Vi presentiamo Vitale Federici: il nuovo protagonista di avvincenti e incredibili avventure nell’Italia del Settecento
Dotato di arguzia e di un formidabile spirito di osservazione, il giovane Vitale Federici, cadetto de Monteferetri, viene chiamato a indagare su un concatenarsi di delitti all’apparenza insolvibili. L’Italia di fine Settecento, tuttavia, si rivelerà presto ai suoi occhi come un insidioso gioco di apparenze, sotto il quale si celano le macchinazioni di aristocratici, religiosi e magistrati. Le città di Roma, Urbino e Venezia diverranno per lui autentiche trappole mortali, dalle quali potrà salvarsi soltanto grazie al lume dell’intelletto e all’arte della dissimulazione.
Ex archeologo, laureato in Lettere, svolge attualmente il lavoro di bibliotecario. Ha pubblicato diversi saggi storici, soprattutto per la rivista specialistica Analecta Pomposiana. Molte delle sue ricerche riguardano l'abbazia di Pomposa, con speciale attenzione agli affreschi medievali che raffigurano scene del Vecchio e del Nuovo Testamento e dell'Apocalisse.
Sul fronte della narrativa ha partecipato all’antologia 365 racconti horror per un anno, a cura di Franco Forte. Altri suoi racconti sono usciti per la rivista letteraria Writers Magazine Italia[3].
Il suo primo romanzo, Il mercante di libri maledetti, è un thriller medievale che ruota intorno alla figura di Ignazio da Toledo, mercante di reliquie mozarabo, e a uno sfuggente manoscritto intitolato Uter Ventorum, in grado secondo leggenda di evocare gli angeli. In realtà questo volume è uno pseudobiblion come il Necronomicon citato da H.P. Lovecraft[4]. Per il successo conseguito da questo romanzo l'autore ha ricevuto il 24 novembre 2011 il premio What's up Giovani Talenti per la cultura[5].
Nell'ottobre del 2012 pubblica La biblioteca perduta dell'alchimista con protagonista ancora il mercante Ignazio da Toledo e a partire dall'agosto dello stesso anno Rex Deus. L'armata del diavolo, ebook a puntate poi pubblicato in cartaceo con il titolo L'isola dei monaci senza nome.
Nel tempo libero Simoni organizza eventi culturali di taglio letterario.
Ho voluto iniziare ad approcciare con Simoni con questo libro e non con le abbazie. Non è stato un granché il feeling con il libro, che comunque scorre e non è noioso né sciapo. Però le storie e le indagini del giovane Vitale Federici non sono state da tenermi col fiato sospeso. Una nota positiva però l'ho trovata nei termini in disuso che l'autore usa e nei riferimenti storici di minore importanza di cui non ero a conoscenza. Se dovete iniziare a leggere thriller storici, non vi consiglio di partire da questo.
Gradevole raccolta di tre storie (ciascuna più breve della precedente) con lo stesso protagonista, Vitale Federici, ben scritte, interessanti nell'ambientazione (l'Italia di fine Settecento) e nello sviluppo della trama, ma, per quanto mi riguarda, non particolarmente appassionanti. Simoni è comunque un autore molto preparato e che sa sicuramente il fatto suo, ma non mi ha mai conquistato più di tanto. Non escludo di leggere altro di suo più avanti perché come lettura da ombrellone per chi odia la vita da spiaggia (come me) va più che bene. Lasciate pure stare il titolo che non c'entra niente, al limite giusto con la prima storia e forse nemmeno bene con quella.
