Suad, giovane cisgiordana, sta facendo il bucato nel cortile di casa quando sente sbattere una porta alle sue spalle. È il cognato, che le rivolge una frase scherzosa. Suad si volta per replicare ma all'improvviso il suo corpo è intriso di un liquido freddo che in meno di un secondo diventa fuoco. Bruciare viva, è questa la punizione inflittale dalla famiglia per aver commesso il peggiore dei peccati, essere rimasta incinta prima del matrimonio. Nonostante le ustioni di terzo grado che la ricoprono, Suad riesce a salvarsi. Con l'aiuto di un'organizzazione umanitaria, fugge in Europa. Da qui, con indosso una maschera che protegge e nasconde il suo viso deturpato, racconta al mondo la sua storia, sfidando la legge degli uomini e la loro sete di vendetta.
Riuscire a rimanere razionali senza odiare un popolo con leggi retrograde ed inimmaginabili è davvero dura. Una realtà in cui l'uccisione, l'assassinio, la misoginia sono quasi motivo di vanto, di cui essere onorati - perchè i delitti di onore valgono più della famiglia e dalla vita stessa - capite bene che è lontana anni luce dalla nostra cultura. La frase: "Al mio paese nascere donna è una maledizione" riassume una tematica sviscerata ormai da anni, ma che vede un'evoluzione lenta e scostante. Questo libro va letto con la consapevolezza di indagare una realtà che non deve generare altro odio, ma che deve invertire il senso di marcia e spingere verso il cambiamento.
Questo genere di storie mi colpiscono sempre molto, è incredibile pensare come in certi luoghi sulla faccia delle terra le donne sono trattate, mi fa riflettere su quanto sia stata fortunata a nascere su questo lato del mediterraneo, anche se sono cosciente del fatto che spesso donne che mi vivono vicine sono costrette comunque a rispettare "la legge degli uomini".
Suad è un'eroina perchè ha trovato il coraggio di raccontare la sua storia, nonostante la paura e la vergogna. Come lo è la donna che l'ha salvata, che come molti altri volontari cerca di cambiare il mondo nel suo piccolo ... o almeno di cambiare la strada di pochi regalandogli una nuova vita. Ammiro molto questo tipo di persone che si danno totalmente per gli altri.
Questo libro è la testimonianza che anche quando si cade veramente a fondo c'è sempre una speranza per ricominciare e che non bisogna vergognarsi di chiedere aiuto.
Un libro che commuove, che fa accapponare la pelle, ma allo stesso tempo fa pensare alla forza che hanno queste donne. Donne private della loro personalità, della loro bellezza, della loro voce. Donne che abbassano la testa per delle regole che hanno fatto gli uomini. Ma alcune, come Suad, alzano la testa e parlano. Questi libro lo consiglio tantissimo, perché è un libro che fa veramente riflettere sulla condizione della donna nelle zone della Giordania e della Cisgiordania.
"Bruciata viva", di Suad, pseudonimo della protagonista, è un romanzo di denuncia relativo al delitto d'onore ed è raccontato dalla stessa vittima che, come da titolo, è stata ricoperta di petrolio e bruciata viva per aver creduto alle parole dell'uomo di cui era innamorata, il quale, però, dopo averla messa incinta prima del matrimonio, è fuggito, lasciandola ad affrontare da sola la vendetta della famiglia. Il libro è scritto con uno stile agevole e adatto a tutti, proprio perché, secondo me, è importante che quanta più gente al mondo conosca realtà diverse e assai difficili, soprattutto se si è una donna. La semplicità linguistica, inoltre, riesce a non edulcorare il racconto senza però appesantirlo, col risultato di emozionare il lettore, che vivrà sentimenti contrastanti: sconcerto, rabbia, tristezza, speranza. I personaggi sono credibili, fin troppo, e fa paura sapere che quanto ci racconta Suad non è la finzione, bensì la semplice realtà. Questa lettura è importante per comprendere molte cose. In primis, prendere coscienza di quanto le libertà quotidiane che riteniamo scontate non lo siano affatto. Inoltre, è fondamentale sviluppare una coscienza globale in modo da prevenire ulteriori abusi. Come farlo? Sapendo, capendo, lottando. Perché tutte noi, se fossimo nate in altre parti del mondo, saremmo potute essere Suad. Un lettura dolorosa, che però mi sento di consigliare a tutti.
