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Tutto su mio padre

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Sandro e Maura sono sposati da circa dieci anni, ma non possono certo definirsi due santi. Tradimenti, differenze sociali e incomprensioni di una storia nata già sbagliata mettono in crisi il loro matrimonio. Solo l’affetto per la figlia Eva è forte e profondo. Ma persino questo sentimento, l’unico per cui riuscire a trovare il modo di non fare della separazione un sanguinoso campo di battaglia diventa, invece, la miccia, il pretesto, il luogo dell’odio che totalizza e tutto spazza via. Una vicenda familiare feroce e appassionante, una guerra in nome dell’amore dove il verbo amare viene coniugato solo all’imperfetto del tempo sprecato e del futuro perduto.
Sylvia Kant, già autrice di due bestseller erotici, ha smesso per un attimo i panni della dark lady, e scritto un romanzo intenso, coraggioso, ma soprattutto autentico. Impossibile smettere di leggerlo o dimenticarlo, una volta girata l’ultima pagina. 


Sylvia Kant

Con il suo esordio narrativo, Prova ad amarmi, ha ottenuto un clamoroso successo facendo scandalizzare e impazzire i lettori. Un successo che continua con Prova ad amarmi ancora.

384 pages, Kindle Edition

Published August 7, 2018

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Sylvia Kant

6 books70 followers

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Profile Image for The Reading's Love Blog.
1,340 reviews190 followers
August 10, 2018
RECENSIONE COMPLETA QUI: https://thereadingslove.blogspot.com/...

description
Ho sempre saputo di essere nata in una buona famiglia, dove l'amore è al centro di tutto, molte volte si litiga, ma in quale rapporto umano non ci sono le discussioni? L'importante è parlare, credere nella propria famiglia, riconoscere i propri errori e fidarsi delle persone che fanno parte del proprio nucleo familiare. Per me la famiglia è tutto, ma non bisogna mai dargli troppo potere; in fondo tutti abbiamo una vita privata, soprattutto quando decidiamo di creare un'altra famiglia con un’altra persona, allargando quel piccolo nucleo iniziale. Ma non tutte le famiglie sono così, i protagonisti del romanzo di cui vi parlerò, Sandro e Maura si sono sposati quando erano ancora giovani e inesperti, un amore folle il loro. Dopo alcuni anni i due decidono di avere una figlia, attesa e voluta da entrambi. I guai arrivano pochi anni dopo. Quell'amore folle che è nato nel cuore di Sandro e Maura si trasforma in odio e anche se entrambi fingono di tenere unita quella piccola famiglia, un giorno i due si rinfacciano tutto, partendo dai loro tradimenti. Litigano, si odiano, però non smettono mai di amare quella figlia nata in un matrimonio sbagliato. Eva diventa il centro di tutto, un legame che Sandra e Maura dovranno condividere per sempre. Questi due genitori che amano la figlia alla follia inizieranno una guerra feroce, rinfacciandosi tutte le vicende accadute, si arrabbiano l'uno con l'altra, dicendosi parole spiacevoli. L'amore in questa famiglia viene spostato nell'ombra per via di una rabbia cieca e di false realtà.
description
Il libro racconta una verità molto reale, oggigiorno le leggi sui divorzi sono diverse, ma non molto tempo fa erano davvero orribili. Ma la legge è legge. Sylvia Kant è una scrittrice straordinaria, riesce a raccontare realtà che pochi fanno, soprattutto con uno stile di scrittura così pulito, elegante e d'impatto. La storia è raccontata in terza persona e la lettura è molto scorrevole, le pagine si divorano. Non è facile digerire questo libro, la vicenda narrata è molto forte, rivelatrice ed importante. Sandro e Maura hanno commesso molti errori e nel momento in cui una crepa ha iniziato a farsi strada nel loro rapporto, non sono riusciti ad accorgersene in tempo, tanto da mettere nel mezzo una bambina innocente. Durante tutto il libro, passano anni, lunghi periodi in cui un padre vuole recuperare l'amore della figlia, in cui combatte per lei. L'amore c'è, ma nascerà con altre persone. Molti infatti sono i personaggi secondari che faranno da contorno alla storia principale, alcuni invece diventeranno anche protagonisti principali col tempo. Suggerisco la lettura di questo libro a ogni lettore, anche a chiunque si sia trovato a leggere questa recensione. La storia è difficile, ma bellissima e costruttiva.

CONTINUA SUL NOSTRO BLOG. VENITE A TROVARCI
https://thereadingslove.blogspot.com/
Profile Image for Naike Ror.
Author 38 books688 followers
August 7, 2018
⭐⭐⭐⭐⭐⭐Quando ho letto il "mappazzone degno di un dramma coreano" come lo ha definito l'autrice stessa qualche mese fa sono rimasta sconcertata. Tutti noi conosciamo Sylvia Kant, conosciamo quello che scrive e come lo scrive. Quindi, quando mi ha chiesto di leggerlo sapevo per certo che, genere o meno, mi sarei trovata davanti a un lavoro di qualità. Di certo, però, non ero pronta a leggere qualcosa che mi avrebbe colpito personalmente da vicino. Quello che Sylvia racconta nelle pagine di Tutto su mio padre (e il titolo di Almodovarreminescenza si addice perfettamente) è una storia che per sentito dire o per vissuto conosciamo bene: moglie e marito con figli che si separano. Fino a una trentina di anni fa la cosa in Italia non era così ordinaria e da figlia di separati, vivendo in una città di provincia, vi assicuro che non è facile passare quei momenti con facilità. Non starò qui a tediarvi con quello che penso di Maura e di Sandro, di quello che è sbagliato in lui e in lei, di come la loro unica figlia di sia trasformata in un'arma di distruzione, vi basta sapere che se cercate un libro da chiudere e rimettere sul comodino, questo è un titolo sbagliato. Tutto su mio padre vi farà riflettere sui vostri errori perchè nessuno dei personaggi presenti è perfetto, nessuno dei personaggi si rende conto di quanto il tempo, le abitudini e l'apatia trasformano l'indifferenza in dolore e poi rabbia.
Se volete leggere un libro che presto o tardi vi farà fare delle domande, un libro che considero il migliore di Sylvia Kant allora compratelo ma l'avviso è doveroso; qui non ci sono lussuosi appartamenti newyorchesi né splendidi uomini attraenti. Qui c'è la vita vera, dolorosa e infame.
INDIMENTICABILE.
Profile Image for Il confine dei libri.
4,878 reviews149 followers
August 19, 2018
Buongiorno, care amiche/i del blog! Ho appena finito di leggere il nuovo libro della Kant, “Tutto su mio padre”, edito Newton Compton editori, che stavolta si cimenta in uno stile ben diverso dal solito.
Chi ha letto i suoi libri, sa che Sylvia Kant ci regala storie d'amore passionali e intense, con sfumature ad alto tasso erotico; stavolta la storia d'amore è altrettanto intensa, ma anche tanto difficile: l'amore di un padre verso una figlia.
Sandro è sposato con Maura, matrimonio complicato, infarcito di incomprensioni e tradimenti, litigi e tensioni, che portano a un inevitabile divorzio. Maura è una persona profondamente astiosa e scurrile, ignorante e altezzosa che vuole far pagare a Sandro una vita matrimoniale insoddisfacente e le sue scelte lavorative. Sandro è un vigile del fuoco che ama il suo lavoro, intrapreso a discapito della tranquilla occupazione nel negozio del suocero, situazione che aggrava ancora di più il precario equilibrio tra i due coniugi. Come è prevedibile, a fare le spese di tutto ciò è Eva, una bambina dolce, innamorata di suo padre, curiosa e allegra, che condivide con Sandro l'amore per le piante, passione ovviamente osteggiata da Maura. Attorno ad Eva si scatenerà una diatriba per l'affidamento, che porterà dolore e rammarico. Purtroppo, come spesso succede quando un matrimonio finisce, una delle due parti tende a ferire l'altra, a voler vincere la guerra per ottenere l'affidamento dei figli e il mantenimento di essi, con quale risultato? Non vince nessuno, mai, anche chi la spunta sull'altro inevitabilmente perde qualcosa. Quando un genitore viene privato della vicinanza di un figlio, si sente demoralizzato e sconfitto. Chi ha la fortuna di avere il figlio in casa si sente vincente e appagato, ma come si fa a sentirsi così quando una famiglia cessa di essere tale e sai che l'altro è dilaniato al pensiero di non poter vivere le proprie giornate con un figlio amato e voluto? Sandro vive un profondo disagio e un dolore sordo che sente nel petto ogni giorno, che aumenta nel tempo proporzionalmente a quanto la figlia viene allontanata sempre di più da lui ad opera di una madre che la plagia e la rende sempre più cupa e scostante nei confronti di un padre che non si arrende, che vive per quella bambina che presto inizia a non riconoscere più. È un racconto difficile e intenso, talmente vero che è facile immedesimarsi nei sentimenti di Sandro. Durante la lettura ho provato emozioni contrastanti: astio verso una donna cattiva, empatia verso un padre dolcissimo e tenerezza verso una bambina succube di una madre tiranna. E ho incitato Sandro a non cedere alle pressioni di Maura, alle richieste e privazioni assurde da parte sua, ho tifato per lui quando finalmente trova Sabrina, una donna che lo comprende, lo ama e lo sostiene in questa battaglia legale, che, come vedremo, nel corso degli anni si complica sempre di più. Sandro riesce a realizzarsi sentimentalmente e lavorativamente, ma sentirà sempre la mancanza di quel pezzo di cuore che gli è stato strappato, che non riesce a trattenere a sé nonostante tutti gli sforzi e la condiscendenza che inizialmente prova ad avere nei confronti della ex moglie. È una situazione che mi auguro di non vivere mai; credo che per tenere unito un matrimonio, oltre all'amore, sia essenziale una buona dose di comprensione che permette di incontrarsi a metà strada per il proprio bene e per quello di un figlio che è la manifestazione fisica di due anime che si sono incontrate, cercate, unite. Alla fine, senza ovviamente raccontarvi più di quanto sia necessario, hai una sensazione simile a un pugno nello stomaco, perché l'epilogo è talmente intenso che ti lascia proprio così: quasi senza respiro. E vorresti poter girare ancora una pagina, leggere che quella fine non è la fine, ti chiedi se sarebbe potuta andare diversamente, magari con un gesto fatto in maniera opposta o dicendo parole non dette. Eppure quell'altra pagina non c'è, rimangono quelle lette nelle quali si trovano tanti personaggi che fanno da contorno e poi diventano essi stessi protagonisti di una vicenda incredibilmente reale. Mi rimane il rammarico di non poter avere Eva di fronte per scuoterla da quell'apatia nei confronti della vita e di suo padre, di non poterle dire che anche se una famiglia si divide, bisogna continuare a tenere per mano entrambi i genitori, anche se separatamente, perché abbiamo bisogno di loro. E sembra una frase fatta, ma quando non ci saranno più capiremo quanto tempo abbiamo sprecato nel non dirgli quanto li abbiamo amati e quanto gli siamo grati per quanto ci hanno dato, per quanto hanno combattuto per noi, per l'amore infinito e imprescindibile che provano per noi anche quando purtroppo ci capita di ferirli. Io sono una persona fortunata, perché nonostante i problemi di ogni giorno, ho una famiglia che mi ama in maniera viscerale, che mi sostiene, e per come sono fatta, se avessi vissuto il dolore di un divorzio, l'impatto sarebbe stato talmente devastante da provarmi in maniera indescrivibile. Eppure, avrei combattuto io stessa per non perdere la forza di mia madre e la volontà di mio padre. E quell'affetto che mi fa sentire sicura e protetta.
Non è un libro da leggere sotto l'ombrellone, in questo frangente un racconto più spensierato ci starebbe decisamente meglio, ma vi assicuro che è una storia da leggere. Assolutamente. E un plauso va alla sua autrice, che spero scriva ancora storie dallo stesso impatto emotivo.
Profile Image for Romanticamente Fantasy.
7,977 reviews237 followers
September 11, 2018
La storia narrata in Tutto su mio padre comincia in una tranquilla domenica; Sandro è in terrazza con la piccola Eva, ma Maura è contrariata, non vuole che la bimba si sporchi con la terra, e un piccolo battibecco iniziale si trasforma presto in un grande litigio, al punto che Maura caccia di casa Sandro, il quale inizialmente è convinto si tratti di un’arrabbiatura passeggera da parte della moglie. Quest’ultima, però, è proprio decisa a farlo sparire dalla sua vita e da quella della piccola Eva. Da questo momento comincia per Sandro la lenta discesa verso il baratro, in quanto la moglie gli impedisce di vedere la figlia, la persona che più ama al mondo, con ogni scusa possibile e immaginabile

