TEATRO DI LUCI E OMBRE
Il mio profeta delle parole coreano, Jung-Myung Lee, compone un romanzo che, come uno spettacolo teatrale si disvela pian piano. è un cono di luce formato da chiaroscuri quello che che illumina i protagonisti della vicenda, non più un trittico formato da Guardia, Poeta ed Investigatore dell'omonimo romanzo di Jung-Myung di cui vi parlai qualche mese fa, ma un quartetto di figure scompaginate che si uniscono in un'unica grande vicenda, sul palcoscenico della travagliata via coreane verso la libertà.
🎭 Un drammaturgo cerca di inscenare la tragedia de l'"Elettra", traendo spunto dalla versione di Euripide, in una Seoul sotto dittatura militare e le rivolte studentesche.
Nello stesso periodo dell'infame tragedia di Gwangju di cui vi parlai in occasione del post #PAGINEDIMENTICATE su "Atti Umani" di Han Kang, l'atto del drammaturgo è rivoluzionario e attira la censura, l'esercito, la polizia.
Con il Drammaturgo si muove sinuosa l'Elettra, la sua attrice protagonista, l'Uomo dei Servizi Segreti e il Capo Rivoluzionario, di cui non si conosce volto, nome e prossime mosse.
🎭 Buio In Sala parte come La Guardia, Il Poeta E L'Investigatore, con un mistero da risolvere, e si spinge a celebrare lo stesso anelito alla libertà e amore per la letteratura.
Il teatro è il fil rouge che unisce i quattro protagonisti del libro: la recita sia sul palco che fuori da esso spinge il lettore a muoversi tra le verità e le bugie disseminate lungo il percorso come mine vaganti.
È una lettura che si digerisce con più fatica, appesantita dalle digressioni sul teatro e il ruolo dell'attore.
Avete presente il meme che sta spopolando su IG riguardante "leggere come atto politico"? Tutto è politico, SOPRATTUTTO il teatro euripideo.