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Mamma är galen och pappa är full

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En försvunnen målning dyker upp efter nästan hundra år. Den föreställer två deprimerade 15-åringar på Franska rivieran, kusinerna Hanna Gottowt och Lillan Arosenius, båda födda 1906. När Fredrik Sjöberg ser tavlan anar han genast att den döljer en berättelse.

Flickornas mammor var systrarna Lisa och Eva från den stormrika familjen Adler i Göteborg. De var starka kvinnor med blick för excentriska, geniala, odrägliga män.

Eva gifte sig först med Ivar Arosenius och sedan med Anton Dich, en dansk målare som ingen minns. Till bokens rika persongalleri hör även Antons vän Amadeo Modigliani.

Männen dog unga, men kvinnorna kom alla att bli urgamla. Berättelsen växer till en familjehistoria om kärleken, slumpen och glömskan.

232 pages, Hardcover

First published January 1, 2018

12 people are currently reading
235 people want to read

About the author

Fredrik Sjöberg

25 books84 followers
Fredrik Sjöberg is an entomologist and lives with his family on the island Runmarö, in the archipelago east of Stockholm. He is also a literary critic, translator, cultural columnist and the author of several books including The Art of Flight and The Raisin King, which accompany The Fly Trap.

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55 (24%)
1 star
14 (6%)
Displaying 1 - 30 of 40 reviews
Profile Image for Rosenkavalier.
250 reviews112 followers
May 3, 2020
Prendi il quadro e scappa

Prendiamo una famiglia eccezionale, industriali del latte già nel primo Novecento, svedesi eccentrici con figlie che si maritano (più volte) con artisti assortiti, pittori, attori del muto. Un fratello minore viveur, il maggiore che tira avanti l'azienda foraggiando tutto il parentado che intanto scorrazza per la belle epoque, Vienna e Parigi, Berlino e la Costa Azzurra.
Uno di questi mariti è un pittore danese sconosciuto, l'autore decide di farne il fulcro della storia, vuole provare a ricordarlo, solo fra tutti.

Che fare? Si buttano giù 8/900 agili paginette di saga familiare, poi arriva un miglior fabbro che ne sfronda una duecentina, si sceglie la foto di copertina e via. Serie tv, un film, cinque spin off.

Invece no, l'autore prende microaneddoti slegati fra loro, li mette insieme senza molto criterio, si intigna a sostenere la tesi che il suo protagonista non sia diventato famoso per colpa del destino cinico e baro (mentre, per dire, Picasso ha avuto successo per questione di volumi, volumi di produzione, e Modigliani perchè riusciva a dipingere anche da ubriaco... sic).
Sottace il fatto che il suo protagonista ha avuto ben due mostre monografiche con ampia visibilità, senza esito alcuno. Sfiga.
Aggiunge poi considerazioni personali del tutto inutili e osservazioni francamente ridicole (ricordo in particolare quella sulla Costa Rica, il più pacifico e sviluppato stato centrosudamericano, gratificata dell'etichetta di repubblica delle banane).

Sjoberg, fattene una ragione, questo Anton Dich era un pittore mediocre, punto.
Capisco che a te piaccia, da come scrivi siete una coppia perfetta.
Ciao core.

https://www.youtube.com/watch?v=ZXkS-...




Profile Image for Silvia.
256 reviews37 followers
October 27, 2021
Versione breve, per fasi
1) Non capisco niente, cosa diavolo sto leggendo e chi è tutta questa gente che viene citata?
2) Cosa diavolo sto leggendo, Sjöberg dev'essere un po' matto.
3) Non capisco cosa diavolo sto leggendo, ma comincio ad esserne affascinata. E davvero ne ho già letto metà?
4) Diavolo, forse dovrei rileggerlo daccapo! Toh, guarda, un insetto.

