Pochi libri mi lasciano turbata, infastidita e con lo stomaco sottosopra come "A cosa servono le ragazze", ma abbiamo bisogno anche e soprattutto di libri del genere.
Quando ho saputo dell'uscita di questo libro sapevo che avrei dovuto leggerlo: la storia della prima (dopo mille difficoltà) giornalista investigativa del mondo, femminista, che addirittura si finse pazza per entrare in manicomio e raccontare di ciò che accadeva, non poteva essere ignorata.
E ho fatto bene!
La storia di Nellie è sconvolgente perchè è ambientata a fine '800 ma anche e soprattutto perchè i ragionamenti che vengono espressi dalla prosa metodica e completa di Blixt sono incredibilmente -e in alcuni casi disgustosamente- attuali. La ragazza, che non ha intenzione di sposarsi e aver figli, vuole soltanto vivere la propria vita secondo i suoi personali canoni, lavorando, mantenendo la propria indipendenza ed autonomia e, perchè no, anche innamorandosi.
Nel periodo in cui Nellie vive, però, le cose non sono così semplici, e i giudizi arrivano aspri. Giudizi provenienti da chiunque, dal mondo degli affetti a quello lavorativo; ma è quì che Nellie sboccia e, in un mondo creato a misura di uomini, si fa valere in quanto essere umano.
La sua determinazione nel far rispettare le proprie idee e la propria persona sono le cose che più mi hanno colpito della storia di Blixt. Nellie si crea un mestiere e lo svolge al massimo, e nel farlo indaga su strani casi, viaggia in Messico e ne scopre la corruzione, parla di cultura, e, infine, arriva in un manicomio.
Già di per sè non proprio un libro facile, quando il lettore entra con Nellie in manicomio ha bisogno di uno stomaco forte per leggere di ciò che accade.
Le descrizioni delle condizioni in cui le donne -non tutte malate, anzi!- dell'epoca vivevano nella struttura, la poca empatia delle figure di potere, la crudeltà, l'indifferenza e l'assenza di rispetto con cui quelle donne venivano trattate mi hanno dato il voltastomaco.
Il velo di normalità che la società ha cercato di mantenere, separando il "normale" dal sempre "diverso" in Nellie Bly crolla, e fa male, perchè si parla di qualcosa di terribilmente attuale, problematizzando i pensieri, le azioni e le intenzioni con cui le persone agiscono.
È un libro crudo che non si limita a raccontare della grandezza di una donna ma anche a mettere in luce tutto ciò che non va nella società di allora e di ora, raccontato in uno stile romanzato che si prende il suo tempo senza essere lento.
La caratterizzazione dei personaggi è sublime, a partire da Nellie fino ad arrivare ai personaggi secondari e alle comparse, e sebbene non sia un libro di piccola mole non sono riuscita a posarlo. Blixt ha avuto fra le mani una grande eredità e ne ha fatto una grande storia, una sorta di biografia raccontata chiaramente e senza indorare la pillola, che comunque mi ha conquistata fino all'ultima pagina.