Sandro lentamente scivola sul divano, completamente annientato.

«Sandro, calmati. Calmati. Vedrai che le cose si aggiustano. Che ti frega di aver perso quella poco di buono?», chiede Ugo cercando di consolarlo.

«Eva», mormora flebilmente. «Ho perso Eva».

«Ma no che non l’hai persa! La vedrai anche tutti i giorni, se vorrai. Adesso mi metto a cercare un buon avvocato e tutto andrà per il verso giusto».

«No, papà, perché io e lei non vivremo più insieme… Non vivrò più con mia figlia… Non potrò più darle il bacio della buonanotte… Non potrò più aiutarla a lavarsi i denti e a vestirsi… Non potrò insegnarle ad andare in bicicletta… Non potrò fare i compiti con lei, capisci?», quasi grida.

Le cose peggiorano sempre di più; Maura è decisa a recidere alla radice il rapporto tra padre e figlia, ma lui non vuole arrendersi; Eva è la persona che ama persino più di se stesso e non può accettare di perderla. La paura più grande di Sandro è che un giorno la figlia lo possa accusare di non aver fatto abbastanza per mantenere un buon rapporto tra loro, e quindi è deciso a fare tutto quanto in suo potere per riuscire a far valere il proprio diritto genitoriale e far parte della vita di Eva.

Questo libro, pagina dopo pagina, vi farà riflettere su quella che è la situazione attuale dei genitori separati e del calvario che devono vivere i bambini contesi in questa guerra tra ex.

«E allora che cosa dovrei fare?», domanda Sandro perplesso all’avvocato.
«Niente!». La risposta di Pace è secca. «Lascia perdere!».
Sandro salta sulla poltrona dov’è seduto. «Come sarebbe a dire?».
L’uomo gli pianta in faccia due occhi chiari e pungenti come spilli. «Cerco di spiegarmi meglio. Tua figlia è persa», dice con voce lugubre, «andata! Fottuta! Bruciata!». Sandro lo fissa stravolto, ma l’avvocato continua implacabile: «Insistere vuol dire soltanto sprecare tempo, denaro e salute!
Se una donna decide di usare un figlio per colpirti, non c’è legge che possa proteggerti. Conosco padri che sono andati a prendere i figlioli scortati dalle forze dell’ordine, perché le madri non volevano lasciarglieli durante i fine settimana o le vacanze! E come pensi che si siano sentiti quei bambini davanti alle urla e agli strepiti dei genitori? E al ritorno? Pensi che quelle megere li abbiano lasciati in pace? Più d’uno di questi ragazzi mi ha raccontato che la vera violenza non era uscire di casa scortato dai carabinieri e lasciarsi le grida della madre alle spalle… No. La vera violenza avveniva in casa, al ritorno: botte, pressioni psicologiche d’ogni tipo, ricatti»

Il tempo scorre veloce, la vita di Sandro va avanti, ma sempre con un macigno sul cuore perché Maura riesce ad allontanarlo sempre più da Eva.

Sabrina tace con gli occhi fissi a terra. «Mio cugino sta passando il tuo stesso calvario. È un bravissimo medico e un uomo dolcissimo. La sua ex è persino arrivata ad accusarlo di pedofilia».
«E com’è finita?», chiede Sandro speranzoso. «È riuscito a ottenere la figlia?»
«Ancora no», mormora Sabrina dispiaciuta.
«Da quanto tempo è in causa con la ex moglie?».
Sabrina tace e poi si decide a rispondere. «Quasi dieci anni».
Sandro spalanca gli occhi. «Dieci anni?»
«La società italiana è dominata dagli uomini, ma in questo campo la donna ha troppi diritti e nessun dovere», replica lei decisa. «Un figlio nelle mani d’una madre squilibrata può diventare un’arma micidiale».
Il cuore di Sandro è stretto in un pugno di ferro. «Tuo cugino se n’è fatto una ragione?»
«No, vive in un inferno».
La voce di lui si fa sorda. «Conosco bene quel posto».

All’inizio ho provato molta pena per questa bambina, frutto di un amore finito nel peggiore dei modi, tra accuse, recriminazioni e odio reciproco; ma alla fine di questo splendido romanzo mi sono chiesta perché Eva, diventata prima adolescente e poi donna, non abbia mai avvertito l’esigenza di sentire anche la versione dei fatti del proprio padre, accontentandosi piuttosto di quanto le ha sempre raccontato Maura, una donna bugiarda, manipolatrice e crudele nei confronti di un uomo che voleva semplicemente essere un padre.

Tutto su mio padre è stato un viaggio nei sentimenti; con un realismo sconvolgente l’autrice riesce a narrare una storia di vita quotidiana in cui molte di noi riusciranno ad immedesimarsi, riuscendo a strapparvi il cuore dal petto e riducendolo in poltiglia. Vi verrà da piangere, da urlare, da lanciare il libro contro il muro, ma proprio come Sandro, non c’è nulla che possiate fare se non assistere inermi a questo spettacolo terrificante che oramai è diventata la sua vita.

Toccante. Emozionante. Crudo. Vero.
.
Mumu' - per RFS
Profile Image for Le cercatrici di libri.
1,892 reviews47 followers
August 10, 2018
Recensione:
Ho finito da qualche ora Tutto su mio padre, è ancora sento scorrere tutte quelle emozioni che sono riuscite a entrarmi sotto pelle fino ad arrivare al centro del mio essere e nella testa. Non riesco a lasciarmele scivolare addosso come una coperta.
Silvya Kant ci presenta una storia autoconclusiva, narrata in terza persona e totalmente differente dai i suoi precedenti libri di genere dark erotic,

Sandro e Maura dopo dieci anni di matrimonio ormai sono agli sgoccioli di questa unione. Tra tradimenti, incomprensioni, la differenza sociale, culturale e caratteriale oltre l'interferenza dei famigliari sono i motivi che mettono in ginocchio il loro matrimonio. A rendere tutto più complicato da un bel po' di tempo Sandro soffre di depressione, rendendo la situazione ancora più esacerbata.
Quello che ancora li unisce è la piccola Eva, una dolcissima bambina, amata profondamente da entrambi i genitori.
Ma alla fine neanche il legame che condividono con Eva basterà a tenere in piedi un matrimonio ormai solo di nome.
Il passo per la separazione sarà breve.
E purtroppo non sarà la piccola Eva l'elemento essenziale da proteggere e tutelare da qualsiasi cambiamento tanto da assicurarle la necessaria serenità psico-fisica. No, lei sarà il mezzo che verrà usato per scatenerà la guerra tra i due.

L'autrice nonostante la narrazione in terza persona, col suo stile ammaliante e avvincente mi ha catturato inesorabilmente. Una volta aperto il libro non mi è stato possibile fermarmi se non alla fine. Ho iniziato la lettura dopo cena ho chiuso il kindle alle 6:30 del mattino successivo, dovevo assolutamente sapere come finiva, non ho avuto altra scelta.
Sylvia Kant ha creato dei personaggi profondamente caratterizzati.
Che hanno saputo trasmettermi tutte le emozioni e sensazioni, positive e negative di cui questa storia trabocca, una profonda e feroce rabbia, odio, umiliazione, inadeguatezza, speranza, sconforto, rassegnazione, amore puro forte e inarrestabile, fragilità e Tenerezza.

Ho sofferto con loro, provando un senso di ingiustizia tale che mi ha strappato lacrime di rabbia per il senso d'impotenza e di una totale assenza di una qualche tutela giuridica del caso.
Ho amato un genitore nonostante le sue fragilità e debolezze umane e ne ho detestato l'altro in modo spasmodico da crearmi un nodo allo stomaco.
Questa storia è riuscita a "comunicarmi" attraverso le parole dell'autrice emozioni, così intense da sentirle sulla mia pelle, tanto da esserne soverchiata. Un libro straordinario che mi ha devastato il cuore, creato da una penna altrettanto straordinaria.


