Ho iniziato questa graphic novel con aspettative altissime, dato che la Bao non si è certo tirata indietro con le proclamazioni di grandiosità su ogni social network, dall'altra parte, be', un sano scetticismo prevale sempre. Di certo ero molto curiosa.
Quindi sono qui a dire che questo libro è davvero un piccolo gioiellino e non so nemmeno io come spiegarlo, dato che le chiavi di lettura sono molteplici e su vari livelli. Residenza Arcadia parla di umanità ed è un continuo altalenarsi di emozioni diverse, dato che si tocca le vette più alte così come le meschinità più basse dell'essere umano, in cui, dopo un facile giudizio iniziale, è facile immedesimarsi, perché siamo tutti una commistione di bene e male.
Gli stessi personaggi, che nelle prime pagine sembrano, sì, simpatici, ma anche parecchio stereotipati, si approfondiscono ad ogni pagina e acquisiscono tridimensionalità, il loro presente si arricchisce con la presa di coscienza del loro passato, spesso doloroso, ma che non impedisce loro di inciampare nei propri passi commettendo sempre gli stessi errori. E la rabbia, l'indignazione, si uniscono alla pietà. Alcuni passaggi sono davvero commoventi.
Il finale io lo interpreterei come dolce amaro, c'è speranza per il futuro, per le nuove generazioni, ma non riusciamo a condividerne la spensieratezza. Speriamo che non commettano gli stessi errori dei loro padri, speriamo che riescano ad espiare i loro sbagli passati. Ma saranno pronti? La loro storia personale, la storia delle loro famiglie e la Storia glielo permetterà?