Un tris di racconti ambientati in vari luoghi in Italia alla fine del Settecento. Il primo, I sotterranei della cattedrale, è ambientato a Urbino, città natale di Vitale Federici, di famiglia nobile ormai decaduta, eccelso studente di filosofia che deve affrontare la morte del proprio professore prima e del rettore dell'università poi. Vitale, pur sapendo che potrebbe essere incolpato dell'omicidio - soprattutto dai veri colpevoli - si dedica alla ricerca del movente, un movente che fa proprio pensare a Simoni come l'erede di Umberto Eco. Racconto intrigante, ma Vitale non è un personaggio che si ama a prima vista, essendo una persona troppo fredda e distaccata. Il secondo racconto, L'enigma del violino è ambientato a Roma, dove Vitale viene inviato dal vescovo perché è in pericolo di vita. Dopo aver dovuto abbandonare la sua amante, Lucrezia Cimarelli, di cui era innamorato, Vitale ha intrecciato una relazione con Giulia Carafa, la figlia dei nobili che lo ospitano, che però considera troppo superficiale. Dopo un concerto, il violinista ospitato in casa dei Carafa si chiude nella sua stanza e muore, dopo aver lanciato un urlo straziante. Anche se è osteggiato dal padrone di casa, che teme lo scandalo che seguirebbe se si sapesse che in casa sua è stato commesso un omicidio, Vitale indaga e naturalmente risolve l'omicidio. Il terzo caso, La prigione delle anime è ambientato a Venezia in prossimità del Natale si occupa di scoprire chi sia l'assassino che uccide alcuni uomini lasciandone solo la parte inferiore. Tutti questi uomini hanno in comune la passione per i presepi. Questo racconto più macabro è forse il più particolare della raccolta, anche se ancora non fa trapelare nulla sul carattere chiuso di Vitale Federici. Comunque un'ottima presentazione della serie, che prevede altri due casi più lunghi.
Le vicende narrate sono intriganti e mi è piaciuto il personaggio di Vitale, molto somigliante a Sherlock Holmes nel suo irresistibile desiderio di stupire i propri interlocutori mostrando la finezza delle proprie capacità intuitive e d’osservazione. Nella prima vicenda soprattutto, ma più in generale in tutto il libro, ho apprezzato il modo in cui l’autore è riuscito a mescolare una struttura investigativa con suggestioni di volta in volta legate alla politica, all’esoterismo, a misteri antichi sui quali forse sarebbe meglio non indagare, a poteri occulti che dall’ombra minacciano pericolosamente il protagonista … L'autore come sempre si distingue per l'abilità nel mescolare storia e fiction, ritmo e cura delle descrizioni, che aiutano il lettore a calarsi nel contesto storico e ambientale di riferimento. Le storie si sviluppano in modo classico partendo dal ritrovamento di un cadavere, dietro cui si celano misteri, leggende, macchinazioni, complotti, fantasmi del passato, ambizioni personali e desideri di vendetta. Essendo io un’appassionata lettrice di gialli mi è piaciuta l’atmosfera di suspense e mistero di questi tre racconti, così come ne ho apprezzato l’ambientazione insolita e i risvolti quasi al limite del mistico o del fanatismo presenti soprattutto nella prima storia. Non posso tuttavia fare a meno di notare come la brevità dei racconti stessi li penalizzi, impedendo una più compiuta immedesimazione del lettore nelle vicende narrate, analogamente a quanto fa purtroppo l’impossibilità per il pubblico di giungere alle medesime conclusioni cui arriva il protagonista. Una raccolta da non perdere per gli appassionati del genere, sperando di non dover attendere a lungo prima di poter leggere le prossime avventure. Non è semplice né scontato per un autore riuscire a gestire con bravura anche la narrativa su distanze più corte rispetto al romanzo, Simoni dimostra con questa raccolta di essere a suo agio anche su questa lunghezza e questo volume è un appuntamento imperdibile per i fan di questo autore.