Il tema principale trattato in questo libro chiaramente intuibile, ed è l'affidamento dei figli minori dopo che il nucleo familiare viene compromesso dalla separazione.

Con questa libro la Kant scoperchia il vaso di Pandora e ci mette davanti alla assoluta difficoltà che riscontrano molti padri divorziati. Quasi mancanti di una tutela che il nostro stato dovrebbe garantire a ognuno di noi a seconda delle nostre esigenze.
Da non sottovalutare neanche la parte economica. Le notevoli e alle volte proibitive cifre processuali e parcelle per gli avvocati, cui si va incontro che inducono ad arrendersi perché impossibilitati a fare altro.
La figura paterna merita maggiore tutela per il proprio ruolo non solo di sostegno materiale ed economico, ma anche di partecipare alla crescita affettiva ed emotiva dei propri figli.
Ma nonostante la legge preveda la parità dei genitori nei rapporti coi figli, anche dopo la separazione, si tratta di una dichiarazione spesso formale, perché i padri continuano ad avere un ruolo marginale nella cura dei figli.
Alle volte addirittura inesistente e non per volontà loro.

Ci troviamo davanti a un libro intenso e di forte impatto emotivo, che sembra quasi un grido di aiuto a favore di questi genitori più "deboli" e io non posso che unirmi a questo grido.
E sperare che qualche ingranaggio cominci a muoversi

Mi inchino davanti alla signora Kant che ancora una volta ha saputo rapirmi in modo magistrale.♡
Alla prossima!

Virgy

Profile Image for CrazyForRomance.
1,713 reviews253 followers
August 7, 2018
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Respirare. Profondamente e con gli occhi chiusi. E poi un abbraccio forte ai miei bambini, uno di quelli che “serve” più a me che a loro. È ciò che ho fatto, che ho dovuto fare, una volta terminata la lettura di Tutto su mio padre. Perché questo romanzo si legge trattenendo il respiro, dalla prima all’ultima pagina, mentre il nodo in gola si ingrossa sempre più e finisce per affondare alla bocca dello stomaco. No, non è una storia spensierata quella di Sandro, il protagonista del romanzo, né una storia facile da accettare e da digerire. Ma è una di quelle vicende che devono essere raccontate, senza venire abbellite ed edulcorate. L’autrice, con uno stile incisivo e autentico, ci porta nel mondo di Sandro, un vigile del fuoco sulla trentina che, dopo dieci anni altalenanti di matrimonio, viene lasciato dalla moglie Maura. I due hanno una figlioletta, Eva, che amano in modo viscerale e proprio intorno alla bimba si scatenerà una guerra infinita e distruttiva. Una guerra sull’affidamento, tra cavilli legali e minacce velate, una guerra che prosciugherà i portafogli e le speranze e che sembra destinata a non avere fine. Man mano che si prosegue nella lettura, ci si trova davanti alla cronistoria di un amore di un padre per una figlia a cui vengono mozzate le radici e i rami, di cui non resterà che un tronco avvizzito.
Tutto su mio padre Sylvia Kant
In questo libro, la trama diventa vita vera e si è spinti a fare dei paragoni con la propria vita familiare o con quella di persone a noi vicine. Le separazioni coniugali e le lotte che coinvolgono i figli, infatti, sono tematiche all’ordine del giorno, in un Paese in cui la legge e la burocrazia ancora non riescono a tutelare tutte le parti in causa. Per questo motivo, libri come quello della Kant assumono un’importanza incredibile, perché danno voce a persone che, questa voce, sentono di averla persa. L’autrice ha svolto un lavoro eccellente nel caratterizzare personaggi, luoghi e situazioni nel modo più reale possibile e tutto ciò che si legge sembra prendere vita davanti ai nostri occhi. In questo modo, il dolore di Sandro diventa il dolore del lettore, la sua rabbia diventa la nostra, il suo sconforto diventa il mio. Un altro grandissimo merito della scrittrice è aver reso umano il suo eroe; Sandro non è un cavaliere senza macchia e senza paura, ma un uomo fallibile, con tanti difetti e tante colpe. Nonostante questo, è un uomo che prova a rimediare ai suoi errori per quello che è il fine superiore: il benessere di quella figlia tanto amata e sempre più lontana. Con lo scorrere delle pagine e del tempo, ciò che mi ha amareggiato maggiormente è stata la trasformazione di Eva da bambina allegra, curiosa e innamorata del suo papà in una ragazzina chiusa, cupa e robotica, emotivamente bloccata e succube di una madre tirannica. La figura di Maura è, probabilmente, il personaggio letterario che ho più odiato nella mia carriera di lettrice e mi fa male pensare che di “Maure” ne esistano a centinaia nella vita reale. Una donna ignorante e scurrile, rabbiosa e vendicativa, furba ma poco intelligente, capace di trincerarsi dietro bugie, recriminazioni e parolacce; una donna incapace di vedere al di là del proprio interesse e del proprio odio verso un uomo che non ha mai sentito realmente suo. Un mondo disfunzionale quello in cui si nasconde Maura e in cui sta trascinando una bambina indifesa. A fare da contraltare alla ex moglie, troviamo il personaggio di Sabrina, una donna intelligente che ha a cuore Sandro e il suo rapporto con Eva.
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Profile Image for Francesca I..
355 reviews3 followers
October 7, 2018
Le 5 stelle sono per lo stile dell'autrice. Non delude mai. Riesce a coinvolgerti in maniera impressionante facilmente. Anche con questa storia è riuscita a travolgermi. Una storia realistica, una storia di due genitori che divorziano e i figli ne pagano la conseguenza. Una storia dove la legge non aiuta chi deve aiutare! Maura è una str**** fatta e finita. Sandro è purtroppo un uomo senza @@. E se non fosse stato per Sabrina... ecco lei è una grande Donna! Non so in quante si sarebbero prese la briga di combattere una guerra senza fine insieme al proprio compagno. Ma almeno per loro... ci poteva essere un contentino? -_- Leggere questa storia è stato logorante, angosciante e tanto tanto triste. Però speravo in un finale diverso... e per il finale infatti avrei dato 1 stella!. Dopo tutto questo patimento... dopo tutto questo soffrire... almeno un poco di soddisfazione ci voleva. Capisco che nella realtà è peggio di così... ma questo è un libro, qualcosa di piacevole ci doveva pur stare ahahahaha Mi è venuta la depressione! Cavolo! Bellissimo libro ma che ti lascia l'amaro in bocca.
Profile Image for Rita .
4,028 reviews92 followers
August 8, 2018
IO COME EVA

"«Ma lei ha bisogno di te».
«Sono io che ho bisogno di lei».
"

In tutta sincerità, mi aspettavo qualcosa di completamente differente o, meglio, una storia che ricalcasse maggiormente la mia esperienza personale. In "Tutto su mio padre", invece, ci ho trovato una situazione dai ruoli ribaltati, ma dallo stesso, inconfondibile dolore.
L'ho praticamente divorato, lasciandomi rapire dall'immediatezza con cui è narrato e anche, lasciatemelo dire, dall'incisività delle parolacce che costellano i discorsi, veri e propri veicoli di rabbia ed esasperazione. Ecco spiegato il mio immenso coinvolgimento nelle vicende dei protagonisti. Ma, se ho amato e sostenuto Sandro e Sabrina (soprattutto lei, che donna!) e mi sono più volte infuriata come una belva di fronte alla spietatezza di Maura e dei suoi genitori, il personaggio di Eva è stato quello che mi ha dato maggiori problemi. Come inquadrarla? Vittima? O dispensatrice di crudeltà gratuita? E la mia sospensione di giudizio mi fa ancora più male per la consapevolezza che non è determinata soltanto dal turbamento suscitato dai comportamenti della ragazza, bensì dal fatto che Eva mi ci sento un po' io, seppur in un contesto diverso, e il senso di colpa mi sopraffà.
Profile Image for Il RUMORE DEI LIBRI.
275 reviews15 followers
September 24, 2018
a cura di Marianna

Sandro è un padre amorevole, un marito imperfetto, un figlio rispettoso ma comunque un genitore impeccabile. Maura è una donna rancorosa, succube di una famiglia d’origine violenta e cafona. Quando la vita matrimoniale non funziona più i due si separano come la maggior parte delle coppie sposate italiane. Maura non vuole far nessun tentativo per far cercare di sanare i cocci, Sandro per lei è l’unico colpevole per aver lasciato il negozio di famiglia e aver studiato – seppur continuando a fare dei lavoretti come giardiniere – per il concorso di vigile del fuoco senza poi nemmeno riuscire nell’intento. E poi l’ha anche tradita e picchiata. Questa manfrina di bugie la racconta quotidianamente alla loro figlia Eva, alla quale priva sempre più – in fase pre e post divorzio – di sentirsi col padre al telefono, di vedersi nemmeno in presenza sua o dei suoi genitori. Così Eva, plagiata da sua madre, a poco a poco si allontanerà da suo padre fino a non volerlo sentire più. Peccato che l’unica pecca di Sandro sia stata tradire una donna odiosa e menzognera che a sua volta l’aveva già tradito e che ha sempre avuto le sue relazioni extraconiugali.
Durante tutta la battaglia legale Maura si servirà di Eva come scudo e come arma di ricatto nel modo più ignobile che un essere umano possa inscenare, e il pover Sandro si troverà vittima di una giustizia
macchinosa che non tutela abbastanza i diritti del rapporto padre figli, ma soprattutto sarà bersaglio innocente di tutto il livore che Maura nutre nei suoi confronti, corroborata fortemente da tutte le recriminazioni e le istigazioni dei nonni materni di Eva. Dal giorno in cui Maura ha chiesto a Sandro la separazione legale sarà un susseguirsi di liti, sfuriate, scenate, rimproveri, bugie raccapriccianti, telefonate senza risposta, giochetti subdoli, macchinazioni infime e squallide. E causa di tutto il fango sarà naturalmente Maura e le sue menate senza fondamento ma poste solo a sfoderare cattiveria gratuita.
Concedetemelo: Maura è una rozza, scurrile, ignorante donnicciola di provincia che ha l’astio di un passato orrendo cucito sul cuore e che per scrollarselo di dosso riversa sull’ex marito tutte le sue frustrazioni. È una donna orribile, maligna e crudele. Sandro, al contrario, è la vittima innocua che subisce per l’amore infinito verso la figlia, per cercare di non spezzare quel sottile filo che lo tiene legato ancora a lei.