Versione lunga
Non conoscevo l'autore, non frequento la letteratura scandinava e se non me l'avessero prestato non avrei mai scelto questo titolo dagli scaffali di una libreria. Insomma, non sapevo bene cosa aspettarmi, ma di certo non questo.
L'autore parte con il dirci che, a partire da un certo quadro, vuole ricostruire le vicende, la vita, le traversie di Anton Dich, pittore danese realmente esistito ma poco conosciuto. Per farlo però parla di tutt'altro, per buona parte del tempo. Dich è solo uno dei mille personaggi che si incontrano qua e là, e non necessariamente quello più approfondito. Poi c'è la filatelia e una digressione sul senso di collezionare francobolli e su come misurare (o no) il valore di un artista a partire da quanti francobolli gli siano stati dedicati, dove, come, quando. E gli efemerotteri in una determinata opera d'arte che nulla ha a che vedere con Dich o con l'inizio del Novecento in cui Dich ha vissuto. Ma forse non erano nemmeno efemerotteri, qualcuno dice che fossero farfalle, qualcuno dice altro, ma del resto era il quindicesimo secolo e l'incisione o quadro (non ricordo) è davvero molto piccola. Poi l'assenzio e l'alcolismo, una manopola del gas allentata, coincidenze sparse, furti di lettere, aquile in caduta libera e ficus strangolatori. Del resto, Sjoberg, oltre a scrittore ed esperto di arte è anche un esperto studioso di mosche ed è lui stesso a dirlo in un brano molto bello che non riesco a ritrovare, che gli Svedesi sono più affascinati dall'osservazione della natura che da quella dell'animo umano.
Insomma, il libro mi è parso un pot-pourri di temi, appunti, divagazioni, ricerche. Per un lungo tratto mi ha dato la sensazione di essere solo confusionario e disordinato, poi ha iniziato ad affascinarmi. Ho cominciato a lasciarmi cullare dal flusso di pensieri, spunti e ricerche di Sjöberg, ad accettare che aprire una porta, per quanto piccola e marginale, possa in realtà condurre in mille altri posti anche molto lontani e scollegati. Sjöberg mi è sembrato sempre più un animo curioso, che pur tenendo saldo il timone della ricerca e avendo chiaro l'obiettivo, si lascia distrarre dalle mille cose che succedono in mezzo, che sono a loro volta interessanti se solo si avesse voglia di approfondire e che potrebbero condurre ad altro e ad altro ancora, in un'infinita spirale di curiosità, scoperte, collegamenti.
Il risultato è una sensazione di leggera ebbrezza, il desiderio di affrontare altri titoli Iperborea e di rileggere presto questo stesso titolo per scoprire sicuramente mille altre sfaccettature che devo essermi persa con questa prima lettura.



Alla resa dei conti però, sebbene pensi che 3 stelle siano troppo poche, non mi sento ora di assegnarne 4 piene. Ma sono quasi certa che ad una seconda lettura le stelline andranno in crescendo.
Profile Image for lise.charmel.
526 reviews195 followers
April 27, 2020
Sjoberg cerca di riallacciare i fili e ricostruire la vita di un pittore sconosciuto ma molto talentuoso vissuto nella prima metà del Novecento. Dalle ricerche emergerà una personalità difficile e disturbata, che lo porterà all'abuso di alcolici e a una morte prematura.
Purtroppo il testo è sfilacciato e anche se qua e là emergono riflessioni interessanti, nel complesso sono rimasta un po' delusa.
Profile Image for elipisto.
282 reviews20 followers
April 4, 2020
Due premesse necessarie: 1) questo è il primo libro di Sjoberg, 2) è un libro letto in quarantena per cui l'esperienza di lettura è strana a prescindere dal testo.
Detto questo, di cosa tratta Mamma è matta, papà è ubriaco? si tratta della biografia di un pittore, Anton Dich, finito nel dimenticatoio e delle persone che sono entrate in contatto con lui, il tutto raccontato come se l'autore fosse la vecchia zia alle riunioni di famiglia che inizia a dire: ti ricordi della sorella della cugina che ha sposato quell'ubriacone del figlio del compagno di scuola della zia Clodilde? Il tutto condito con le considerazioni di Sjoberg.
In teoria, la struttura del libro avrebbe dovuto irritarmi, invece mi ha intrattenuta.
Alla fine "Mamma è matta, papà è ubriaco....e l'autore non è tanto sobrio"
Profile Image for Sebastian Lönnlöv.
Author 6 books70 followers
January 11, 2022
Har sannolikt fått en sjöbergöverdos efter tre böcker på kort tid, men här tyckte jag att han ordade väl mycket om sig själv, vilket gjorde boken en smula för rörig.
Profile Image for Aprile.
123 reviews94 followers
April 15, 2020
"Le critiche furono positive, ma in quei quadri Anton vedeva solo quel che non gli era riuscito"
Profile Image for Leggendolibri.
187 reviews49 followers
May 17, 2020
Voto intermedio: Pro la scrittura, Contro l'impianto del libro.
Io l'ho definita una "Divertente occasione perduta", avrebbe davvero potuto fare di meglio e invece si è perso nei meandri dei suoi processi di ricerca facendo assomigliare questo libro ad una sorta di appunti sparsi pieni di gossip. Dich, in fondo sembra essere una scusa per scrivere e nulla più.
Il voto intermedio è dato dal fatto che questa sorta di vuoto pneumatico di contenuti invece è accompagnato da una piacevole scrittura.