Tre racconti, tre casi complicati. Un omicidio mascherato da incidente, un delitto in una stanza serrata dall’interno. Infine, tre cadaveri tagliati a metà, all’ombelico, in una Venezia che consuma gli ultimi anni di Repubblica Serenissima. La cattedrale dei morti raccoglie le indagini di Vitale Federici, un nuovo personaggio partorito dalla penna di Marcello Simoni, maestro del giallo storico italiano. Lo scrittore introduce ai lettori la figura di questo particolare detective: un giovane studioso che ama sciogliere enigmi per dare un senso alla propria esistenza, segnata in età infantile dalla perdita dei genitori e - successivamente - dalla solitudine; acuto, intelligente, ma poco abile nel gestire i rapporti con l'altro sesso, Vitale può essere considerato una sorta di Sherlock Holmes di fine Settecento, capace di "leggere" la verità nei dettagli. L'autore come sempre si distingue per l'abilità nel mescolare storia e fiction, ritmo e cura delle descrizioni, che aiutano il lettore a calarsi nel contesto storico e ambientale di riferimento. Le storie si sviluppano in modo classico partendo dal ritrovamento di un cadavere, dietro cui si celano misteri, leggende, macchinazioni, complotti, fantasmi del passato, ambizioni personali e desideri di vendetta.
Questo era il terzo libro che ho letto, scritto dallo stesso autore. Non appena saro in Italia devo comprare altri!
La Cattedrale Dei Morti e` il primo libro che introduce Vitale Federici, un giovane docente che insegue una carriera in ecclesiastica ma che allo stesso tempo non puo' resistere alla tentazione delle donne. Il libro contiene 3 storie diverse, quindi non e` un romanzo intero nel senso della parola. Sono le storie d'indagini di Vitale, che succedono in tre citta' diverse; Urbino, Roma e Venezia. Coprono 3 anni nella vita dello stesso, tra il 1789 ed il 1791:
- I sotterranei della Cattedrale - L'enigma del Violino - La prigione delle Anime
La trama della prima storia e` piu` ampia del resto, ed e` la piu` interessante. La seconda, era un po prevedibile, e la terza era una storia di poche pagine. Preferirei un romanzo intero, ma sicuramente continuero` ad essere curioso nell storie che devo ancora leggere.
"La cattedrale dei morti" è una raccolta di tre racconti di Marcello Simoni con protagonista Vitale Federici che, in momenti e luoghi diversi, si trova a dover investigare su misteriosi fatti. I personaggi sono en descritti. Le trame e il lessico sono semplici. Il ritmo non è mai lento e adatto alle vicende narrate. I tre racconti sono tutti e tre avvincenti e interessanti e, essendo ambientati in luoghi diversi e con personaggi diversi, permettono al lettore di spaziare. Sicuramente il più riuscito è il primo "I sotterranei della cattedrale", sicuramente anche perché essendo il più lungo da la possibilità di immedesimarsi meglio e avere più dettagli utili alla comprensione della storia. Marcello Simoni conferma anche in questo volume una grande capacità di costruire trame all'interno di un contesto storico che non viene mai snaturato.
Piccola raccolta di racconti costituita da: I sotterranei della cattedrale, L' enigma del violino, La prigione delle anime. Tre racconti, tre casi complicati. Un omicidio mascherato da incidente, un delitto in una stanza serrata dall'interno ed il ritrovamento di tre cadaveri tagliati a metà. Per quanto riguarda il primo racconto ci troviamo ad Urbino dove il nostro protagonista si ritrova a risolvere il caso dell' omicidio del suo mentore e professore, padre Lamberti. Il richiamo a Sherlock Holmes in questo caso è fortissimo, anche nell'atteggiamento del protagonista di far mostra delle sue abilità deduttive su chi lo circonda.