La Kant è stata molto brava a sviscerare il back stage di un divorzio, scegliendo la strada più diretta ovvero quella di narrare in modo nudo e crudo la realtà, contestualizzandola egregiamente. Non ci ha risparmiato nulla, ci ha raccontato senza filtri quello che accade quando un matrimonio finisce senza consensualità ma con acredine e animosità. Se avete visto i film “Kramer contro Kramer” e “La guerra dei Roses”, vi sembreranno bazzecole zuccherine rispetto a tutta l’asprezza che si respira tra le pagine di “Tutto su mio padre”. È un romanzo duro da digerire per i contenuti, a volte ripetitivi ma forti e schietti, ma anche per tutta la voglia di prendere a capocciate Maura e famiglia, e di urlare contro un troppo ingenuo Sandro e una plagiata e smidollata Eva. Il linguaggio semplice e diretto e a secondo del contesto anche sboccato e duro ha rafforzato l’asprezza dei contenuti, mentre lo studio meticoloso del contesto della vicenda narrata l’ha reso ancor più veritiero, seppur crudo.
Come già era successo con la storia di Antony, Silvia Kant si conferma un’autrice che non va molto per il sottile, ma che imprime alle sue storie sempre un approccio molto diretto ed intimo, senza mettere sotto il tappeto le imperfezioni più brutte dell’animo umano.
È una lettura questa che consiglio a tutti, ma anche a quelli più anticonformisti suggerisco di munirsi di Maloox perché vi innervosirete statene certi.
Profile Image for Sonia Donelli.
2,513 reviews114 followers
October 3, 2018
http://www.esmeraldaviaggielibri.it/t...

Recensione di Veronica – Tutto su mio padre di Sylvia Kant, uscito ad agosto ed edito Newton Compton.
Ho scelto di leggere il nuovo romanzo di Sylvia Kant per due motivi principali. In primis il netto cambio di genere dell’autrice, apprezzo molto quando qualcuno si mette in gioco in questo modo, allargando i propri orizzonti e spingendosi al massimo oltre i propri confini. In secondo luogo, la trama, nella quale ho notato somiglianze con una situazione accaduta ad un mio conoscente.
Ho terminato la lettura di questo libro da qualche giorno, e sinceramente ci ho messo più del previsto a concluderlo, non per la stanchezza o l’agenda fitta di impegni ma spesso ho dovuto interrompere la lettura per il nervosismo che quelle parole mi provocavano
Sandro e Maura sono sposati da circa 10 anni. Un matrimonio che si trascina tra una delusione e l’altra, tra i tradimenti reciproci, che sopravvive ai problemi della stragrande maggioranza delle coppie. Unico punto di vero amore è loro figlia Eva, una bimbetta molto intelligente, curiosa e vispa che ama stare con suo padre, imparare cose nuove. Una meraviglia di bambina che però non è abbastanza per permettere a questo matrimonio di funzionare. Così dopo l’ennesima lite, Sandro è costretto a lasciare la sua casa e da li a poco firmare i documenti della separazione con specifiche sull’affidamento della piccola Eva. Confuso dalla sofferenza provata in quel momento, e nell’intento di proteggere il più possibile sua figlia, Sandro firma un accordo che gli permettere di frequentarla “previo accordo con la madre” , ma si sa, le donne quando ci si mettono diventano delle iene che pur di farla pagare all’uomo che le ha fatte soffrire, usano ogni mezzo, anche i propri figli.
Se una donna decide di usare un figlio per colpirti, non c’è legge che possa proteggerti. Conosco padri che sono andati a prendere i figlioli scortati dalle forze dell’ordine, perché le madri non volevano lasciarglieli durante i fine settimana o le vacanze!
Inizia così il calvario di Sandro. Limitato da Maura negli incontri, che potranno avvenire solo al parco e solo sotto la sua sorveglianza, negato al telefono, appuntamenti rimandati, fino alla decisione di fare ricorso. Un’azione che però si sa, non è certo economica e richiede tempo, fatica, pazienza e intanto il tempo passa, Eva cresce e suo padre non è accanto a lei …
«Ho perso Eva». «Ma no che non l’hai persa! La vedrai anche tutti i giorni, se vorrai. Adesso mi metto a cercare un buon avvocato e tutto andrà per il verso giusto». «No, papà, perché io e lei non vivremo più insieme…Non vivrò più con mia figlia…Non potrò più darle il bacio della buonanotte…Non potrò più aiutarla a lavarsi i denti e a vestirsi…Non potrò insegnarle ad andare in bicicletta…Non potrò fare i compiti con lei, capisci?»

Questo romanzo è un pugno nello stomaco continuo.. stai leggendo e ti dici che è tutto falso, che è tutta un’esagerazione, perché le cose non vanno così. Un padre non può perdere l’amore di sua figlia, una madre non può usare un pezzo del suo cuore per vendicarsi, una figlia non può crescere così fragile e priva di affetto … eppure, Sylvia ci racconta una storia che non è poi così lontana dalla realtà che lo vogliamo oppure no. E certo, avrei voluto che Sandro le tentasse tutte, avrei voluto che Maura venisse smascherata, avrei voluto che giudici, periti e avvocati fossero più empatici e combattivi … e invece a volte non resta che la resa, ma a quale prezzo?
Sono combattuta sulle mie sensazioni circa questo romanzo. Eppure come posso prendermela con l’autrice per aver dipinto la miseria dell’umanità così come realmente esiste?
La figura di Maura, cattiva, parassita, bugiarda, mi ha fatto venire più volte la nausea ma non nego che spesso avrei voluto picchiare anche Sandro, ma come poteva quest’uomo opporsi ai potenti? Se nemmeno la legge è della tua parte, se persino gli avvocati ti suggeriscono di metterci una pietra sopra, dimenticare tua figlia e rifarti una vita, con quale forza poteva far valere i suoi diritti di padre?
No, no, tutto sbagliato in questo romanzo, perché sbagliate sono le leggi, che tutelano a prescindere una madre senza poi fornire assistenza ai figli. Eva, chiusa in se stessa, indecisa se dover ferire la mamma oppure il papà, un bambina capricciosa, desiderosa di attenzioni, di non essere più lo strumento di una guerra tra coloro che più dovrebbero amarla. Eva parla con gli occhi ma senza riuscire veramente a comunicare… ma chi ha chiesto ad Eva cosa avrebbe voluto? Chi le ha chiesto quanto era felice quando suo papà trascorreva del tempo con lei? Chi le ha domandato con quanta ansia misto amore lo aspettava alla finestra quando rientrava a casa? Chi l’ha tutelata dalle fandonie che le propinavano in testa Maura e la sua famiglia? Nessuno. E oggi, al di là di Maura, che ha sposato un altro uomo, al di là di Sandro che si rifarà forse in qualche modo una vita, rimane Eva. Fragile, chiusa, insicura. Senza nessun buon esempio da seguire, senza nessuna fiducia nell’amore, senza alcun tipo di autostima.
Ecco che mi monta nuovamente la rabbia. Il nervoso per quei dialoghi scurrili, con parole al vetriolo, per quell’ignoranza dilagante “cosa studi a fare, devi portare a casa i soldi”, per quella mamma senza cuore, per quel papà che forse avrebbe potuto fare di più, per quei nonni invadenti e seccanti, per gli avvocati che non guardano in faccia a nessuno e per Eva. Soprattutto per Eva che non ha aperto gli occhi verso un padre che rinunciava alla sua vita in cambio di trascorrere del tempo con lei.
«Allora sei proprio ottusa! Vuoi capire che non me la passano al telefono? Vuoi capire che ogni volta che me la negano comincio a pensare di rapirla e ammazzare chiunque osi fermarmi? Lo capisci che tutte le volte che Eva non vuole parlarmi, invece, mi ammazzerei io? Lo capisci che tutta questa storia mi sta facendo diventare un pazzo furioso? Lo capisci o no?»

Il romanzo di Sylvia Kant mi ha lasciato l’amaro in bocca, dall’inizio alla fine, facendomi scontrare nuovamente con la consapevolezza che viviamo in una realtà dove spesso la nostra vita non ci appartiene, dove è più facile ascoltare le chiacchiere e giudicare piuttosto che concedere il beneficio del dubbio, dove il bene non vince sempre, a volte trionfa il male e senza nemmeno troppo sforzo, dove l’odio è accecante e l’amore purtroppo non può nulla.

E alla fine, io rimango con un grande punto di domanda. Mi è piaciuto questo romanzo? Non lo so. L’ho trovato a tratti esagerato, seppur indubbiamente ne ho apprezzato il messaggio importante e chiaro: La sua è una denuncia verso la paternità negata, la legge va cambiata, e al più presto, occorre tutelare i bambini e i padri senza doverli portare a compiere gesti disperati pur di non rinunciare all’amore dei propri figli. Tuttavia, avrei voluto leggere meno dolore gratuito, tuffarmi nella speranza, conoscere i pensieri di Eva, vittima di tutto questo dramma e mai ascoltata.