https://www.letturesconclusionate.com...
Profile Image for Udo.
103 reviews
February 12, 2025
Det börjar som så ofta i Fredrik Sjöbergs böcker med en detalj som han bara måste nörda ner sig i och så vecklar en rik och fascinerande historia ut sig. Den här gången är det en tavla av en bortglömd dansk konstnär som blir vägen in i en stor svensk affärssläkt, Ivar Arosenius, Förintelsen, strypfikusar etc etc. Den här gången är det en historia med lite väl många frågetecken, och berättelsen bromsas också av att det är svårt att hänga med i alla namn och namnbyten. Ändå finns det fina stunder där Sjöbergs formuleringskonst och förmåga att obesvärat kasta sig mellan associationer lyser.
Profile Image for Padmin.
991 reviews57 followers
April 17, 2020
Faccio parlare intanto la quarta di copertina:
Grazie al caso, manovratore nascosto di destini umani, in un’asta di Stoccolma riemerge dal nulla un quadro dimenticato di quasi un secolo fa, il ritratto di due cugine adolescenti firmato dal danese Anton Dich. «Dimenticato» è forse troppo, visto che il suo autore non è ricordato in alcuna storia dell’arte, ma chi potrebbe incuriosire Fredrik Sjöberg più di un eccentrico ai margini dell’eccentricità bohémienne? Anton, patrigno di una delle due ragazze ritratte, ha lasciato scarse tracce di sé. Si aggira poco più che ombra tra i caffè di Montparnasse negli anni dell’avanguardia del primo Novecento, quando Parigi pullula di artisti di tutta Europa in cerca della loro strada. Pittore di talento, sembra sempre nel posto giusto al momento giusto, eppure lui la strada per il successo non la troverà mai, e morirà solo e alcolizzato a Bordighera nel 1935. Che cosa l’ha spinto alla deriva? Per scoprirlo, Sjöberg incontra le nipoti svedesi di Anton, scava nella famiglia matriarcale della moglie Eva Adler, ricostruisce complessi alberi genealogici e intreccia storie di carriere ben più luminose: Modigliani, Picasso, Derain, Brecht, Cendrars. Indulgendo alle divagazioni autobiografiche, botaniche, perfino filateliche, lascia spesso la strada maestra per produrre nei détours inaspettate esplosioni di senso, cui la sua consueta ironia elegantemente sottrae enfasi. E in fondo a questo viaggio tra Göteborg, Copenaghen, Parigi, la Costa Azzurra, la riviera ligure, addirittura Leopoli, resterà la sensazione di aver letto non tanto la biografia di un uomo quanto quella di un’epoca, una storia di sogni e nevrosi del XX secolo, ma anche dell’eterna ricerca di qualcosa che somigli all’immortalità.
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Sjöberg ama gli eccentrici, gli strani, e Anton Dich appartiene a quella razza: “L’eccentrico è un tronco in mare che per anni viene trascinato dalle correnti per poi incagliarsi e finire arenato su una spiaggia”. Ama anche le coincidenze, il dettaglio imprevisto, il collezionismo, le divagazioni e le fissazioni. Per scrivere un romanzo non ha bisogno di inventarsi nulla: è sufficiente mettersi a caccia, con santa pazienza, scartabellare, frugare tra gli oggetti e i documenti e la storia si comporrà quasi da sola.
In questo modo ci viene rivelata la vita di Anton Dich, un pittore venuto dal nulla e nel nulla finito (ed è un nulla alcolico), nonostante avesse incrociato nomi altisonanti della Bohème parigina, come Amedeo Modigliani o Blaise Cendrars, il poeta ricordato in epigrafe attraverso questa osservazione: “In realtà gli artisti vivono discosto, ai margini della vita e dell’umanità, e per questo sono o molto grandi o molto piccoli”.