Le storie sono state tutte e tre molto belle, mi hanno subito preso e le ultime due le ho lette in un giorno solo, enigmi originali e soprattutto non facili dato che sono ambientati in un epoca molto lontana alla nostra. tuttavia il finale mi lascia con molte domande, riguardo Vitale. Tornerà mai a Urbino? E la sua fidanzata? In sostanza, vorrei una continuazione, il personaggio di Vitale mi piace molto
Tre indagini che non ho trovato particolarmente avvincenti, con un protagonista che per giungere alla loro soluzione utilizza essenzialmente il metodo deduttivo alla Sherlock Holmes. Le diverse storie per di più risultano anche abbastanza slegate tra loro come se non esistesse quasi una qualsiasi continuità nella vita del protagonista Vitale Federici. Una lettura gradevole ma niente di più.
La cattedrale dei morti, è un'avventura avvincente e ricca di mistero che non deluderà gli amanti del thriller storico. Marcello Simoni dimostra ancora una volta la sua maestria nel tessere trame complesse, mescolando sapientemente la ricerca storica meticolosa con un ritmo narrativo incalzante. Lo consiglio altamente!
Una scrittura coinvolgente, evocativa, che mi ha catapultata in un tardo Settecento oscuro. Ho conosciuto un protagonista acuto, di cui mi piacerebbe leggere ancora tante tante pagine, perché il connubio mystery/storico è uno dei miei preferiti.
Libro che a poco più di 3 euro fa statistiche goodreads. In 200 pagine 3 indagini diverse, tutte poco approfondite. In generale si lascia leggere, ma non lo consiglierei
Oggi vi parlo di questo libro di @marcellosimoni edito da @newtoncomptoneditori , che racchiude tre racconti.
Pubblicato quasi dieci anni fa, Marcello ci porta a scoprire Vitale Federici e le sue indagini.
La cattedrale dei morti racchiude tre racconti, uno lungo, il primo - 𝕴 𝖘𝖔𝖙𝖙𝖊𝖗𝖗𝖆𝖓𝖊𝖎 𝖉𝖊𝖑𝖑𝖆 𝖈𝖆𝖙𝖙𝖊𝖉𝖗𝖆𝖑𝖊 - e due brevi - 𝕷'𝖊𝖓𝖎𝖌𝖒𝖆 𝖉𝖊𝖑 𝖛𝖎𝖔𝖑𝖎𝖓𝖔 e 𝕷𝖆 𝖕𝖗𝖎𝖌𝖎𝖔𝖓𝖊 𝖉𝖊𝖑𝖑𝖊 𝖆𝖓𝖎𝖒𝖊 - dove troviamo l'urbinate Vitale Federici, ultimo degli eredi di una famiglia importante come i Montefeltro, che grazie al suo acume risolve tre indagini che nascondono degli enigmi.
Sì, perché nel primo racconto le morti che sono oggetto di indagine sono collegate ad un ninfeo, un luogo mitologico, che vuole essere nascosto a tutti i costi, perché ritenuto pagano. Il secondo invece è legato ad un misterioso violino, visto che le morti ruotano attorno allo strumento incriminato, ma di mezzo c'è anche la massoneria e nientemeno che Cagliostro in persona! Il terzo racconto ha a che fare con delle formelle antiche e con i presepi di terracotta napoletani di fine Settecento!
Vitale Federici è ingegnoso, ama gli enigmi e ama risolvere casi di omicidio che sembrano tutto tranne che semplici! Ha una personalità particolare, come tutti i personaggi creati dall'autore!
Marcello Simoni ha un modo tutto suo di scrivere gialli, ma li inserisce in un contesto storico - sia esso medievale, rinascimentale o, in questo caso, moderno - decisamente impeccabile. Tutto è fonte di studi e le nozioni che si trovano nei suoi libri sono tutte verificate. Chiaramente i personaggi sono di invenzione dell'autore, ma il contesto storico è quello che più apprezzo, insieme alla indagini che vengono svolte.
