PREMIATO al TROFEO CITTADELLA 2018, durante il DEEPCON19, terzo classificato come miglior fantasy italiano
IMPORTANTE: in data 22/05/18 il formato eBook è stato revisionato da refusi ed errori, più qualche altra modifica per merito dei feedback dei lettori e recensori, che con l'occasione ringrazio. La presenza di correzioni, chiarimenti e aggiunte nel romanzo saranno presenti anche nella ristampa di settembre 2018.
L’equilibrio è stato infranto. I pezzi sono sulla scacchiera. Il gioco del potere è cominciato… e reclamerà sangue.
Quando Lince, il più celebre assassino di Ganderia, fa ritorno nella capitale dopo dieci anni di assenza, gli equilibri di potere vengono infranti. Le otto organizzazioni che gestiscono nell’ombra la vita della città abbandonano il loro torpore e ricominciano a tessere intrighi. Re Nuldest è disposto a qualunque cosa pur di scoprire perché, dopo tutto questo tempo, l’uomo sia ricomparso in città e non esita a mobilitare l’Ordine. E Anguilla non esiterà a rincorrere il suo sogno: divenire il miglior assassino della storia, facendosi un nome sulla pelle di Lince… Persino Regina è pronta a calare le sue carte. Il gioco degli intrighi è cominciato. Chi trionferà?
"Se siete appassionati dei romanzi di George R.R. Martin non potete perdere questo volume. Un perfetto equilibrio di trama avvincente e scrittura scorrevole." Urban, Fantasy & Co.
"Un libro denso di intrighi e di colpi di scena, un racconto corale che gioca con i sentimenti e le ambizioni dei suoi protagonisti, costruendo una storia dove nessuno palesa le sue reali intenzioni e gli eventi si susseguono con ferocia inesorabile. Una lettura avvincente che si divora pagina dopo pagina." Il Gufo Lettore
"È un romanzo accattivante per la sua capacità di creare un'atmosfera di suspense, ed è una storia dal ritmo incalzante, in cui alcuni personaggi si muovono con cautela e astuzia, dopo aver studiato tutte le mosse, come abili giocatori di una partita a scacchi con la morte." Finestra sul Mondo
Born in Germany, Rob Himmel grew up in Italy, in the lush land of Abruzzo, between mountains, sea and roast mutton skewers. From an early age he became fond of fantasy settings, developing worlds and stories in the hours of childhood play. Then, growing up, he gave an outlet to his creativity by inventing board games for his own pleasure. With the passage of time, adolescence led him to discover and fall in love with Tolkien through his The Lord of the Rings. As a lover of the genre, he has played the famous role-playing game Dungeons & Dragons for more than a dozen years, leading his friends in extraordinary adventures, building worlds, stories and intrigues as Dungeon Master. All this creativity has finally resulted in him becoming a novelist. He debuted with the low fantasy "The Scarlet Blades" (DZ Editions - 2017), awarded at the Trofeo Cittadella 2018, the most prestigious Italian award in the field of fantasy literature.
Nato in Germania, Rob Himmel è cresciuto in Italia, nella florida terra d’Abruzzo, tra montagne, mare e arrosticini. Fin dalla tenera età si è appassionato ai fantasy, elaborando mondi e storie nelle ore di gioco infantili. Poi, crescendo, ha dato sfogo alla sua creatività inventando giochi da tavola per proprio diletto. Con l’avanzare del tempo, l’adolescenza l’ha condotto a conoscere e innamorarsi di Tolkien con Il Signore degli Anelli. Da amante del genere, si è cimentato per più di una dozzina di anni nel famoso gioco di ruolo Dungeons&Dragons, dove, in quanto Dungeons Master, ha condotto i suoi amici in avventure straordinarie, costruendo mondi, storie e intrighi. Tutta questa creatività è infine sfociata nella scrittura. Ha esordito con il low fantasy “Le lame scarlatte” (DZ Edizioni – 2017), premiato al Trofeo Cittadella 2018
Oggi vi porto il mio parere in merito al romanzo "Le lame scarlatte", scritto da Rob Himmel e pubblicato da Dark Zone Edizioni. Si tratta di un Low Fantasy autoconclusivo, uno dei primi lavori dell'autore.
