In California of 1956, private eye Philip Marlowe launches an investigation into the alleged suicide of the literary agent of his creator, novelist Raymond Chandler
Chiunque vuole bene a Chandler e infatti questa è l'ennesima lettera d'amore; non è perfetta, caustica e crudele come quella di Soriano, ma è ricca e l'intreccio ovvio ma abbastanza spietato. Il Marlowe di Conteris non è nemmeno Marlowe quanto quello di Soriano, e il Chandler che incontra non è altrettanto disincantato quanto quello di Kaminsky (altra lettera, forse), ma l'incontro è cattivo, Hollywood pure, e in generale tutte le storie di mistero sono lunghe storie d'amore, qualcuno l'ha detto sicuramente.
Nessuno dei personaggi dell'hard boiled ha saputo segnare e sagomare la narrativa del genere più di Philip Marlowe malgrado siano tanti i detective che popolano i noir derivati dai racconti e romanzi di Dashiell Hammett, il progenitore di questi libri scritti “per le persone che prendevano la vita di petto aggressivamente”. Neanche Hammett ha saputo creare un investigatore “larger than life” come Marlowe, disilluso e malinconico Don Chisciotte che non combatte contro i mulini a vento ma contro la società ingiusta e corrotta dove "i gangster possono governare le nazioni e per poco non governano le città e dove un giudice con la cantina traboccante di alcool di contrabbando può mandare in galera un uomo che ne aveva mezzo litro in tasca.” La grandezza e la profondità del detective creato da Raymond Chandler è testimoniata sia dallo sterminato numero di epigoni, che non ne raggiungono la complessità e il retroterra valoriale sia dagli omaggi resigli da tanti scrittori che si sono ispirati al suo senso etico per perpetuarne il ricordo e la memoria. Dopo Osvaldo Soriano con “Triste, solitario y final”, un altro scrittore sudamericano, l'uruguaiano Hiber Conteris rese un devoto omaggio a Marlowe e a Chandler in “Dieci per cento di vita” dove compaiono sia il detective sia lo scrittore coinvolti in una complessa inchiesta dove si trovano ad indagare sul presunto suicidio dell'agente letterario di Chandler. Ispirato proprio da un articolo di Raymond Chandler “Il dieci per cento della nostra vita”, dove mette sotto accusa professionisti che hanno “un cuore grande come un nocciolo d'oliva” Hiber Conteris congegna una trama ricca di citazioni e suggestioni tratte dai romanzi e i saggi scritti da Chandler inseriti in un plot che arricchisce la conoscenza di un genere ed un autore che ha fatto veramente la storia del noir. "Il romanzo giallo ha gli elementi della tragedia senza essere tragico, e gli elementi dell'eroismo senza essere eroico. E' un mondo di sogno in cui si può entrare e uscire a piacere, e senza riportare cicatrici. La poesia è appunto questo; e per essere un'espressione poetica della vita moderna il romanzo poliziesco deve necessariamente trasformare in poesia la violenza del mondo in cui viviamo" fa dire a Chandler lo scrittore sudamericano sottolineandone la poetica. Durante l'indagine Marlowe e il suo creatore fanno emergere il marcio che ammorba l'ambiente di Hollywood e la pericolosa deriva che ebbe il maccartismo, movimento politico teso a emarginare gli scrittori e sceneggiatori di sinistra e genericamente di tendenza democratica nell'America degli anni Cinquanta. “Che bisogno c'era di ammazzarli?” dice Marlowe al tenente Nulty, vecchia conoscenza degli appassionati lettori di Chandler, che ha appena abbattuto due sicari prezzolati. Non erano i veri assassinii di Andress e Morton. Gli autentici responsabili erano dietro di loro. Avete sistemato le cose in modo che non si scopra ma chi sono in realtà.” “Non c'era nessuno dietro di loro” riprese Nulty” O, se preferite che la metta così, c'era tutto il sistema. Capite cosa intendo? Il sistema, Marlowe. Né voi, né io né tutti i poliziotti di questo stato possiamo sferrare un attacco contro l'intero sistema.” “Dieci per cento di vita, scritto da Conteris quando era in carcere per motivi politici, termina proprio con questo scambio di battute tra Nulty, che non condivide la politica delle alte sfere della polizia sensibili alle influenze del Sistema ma si adegua, e Marlowe, che decide si concludere la sua carriera di investigatore gettando a terra la pistole, simbolo della sua professione “Tenetevela come ricordo, dissi, Io la faccio finita con questo mestiere.” Come scrisse Chandler nel saggio “La semplice arte del delitto” Non è un mondo profumato, ma è quello in cui viviamo, e certi scrittori concreti e dotati di freddo distacco possono trarne storie molto divertenti e addirittura divertenti” e ciò è quello che è riuscito a fare Hiber Conteris ritagliando i contorni della figura di Philip Marlowe dal tessuto narrativo suo congeniale per inserirlo in un plot veramente intrigante e illuminante per conoscerne la vera essenza e che contribuisce ad irrobustire il mito di un investigatore che è riuscito a superare i limiti delle pagine scritte per diventare l'archetipo di un “uomo onesto che cerca la verità nascosta” e che lotta contro il potere occulto ben sapendo che non potrebbe mai vincere ma che solo la battaglia, anche solitaria, contribuisce a rendere la sua vita meritevole di essere vissuta, per rendere “la terra un posto molto sicuro, ma non tanto uggioso da far passare la voglia di viverci.”
I bought the book because I wanted international fiction--the writer is from Uruguay, in fact, imprisoned there, tortured there, and left there--but the book is about LA and Chandler and Marlowe. A good one.
Philip Marlowe is back. It's 1956 in Los Angeles and a significant literary agent Yensei Andress is found dead with a terse suicide note. What rings strange is that this man has represented some of Hollywood's best writers, including Raymond Chandler, and the news of his death is buried on page 26 of The Times. One of Marlowe's newspaper's buddies also finds this odd and hires Marlowe to find out the truth behind the suicide. The punch to motivate this investigation is that a witness believes he saw the safety catch engaged on the suicide's automatic pistol. A fact omitted from the police report.
Conteris has written this book to honor Raymond Chandler, his contribution as a writer and as a master of the mystery genre. Between the hard boiled detective story that hints at some of Hollywood black list days, Conteris examines what makes Chandler's novels exceptional. He manipulates this through intellectual dialogues staged between Chandler and his writing friends. Then in an ingenious plot twist he actually has Philip Marlowe and Raymond Chandler interact, a trick that I believe that only a Latin American writer could manipulate with any plausibility.
A Philip Marlowe novel in which, during an investigation of a Hollywood agent's death, he meets Raymond Chandler. Originally published in Spanish in 1985.