Il romanzo è notevole, ma labirintico, pertanto consiglio di affrontarlo con carta e penna: sarebbe opportuno appuntarsi nomi, cognomi, parentele e quant'altro. Meglio ancora: costruire l'albero genealogico dei protagonisti.
Profile Image for fdifrantumaglia.
208 reviews49 followers
May 18, 2020
«Mamma è matta, papà è ubriaco» è un mosaico composito e vividissimo che, attraverso i racconti della famiglia Dich-Adler-Arosenius, arriva al cuore della vita di ognuno. Una ricostruzione che riporta a galla ferite e dolore, seppur attenuato da sparuti momenti di realizzazione personale in campo artistico. In questo groviglio di volti, anni e nomi conosciutissimi e molti altri meno noti sempre legati alle vicende di tutta la genealogia di questa famiglia movimentata (qualche esempio? il regista e attore Isidor Gesang, in arte John Gottowt, popolare per aver interpretato il professor Bulwer nel Nosferatu di F.W. Murnau; il già citato Modigliani, il maudit per eccellenza; Rut Hallenborg, femminista; Bertold Brecht con la ricetta dei biscotti di sua madre, persino Adolf Hitler, compagno alla scuola d’arte della sorella di Eva, Lisa, e tanti altri) è evidente la forza che muove l’esistenza, per sempre fino alla fine, quella di tentare di scampare al dimenticatoio, cercando in qualche modo di brillare, di tornare in mente a qualcuno, anche dopo molti anni. Anton Dich vive e lo fa grazie a questo lavoro e alla curiosità di Fredrik Sjöberg.

Leggi la recensione completa: https://bit.ly/MammaPapaIndie
Profile Image for Karenina (Nina Ruthström).
1,782 reviews816 followers
Read
March 28, 2019
Gav upp efter 140 sidor. Bra ämne men jobbig struktur, med en massa utvikningar. Fångade inte mitt intresse. Det gjorde däremot titeln!
Profile Image for Antonella.
118 reviews19 followers
August 13, 2020
Questo libro parla di quadri, famiglie, alcolismo, arte, agenti e galleristi, drammi, riconoscimenti, solitudine.
E Sjöberg scrive come pochi riuscirebbero a fare. Uno stile incredibile, renderebbe interessante qualsiasi cosa, letteralmente. Riesce a coniugare l’essere profondo con l’essere estremamente ironico e non so bene come riesca a farlo. Forse perché solo una grande mente riesce.

Una storia interessante, non felice. Anzi, se ci si concentra bene, è una storia estremamente triste. Mi lascia addosso una voragine di solitudine, di situazioni mancate, di talento giudicato senza valore.

