Il libro-inchiesta di Stefania Prandi, scritto con passione civile, affronta un tema sul quale si sta creando una nuova consapevolezza, ma che non è mai sufficiente nel mondo dei media. Le pianure intensive dell'Italia meridionale, della Spagna e del Marocco sono da tempo caratterizzate da uno sfruttamento senza pari del lavoro bracciantile, garantito da illegalità e violenza. L'inchiesta di Stefania Prandi evidenzia come questo sistema sia mantenuto grazie a connivenze diffuse, dove solo alcuni sindacalisti più coraggiosi riescono a portare una voce diversa. Pochissime donne riescono a ribellarsi, ma la denuncia quasi mai paga, la sola via d'uscita è la fuga e quindi la perdita del lavoro, sia pure precario. Possiamo fare qualcosa? Certamente vanno dedicate più ricerche su questi temi, vanno denunciate le condizioni in cui vivono e lavorano le persone, vanno proposte misure più serie di politica attiva contro lo sfruttamento. Ad esempio, evitare di dare i contributi PAC e sviluppo rurale alle aziende che non seguono certe pratiche di agricoltura socialmente sostenibile.