La storia si svolge all'interno di Foltorp, capitale del regno di Ganderia. Governata da un potere monarchico centrale, impersonato da re Nuldest, e da otto gilde che si muovono dietro le quinte, essa è teatro di sanguinosi intrighi politici. Lince, sicario ormai in pensione, decide di tornare in città per scoprire chi si cela dietro l'attentato alla sua vita. Un oscuro burattinaio trama nell'ombra...
Fin da subito mi hanno colpito il ritmo e la dinamicità della trama, l'azione si dipana pagina dopo pagina tra combattimenti, omicidi, giochi di potere e colpi di scena. Lo stile di Rob è lineare, diretto e asciutto, molto scorrevole e mai noioso.
All'interno del volume non troverete una netta distinzione tra bene e male, i protagonisti sono brutali e spietati, disposti a tutto pur di ottenere potere e raggiungere i propri scopi. Il ritmo narrativo elevato ed esplosivo, però, non ne favorisce lo sviluppo psicologico, rimangono eccessivamente statici e piatti. Alcune scelte e decisioni vengono prese con troppa fretta, risultando quasi inverosimili e non sufficientemente giustificate. Nonostante questi difetti, dati probabilmente dall'inesperienza dell'autore, la storia rimane piacevole e avvincente. Il susseguirsi degli avvenimenti tiene incollati alle pagine e mantiene la tensione fino all'ultima parola.
Se vi piacciono gli intrighi alla George Martin, l'azione adrenalica alla Joe Abercrombie con un tocco di Assassin's Creed, "Le lame scarlatte" è sicuramente il libro che fa per voi.
Premessa: nella scala di Goodreads le 2 stelle corrispondono a "it was ok", quindi è un voto positivo. Ci sono diverse ragioni per le quali non ne posso dare di più (e le ho approfondite in privato con l'autore stesso).
Per me Le lame scarlatte ha tutte le inesperienze del principiante, ma alla fine è un libro leggibile – il che è già un traguardo per un esordiente, no? Non ho approvato i ragionamente dei personaggi nè gli strumenti narrativi dell'autore (per il modo in cui [non] costruiva il contesto). Questa situazione ha chiuso le porte sia all'edificazione che all'intrattenimento, perciò è un libro di quelli che io chiamo usa e getta perchè durante la lettura non ti fanno smadonnare ma alla fine di essa non ti lasciano un granchè. Gli ultimi 2 capitoli invece sono gestiti davvero bene. A suo favore va detto che non si percepisce la spocchia tipica degli emergenti, quindi, se volesse continuare a scrivere, mi auguro che le critiche negative (costruttive) vengano pesate più di quelle positive affinché possa raggiungere un pubblico più vasto e più convincente. Però bisogna vedere qual era il target di riferimento di questo libro, che non per forza devono essere i lettori "navigati". Certo è che per un appassionato di fantasy questo libro non risulta originale o personale. Il che non è imperdonabile, ma è limitante: ci sono libri che non portano nulla di nuovo ma lasciano ugualmente il segno perchè svecchiano, ripropongono il "già-visto" in chiave nuova, questo però non lo fa. Sempre secondo il mio umile parere, di fantasy c'è poco e niente. E no, perchè manca la scuola di magia e stregoneria di Hogwarts, ma perché la poca magia che c'è è pressoché irrilevante: non è uno strumento che fa la differenza, non è il perno attorno al quale ruotano le vicende.
Recensione: Le lame scarlatte è un bel libro, un libro che vale la pena di leggere e lo scrivo subito prima di elencare tutti i MA che quest’opera si porta come fardello. Mai come in questo caso scindere tutte le categorie di giudizio è indispensabile perché in alcune cose ci sono eccellenze in altre un pasticcio completo.
“È meglio che non parli. Malgrado tutto, è stato bello lavorare assieme. Con rammarico, devo chiudere qui il nostro accordo”
Partiamo dalle cose buone: la passione è elevatissima. Le prime pagine sono uno degli incipit più accattivanti che abbia mai letto che catturano subito il lettore e lo trasportano in questo mondo pieno di cospirazioni e assassini. Il libro prosegue forte fino alla fine, tavoletta del gas pestata in pieno e motori che rombano, ci si lascia trasportare dagli avvenimenti e dai ragionamenti dei protagonisti da un gioco di politica e morte molto complesso e pieno di soprese. Purtroppo, a motori spenti, quel che innesca tutto questo ballare è abbastanza debole e fa scricchiolare tutta la struttura. I combattimenti sono ottimi precisi, ben descritti e veloci come per lo stile “assassino” devono essere, impeccabile.