Molto bello. Non do 5 stelle ma non so bene perché, un po’ a sentimento, ma è davvero molto consigliato.
Profile Image for Jessica Chirichiello.
24 reviews2 followers
August 2, 2021
“Ogni bottiglia d’elisir che la vita ci offre è per metà piena di paradiso e per metà piena di inferno, e non si può ingannare Dio bevendone solo una metà.”

Sjöberg tenta di scrivere una piccola biografia di Anton Dich, un pittore eccentrico bohémienne che ha lasciato poche tracce di sé. Ci prova, ma con scarsi risultati poiché il piccolo volume risulta poco approfondito e denso di voli pindarici che fanno perdere la concentrazione e il ritmo di lettura. Buoni, però, alcuni spunti di riflessione sul contesto culturale in cui il pittore si muoveva.
Lettura da spiaggia.
Profile Image for Johan Arvas.
60 reviews14 followers
March 9, 2019
Humoristisk och innehållsrik, svårt med alla jävla namnen dock!
Profile Image for Nereia.
136 reviews20 followers
May 7, 2020
Ci sono rimasta male. Ci sono rimasta male perché, leggendo la quarta di copertina, immaginavo un romanzo differente. Immaginavo una vicenda avvincente, coinvolgente e interessante nel mondo dell'arte e invece non ho trovato un romanzo ma una serie di appunti e divagazioni da parte dell'autore su un artista sconosciuto che, alla fine del libro, continua a essere sconosciuto ai più.
Merita un appunto particolare la vicenda narrata che riguarda Modigliani ma nulla più.
Un libro e una storia con un grandissimo potenziale ma che non raggiunge il cuore del lettore a causa della forma narrativa scelta.
Un vero peccato.

Profile Image for Belzebù.
50 reviews1 follower
April 6, 2020
Una lettura da quarantena che non mi azzarderei a definire imprescindibile ma che mi ha intrattenuta piacevolmente sotto tutti gli aspetti possibili, in particolare ho apprezzato la disanima sulla figura dell’artista e la scrittura di Sjöberg, il quale è stata una piacevole scoperta grazie ai vari sconti che sono fioccati (finalmente) sulle edizioni eBook.
Profile Image for Simona Melis.
5 reviews
May 3, 2021
A questo libro do solo due stelline perché mi aspettavo una storia familiare. L'autore invece divaga molto su sue considerazione personali che spesso mi hanno fatto perdere il filo. Insomma mi aspettavo di più!
Profile Image for Miriam La Biscottara.
6 reviews
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February 11, 2022
Prima di essere scrittore, Frederik Sjoberg (immaginate la dieresi sulla o) è un entomologo. Strano modo di iniziare a raccontare un libro, ma mi sembra una premessa necessaria per iniziare a farvi capire che da "Mamma è matta, papà è ubriaco" non dovete aspettarvi nulla di consueto.
D'altronde, è già abbastanza strano che un appassionato di insetti si interessi a ricostruire il complesso ecosistema che ruota intorno alla vita di uno sconosciuto pittore svedese: Anton Dich (1889 - 1935).

Tutto parte da un dipinto del 1921, "Hanna e Lillan". Come dice il titolo, si tratta del ritratto di due giovani ragazze, adolescenti, su uno sfondo naturalistico piuttosto anonimo ma, all'occhio attento, decisamente mediterraneo. Due giovani malinconiche: una bruna con i capelli corti e l'altra con lunghe trecce bionde; la prima con un vestito scuro e una posa rilassata, la seconda vestita di bianco e assolutamente composta, mani in grembo e gambe accavallate. Due facce della stessa medaglia, che è quella della familglia Adler, vera protagonista della storia.
In un intricato e frondoso albero genealogico si muove Sjoberg (ancora, immaginate la dieresi). In breve: Anton Dich sposò Eva Adler-Arosenius, figlia di una ricca famiglia di industriali del latte e vedova del celebre pittore e illustratore svedese Ivar Arosenius, morto a soli 30 anni lasciando alla bella moglie un celebre cognome e una figlia: Lillan Arosenius, alias la ragazza bionda del quadro di Anton Dich. Ah, nonché la sua figliastra.
L'altra protagonista del ritratto è Anna Gottowt, nata dall'amore ribella di Lisa Adler (sorella di Eva) e John Gottowt, celebre attore germano-ebreo. Insomma, le ragazze tristi sono cugine.

