evento unindo acaso, moral e filosofia. Também transita pelo terreno do crime, mas esse vai sendo construído ao longo da narrativa.
Dürrenmatt tem uma escrita direta e ágil, surpreendente e "cirúrgica" - o pessoal da crítica tá amando usar essa palavra para sinônimo de precisão. :)
Rileggo questo libricino dopo otto anni e subito mi ricordo della sensazione che avevo provato leggendolo al liceo: fastidio e insofferenza. Questa sgradevole impressione scaturiva dalla mia supponente esperienza di lettrice di gialli – una navigata divoratrice di tutto ciò che fosse uscito dalla penna di Agatha Christie e Sir Arthur Conan Doyle – che mi rendeva insopportabile questa assurda storiella di un omicidio irrisolto. Ciò che proprio non riuscivo a tollerare era il carattere del detective protagonista: una meticolosità fredda, a tratti glaciale, impeccabile nella sua logica, che lo conduceva ad un'ossessione sorda: scoprire ad ogni costo il colpevole, tenere fede alla promessa fatta, perseverare con la calma sicura del pescatore, affinché la preda abbocchi, affinché il sacrificio di una vita non sia vano. E invece – colpo di scena – quel sacrificio è vano! Per il detective la verità non arriverà che troppo tardi, quando ormai l'apatia più totale lo avrà attanagliato. Ma, oltre al danno, anche la beffa: non solo giungerà tardi, inutilmente tardi, confermando che la sua strategia sarebbe stata vincente, ma è solo per puro caso, per una fatalità beffarda, che il pesce non ha abboccato all'amo. Nemmeno il più meticoloso agente dei Grigioni svizzeri avrebbe potuto contemplare questa assurda fatalità.
La me di otto anni fa non poteva sopportare un finale così inappagante, così reale. Solo oggi, dopo averlo riletto, l'ho capito. Che in quel sottotitolo “Un requiem per il romanzo giallo” era contenuta la chiave di questo racconto. Solo oggi ne riconosco la potenza e la caratura di capolavoro.
La promessa Indicazioni editoriali È il più brillante dei commissari di Zurigo, Matthäi, anche se certo non il più benvoluto. È geniale, sì, ma solitario, impassibile – e maneggia l’apparato di polizia come fosse un giocattolo. Ma, a differenza di quel che accade nei romanzi polizieschi, la ragione può far luce solo su una piccola parte del mondo, e nell’incerto chiarore che regna ai suoi confini si insedia tutto ciò che è paradossale, casuale. Con questa zona oscura, che non si può dominare, anche Matthäi dovrà fare i conti. Accadrà a Mägendorf, mentre il föhn fa piombare sul villaggio, a grandi folate, un caldo innaturale, che eccita e incattivisce. Il corpo di una bambina, Gritli Moser, assassinata a colpi di rasoio, viene trovato da un ambulante, von Gunten. Tutti i sospetti ricadono su di lui, che dopo un interrogatorio di venti ore confessa, e si impicca nella sua cella. Per tutti il caso è chiuso, ma non per Matthäi. Gritli ha confidato a un’amica di avere incontrato un gigante alto come una montagna, «pieno di piccoli porcospini», e lo ha disegnato. Una favola? Non per Matthäi: altri bambini sono in pericolo e il gigante dei porcospini sta per colpire ancora, ne è convinto. Per inseguire quel fantasma rinuncerà a tutto: alla sua immagine di investigatore glaciale, alla sua implacabile logica, al suo posto di commissario. E non esiterà a trasformarsi in benzinaio, a usare come esca una bambina, a sprofondare via via in un grandioso delirio – ad attendere, inesorabile, che il Caso, cui non aveva mai creduto, gli consegni l’assassino.
Un giallo 'atipico', che mi ha ricordato uno dei motivi per cui mi piace questo genere: nonostante alla base ci siano omicidi, crimini o tragedie, alla fine il colpevole viene catturato e l'ordine ristabilito. Se si procede con ordine, se ci si impegna abbastanza, è sempre possibile capire come e perché sia successo quello che è successo.... o no?
L'investigatore de La promessa fa della ricerca del colpevole la propria ossessione, la propria ragione di vita. Com'è possibile che chi ha brutalmente assassinato una bambina non possa essere catturato e rinchiuso? Ma anche i poliziotti sono umani, e a volte si dimentica che nel mondo esistono circostanze che esulano dal nostro controllo.
É muito legal ser surpreendido por uma obra ou autor do qual nunca se ouviu falar. É o caso dos títulos de agosto do serviço de assinatura Tag Livros. Títulos porque a novela A Promessa e o conto A Pane foram reunidos em um só volume.
As obras foram escritas por Friedrich Dürrenmatt, autor suíço que viveu de 1921 a 1990. Dürrenmatt é mais conhecido no Brasil como dramaturgo, autor de A visita da velha senhora, de 1956. A peça foi encenada no Brasil em várias montagens, a última delas com Denise Fraga. Foi também um dos últimos trabalhos de Tônia Carrero.
