Parigi, 1953. Daniel è un giovane studente di legge che per far colpo su una compagna di studi si ritrova a recitare una poesia, spacciandola per sua, in un "ritrovo di esistenzialisti"; alla gioia per il trionfo ottenuto subentra presto il panico, perché gli viene chiesto di scrivere qualcos'altro, così scappa e finisce in una libreria, il luogo che più al mondo gli dà pace, dove non resiste al suo solito impulso di rubare un libro.
Altra fuga, che lo porta a conoscere un secondo gruppo di "artisti", in realtà un insieme eterogeneo di contestatori, gente che fa del disprezzo per la società borghese e per il lavoro una bandiera, che rifiuta l'arte tradizionale e si lancia in performance mirate unicamente a épater le bourgeois, e in gran parte delinquenti.
Conteso tra questi due mondi, Daniel abbandona la vita di prima e si lascia trascinare in un vortice di eventi che non è lui a controllare. Così la celebrità raggiunta tanto in fretta, altrettanto rapidamente svanisce, perché l'attenzione dei frequentatori dei salotti si sposta su qualcun altro.
Ma la fame di gloria di Daniel non si è esaurita e per soddisfarla deciderà di dare un'ulteriore svolta alla sua vita.
Mi è abbastanza piaciuta la storia e ho decisamente amato i disegni, così efficaci nel rendere le espressioni dei personaggi e così evocativi quando si trattava di ritrarre Parigi, in particolare la Parigi notturna, la Senna, i café.
Peccato per il finale precipitoso.