Non nego che in certi punti ho avuto bisogno di rileggere più volte e munirmi di carta e penna, a causa della scrittura un po' cubista di Sjoberg, per cercare di ricostruire i legami tra vite e persone. Ogni tanto spuntavano nomi che suscitavano un'unica, inevitabile domanda: "E mo' quest* chi è?". Ma non lasciatevi scoraggiare dall'iniziale confusione che prende il sopravvento, come sempre, peraltro, quando si entra in medias res nella vita di qualcuno. La penna di Sjoberg è stupefacente e geniale quanto la pittura dimenticata di Anton Dich, perché rispecchia perfettamente la complessità sfaccettata e per nulla lineare dell'esistenza di un'anima inghiottita dall'oblio.

Anton Dich ha occupato 3 anni della vita dell'autore, che diventa un Vasari improvvisato (per chi non lo sapesse, celebre biografo fiorentino vissuto nel '500) e inizia quasi a venerare questo improbabile artista. E noi diventiamo i privilegiati spettatori dell'esemplare più bello della sua collezione.

Per la recensione completa, visita il mio blog: https://biscottara.wordpress.com/2022...
Profile Image for MF.
97 reviews3 followers
December 4, 2022
Apro questa recensione con un doveroso mea culpa poiché ho preso in mano “Mamma è matta, papà è ubriaco” ignorando sia il background che lo stile di Frederik Sjöberg; ho infatti deciso di non leggerne neanche la sinossi per lasciarmi stupire da un titolo che mi aveva completamente conquistata. Purtroppo però è stato totalmente sviante.
Il titolo mi ha depistata e così entrare in sintonia con la tematica affrontata ha richiesto un po’ di sforzo, quanto meno per via della mia tacita voglia di ritrovare nel testo la ragion d’essere del titolo. Ciò significa che all’inizio non me lo sono goduto a pieno cosa di cui mi dispiaccio e chiedo scusa a libro e autore. Mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa.

Una volta però superato questo step e la superficialità con la quale mi sono approcciata alla lettura, ho apprezzato sia l’argomento, ovvero l’indagine dell’autore, che lo stile fresco e delicato, molto simile a quello di un amico che racconta, ricorda e riporta alla luce le vicende vere o verosimili della vita di un lontano e illustre parente, Anton Dich. Personaggio dal grande talento, ma privato del successo che avrebbe meritato dalle circostanze storiche? sociali? personali? al caso? Un artista non dimenticato, bensì “non ricordato”, come detto nell’aletta anteriore, dato che non viene menzionato in alcun libro di storia dell’arte. Vive a Parigi negli anni dell’avanguardia di inizio secolo e incontri tantissimi artisti già all’epoca immensamente noti, come Modigliani e Picasso, ma nonostante ciò rimane sempre nell’anonimato morendo alla fine da solo e alcolizzato a Bordighera nel ‘35.

Ho trovato interessante e utile anche il modo in cui è stato costruito il testo stesso supportato con note a piè di pagina per inserire delle micro-bio di autori, artisti e in generale personaggi non tanto noti citati nell’opera (scelta per me estremamente riposante visto che altrimenti avrei dovuto interrompere la lettura per googlarne i nomi) e la riproduzione di dipinti/disegni/foto menzionate (seppur non tutte e regolarmente in bianco e nero). Apprezzo molto queste costruzioni miste del testo che riprendono altre opere come Nadja e L'Amour fou di André Breton, racconti di stampo autobiografico scritti con il desiderio di fare dell’arte globale affiancando foto e disegni al testo letterario.

La lettura scorre velocemente e in maniera piacevole. Dopo Tutto … una buona lettura per immergersi un po’ nell’Europa di primo Novecento. Un’ambientazione ce non delude mai.
PS: Piacevole e particolare anche il formato distintivo dei libri di Iperborea.