Questa non è una recensione semplice da scrivere, nel modo più assoluto. “Bruciata viva” è una lettura più che doverosa, appartiene a quella particolare categoria di libri che in realtà nessuno di noi vorrebbe mai leggere, e forse anche perché non ci sogneremmo mai di dover leggere, nel senso che non sospetteremmo neppure dell’esistenza di un libro del genere… Perché, queste, sono pagine intrise di Dolore, di Crudeltà, di Violenza, che racchiudono il libro-testimonianza edito da Piemme. La verginità, per una ragazza musulmana, significa TUTTO. Se la perdi prima di sposarti, la tua famiglia si riunisce e mette a punto il piano subdolo e invincibile della tua morte in quello che si chiama Delitto d’onore. Quante volte ne abbiamo sentito parlare in TV, di questi delitti d’onore? Io tante, troppe.
Достоверно неизвестно, была ли эта история на самом деле или является вымыслом. Одно можно сказать точно, что тысячи женщин по всему миру подвергаются домашнему насилию. Существует множество свидетельств, подтверждающих широкое распространение так называемого «убийства чести». Например, в Иордании ежегодно фиксируют 20-30 подобных случаев. Естественно, жертвами становятся преимущественно женщины Стоит ли читать книгу?! Однозначно стоит. Как минимум, для того, чтобы осознать, как крупно нам (современным женщинам свободного мира) повезло. Мы можем учится, голосовать и участвовать в разговорах на равных. Но самое главное - мы можем любить, выходить замуж, заниматься любовью и рожать детей по зову сердца, а не по наставлениям семьи
È uno di quei libri che andrebbe assolutamente letto almeno una volta nella vita, soprattutto in un periodo, come questo, durante il quale vicende del genere sono ancora ad oggi attuali. Si riesce ad entrare in assoluta empatia con la narrazione, soprattutto perché trattasi di una storia realmente accaduta, e le emozioni che tira fuori sono così forti (e a volte anche in contrasto) che in pochissimi libri mi è accaduto. Ogni singola riga è così commuovente, l'intera vicenda è così triste, che è obbligatorio riflettere sulla nostra condizione e realtà. Qualsiasi altro commento sarebbe superfluo. Assolutamente consigliato!
Da leggere assolutamente, è una finestra su uno spicchio di mondo inimmaginabile per chi viene da contesti culturali e religiosi diversi. È uno sforzo quasi impossibile astenersi dal giudicare, perché la misoginia che le donne subisco (e a volte perpetrano!) è così sconcertante da non lasciare spazio alla comprensione. L’autrice, vittima di una violenza inaudita, riesce a sopravvivere, a ricostruirsi, a ritrovare amore e speranza. La sua testimonianza, frutto di tantissimo coraggio, è un dono prezioso da condividere.
un libro importante, una testimonianza unica nel suo genere che cattura già dalle prime parole. È impressionante perché è scritto in modo da rendere facile calarsi in quel mondo completamente diverso dal nostro e capire quelle donne, capire non solo le loro sofferenze ma anche e soprattutto quanto la sottomissione sia radicata in loro al punto da far loro credere che la violenza continua che subiscono sia l'unica realtà immaginabile.
"Avrei preferito morire, è vero, piuttosto che affrontare quella seconda vita che mi veniva offerta con tanta generosità. Ma la sopravvivenza, nel mio caso, è un miracolo. Mi permette di levare la mia testimonianza a nome di tutte le donne che non hanno avuto questa possibilità e muoiono, ancora oggi, per una sola ragione: sono donne".
Un libro che tutti dovrebbero leggere. Non c'è altro da dire. E' un libro talmente profondo che affronta tematiche talmente importati che cercare di descriverlo lo sminuirebbe e basta. E' un libro che ti cambia dentro.