Se volete leggere questo romanzo, preparatevi ad una lettura non semplice, non piacevole. Cruda, forte e psicologicamente violenta.
Profile Image for Giada- Se ne dicon di parole.
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November 14, 2018
"I personaggi.
Quando si parla di una sentenza di divorzio non consensuale o di tutela di minori, viene facile pensare che sia la madre quella dalla parte della ragione, quella che ha subito angherie o, comunque, qualche ingiustizia che abbia frantumato il rapporto idilliaco che tutti ci aspettiamo ci sia in una coppia.
Ma la Kant si distingue anche in questo: la “vittima sacrificale” non è Maura, l’ex moglie, e persino la Eva minorenne non è che una pedina su una scacchiera. Perché i patimenti e i sacrifici più grandi sono quelli di Sandro, il padre.
Rappresentato, spesso, in questi casi come una figura mitologica o, meglio, un assegno di mantenimento ambulante, Sylvia tratteggia come protagonista, invece, lo stereotipo dell’uomo comune, anzi, persino troppo paziente e mansueto per gli standard maschili.
Primogenito della famiglia Ferretti, in gioventù era uno degli scapoli più ambiti della costa laziale. “Figlio” di un rapporto contraddittorio con sua madre, troppo spesso ansiosa e soffocante, Sandro, ancora giovanissimo inciampa nella “rete” dei Bragaglia. È l’inizio della fine: dopo pochi mesi dal fidanzamento il matrimonio, che, invece di unirli, con il tempo finirà per essere una condanna.
Perché Maura non è capace di staccarsi davvero dal cordone ombelicale dei suoi: pur essendo sposini non vede l’esigenza di una casa propria, di una propria intimità, come non vede – o finge di non vedere – il disperato bisogno di intraprendenza economica e lavorativa di suo marito che, invece, vorrebbe relegato nel negozio di ferramenta del padre.
Di giorno in giorno, la tensione aumenta, e con lei i conflitti, i tradimenti e un muro di risentimento che Maura erge tra loro. Poi il corto circuito diventa black-out emozionale. Sandro viene cacciato di casa, vengono chiamati in causa gli avvocati e mentre lui è ancora stordito dalla piega che sta prendendo la sua vita, in quattro e quattrotto bisogna decidere il destino della pargola: Eva.
Perché, dalla loro unione, nel frattempo, era nata una bambina. Messa al mondo con le migliori intenzioni, certo, ma ora che le cose stanno per cambiare, Maura non si fa scrupoli a usarla per punire – non si sa bene da cosa – l’ex marito.
In molti la considerano una battaglia persa in partenza: dopo la separazione capestro firmata in un momento di poca lucidità o di estrema fiducia nei confronti di Maura, quella figlia ormai è andata, è meglio che Sandro si rassegni, che si rifaccia una vita, sostituendo Eva con qualche altro figlio…
Ma lui non demorde. È sua figlia, la sua unica figlia quella, che ne sanno gli altri? Che ne sanno di come l’accoglie festante quando rientra a casa o quando l’aiuta con le piante? Che ne sanno del modo in cui lo guarda quando le racconta le favole?
Come possono pensare che lui, un vigile del fuoco, uno che ogni giorno mette la sua vita in situazioni estreme per salvare gli altri, non possa prendersi cura di lei? Impossibile…
E allora via, che la legge faccia il suo lavoro… Ma tra avvocati, periti e spese processuali, tutto quello che cambia è il peso del suo portafoglio.
E se il divorzio è stato l’inizio della fine, questa è la fine è basta. Solo che a chiudere il discorso non ci sarà una sentenza o una figura che lo tuteli, che gli garantisca di fare quello che è suo diritto fare: il padre. Crescerla, rimproverarla quando serve, parlarci e andare in vacanza insieme qualche volta. No.
A chiudere tutto non saranno tre puntini sospensivi, a rappresentare una vita vissuta a metà, una solitudine che si tramuta in rassegnazione prima e disincanto poi. Se nasci padre, le istituzioni ti lasciano solo, ti rincorrono soltanto per le molestie o per il denaro da versare, se hai ragione sei come trasparente, o, peggio, persino fastidioso, perché se le parcelle sono salate e tu sei povero in canna è meglio che lasci stare…
E allora quei punti sospensivi finiscono per racchiudere tutto il mondo dei “se”: se non l’avessi mai conosciuta, se non c’avessi mai fatto una figlia, se fossi riuscito a riprendermi Eva in tempo, prima che la plagiassero… e ancora: se mi fossi arreso prima, se avessi dato retta agli altri e avessi avuto altri figli…
Perché nella desolante lentezza della burocrazia, la sua bambina è diventata la clone di sua madre, crescendo l’ha punito in tutti i modi possibili e immaginabili e guai a provare a farle sentire il proprio punto di vista: si passerebbe dai silenzi pesanti ai telefoni attaccati in faccia e via, chiusi in un circolo vizioso senza fine.
Eppure, quello stesso karma che pare voglia fargli pagare colpe non sue, gli ha anche regalato nuove incredibili opportunità: una compagna e degli amici stupendi, il rapporto con suo fratello finalmente recuperato. La sua felicità era dietro un battito di ciglia, così vicina che il suo alito gli ha sfiorato la pelle e l’ha fatto rabbrividire. Sarebbe bastato così poco, quei consigli, che sull’onda della rabbia o di una caparbietà giovanile l’hanno fatto sentire incompreso, se li avesse ascoltati, sarebbero stati, forse, la sua ancora di salvezza.
Una non- fine, quindi, che diventa, però, una conclusione perfetta per una storia che ha fatto del “non” il suo peso specifico: il non-amore, la non-figlia, il non-detto, il non-ascoltato, diventano per la legge del contrappasso il suo vero inferno. Tutto ciò che ha lasciato intentato, tutte le scelte prese troppo tardi, quelle, volente o nolente, prese male, peseranno più di tutto il resto. E una “ferita” semplice come un divorzio, che poteva sanguinare per un po’ e poi rimarginarsi, al massimo, con qualche “punto di sutura”, invece, lo farà patire a vita la sindrome da arto fantasma.
Tirando le somme? Protagonisti eccellenti, dipinti a 360° sia dal punto di visto fisico che caratteriale. Perfetti anche i personaggi secondari che si fanno portavoci di importanti messaggi – vedi ad esempio Federico. –
A costo di sembrare ripetitiva… chapeau!"
Profile Image for Valentina V. .
715 reviews
June 9, 2019
A distanza di quasi un anno ho ripreso in mano questo libro di cui avevo letto i primi capitoli con immensa fatica per poi abbandonarlo. Me lo sono ritrovato improvvisamente davanti mentre sfogliavo la libreria del kindle ed è stato così che ho deciso di concedergli una seconda possibilità. Dopo averlo divorato in due giorni, mi rendo conto che un anno fa ero troppo vulnerabile e coinvolta per riuscire a sopportare anche le mazzate di dolore inferte da questa storia e che la mia avversione per essa era solo un meccanismo di difesa. Poiché questo romanzo è meraviglioso nella durezza e spietatezza in cui narra una realtà sociale vera e più comune di quanto si pensi oggigiorno. Meraviglioso nello stile diretto e fluido con cui infligge con abilità ogni stoccata, riga dopo riga. Meraviglioso nell'aver reso anche mie le emozioni di Sandro, di avermi fatto travolgere dalla sua rabbia, dalla sua disperazione, dal suo amore e dal suo profondo dolore. Meraviglioso nella caratterizzazione di ogni singolo personaggio che ha animato l'intera vicenda. Un'immensa tela di ragno che nasce attorno alla piccola Eva o forse c'era già prima, chissà, e che si estende sempre più ampia, sempre più soffocante, sempre più velenosa fino a quasi svuotare i personaggi, privando ognuno di essi di un pezzo di sè che niente e nessuno potrà mai rendergli indietro. L'ultima riga è stata poi un pugno inaspettato in pieno stomaco, ma non posso non ringraziare l'autrice per aver deciso di aver dato vita a questa storia.
Profile Image for Tutta colpa dei libri.
962 reviews43 followers
September 4, 2018
Poche volte mi è capitato di non riuscire a scrivere una recensione. Di prendere tempo dopo aver concluso la lettura, perché non riuscivo a mettere su carta le mie idee e il mio giudizio, bello o brutto che fosse. A volte ho scritto recensioni di pancia, quando il libro mi aveva preso nelle viscere, altre ancora avevo raccontato in modo più ponderato le mie impressioni. Ebbene, a circa una settimana dalla conclusione di TUTTO SU MIO PADRE, ancora non riesco ad esprimere tutto quello che questo libro mi ha trasmesso. Le sensazioni e le emozioni sono state molteplici, contrastanti, incandescenti che ti fanno scoppiare dentro, che tirano fuori la parte più sensibile e nascosta di te perché è una storia intensa che punta dritta al cuore. Un cuore che più di una volta durante la lettura, ha minacciato di esplodermi dal dolore e dalla rabbia. Un romanzo in grado di risucchiarti tutta l’aria; ti soffoca, ti annienta, ti fa sperare e poi ti distrugge di nuovo. Una storia che mi è entrata sotto pelle e che ancora vibra, pulsa costantemente. La storia di un padre che cerca di fare di tutto per avere l’affetto di sua figlia, toltagli dalle grinfie apocalittiche della sua ex moglie, tipologia di donna che non dovrebbe esistere sulla faccia della terra. 

Per la recensione completa seguiteci qui:

http://tuttacolpadeilibri.blogspot.co...
Profile Image for Libri e Altri Disastri.
734 reviews85 followers
January 12, 2019
Recensione a cura di Yaya. A questo link il testo completo: https://libriealtridisastri.blogspot....

Questo libro è sicuramente un pugno nello stomaco, difficile da leggere e da digerire: per quanto io abbia amato questa scrittrice per la sua capacità di trattare un argomento così delicato e forte con attenzione, questa storia mi ha lasciato con l’amaro in bocca, perché purtroppo tante sono le famiglie che ancora oggi vivono queste situazioni, così devastanti.
Sylvia Kant è stata brava nel narrare le vicende che riguardano la separazione dei protagonisti, nel corso del libro si capisce che l’argomento è stato approfondito con cura.
Per questo non è un libro per tutte, e non perché la storia non meriti, ma sicuramente fa male leggere queste storie sapendo quanto per alcuni rappresentino la realtà.