Ecco qualche brevissimo passaggio per saggiare lo stile e le perle che l'autore ci regala:

Realtà e verità erano per lui minuzie su cui solo le anime semplici si fissavano. (p. 76)

I pregiudizi sono come gli animali domestici. Se uno li ha è per via di una combinazione di pressioni esterne, scarso controllo sui suoi impulsi e amor proprio, e in questo non c’è nulla di sbagliato. Il trucco è tenerli a distanza. [...] gli animali domestici così come i pregiudizi sono una compagnia gradevole, ma alla lunga diventano fastidiosi. Se li si prende troppo sul serio si trasformano in zavorra e ti rincretiniscono. (p. 93)

[citazione di Bertold Brecht] prima viene il mangiare, poi la morale. (p. 102)

Una cosa però è certa: quasi tutti quelli che si ammazzano a furia di bere non si ammazzano a furia di bere se la posterità preferisce pensare altrimenti. (p. 131)

"Tutto in questo libro è pura fantasia. Solo le esagerazioni sono tratte dalla realtà." (p. 186)

D’altra parte so che il caso è l’amico più inaffidabile che si possa avere; uno di quegli amici che ti tradiscono di continuo ma che altrettanto di continuo perdoniamo perché non agiscono mai da soli, e mai con cattive intenzioni. (p. 189)
Profile Image for Karmakosmik.
475 reviews6 followers
June 6, 2022
Ho tanto amato "L'Arte della Fuga" dedicato al pittore svedese Gunnar Widforss, e con il quale ho conosciuto il particolare modo di scrivere di Sjoberg, quanto ho avuto parecchi problemi con questo "Mamma è matta, papà è ubriaco". Sjoberg ha tentato certamente un'impresa alquanto complicata, ossia scrivere di un pittore danese praticamente sconosciuto, tale Anton Dich, ma amico di Modigliani ed altri pittori ben più conosciuti. Di conseguenza, la storia che ne viene fuori è totalmente caotica, piena di rimandi, inciampi e casi fortuiti, che risulta anche piuttosto complicata da leggere. In realtà, più che una biografia di Anton Dich, è la storia della famiglia Adler, in realtà un matriarcato, ricca di storia pazzesca e colpi di scena, come il fatto che Ida Adler è stata sposata in prime nozze con il famoso pittore Ivar Arosenius. Ecco, l'unica cosa che sconta il libro, è la sua estrema caoticità, magari una maggiore organizzazione avrebbe sicuramente reso la lettura molto più agevole.
Profile Image for Naomi Bellomo.
4 reviews
February 5, 2022
Storia davvero interessante e coinvolgente, i luoghi e i personaggi coinvolti sono tanti e i destini di molti si intrecciano tra le pagine di questo libro. Peccato che durante tutta la lettura si abbia la sensazione che il personaggio principale Anton Dich sia proprio il meno interessante di tutti! A coinvolgere il lettore non sono tanto le sue esperienze di vita quanto quelle della famiglia Adler, di Arosenius e dei grandiosi pittori che si intravedo dallo spioncino della porta, Modigliani e Monet tra questi.

La scrittura è davvero molto piacevole, così come lo stile e l’ironia. Ho apprezzato molto le divagazioni dell’autore anche se alle volte davano l’impressione di dover sopperire allo scarso materiale messo a disposizione dalla vita dell’artista.
Profile Image for Giorgia ~.
134 reviews10 followers
July 21, 2022
"La memoria umana è un sistema un po' caotico".