“Fuggi da Foltrop come una ladra, potrei persino prendere in considerazione il tuo reclutamento fra le mie fila, ma ahimè sei troppo ambiziosa per i miei gusti”
I personaggi sono perlopiù molto belli, si passa da qualche stereotipo del fantasy come Regina o Rat a qualche “pezzo” molto originale come lo stesso Ferret, Il camaleonte o Eel passando per qualche toppata come Bear (no un assassino buono e amato da tutti non lo digerisco). Lynx è valido ma l’immedesimazione è solo superficiale causa del fatto che non si capisce perché avesse abbandonato il mestiere il decennio precedente. Il Re non è un giocatore adeguato alla scacchiera ed è un vero peccato. Ottimo comunque che non ci sia un unico vero cattivo ma tutti tirino acqua al proprio mulino.
“Per vincere a questo gioco, devi saper muovere bene le tue pedine. Devi fare vedere al tuo avversario quello che vuoi che veda, affinché resti nell’ombra quello che conta. Anche a costo di farsi ferire, di sanguinare
Creazione del mondo. Il mondo è racchiuso in una città che, come scherzavo sopra, sembra più popolata da gente speciale che persone comuni. Fatico molto a digerire una congrega di assassini alla luce del sole e persino riconosciuta. I soldati del Re per un tale livello di pericolosità sono dei veri inetti. Il resto è funzionale e sacrificato per il ritmo che il libro richiede (vedi Araldo, i nobili e altre figure che rimangono troppo sullo sfondo).
“Era stata una mossa magistrale, un capolavoro di astuzia e manipolazione. Gli aveva insegnato tutto quello che sapeva, ma l’allievo aveva sorpassato di gran lunga il maestro. Era portato per quella vita, era il suo vero erede”.
L’intreccio è preciso, ben pensato e causa una cascata di eventi, reazioni e contromosse che sono degne di applauso e mantengono l’incidenza del Fato bassa, mi piace che dietro ad ogni mossa ci sia una “pensata” di un personaggio.
“Il braccio passò sotto quello della donna e la lama le perforò il petto, l’altra arrivò qualche istante dopo, dritta alla tempia. Morì sul colpo, soddisfatta, con uno strano sorriso sotto la maschera”.
La copertina è interessante nella sua semplicità e mi piace molto la frase riportata: La stupidità uccide più di una spada.
“Le armi erano identiche, con l’elsa di metallo nero e le lame scarlatte”.
Il finale è coerente, molto dinamico e credibile. Tutte le trame si chiudono e questo è un bene. Solo rimane molto misteriosa questa Ruby di cui ci si scorda nella lettura.
Non sono solito giudicare un libro da errori e refusi, qualcosa scappa a tutti e normalmente non è un dramma. Ho sempre chiuso un occhio senza problemi. Questa volta due righe sono necessarie perché il limite è stato superato in quantità e qualità tanto da risultare, purtroppo, fastidioso per la lettura. Mi hanno assicurato che molto è stato “messo a posto” per la nuova versione quindi consiglio a tutti di accertarsi che il libro che comprerete sia una SECONDA EDIZIONE o l’Ebook perché, ripeto, il libro merita di essere letto.
un fantasy a tinte cremisi come il sangue che tinge le pagine del romanzo, dove i protagonisti cadono come foglie in autunno, molto stile Martin per intenderci, per cui il consiglio è: non affezionatevi ASSOLUTAMENTE a qualche personaggio! Uomo avvisato… Detto questo passiamo ai contenuti, senza spoilerare la trama che, di per sé, è abbastanza lineare. Il suo punto di forza è senz'altro il sottile gioco di potere tra le varie corporazioni della città di Foltorp, governata da un re incapace e manipolato come molle creta da una perfida arrivista. Non mancano scene crude, com'è giusto che sia quando si parla di assassini e torturatori, lo stile è scorrevole (anche se in alcuni punti, neanche troppi in verità, poteva essere perfezionato, ma essendo un romanzo d'esordio si può sorvolare) e il ritmo è serrato. E la frase che fa da sottotitolo di per sé la dice lunga: "la stupidità uccide più di una lama".
