Alia è una studentessa universitaria che vive da molti anni a Genova con la sua per lei la vita trascorre tranquilla nonostante quelle terribili cicatrici che porta sempre nel cuore. Ha conosciuto il dolore, quello vero, che con fatica cerca di lasciarsi alle spalle e nasconde dietro grandi occhi, intensi ed espressivi, e tra le pagine di un diario che porta sempre con sé. Andrea è un figlio di una famiglia conosciuta e importante, vive a Genova, lavora presso il museo di Storia Naturale e saltuariamente come insegnante. Affronta le sue giornate cercando, sempre più, di allontanarsi da quel benessere che troppo spesso lo ha fatto sentire arrogante e superficiale. Complice una conferenza, che sarà proprio lui a presentare, incontra Alia che è così diversa dalle altre. Così diversa dalla sua fidanzata storica. Quegli occhi grandi, messi in risalto ancor di più dal velo che le ricopre il capo, lo affascinano in un modo che mai avrebbe creduto possibile. La vuole conoscere, vuole parlarle, vuole sapere tutto di lei… Questa è la storia di un’amicizia tra due culture differenti. È la storia di un amore che vuole sbocciare, puro e sincero. È la storia di un sentimento che, per molti, purtroppo, non può e non deve esistere.
Immagine di le muse Grafica
Daniela Perelli. Nata a Genova il 6 giugno 1980, si è diplomata come Tecnico dei Servizi Ristorativi e specializzata in pasticceria. Ha lavorato per due anni a contatto con i bambini come educatrice e animatrice turistica, coltivando la passione per la danza, il canto e la lettura. Vive a Genova con il marito Alessandro, i figli Giulia e Luca e la loro barboncina Lili. Direttrice editoriale della collana rosa "Un cuore per capello", autrice di romance contemporanei, racconti e novelle con ambientazione storica, ha pubblicato tramite il self publishing ed è autrice per la Collana Floreale, ed ex autrice Rizzoli per la collana You Feel. Gestisce il suo sito "Scrivere con amore", dove pubblica articoli e consigli di lettura e la rivista amatoriale femminile "Semplicemente amiche".
Semplice, immediato e, anche se non amo lo stile del diario, mi è piaciuto il racconto per punti di vista. Triste racconto di una palestina martoriata.