La separazione o il divorzio rappresentano l’ultimo punto della rottura di una storia, non sono mai semplici, delle passeggiate per così dire, anzi, la persona è coinvolta al 100%, e quasi sempre qualcuno ne esce più distrutto degli altri.
Il matrimonio rappresenta un traguardo per tutti, per chi crede nelle favole e nel per sempre e, quando una storia finisce, insieme ad essa crollano tutte le speranze e i sogni che insieme si volevano realizzare.
20 reviews
June 4, 2025
Quando un matrimonio finisce restano in sospeso molti perché a cui nessuno darà mai una risposta.
Ma quando ci sono anche dei figli, la situazione si fa abbastanza complicata perché si vorrebbe calcare sulle mancanze dell'altro definendo "un padre che ha solo pensato a studiare " oppure "un padre che non si è mai interessato di sua figlia".
Ho letto questo libro in 4 giorni e più scorreva e più volevo conoscere la giustizia per Eva che ingiustamente come tanti altri bambini diventano "l'oggetto " di litigio, di accuse tra i due litiganti.
Ho sentito le stesse emozioni, la stessa rabbia del padre che si vede da un giorno all'altro privato di tutto come della sua passione per i bonsai.
Maura, fin dal primo istante mi è sembrata una donna senza valori che prendeva decisioni e si faceva inpostare la vita dai suoi genitori. Avrei voluto che ad un certo punto desse una possibilità a Sandro provandoci. Invece la routine e la sicurezza che ci danno a volte i genitori ,per evitare che commettiamo errori, non ci fa crescere. Infine vorrei aver avuto anch'io una figura del padre come Sandro, che lotta con tutte le forze per vedere e sentire quella figlia che ormai non gli appartiene più. Perché poi quando non si vive più nella stessa casa, le abitudini cambiano e pure gli impegni e chi ne soffre sono la maggior parte sempre figli.
Profile Image for Cronache di Lettrici Accanite.
222 reviews26 followers
November 4, 2018
Questa recensione non è stata facile da scrivere. Il libro non è stato facile; i personaggi, così reali, sono tutt’altro che facili. Eppure cercherò di parlarvi di questo romanzo nella maniera più chiara possibile.

Sandro e Maura sono sposati da dieci anni. Dalla loro unione è nata la piccola Eva, una dolce bambina che stravede per il padre. Ma un giorno Maura, esausta dalla situazione, decide di buttare fuori di casa suo marito, urlandogli addosso tutto quello che teneva dentro, forse, da anni.
Sandro è costretto a lasciare la casa che con tanti sacrifici ha pagato. Ma, ancor di più, è costretto lasciare lì la sua bambina, inconsapevole che quello sarà l’inizio del suo inferno personale.
Continua al link: https://cronachedilettriciaccanite.bl...
Profile Image for Vicky Sp.
1,828 reviews132 followers
February 19, 2019
Una storia che potrebbe anche essere vera per quanto affronta un tema attuale. Maura si separa dal marito, uomo disattento ai bisogni di lei, indifferente alla vita di coppia ma padre amorevole, già da come coccola la figlia che si prende cura dei fiori, sì intuisce il suo animo gentile. Ma la donna, manipolatrice e tiranna, usa la piccola Eva come merce di scambio, la fa diventare un'arma per colpire il suo ex. Mi ha causato troppo sofferenza questa lettura, in molte parti del libro, come ad esempio quando il padre intravede la piccola a braccetto col nuovo compagno di lei, mentre a lui non viene concesso passar del tempo da solo con sua figlia, perché ritenuto pericoloso e immeritevole. Assurdo !!! . Famiglia e istituzioni, dalla parte di Maura
Profile Image for Valentina Mauri.
7 reviews2 followers
August 31, 2018
appena finito, penso che mi mancano dei pezzi o delle pagine perchè ci sono rimasta veramente di m per il finale forse mi aspettavo una rivincita, un riscatto un qualcosa. Premetto che con "prova ad amarmi" io e la scrittrice non ci siamo molto comprese ma con questo libro si è riscattata pienamente anche se il mio kindle ha rischiato il 90% delle volte di essere rotto, lanciato, distrutto ecc. consiglio vivamente di leggerlo soprattutto alle donne per far capire che molte volte definirci "il gentil sesso" è veramente una boiata visto che quando ci mettiamo siamo delle vipere peggio di Satana.
Profile Image for Federica.
91 reviews8 followers
August 22, 2018
Cerco di mettere ordine nella valanga di emozioni che questa storia alimenta e non è assolutamente facile. Una storia che hai quasi paura di continuare a leggere perché al peggio non c'è ma che ti tiene attaccata col fiato sospeso fino all'ultima pagina, dove l'indignazione, la frustrazione e la rabbia sono ormai fedeli compagne.
Questa nuova veste di Sylvia Kant é sbalorditiva, inaspettata ma soprattutto sorprendente e mi auguro di leggere quanto prima un nuovo successo
Profile Image for Alessandra.
138 reviews
November 6, 2018
Bello, intenso, doloroso, realistico e purtroppo ancora attuale, anche se legalmente sono cambiate diverse cose in tema di divorzio e affido di minori. Questo libro vi strazierà il cuore ma, contemporaneamente, vi toccherà l'anima nel profondo.
DA LEGGERE ASSOLUTAMENTE.
Profile Image for Monica Lobetti.
198 reviews
May 20, 2019
Questa nuova veste dell'autrice non mi dispiace affatto.
Gli argomenti trattati erano tosti...e ho fatto fatica a digerirli....solo perchè mi hanno toccata da vicino.
Ho apprezzato il rispetto con cui li ha trattati.
Grazie Sylvia.
259 reviews3 followers
May 25, 2025
Non racconta nulla di nuovo è frustrante leggere cose che purtroppo già sai ma che ci sprechi pure tempo.
Profile Image for Cherry Pie.
930 reviews21 followers
February 7, 2019
“La osserva da lontano senza farsi vedere. Sta oltrepassando il recinto del residence tenendo il patrigno per mano, subito seguita da Maura col piccolo nel passeggino. E il suo cuore comincia a vacillare.
Eva è lì, davanti a lui, e serra le dita dell’uomo che la cresce e l’accudisce, così come quando, appena nata, stringeva le sue. Sua figlia si lascia guidare dalla mano dell’uomo che Maura ha fatto diventare, a tutti gli effetti, suo padre. Quello che le insegnerà a nuotare o ad andare in bicicletta, così come lui l’ha aiutata a muovere i primi, timidi passi…
…Quella è sua figlia Eva, il frugoletto così tanto desiderato, il corpicino caldo e profumato di borotalco che stringeva ogni giorno tra le braccia, che cullava fino al sonno, a cui cambiava i pannolini, scaldava il biberon, faceva fare il ruttino… Quello il sorriso che gli rivolgeva quando tornava a casa, quella l’espressione adorante con cui lo accoglieva… La stessa che ora rivolge a un altro, mentre lui, quasi fosse un appestato, non può neppure salutarla. Perché sua madre non vuole… Perché Eva non vuole.”


Leggere questo romanzo è stato per me come guardare un film dolorosissimo o un documentario su una strage storica. Salvo che qui non ci sono morti ammazzati o ferite sanguinose. Ci sono soltanto, e sottolineo soltanto, la vita e i sentimenti di persone che un tempo si sono amate, dilaniati, spezzati, strappati, calpestati, sporcati, e infine sparsi al vento come cenere.

E mentre leggevo ho avuto per gran parte del tempo il dejà-vu di una situazione simile che conoscevo e avevo rimosso. Quando ero studentessa universitaria, ricordo una ragazza che seguiva i corsi con me, simpatica, sorridente, con la quale strinsi amicizia e che frequentavo anche fuori dall’Università. Ebbene, lei aveva una sorella che… non conosceva. Prima di sposare sua madre infatti, suo padre aveva avuto una figlia con una compagna di liceo, una bambina che aveva solo 4 anni quando lui aveva abbandonato un matrimonio impossibile, una donna impossibile, una vita impossibile. Aveva pagato quella libertà un durissimo prezzo: non aveva mai più potuto rivedere quella figlia, a cui però pagava vestiti, studi e sport. Ricordo che allora mi sembrò solo triste e assurdo. Oggi giudico imperdonabili certi comportamenti.

Un figlio non è merce di scambio, un baratto per ottenere qualcosa in cambio d’altro. Un figlio ha diritto all’amore. Non gli si può dire dove riporre affetto, dove dimenticare, cosa lasciare, cosa prendere.

La sorella della mia vecchia amica potrebbe essere Eva. Cresciuta nel disprezzo di un genitore perché plagiata dalla mente contorta dell’altro. Usata per colpire il padre traditore. Perché? Perché le colpe dei padri ricadono sempre sui figli? Riderei, se non mi sentissi triste e amareggiata.


Quanta sofferenza viene inflitta e quanto amore negato in nome di una “giustizia” che di giusto non ha proprio un cavolo di niente ed è invece solo egoismo smisurato?

Un figlio nelle mani d’una madre squilibrata può diventare un’arma micidiale.


La storia di questo padre e di questa bambina, plagiata da una madre tiranna e malvagia, fino a renderla in tutto simile a lei, è una storia che mai vorremmo conoscere, di quanto male si può fare senza spargere nemmeno una goccia di sangue. Di come si possono “uccidere” le persone senza nemmeno guardarle. Quanto può essere malato e cattivo l’amore di un genitore. E quanto importante è il suo ruolo nella vita e nel carattere di ogni persona.

Anticamente il genitore aveva diritto di vita e di morte sui figli. Oggi, dopo secoli di cultura e civiltà, dopo Freud e la psicologia, dopo tomi di aggiornamenti di codici civili e penali, siamo ancora più o meno allo stesso punto. Purtroppo.

Perciò abbiate il coraggio di leggere questo libro che, per l’argomento trattato, è un vero capolavoro. Indignatevi, commuovetevi, ma leggete fino in fondo. Solo conoscendo certi mali, si potrà evitarli. Poi abbracciate i vostri figli, se ne avete. E giurate a voi stessi che il vostro amore non avrà mai condizioni, né giuste, né sbagliate; perché l’amore con condizioni non è amore.

Sylvia Kant ha dato a mio parere il meglio di sé. Anche se io non ero riuscita ad apprezzarla nella sua precedente serie erotica, osannata quasi da tutti, ho invece trovato incredibile questa sua svolta narrativa, drammatica e introspettiva. La sua prosa sincera e passionale, anche se appesantita da troppi particolari e ripetizioni, fa vibrare i sentimenti dei personaggi fino al cuore di ogni lettore, ed è cosa rara e molto emozionante.

Grazie Sylvia per aver scritto qualcosa che non dimenticherò tanto facilmente. Peccato solo che il libro non si sia trasformato in un thriller, sul finale,… avrei giustificato completamente un Sandro assassino!