Consiglio a tutti di leggere questo libro, in quanto aiuta ad aprire gli occhi su tematiche che spesso ignoriamo. Non tutti sono fortunati a vivere in una società come la nostra che, pur piena di difetti, ci lascia liberi di fare molte cose. Suad è stata molto coraggiosa a ripercorrere alcuni dei momenti più bui della sua vita per offrire a noi occidentali uno sguardo su ciò che è la realtà in Medio Oriente. Tante emozioni, lacrime e sorrisi: questo libro merita di essere sui nostri scaffali.
"Bruciata viva- Vittima della legge degli uomini" è una testimonianza tagliente e dall'amara verità. Suad racconta laceranti realtà del suo paese, la sua storia da sopravvissuta. Suad è una donna ormai costretta a vivere marchiata dalla violenza e dalla crudeltà che riceveva quotidianamente; convive suo malgrado, con ferite interiori, alcune ancora aperte, e con cicatrici che si espandono per tutto il corpo. Suad nasce in Cisgiordania e ci espone gli uomini del suo villaggio, prigionieri essi stessi di una tradizione abominevole: il diritto d'onore. L'unica colpa che hanno le ragazze nel villaggio di Suad è essere nate donne, le quali valgono meno di una mucca o di una pecora. Le donne di quel villaggio per un pettegolezzo, una supposizione dei vicini e perfino una bugia potevano essere trasformate in una charmuta ed essere guidate alla morte per salvare l'onore altrui. 《Jarimat al Sharaf》 è così che si chiama il delitto d'onore, ma per gli uomini non è considerato un delitto ma un diritto. Gli uomini creano leggi e le donne le subiscono, così come subiscono umiliazioni, botte, schiavitù, uccisioni, abusi e rimanendo in silenzio perché le donne, secondo gli uomini del villaggio di Suad, non hanno il diritto di parlare, di esprimere una loro opinione, di informarsi e tanto meno andare a scuola per imparare a leggere e a scrivere. Le donne devono tacere e sopportare. La donna protagonista e narratrice di queste vicende vede fin da bambina nei suoi occhi la violenza, tutto ha inizio dalle bastonate di suo padre quando per sbaglio fa cadere qualche granello di zucchero sul pavimento o quando per la distrazione raccoglie un pomodoro ancora acerbo, quando vede sua madre soffocare, con pelle di lana, le sue bambine appena nate, quando dopo una riunione di famiglia, a cui lei non può partecipare, i genitori ordinano a suo fratello Assad di uccidere con il filo del telefono sua sorella Hannan. Queste appena elencate, sono solo parte delle malvagità e della spietatezza a cui ha dovuto assistere fino all'ultimo secondo della sua vita in Cisgiordania.
Suad acquisisce l'etichetta di charmuta quando rimane incinta di Mauran, prima del matrimonio. L'unica sua colpa è di essersi innamorata dell'uomo sbagliato; era una ragazza che voleva sposarsi perché è quella la cosa migliore a cui posso aspirare le donne del piccolo villaggio. La famiglia viene infangata anche quando una donna non si sposa prima dei 20/25 anni. Mentre, l'unica colpa di Mauran è che era un figlio illegittimo agli occhi dei concittadini e della sua famiglia; sia Suad che Mauran dovevano cedere la loro vita per la gloria della famiglia e per ripulirsi dal disonore.
La giovane ragazza incinta, rifiutata e disprezzata dalla sua famiglia e dai vicini di casa, dopo essere stata bruciata da suo cognato ed essere stata portata in ospedale, non riceve le cure necessarie per affievolire i dolori delle ustioni di terzo grado che le sono state procurate. Ma, un giorno per caso, incontra Jacqueline che la aiuterà a trasferirsi dal suo paese natio per arrivare in Europa, con suo figlio, e ricominciare una nuova vita e ottenere, come cosa più importante, le cure che le avrebbero garantito la vita. È un libro che consiglio vivamente: è commovente, struggente, sferzante, pungente, graffiante e soprattutto ci insegna quanto sia difficile la vita della donna specialmente in alcune parti del mondo. Conoscere è un modo per reprimere il delitto d'onore e tutte le altre perfidie che accadono a queste povere ragazze. Dobbiamo combattere per bloccare il perpetuarsi di queste usanze arcaiche.