Un mix eccellente di scorrevolezza e caratterizzazione di eventi e personaggi. Ho trovato la lettura davvero sorprendente, delle volte cruda ma sempre profonda e realistica, nei dialoghi, nelle personalità. Se pur siano state sacrificate le consuete descrizioni dei fantasy classici, qui l'autore da gli input principali ma senza dilungarsi. La trama merita un plauso, piena di colpi di scena. Lo consiglio a tutti, perché ha del thriller, intrighi, azione. Il fantasy c'è, ma non è preponderante. Imperdibile per chi ama Abercrombie e Martin, o il genere grimdark.
Romanzo d’esordio, ormai datato, di Rob Himmell, che attualmente ha già alle spalle una lunga storia editoriale: pubblicato per la prima volta nel 2017 dalla casa editrice DarkZone, ha una seconda vita in selfpublishing. L’edizione che ho letto io è proprio quest’ultima, la terza, del 2021, in formato eBook. È una storia che intrattiene, classica fino al midollo ma non per questo noiosa. Per me che non faccio dell’originalità a tutti i costi lo scopo delle mie letture di genere fantastico, non è un problema ritrovarmi a leggere una volta di più di gilde di ladri o di assassini, associazioni di mercanti, bordelli e ordini di maghi, per lo stesso motivo per cui quando leggo horror non sbuffo di noia al solo sapere che ho in mano una storia di fantasmi o vampiri o case stregate. Anzi, mi piace vedere come elementi classici del genere vengano di volta in volta reinterpretati. Qui la parte del leone la fanno gli assassini. Più misteriosi dei guerrieri, più semplici dei maghi, più letali dei ladri: una scelta che mi piace. Anche come vengono inseriti nel contesto cittadino alla fine mi ha convinto, nonostante la mia iniziale perplessità riguardo il fatto che vengano accettati come comuni professionisti. “Mi si è rotta la chiave del magazzino”. “Vabbè, vai dal fabbro e fattela aggiustare”. “Ce l’ho con Tizio”. “Vabbè, vai dagli assassini e fallo ammazzare”. E niente, il mio concetto di società civile non prevede una roba del genere, ma se è per questo non prevede neanche molte altre cose che accadono quotidianamente nella realtà, quindi direi che alla fine, sì, a Foltrop puoi andare dagli assassini e stipulare un contratto per fare ammazzare Tizio. Stacce. Tutto bello, tutto convincente, tutto scintillante? No. “Le Lame scarlatte” è un libro carino, a tratti godibile, in molti altri un po’ troppo tirato via. Mi riferisco a tutto, dalla scrittura all’editing. Traspare fretta e, purtroppo, traspare poca cura. È vero che questo romanzo è stato scritto in tre settimane, l’autore stesso lo specifica nei ringraziamenti, ma almeno alla terza edizione, dopo 4 anni dalla prima uscita e dopo il passaggio da editore a self, mi sarei aspettata che ad alcune leggerezze imputabili alla fretta (di scrittura e pubblicazione) ci si fosse messo mano. Dai refusi alle virgole mancanti davanti ai vocativi fino a qualche parte che avrebbe meritato un approfondimento maggiore. Ma magari è precisa volontà dell’autore lasciare identico il testo anche nelle edizioni più recenti. Volete un libro veloce, scorrevole, che ci intrattenga per qualche ora? È il libro che fa per voi. Difficilmente vi annoierete, ma altrettanto difficilmente vi strapperà uno wow.
Questa è una recensione difficile da scrivere. È un romanzo che sono contento di aver letto, mi ha lasciato un buon sapore. L'ambientazione stile Assassin Creed ha il suo perchè. Quelli che seguono sono tutti pareri, come tali opinabili, ma riassumono la mia esperienza di lettura (in questo senso sono difficilmente modificabili).
La storia è molto articolata e niente affatto banale, alcuni passaggi sono giustificati un po' per i capelli, ma nel complesso regge il colpo, non stanca e coinvolge fino alla fine. Quando non si riescono a intuire i meccanismi che muovono la trama una parte di me si congratula con l'autore, l'altra si chiede se non ci stesse bene qualche piccolo indizio in più seminato in giro.