Navillus.
https://thedirtyclubofbooks.it/tutto-...
Profile Image for Romancer.
8 reviews
January 4, 2021
Dura realtà

Questo romanzo descrive con grande maestria la dura realtà di tanti padri che perdono le figlie o i figli a causa di madri egoiste e senza scrupoli. Poveri i figli che crescono con queste iene.
Profile Image for Love is in the books.
1,552 reviews39 followers
August 8, 2018





*Attenzione: il testo contiene possibili spoiler in quanto riporta informazioni
non presenti nella trama.*





Come si è in grado di riversare tutte le emozioni e lo stato d'animo in cui riversa la mia anima dopo questa lettura?. Mi ritrovo a pigiare sulla tastiera dopo qualche ora che ho concluso questo romanzo, storia, vita. Non so quale sia il termine adatto per riferirmi a esso perché tutto quello che accade in quest'opera è realistico e non riesco semplicemente a definirlo un romanzo. Questo libro è la storia di una vita e, come sappiamo, la vita non è facile; la vita è dura, è amara; la vita fa male con le prove crude a cui sottopone.







Troppo tempo a disposizione per rimuginare sul passato, addolorarsi per il presente e preoccuparsi per il futuro.






I protagonisti di questa storia sono Sandro e Maura, i quali sono sposati da diversi anni, passati insieme più per abitudine che per amore; anni in cui il loro matrimonio, già nato per i motivi sbagliati, sta andando alla deriva a causa di tradimenti, incomprensioni e dialoghi mai affrontati e a ritrovarsi in mezzo alla bufera c'è Eva, la loro piccola figlia.


Quando i due coniugi decidono di separarsi - o meglio, quando Maura decide di buttare fuori di casa Sandro e di andare dall'avvocato - Eva è piccolissima, avrà due, tre anni al massimo. Essendo così piccola, l'unica cosa che comprende e riesce ad esprimere è la mancanza del padre e delle attività, perlopiù giochi, che svolgeva insieme lui.


Sandro, dal canto suo, comincia ad assaggiare il sapore della disperazione. Passano i giorni, i mesi, gli anni e lui continua a chiamare la moglie per farsi passare la figlia e, magari, per accordarsi su quando e dove vederla, cosa che all'inizio lei concede a patto che ci sia sempre lei presente e che il luogo sia sempre il parco che ci sia acqua, vento o gelo non le importa. Non sia mai che la bambina stia da sola con un malato di nervi. Sì, un malato, un pazzo, un violento, un menefreghista, un uomo che non ha mai voluto lavorare e che si è messo a studiare invece di portare il "pane a casa", visto che ha un mutuo da pagare e una bimba piccola da mantenere, un uomo che non chiama la figlia nemmeno il giorno del suo compleanno e che all'improvviso ha sentito questo senso di paternità tutto insieme. Queste sono solo alcune delle accuse che Maura rivolge a Sandro nel corso degli anni. Accuse totalmente infondate perché Sandro sì, ha sofferto di depressione ma si è curato; ha iniziato a studiare per poter diventare Vigile del Fuoco, lavoro che già svolgeva come volontario e, nel frattempo, pagava il mutuo facendosi aiutare dai propri genitori. Si è sempre interessato della figlia chiamandola più volte al giorno ma trovando sempre una porta sprangata: Maura che inventava mille scuse pur di non passargliela.







« Allora sei proprio ottusa! Vuoi capire che non me la passano al telefono? Vuoi capire che ogni volta che me la negano comincio a pensare di rapirla e ammazzare chiunque osi fermarmi? Lo capisci che tutte le volte che Eva non vuole parlarmi, invece, mi ammazzerei io? Lo capisci che tutta questa storia mi sta facendo diventare pazzo furioso? Lo capisci o no? »






Cosa dovrebbe pensare la figlia?. Una bambina che sta crescendo con la madre che continua a ripeterle che il padre l'ha abbandonata. Papà non mi ama abbastanza? Ma mi ha mai realmente voluta? Sono io quella sbagliata?. E potrei continuare all'infinito perché io per prima so cosa vuol dire crescere con la consapevolezza di non essere abbastanza, di non essere il motivo per cui una persona decide di restare e combattere. Ma quello che Eva non sa è che suo padre non si è mai arreso, non ha gettato la spugna. Sandro è stato coraggioso, si è battuto come un gladiatore ed ha avuto la forza che molti padri non hanno, ha lottato una vita intera per la figlia che era la sua ragione di vita. Purtroppo oltre a Maura come scudo, ha dovuto affrontare anche la Legge e i suoi tempi lunghissimi.







«Papà non viene?», chiede Eva scoccando un'occhiata a Sandro. 
«No», risponde Maura asciutta. 
«E perchè?», domanda la bimba. 
«Perchè no.», e le porte a soffietto dell'autobus si richiudono alle loro spalle.







Quando i genitori si separano, quelli che ne pagano le conseguenze sono i figli.





Quante volte ho sentito questa frase?. Milioni, ed erano proprio queste parole che continuavano a saltarmi alla mente mentre andavo avanti con la lettura. Più andavo avanti, più il mio cuore si crepava sotto il peso stratosferico delle scene narrate. Scene che nella mia testa si svolgevano a rallentatore come quelle di un film.







« Più d’uno di questi ragazzi mi ha raccontato che la vera violenza non era uscire di casa scortato dai carabinieri e lasciarsi le grida della madre alle spalle… No. La vera violenza avveniva in casa, al ritorno: botte, pressioni psicologiche d’ogni tipo, ricatti. Uno dei padri mi ha raccontato che il figlio, alla fine, lo ha pregato di non andare più a prenderlo, altrimenti la mamma gli avrebbe impedito di frequentare i propri compagni di scuola, andare alle feste o giocare a pallone. Capisci cosa intendo?».






Questo libro è qualcosa di pazzesco e sarei una bugiarda se vi dicessi che non mi ha scossa fin nel profondo per le tematiche che tratta, che io sento molto miei. Temi che sono molto più vicini a noi di quanto possiamo immaginare. Queste cose accadono tutti i giorni e in molte più famiglie di quelle che crediamo sia possibile. Non vi dirò che questa storia è per tutti, anzi, farò l'opposto. Noi siamo abituate alla Kant che ci narra storie mozzafiato con tante scene hot che ci fanno bollire il sangue. Questo romanzo, scritto con una prosa elegante ed erudita, è mozzafiato ma per ragioni del tutto diverse. Niente passione, Niente sesso. L'amore è presente ma in diverse forme e cambia da personaggio a personaggio. Quello che più mi ha fatto paura è quello provato da Maura, quello morboso. L'amore che diventa ossessione, malattia, condizionamento e voglia di distruggere qualsiasi rapporto.







«Quanto sarà manipolatrice e bugiarda questa donna», mormora Sabrina. «Non invidio proprio tua figlia, che dovrà rapportarsi tutta la vita con un essere del genere».
Sandro china lo sguardo, rabbuiandosi. «E la colpa è solo mia che l’ho messa al mondo con quel mostro».






Di solito quando leggo è raro che provi odio verso un personaggio, posso provare astio o fastidio ma mai finora ho desiderato che un personaggio morisse davanti ai miei occhi. Ho desiderato tanto che Maura tirasse le cuoia perché, a volte ed è bruttissimo da dire, la fine di una persona può essere la liberazione di altre.


Ho adorato il personaggio di Sandro, non perché sia un eroe o perché è facile amare il buono della situazione. No, io Sandro l'ho amato per tutte le sue fragilità; per tutte le volte che avrebbe voluto portare i carabinieri sotto casa della ex moglie ma non l'ha mai fatto, per non tubare la tranquillità della figlia; per tutte quelle volte che avrebbe voluto arrendersi ma non ha mai rinunciato perché l'amore che si prova per i figli va oltre tutto, però, alla fine, non si può salvare chi non vuole essere salvato.







«Non sai se hai impegni?»
«No».
«Allora segnati queste due date e poi mi fai sapere qualcosa».
«Dimmi», gli dice con lo stesso, identico tono della madre.
«Per la risposta mi chiami dalle tre in poi. Aspetta che ti do il numero di casa…».
«Mm».
«Ripetilo un po’…», e la figlia ripete con tono da sfottò.
«Va bene… ciao, a presto…».
«Ciao…».
Ma Eva non messaggia e non richiama.
Non chiama mai.






A chi consiglio questa storia?. A chi è stanco di leggere le solite favole, quelle che finiscono con il vissero tutti felici e contenti perché la vita non sempre è così, non sempre una vita ha il suo lieto fine. Il lieto fine è considerato l'eccezione, non la regola. Questo romanzo fa male e distrugge proprio perché racconta cose reali, cose da cui vorremmo fuggire e davanti alle quali vorremmo voltare il capo dall'altro lato. Quindi, lettori coraggiosi, questo romanzo è per voi!







Profile Image for Anna Perillo.
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August 8, 2018


*Attenzione: il testo contiene possibili spoiler in quanto riporta informazioni
non presenti nella trama.*





Come si è in grado di riversare tutte le emozioni e lo stato d'animo in cui riversa la mia anima dopo questa lettura?. Mi ritrovo a pigiare sulla tastiera dopo qualche ora che ho concluso questo romanzo, storia, vita. Non so quale sia il termine adatto per riferirmi a esso perché tutto quello che accade in quest'opera è realistico e non riesco semplicemente a definirlo un romanzo. Questo libro è la storia di una vita e, come sappiamo, la vita non è facile; la vita è dura, è amara; la vita fa male con le prove crude a cui sottopone.







Troppo tempo a disposizione per rimuginare sul passato, addolorarsi per il presente e preoccuparsi per il futuro.






I protagonisti di questa storia sono Sandro e Maura, i quali sono sposati da diversi anni, passati insieme più per abitudine che per amore; anni in cui il loro matrimonio, già nato per i motivi sbagliati, sta andando alla deriva a causa di tradimenti, incomprensioni e dialoghi mai affrontati e a ritrovarsi in mezzo alla bufera c'è Eva, la loro piccola figlia.


Quando i due coniugi decidono di separarsi - o meglio, quando Maura decide di buttare fuori di casa Sandro e di andare dall'avvocato - Eva è piccolissima, avrà due, tre anni al massimo. Essendo così piccola, l'unica cosa che comprende e riesce ad esprimere è la mancanza del padre e delle attività, perlopiù giochi, che svolgeva insieme lui.


