Una inchiesta giornalistica rigorosa, una scrittura narrativa serrata, otto storie di cronaca nera che lasciano increduli.«Le statistiche raccontano che il Nord Italia è la zona più ricca d'Europa. Ma sono anche altri i primati. Nella classifica della crescita dei delitti, tante province settentrionali occupano i primi posti. Il 45 per cento delle violenze in famiglia avviene proprio qui, dietro le finestre illuminate del Nord Italia.Bisogna tornare a conoscerla questa parte di paese. Non solo attraverso i primati delle fabbriche, dell'urbanizzazione e delle dichiarazioni dei redditi. C'è altro, molto altro, lungo le strade che percorrono la pianura e le zone pedemontane da ovest a est. I fiumi, che innervano il Nord, trasportano vicende a volte dimenticate.C'è un viaggio da fare, attraverso la ricca Lombardia e nel Veneto del miracolo. Un viaggio che inizia in un paese di nemmeno 10mila abitanti in provincia di Pavia, sulle sponde del Ticino»: si parte da Garlasco e si arriva a Gorgo (Treviso), passando per Somma Lombardo (Varese), Como, Chiavenna (Sondrio), Milano, Leno (Brescia) e Verona.Un giornalista decide di entrare nelle case di questo Nord, di chi uccide e di chi è stato ucciso, di scoprire le emozioni, i sentimenti, le passioni che stanno dietro i delitti più efferati, di indagare sui rituali più crudeli degli ultimi anni. Queste pagine sono il suo racconto.
Me lo sono forse letto in un pomeriggio? Ebbene sì. Ed è pure impossibile farlo senza sentire la voce di Nazzi nella testa che recita le parole che leggi. Comunque sono storie interessanti alcune note altre sconosciute (a me) ma soprattutto sono racconti che cercano di spiegare il nord Italia e la sua provincia malata e malandata. È di qualche anno fa, penso che le cose siano parecchio peggiorate, nel frattempo. Comunque un occhio sulla crisi d’identità della società e dell’individuo veramente ben scritta.
Mah. Confesso che, da grande fan del podcast "Indagini" (che naturalmente continuerò ad ascoltare), questo libro mi ha un po' deluso. Innanzitutto i vari casi, otto in tutto, sono trattati in maniera rapida e superficiale, una manciata di pagine ciascuno, non si scende nel dettaglio, anzi, ci sono anche brevi digressioni quasi narrative, cosa che di per sé non è per forza un difetto, però qualche decina di pagine in più e un trattamento più approfondito, se non proprio esaustivo, non mi sarebbe dispiaciuto. È il messaggio generale che passa, però, che non condivido. Per sette capitoli su otto ne esce infatti il ritratto di un nord Italia spaventoso e terrificante, fatto di assassini, droga, violenza, stupri e popolato solo da temibili leghisti, razzisti, fascisti, nazisti & co. di ogni età, sempre pronti a dare ogni colpa allo "straniero" quando il Vero Male è made in Italy. Davvero le cose stanno proprio così? Alla fine poi, quasi come un ripensamento, nell'ultimo degli otto capitoli, viene trattato un efferatissimo crimine commesso da albanesi e rumeni, come a dire "no, in effetti nel nord Italia non ci sono solo criminali italiani". Il libro scorre via che è un piacere, se poi si è ascoltatori abituali del podcast "Indagini" sembra proprio di sentire Stefano Nazzi raccontare questi casi, ma mi ha dato l'impressione di voler mostrare solo un certo lato del "cuore oscuro del nord”. Mi chiedo perché.
Scoperto e letto a più di dieci anni dalla sua uscita, questo libro non ha perso nulla della propria validità: rimane un esempio importante di come affrontare la cronaca nera, con uno sguardo dettagliato ed equilibrato sui contesti sociali e culturali, attenendosi ai fatti ed evitando ricostruzioni fantasiose o giudizi inopportuni.
Il libro è una raccolta di storie di cronaca nera del nord Italia. Ci sono alcuni casi molto famosi ben descritti e documentati e alcuni casi solamente accennati. Il testo è scritto benissimo, molto chiaro e scorrevole. Davvero ben fatto e molto bello da leggere.