Analizziamo gli elementi caratterizzanti, giocando tra luci e ombre
1) Ritmo storia o corsa? Nei momenti di azione il ritmo è quello giusto, ma ci sono delle fasi in cui è necessario respirare (riposo, convalescenza etc...) Ho avuto un piccolo dejavu del tasto "rest party" di Baldurs Gate La città dorme meno di New York: appena ti addormenti muori perchè notte e giorno c'è sempre chi agisce in maniera frenetica. A mio modo di vedere questo ritmo incalzante degli eventi stona con un ordito fatto di piani preparati con grande cura dai diversi attori.
2) Comprimari La carne da macello. Qui la gente comune ha il ruolo del pubblico in un videogioco di calcio, gli eroi sono di 3 categorie superiori. Anche i soldati del regno si dissolvono al sole al passagfgio del primo personaggio importante.
3) personaggi principali sono tanti e discretamente caratterizzati, uno sforzino sull'amonizzazione dei nomi ci stava, così come su alcune scelte quantomeno discutibili che prendono.
Riassumo. In generale esperienza ok, ma appena affondi un po' la lama dell'analisi esce una crepa. È un low fantasy valido e secondo me si merita un lavoro di approfondimento perchè la trama è intrigante e i colpi di scena ci sono.
Ultima nota personale: alcuni passaggi mi hanno stupito negativamente. Ci sono scelte lessicali che si meritavano un minimo di riflessione in più e ci sono anche errori di grammatica (figli probabilmente di rimaneggiamenti del testo) da sistemare.
Recensione: Il romanzo di cui vi parlo oggi è stato scritto da Rob Himmel e ha il nome de " Le lame scarlatte". Linx il più celebre assassino di Gardenia ritorna in città dopo anni, gli equilibri del potere stanno per essere distrutti, tutte le organizzazioni che agiscono al buio stanno prendendo vita iniziando a creare una fitta rete di sotterfugi e intrighi. E' un romanzo che personalmente ho faticato un pò a leggere, tanti personaggi, le varie organizzazioni che vivono alla luce del sole e altre, invece, nel buio più assoluto, molte volte mi sono persa nelle pagine cercando di venire fuori da questo marasma di giochi di potere che ognuno tenta di mettere in atto. Non ci si può fidare di nessuno, o sei dentro o sei morto, mentire e giocare sporco pur di aver salva la vita, schierarsi da più fronti pur di arrivare al proprio obiettivo... Sangue e morte come se a essere uccisi fossero dei semplici, innocui e fastidiosi moscerini, ma sotto c'è molto di più. La Congrega, l'Alveare, la Gilda, il Circolo, il Consiglio, tutti loro hanno un piano, cosa vogliono? Il Potere! Chi saprà destreggiarsi tra i vari accanimenti che regnano in questa città? Chi sopravvivrà? Chi distruggerà chi per arrivare all'obbiettivo finale? Questo tocca a voi scoprirlo, leggendo questo romanzo, in cui ogni personaggio è ben collocato all'interno di ogni momento o situazione. La scrittura è lineare, le descrizioni non molto lunghe ma precise quanto basta, molti dei personaggio hanno voce in queste pagine, anche se non sempre si percepisce chi sia a parlare, il mistero fa da padrone, come la fitta rete di tradimenti, bugie, tranelli, con un finale a sorpresa che lascia il sorriso sulle labbra. Di chi possiamo fidarci? Chi dice il vero? Chi avrà la meglio su tutti? Complimenti all'autore Buona lettura!