No mesmo ano de A visita da velha senhora, o autor escreveu A Pane, e em 1958, A Promessa. Dürrenmatt questiona a ideia do detetive infalível e certeiro em suas conclusões lógicas. E debate a literatura policial dentro da trama de uma história que tem todos os elementos de um romance do gênero, fazendo metaliteratura.
Faz isso em A Promessa por meio de um escritor de romances policiais cujo nome não ficamos sabendo. O personagem narra em primeira pessoa seu encontro com um policial crítico de como sua atividade é retratada pela ficção.
A Promessa gira em torno da história do investigador Matthäi, que promete à mãe de uma menina assassinada punir o responsável pelo crime. Mesmo quando um suspeito é identificado, o velho policial segue com sua investigação obsessiva.
É um romance de rápida leitura, não convencional para quem está habituado aos policiais mais conhecidos. Causa estranheza, por exemplo, o agressivo diálogo de adultos com uma criança, lembrando que a obra foi escrita há seis décadas.
Questões como a justiça popular, violência policial e a própria infalibilidade da justiça estão presentes. E o autor inova ao tocar no tema do assassino serial, 60 anos atrás.
Dürrenmatt tem um texto seco, direto, enxuto. E uma ironia amarga. É a essência de A Pane, onde o autor volta a brincar com a soluções fáceis para os textos de ficção. Quando o vendedor Alfredo Traps vê-se retido em um vilarejo por conta de um defeito no carro, hospeda-se em uma grande casa. Lá é convidado para participar de um jantar muito singular, que vai simular um julgamento. O réu? Ele mesmo.
A sequência lembra o banquete de A festa de Babette, conto de Karen Blixen que virou filme premiado com o Oscar. O desfecho, bem, o desfecho não decepcionaria Edgar Allan Poe.
Adoro livros que mostram o absurdo, seja de nossas convenções, da vida em sociedade, do outro ou de nós mesmos. Em A Promessa, vemos o absurdo das narrativas. Um romance policial segue algumas convenções de gênero. Há um pacto silencioso entre o escritor e o leitor: deve haver soluções lógicas expostas no decorrer da leitura, de modo que o leitor possa solucionar o mistério juntamente ao detetive-personagem. No mundo real, no entanto, isso não passa mero desejo. O mundo não é um quebra-cabeça esperando para ser resolvido. Nossa experiência com o meio não é absoluta. É exatamente disso que A Promessa se ocupa. Um detetive, prestes a se aposentar, se encontra preso pelo desejo de solucionar um último crime. Crente em sua lógica e técnica, o personagem acaba louco diante da impossibilidade de compreender o que ocorreu. A resposta do mistério, no entanto, nos é dada. Porém, como o romance promete, do modo mais absurdo possível, da boca de personagens nunca antes citados, surgidos como que do nada.
O livro traz dois contos do escritor suíço Friedrich Dürrenmatt e o primeiro deles “A promessa” é muito bacana... conta a história de investigador de polícia que cai em profundo desespero por não solucionar o bárbaro assassinato de uma garotinha de 8 anos em um pequeno vilarejo. Ele monta uma intricada teoria e prepara para o assassino uma armadilha perfeita. Esta obra contém uma crítica aos romances policiais, mas não deixa de ser uma instigante história de suspense, crime, investigação e loucura. O segundo conto “A Pane” traz a história de um caixeiro-viajante que teve seu carro quebrado na estrada e tem que passar a noite em uma cidadezinha. Em busca de um lugar para passar a noite, ele se vê na casa de um juiz aposentado que durante a noite faz parte de um intricado jogo jurídico. Os anfitriões o conduzem até o âmago de sua vida pessoal levando a conclusões nunca cogitadas até aquele momento. Vale a pena a leitura, no entanto eu esperava mais.
inizialmente troppe descrizioni. poi molto avvincente, ritmo incalzante, trama stupenda e la narrazione cinica dell'ex comandante è un tocco di classe. Ma nel finale l'autore mi è scaduto tantissimo: ovviamente bel finale, ma dal discorso del comandante si capisce il suo cinismo verso le storie con una fine improbabile, che mettono tutti i tasselli al proprio posto... e lui che fa? ricostruisce tutto, dando ragione a Matthai e quindi facendo crollare i presupposti di una fine senza soddisfazioni. comunque mi è piaciuto moltissimo il libro, l'unica cosa che contesto è l'incoerenza del finale. PS. AIUTATEMI. non ho capito l'ultima frase "Emma, il conto"... che vuol dire? mi sono persa qualcosa?
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In questi tempi moderni a molti fa fatica anche leggere e allora la tecnologia li aiuta creando gli audio libri ; con questo capolavoro non ne avrete bisogno; un giallo che si legge da solo. Una bambina viene trovato uccisa, a colpi di rasoio, da un ambulante che diventa, fin da subito, il principale sospettato. Caso chiuso per tutti ma non per Matthai,incapace di accertare la verità. Questo non è un giallo, ma un meccanismo perfetto non a caso la sua location è la Svizzera. Cit:”La nostra ragione getta una luce insufficiente sul mondo. Nella penombra dei suoi confini si insidia tutto ciò che è paradossale”.