Sono rimasta molto delusa.
Mi aspettavo forse "troppo", volevo leggere la ricostruzione di una vita che dalla storia dell'arte è stata dimenticata, invece ho letto duecento pagine di pura confusione. A partire da un dipinto comprato a un'asta, Sjöberg esplora la storia dietro al dipinto e al suo artista che ha vissuto in vari parti d'Europa e ha incontrato figure che nel panorama dell'arte e della letteratura hanno lasciato un'impronta.
Le premesse erano incoraggianti, ma Sjöberg non riesce a seguire il filo del discorso, sembra di leggere un lungo flusso di coscienza che lascia però indietro il lettore.
Profile Image for Martina.
35 reviews2 followers
January 29, 2023
L’autore segue i fili, persi e sconnessi, di un pittore, Anton Dich, ormai dimenticato e sconosciuto, attraverso un’epica saga famigliare che riguarda tra le più ricche famiglie industriali svedesi.
Nel libro ricorrono gelide, lucide domande: come si arriva al successo, come si sopporta la solitudine, come si finisce nella morsa dell’alcolismo?
Nonostante le frequente divagazioni, a volte difficili da seguire - non so se per problemi di traduzione o per scelta dell’autore - ho trovato il libro profondo e delicato nel non dare giudizi e risposte ma nel farci interrogare sul fallimento e sul successo. E senza la facile scrittura del best seller vendi copie.
Un’ottima lettura
Profile Image for Julia W.
24 reviews
January 6, 2024
Zwei Sterne, weil der Plot so skurril ist, dass er aus der Masse heraussticht: Der Autor sucht drei Jahre nach den Spuren des Malers Anton Dich, Weggefährte von Amedeo Modigliani, zweiter Ehemann der Witwe von Ivar Arosenius. Aber warum er das tut, erschließt sich mir nicht. Die wenigen Abbildungen von Anton Dichs Bildern erreichen mich nicht. Der Erzählstil ist sprunghaft, es werden Anekdoten eingestreut, deren Verbindung sich mir nicht erschließt. Die vagen Andeutungen zwischen den Zeilen habe ich meistens nicht verstanden. Ein durch und durch rätselhaftes Buch.
Profile Image for LuLú.
160 reviews18 followers
June 4, 2025
Arrivata a metà avrei voluto abbandonarlo, per carità, un scrittura articolata e piena di aneddoti potenzialmente interessanti ma è proprio questo il punto pieno, saturo, stracolmo.. che noiaaaaaaaa un esercizio di stile pieno di salti temporali e concettuali, mischioni di ogni tipo, nomi su nomi, città su città, un caos infinito centrato solamente sulla rivalutazione di un pittore attraverso altri nomi noti e non che gli sono gravitati attorno… mah… dal titolo sembrava tutt’altro, mannaggia a me che non leggo le trame!
Profile Image for Ester.
271 reviews2 followers
October 14, 2022
L'autore del libro ricerca le opere e da qua studia la vita di un artista danese ,Antonio Dich. Attraverso pochi documenti ne ripercorre i movimenti, cosa non semplice.
Un libro che io non avrò di sicuro capito, ma che se non avessi letto non avrei perso nulla...ma è di sicuro un mio limite .
Metto una stella perché baso le mie valutazioni sul mio gradimento ..di sicuro merita più stelle.
Profile Image for Okidoki.
1,311 reviews15 followers
December 6, 2018
Boken är välskriven och läsvärd, men författaren gör MIG galen. Ingrid Elams recension i SvD beskriver mycket väl essäns karaktär: https://www.svd.se/laser-sjobergs-utv.... Elam är förtjust, jag är irriterad på den självcentrerade författarens alla utvikningar.
Profile Image for Caterina .
162 reviews1 follower
November 14, 2020
Bland andra många intressanta citater i boken, ett kastar ett ljus över Anton Dichs hela historia:

"Man varje livets saftbutelj är til hälften fylld med himmel, till hälften fylld med helvete, och man lurar inte Gud genom att bara dricka halvbuteljer"
Profile Image for AndreaMarretti.
188 reviews11 followers
August 13, 2021
Forse più confusionario che eclettico, questa volta.
In genere mi piace come scrive e devo dire che _qua e la_ offre pure delle suggestioni interessanti....
Detto questo, non un libro particolarmente riuscito.
Displaying 1 - 30 of 40 reviews

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