Sandro, dal canto suo, comincia ad assaggiare il sapore della disperazione. Passano i giorni, i mesi, gli anni e lui continua a chiamare la moglie per farsi passare la figlia e, magari, per accordarsi su quando e dove vederla, cosa che all'inizio lei concede a patto che ci sia sempre lei presente e che il luogo sia sempre il parco che ci sia acqua, vento o gelo non le importa. Non sia mai che la bambina stia da sola con un malato di nervi. Sì, un malato, un pazzo, un violento, un menefreghista, un uomo che non ha mai voluto lavorare e che si è messo a studiare invece di portare il "pane a casa", visto che ha un mutuo da pagare e una bimba piccola da mantenere, un uomo che non chiama la figlia nemmeno il giorno del suo compleanno e che all'improvviso ha sentito questo senso di paternità tutto insieme. Queste sono solo alcune delle accuse che Maura rivolge a Sandro nel corso degli anni. Accuse totalmente infondate perché Sandro sì, ha sofferto di depressione ma si è curato; ha iniziato a studiare per poter diventare Vigile del Fuoco, lavoro che già svolgeva come volontario e, nel frattempo, pagava il mutuo facendosi aiutare dai propri genitori. Si è sempre interessato della figlia chiamandola più volte al giorno ma trovando sempre una porta sprangata: Maura che inventava mille scuse pur di non passargliela.







« Allora sei proprio ottusa! Vuoi capire che non me la passano al telefono? Vuoi capire che ogni volta che me la negano comincio a pensare di rapirla e ammazzare chiunque osi fermarmi? Lo capisci che tutte le volte che Eva non vuole parlarmi, invece, mi ammazzerei io? Lo capisci che tutta questa storia mi sta facendo diventare pazzo furioso? Lo capisci o no? »






Cosa dovrebbe pensare la figlia?. Una bambina che sta crescendo con la madre che continua a ripeterle che il padre l'ha abbandonata. Papà non mi ama abbastanza? Ma mi ha mai realmente voluta? Sono io quella sbagliata?. E potrei continuare all'infinito perché io per prima so cosa vuol dire crescere con la consapevolezza di non essere abbastanza, di non essere il motivo per cui una persona decide di restare e combattere. Ma quello che Eva non sa è che suo padre non si è mai arreso, non ha gettato la spugna. Sandro è stato coraggioso, si è battuto come un gladiatore ed ha avuto la forza che molti padri non hanno, ha lottato una vita intera per la figlia che era la sua ragione di vita. Purtroppo oltre a Maura come scudo, ha dovuto affrontare anche la Legge e i suoi tempi lunghissimi.







«Papà non viene?», chiede Eva scoccando un'occhiata a Sandro. 
«No», risponde Maura asciutta. 
«E perchè?», domanda la bimba. 
«Perchè no.», e le porte a soffietto dell'autobus si richiudono alle loro spalle.







Quando i genitori si separano, quelli che ne pagano le conseguenze sono i figli.





Quante volte ho sentito questa frase?. Milioni, ed erano proprio queste parole che continuavano a saltarmi alla mente mentre andavo avanti con la lettura. Più andavo avanti, più il mio cuore si crepava sotto il peso stratosferico delle scene narrate. Scene che nella mia testa si svolgevano a rallentatore come quelle di un film.







« Più d’uno di questi ragazzi mi ha raccontato che la vera violenza non era uscire di casa scortato dai carabinieri e lasciarsi le grida della madre alle spalle… No. La vera violenza avveniva in casa, al ritorno: botte, pressioni psicologiche d’ogni tipo, ricatti. Uno dei padri mi ha raccontato che il figlio, alla fine, lo ha pregato di non andare più a prenderlo, altrimenti la mamma gli avrebbe impedito di frequentare i propri compagni di scuola, andare alle feste o giocare a pallone. Capisci cosa intendo?».






Questo libro è qualcosa di pazzesco e sarei una bugiarda se vi dicessi che non mi ha scossa fin nel profondo per le tematiche che tratta, che io sento molto miei. Temi che sono molto più vicini a noi di quanto possiamo immaginare. Queste cose accadono tutti i giorni e in molte più famiglie di quelle che crediamo sia possibile. Non vi dirò che questa storia è per tutti, anzi, farò l'opposto. Noi siamo abituate alla Kant che ci narra storie mozzafiato con tante scene hot che ci fanno bollire il sangue. Questo romanzo, scritto con una prosa elegante ed erudita, è mozzafiato ma per ragioni del tutto diverse. Niente passione, Niente sesso. L'amore è presente ma in diverse forme e cambia da personaggio a personaggio. Quello che più mi ha fatto paura è quello provato da Maura, quello morboso. L'amore che diventa ossessione, malattia, condizionamento e voglia di distruggere qualsiasi rapporto.







«Quanto sarà manipolatrice e bugiarda questa donna», mormora Sabrina. «Non invidio proprio tua figlia, che dovrà rapportarsi tutta la vita con un essere del genere».
Sandro china lo sguardo, rabbuiandosi. «E la colpa è solo mia che l’ho messa al mondo con quel mostro».






Di solito quando leggo è raro che provi odio verso un personaggio, posso provare astio o fastidio ma mai finora ho desiderato che un personaggio morisse davanti ai miei occhi. Ho desiderato tanto che Maura tirasse le cuoia perché, a volte ed è bruttissimo da dire, la fine di una persona può essere la liberazione di altre.


Ho adorato il personaggio di Sandro, non perché sia un eroe o perché è facile amare il buono della situazione. No, io Sandro l'ho amato per tutte le sue fragilità; per tutte le volte che avrebbe voluto portare i carabinieri sotto casa della ex moglie ma non l'ha mai fatto, per non tubare la tranquillità della figlia; per tutte quelle volte che avrebbe voluto arrendersi ma non ha mai rinunciato perché l'amore che si prova per i figli va oltre tutto, però, alla fine, non si può salvare chi non vuole essere salvato.







«Non sai se hai impegni?»
«No».
«Allora segnati queste due date e poi mi fai sapere qualcosa».
«Dimmi», gli dice con lo stesso, identico tono della madre.
«Per la risposta mi chiami dalle tre in poi. Aspetta che ti do il numero di casa…».
«Mm».
«Ripetilo un po’…», e la figlia ripete con tono da sfottò.
«Va bene… ciao, a presto…».
«Ciao…».
Ma Eva non messaggia e non richiama.
Non chiama mai.






A chi consiglio questa storia?. A chi è stanco di leggere le solite favole, quelle che finiscono con il vissero tutti felici e contenti perché la vita non sempre è così, non sempre una vita ha il suo lieto fine. Il lieto fine è considerato l'eccezione, non la regola. Questo romanzo fa male e distrugge proprio perché racconta cose reali, cose da cui vorremmo fuggire e davanti alle quali vorremmo voltare il capo dall'altro lato. Quindi, lettori coraggiosi, questo romanzo è per voi!







Profile Image for Libri & SognaLibri.
966 reviews35 followers
November 14, 2018
VOTO: 4,5 STELLINE.
RECENSITO DA QUEEN PER IL BLOG DI "LIBRI E SOGNALIBRI"
description
Vi ricordate Sylvia Kant, quella di Prova ad amarmi, romanzo tutto sesso e perversione con protagonista un gigolò? Bene, resettate tutto e parliamo di Tutto su mio padre, l’ultimo lavoro della stessa autrice. Che sarebbe stato diverso lo aveva detto lei stessa e anche che ci sarebbe voluto molto antiacido per leggerlo, ma che fosse così caustico sin dalle prime battute non me lo sarei mai aspettato.

La storia si dipana lungo un arco temporale piuttosto corposo: una storia delicata, emotivamente coinvolgente e, a differenza dei suoi precedenti lavori, assolutamente autentica, raccontata con semplicità e precisione, scegliendo quei momenti che risultano determinanti per delineare l’intera faccenda e i suoi protagonisti, pur rimanendo osservatore imparziale e obiettivo dei fatti.

I protagonisti sono il vero punto di forza: Sandro, il padre del titolo, bello e tormentato, il classico cocco di papà che fa tutto ciò che vuole senza curarsi delle conseguenze; conseguenze cui altri tentano di porre rimedio mentre lui, sognatore e pusillanime, sembra ritirarsi piano piano quasi ne fosse un semplice spettatore. Devo dire che la Kant crea una naturale simpatia con quest’uomo, vessato dal destino (o sarebbe meglio dire da una moglie-arpia?) che però lascia un po’ di amaro in bocca davanti alla sua incapacità di alzare la testa e far valere le proprie ragioni.

“Bisognerebbe avere il coraggio delle proprie scelte fin dalla nascita”, mormora cupo, e lei lo fissa con un’intensità insostenibile. “Si, lo penso anch’io”.

Al contrario Maura, la moglie megera (come la definiscono nel racconto), ispira un’antipatia che rasenta l’odio per il modo in cui opprime l’ex consorte, la figlia, e chiunque le giri intorno. Ho pensato a lungo a che voto darle: istintivamente direi 2 (e sono stata buona), perché rappresenta proprio quel tipo di persone che detesto, che manipolano tutto e tutti per proprio tornaconto, che assumono atteggiamenti tracotanti con i quali reprimono gli altri, che si compiacciono del proprio comportamento palesemente negativo e bugiardo facendosene vanto. In quanti libri mi è capitato di incontrare un personaggio così, descritto talmente bene da sembrare reale e farti venire voglia di andare avanti nella lettura sperando che qualcosa o qualcuno ne rovesci le sorti? Ancora una volta la Kant stupisce per le sue abilità descrittive senza eccedere in dettagli ma scegliendo di affidare ai dialoghi (molti, incisivi e ben strutturati) la creazione di un personaggio tanto difficile e perfetto da meritare quasi un 5. Infine c’è Sabrina, che con amore e pazienza affianca Sandro nella sua lotta, senza mai esitare ne dubitare. Sabrina è sorprendente: non demorde mai, è lei che sprona Sandro e che costruisce con Maura e i figli, un fragile ponte che fa sperare nel lieto fine.
LA RECENSIONE CONTINUA NEL BLOG:
https://libriesognalibri.wordpress.co...
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