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Non mi è piaciuto, credo sia un libro adatto a un pubblico molto giovane. Ho letto solo il primo racconto, il più lungo, e poi ho interrotto la lettura perchè per me non ne vale la pena. Tutto rotola via troppo velocemente, per me senza il minimo effetto di suspense/tensione/thriller. Il protagonita, invero un po' spocchioso, è troppo rapido a capire e a spiegare tutto quanto ai lettori che mai avrebbero potuto comprendere perchè l'autore non rivela loro i dettagli essenziali, che riserva invece solo per gli occhi dell'investigatore dilettante (e antipatico), che quindi li riferisce premasticati ai lettori. C'è un accumulo di coincidenze non credibile. Un breve esempio. Il rivale del protagonista vuole screditarlo rivelando che ha un amante e lo annuncia a fine capitolo. Nel capitolo successivo, casualmente, lo trova che si bacia con la donna e, sempre casualmente, passa di lì un sacerdote a cui lo denuncia ottenendo di farlo testimoniare in più alte sfere. Che poi, tutto questo neanche ottiene lo scopo perchè il protagonista riesce sempre a sgusciar via dai guai che è un piacere. Riguardo l'ambientzione storica, apprezzo la nota esplicativa finale ma, salvo i particolari luoghi scelti con la loro descrizione e il termine "birri" a significare "sbirri", per me potrebbe anche svolgersi ai giorni nostri o quasi. A circa un terzo della lettura ho avuto bisogno di tornare alla prima pagina a controllare la data degli avvenimenti: me l'ero perduta in quanto non rafforzata dai personaggi e dialoghi che non sono affatto caratterizzanti del periodo. Altro neo, la poca introspezione psicologica dei personaggi. La scrittura è anche scorrevole, ma scorre fin troppo trasformandosi in una cascata che porta tutto a valle in modo informe. No, non ci siamo. Va bene solo per dei ragazzini.
Premessa d’obbligo: Simoni si riconferma uno scrittore capace di tenere il lettore incollato alle pagine. Sicuramente riesce a tenere incollato me!
Questa volta non abbiamo a che fare con un romanzo vero e proprio, ma piuttosto con una raccolta di racconti incentrati su Vitale Federici, un giovane cadetto di Montefeltri dotato di un’intelligenza molto spiccata. Il suo spirito d’osservazione così acuto mi ha ricordato Sherlock Holmes, quindi grande punto a favore.
Le indagini che il giovane Vitale affronta sono tre, tutte scollegate in quanto i tre racconti sono di per sè storie separate che non seguono un unico filo rosso e questo potrebbe essere un difetto per alcuni. Perché? Beh, perché i tre racconti, essendo piuttosto brevi, sono anche un po’ frettolosi nelle indagini. Ma onestamente questo non mi ha disturbato, anzi, ho trovato la narrazione dei tre racconti molto veloce e scorrevole, e il loro ritmo ha reso la lettura molto piacevole e leggera.
Simoni ci regala un protagonista affascinante ma non molto approfondito (si torna al discorso di prima, sulla brevità dei racconti) ed è un peccato, perché non l’ho apprezzato quanto avrei voluto e soprattutto non l’ho apprezzato quanto i protagonisti dei suoi altri romanzi (Ignazio da Toledo sei e resterai per sempre nel mio cuore). Stessa cosa per i racconti in sé, che ahimè dopo averli letti diventano un po’ dimenticabili.
Lettura leggera, storicamente sempre molto accurata (Simoni è un maestro in questo), la suspence non manca di certo e la scrittura di Simoni è come sempre molto vivida. C’è però sicuramente di meglio tra le sue opere.
Simoni come sempre non delude mai, i racconti sulle indagini di Vitale Federici mostra un'Italia del fine '700 descritta molto bene. La sensazione di sentirsi immedesimati nel protagonista è molto buona e l'ambientazione è descritta minuziosamente. Simoni Come sempre è una garanzia!!!
Ero un po' titubante su un libro di racconti invece Marcello Simoni non delude mai!!! Bellissimo libro, scorre via in un attimo. Molto piacevole e con tanti piccoli particolari che arricchiscono il racconto.