Le Lame Scarlatte è un urban fantasy molto distante dai canoni del fantasy classico. Il protagonista è un sicario di gran fama che, in una qualche maniera, viene convinto a rientrare in attività dopo una decina di anni di autoesilio e decadenza. L'intreccio narrativo si dipana nella capitale del regno dove a far da motore alle vicende ci sono le ciniche macchinazioni dei rappresentanti delle diverse organizzazioni che costituiscono i centri di potere: il Circolo dei maghi, o meglio guardiani, la Confraternita del clero, la Congrega degli assassini, il Consiglio dei nobili, l'Alveare delle spie e non solo, l'Ordine dei paladini, o meglio dei giusti, la Corporazione mercantile, la Gilda dei ladri fanno le loro mosse in un'immensa scacchiera dove lo stesso Re non è che una pedina sacrificabile. Il tutto è gestito con grande maestria dall'autore che intesse un intreccio veramente intricato, ma coerente e prodigo di interrogativi più o meno intuibili. L'evolversi della trama è incalzante, a tratti frenetico e, in nome di questa scelta narrativa, le descrizioni, soprattutto quelle dei luoghi sono bandite. Insomma, è il classico libro che cattura e non molla la presa fino ai titoli di coda. La scrittura si sviluppa attraverso frasi brevi, semplici e con il soggetto sempre ben chiaro, al punto che sembra una traduzione dall'inglese; se poi si considera lo pseudonimo d'impronta anglofona, un ignaro lettore potrebbe veramente pensare che lo sia. Ne deriva uno stile di facile lettura, dal ritmo rapido ma sicopato, stilisticamente non appagante, comunque efficace e adatto al tipo di testo. Consigliato.
Romanzo fantasy moderato - c'è la magia, ma niente nani, elfi, ecc... - di genere spionaggio/politico. Scorrevole, emozionante, ricco di colpi di scena interessanti- anche se un po' telefonati per i lettori più attenti - e di cambi di direzione credibili, con personaggi leggermente macchiette stereotipate ma che agiscono di volontà propria, infrangendo gli stessi stereotipi del genere. Peccato che sia stato editato da Luca Giurato. Dev'essere andata così, altrimenti non si spiegherebbe la valanga di errori grammaticali e strafalcioni vari di livello "se lo sapevo te lo dicevo". Pazienza, la lettura è comunque gradevole per tutta la durata del racconto, anche nel finale, un po' affrettato ma calzante.
Un romanzo action molto scorrevole e simpatico, anche se non mancano vari momento di cruda violenza, che però non pesano. In fondo i protagonisti sono ladri e assassini! Ci si aspettano atrocità e omicidi, no? I personaggi, con nomi di animali e con varie caratteristiche, sono interessanti e variegati, ma non son riuscito a legare con nessuno di essi. La loro caratterizzazione mi è parsa un po' forzata, troppo raccontata più che percepita leggendo il libro. Non tifavo per nessuno e ho fatto anche bene, perché sarei potuto rimanerci male visto lo stile "Martin" (non affezionarti a nessun personaggio che tanto poi muore). La trama in generale non ha niente di eclatante, non c'è una storia epica da raccontare ma è assai godibile lo stesso, fila tutto liscio fino alla fine e non annoia. A parte queste cose, è un bel libro e se è vero che è un esordio, da quel che ho letto in qualche recensione, allora l'autore parte molto bene ed evolvendosi mi aspetto grandi prove letterarie.
È un libro ricco di intrighi , tradimenti , giochi di potere , duelli , magia , ambizione , amore , lealtà , sacrificio e amicizia. I personaggi sono caratterizzati bene , le ambientazioni sono descritte accuratamente e le varie scene sono coinvolgenti. Io ho letto la prima edizione del 2017 , poi nel 2018 l'autore lo ha revisionato ,corretto , fatto aggiunte e cambiato cover .Nelle ultime pagine sono descritte le otto organizzazioni. È una lettura avvincente, piena di colpi di scena, tiene incollati alle pagine fino all'ultimo.
"La lince dalle lame scarlatte " "La stupidità uccide più di una lama" "Erano due emisferi diversi che soltanto insieme creavano un mondo "
Bello e piacevole. Scritto bene, si legge in pochi giorni, grazie a uno stile pulito. La trama è incalzante e tiene incollati, un mix di intrighi e rigiri in cui all'inizio bisogna fare attenzione a non perdersi, con tanti nomi di personaggi e organizzazioni segrete. Poi, preso il via, diventa quasi una droga e vogliamo scoprire chi ha ordito l'assassinio di Lynx e tutto il resto. Un complotto dietro l'altro, con tanti scontri, magia il giusto e azione.
Un fantasy ben scritto, pieno di azione e di colpi di scena. Violento, sanguinario eppure ironico e divertente. Magari lo stile è un poco naif, ma l'autore è giovane e promette molto bene. Sono sicuro che se ne sentirà ancora parlare.