Un pamphlet giuridico. Breve e intenso, dalle lacrime kafkiane. Ricolmo di metafore chiuse in altre metafore. Splendido lavoro di cesello. Dürrenmatt ha ormai conquistato i ripiani più alti della libreria, adagiato negli ambìti “Autori Meritevoli”. Fortunatamente ho ancora altri suoi titoli da affrontare.
NdC:nel breve, ma sagace preludio, anche Friedrich affonda gli artigli sull’attuale deriva letteraria, un po’ alla Vargas Llosa. Ma il suo incedere non è né tracotante, né sputacchiante rancorosa e claudicante superbia. Per questo dà ancora più efficacia al preambolo e al resto del volume.
Meraviglioso. Uno dei più bei romanzi che abbia letto. Mi resterà per sempre nel cuore l'immagine di quell'ex poliziotto davanti alla stazione di servizio. La sua ricerca della giustizia me lo rende caro, nonostante le derive della sua ossessione. Questa storia racconta di un uomo intrappolato in quella che Primo Levi chiamava "la vergogna del giusto", che è quel senso di impotenza per l'orrore umano che non ci fa dormire. Per le bambine uccise da un pedofilo seriale lui provava lo stesso sentimento che proviamo noi in questi giorni per i bambini vittime della guerra. Un sentimento fatto di angoscia, senso di colpa e doloroso desiderio di protezione.
Duas novelas fantásticas e imprevisíveis . Eu estava esperando o óbvio dos romances policiais clássicos . Em a promessa haviam todos os ingredientes para isso desde o nome da obra porém tudo foi subvertido no fim como eu disse , fantástico. Em a pane novamente surpresa porém a ansiedade em saber se tratava-se de uma armadilha para condenar alguém que havia passado batido aos olhos da justiça ou se era somente brincadeira torna a leitura divertida . Em resumo ambos, na minha opinião , tratam de método , criticam métodos etc . Ótima leitura.
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Dois livros em um. As duas histórias tratam de justiça, pelo menos em essência. Livro envolvente, de leitura fácil e fluída. A primeira trama é um romance policial, narrado de forma satirizada. A segunda trata da justiça aplicada de forma não regular. Vejo como uma análise de até onde o julgamento próprio e o sentimento de culpa pode levar uma pessoa, mesmo quando inocente. O auto julgamento é, sem dúvidas, o mais pesado de todos. Ambas histórias com desfechos surpreendentes.
Ho sempre trovato Dürrenmatt unn autore molto interessante. Mi piace come spazia dal giallo al teatro dell'assurdo. "La panne" è davvero un capolavoro, un giallo insolito e pieno di humor nero. La lettura mi ha attratto e tenuto legato fino all'ultima riga. "La promessa" invece è un romanzo poliziesco che affronta temi complessi come la giustizia e la moralità, coinvolgente la trama e tiene con il fiato sospeso, pero mi è piaciuto di più "La panne". Consigliato. Questo libro si divora.
La promessa -> It was a little bit hard to get used to the writing. When I finally got used to it, I was interested enough wanting to know who killed the little girl. Towards the end, the author made me suffer, taking forever to tell who did and why. The end was frustrating, but at least it made me feel something. I honestly think there are more interesting stories to read before getting to this one, though.
La pane -> the idea is good, it could have been better executed.
I read Die Panne in italian for a literature exam, and I'm not enough interested in reading the other two short stories. Die Panne is curious short story, but I didn't understand the hidden meaning in it... Was Alfred, the protagonist, influenced to take his own life by the four older men's speeches? Uhm.
Eu achei A Promessa melhor que A Pane. No entanto, o final de A Pane é muito misterioso e envolvente: li duas vezes e ainda fiquei pensando "será que ele realmente se suicidou?" Além da característica literária do autor, o que mais gostei no livro, em ambos os contos, foi a visão de justiça, lei e jurisdição que o autor traz à baila.
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As quatro estrelas são mais pela A pane, uma das melhores novelas que já li. Texto cheio de frescor, humor ácido e com um desfecho, no mínimo, desconcertante. A promessa é bom, mas não tem tanta força como crítica a romances policiais. Honestamente, não vi muita diferença para outros que li. Para mim, acaba funcionando como um romance policial comum.
Fazia muito tempo que eu não lia um livro em um único dia. Um dia e meio pra falar a verdade. Eu não consegui largar esse livro.
Ambas as histórias são maravilhosas e incrivelmente bem escritas. Amei as duas igualmente, me surpreendi com as duas igualmente.
Recomendo esse livro pra quem tá precisando sair de ressaca literária, pra quem não lê já faz um tempo e tá querendo retomar o hábito e pra todo mundo que é fã de literatura na sua melhor forma
A Promessa, romance não policial, me chamou atenção no debate sobre o possível final da história. Aliás, um final bom porém pouco explorado. Aquele tipo de fim "apenas aceite". Gostei da forma de escrita do autor, da tradução. Edição linda da TAG com a Editora Estação Liberdade.
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Due classici molto belli, anche se decisamente angoscianti. E' incredibile la capacità di Durrenmatt di creare una antomsfera di ansia e terrore, ma allo stesso momento riuscendo a catturare l'attenzione del lettore.