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H

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“Questa è dunque la nostra storia, molti la chiamerebbero una storia d’amore”

Acca è un bambino di 10 anni, molto intelligente e con grande senso dell’umorismo, ed è la spiritosa voce narrante di questa storia, una storia diversamente gialla.

Il rapporto con suo padre è inesistente, ma con Marta, la sua mamma, vive in tenera simbiosi: lei è l’unica persona con cui riesce a comunicare, attraverso un linguaggio che trova gesti e parole nell’empatia che li unisce.

Perché Acca è cieco, muto e gravemente disabile, e Marta gli dedica ogni momento della sua vita.

La routine quotidiana, densa d’amore e altrettanto complessa, si interrompe improvvisamente quando Teresa, la sua babysitter, viene barbaramente uccisa. Tutta la famiglia si ritrova coinvolta nelle indagini e Acca stesso diventa per l’ispettore Ferrara un prezioso quanto difficile testimone, depositario di un segreto che non è in grado di raccontare se non attraverso sua madre. Un segreto che farà di entrambi il bersaglio dell’assassino.

Tra leggerezza e suspense, tenerezza e colpi di scena il delitto troverà il suo colpevole ma niente sarà più come prima, né per Acca, né per Marta. Un ciclo si chiuderà, se ne aprirà un altro.

191 pages, Kindle Edition

Published September 4, 2018

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35 people want to read

About the author

Lidia Calvano

25 books88 followers
Lidia Calvano è medico e psicoterapeuta, formatrice, consulente organizzativa. Vive a Roma, in una casa piena di libri e di computer. È un'autrice ibrida, pubblica sia per Case Editrici che in self publishing; scrive romanzi, poesie, racconti, spaziando in generi molto differenti tra loro.
Per Delos Digital ha pubblicato racconti romance, due opere di fantascienza erotica e una silloge poetica.
La sua pubblicazione di maggior successo in self publishing è stato "Rehab", erotic romance scritto a quattro mani con Estelle Hunt.
Nel 2017 ha vinto il premio letterario EWWA con il romanzo "H", edito nel 2018 da Amazon Publishing Italia.

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5 stars
45 (33%)
4 stars
55 (40%)
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26 (19%)
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7 (5%)
1 star
3 (2%)
Displaying 1 - 29 of 29 reviews
Profile Image for Didi.
442 reviews10 followers
September 12, 2024
Molto particolare la scelta del punto di vista narrativo e originale. Mi è piaciuto tanto e il finale, per me, è stato abbastanza inaspettato.
Profile Image for Quinn.
365 reviews
July 10, 2024
Mi è piaciuto tantissimo, è molto particolare come libro e tratta anche un tema molto importante. Mi aspettavo un finale un pochino più ricco e se vogliamo dirlo anche un pochino più drammatico però bello lo stesso 😁
Profile Image for Chiara Ropolo.
1,478 reviews25 followers
December 20, 2018
https://lalettricesullenuvole.blogspo...

Questo libro parla di H, soprannome dato a questo bambino nato cieco, muto e spastico, quindi gravemente disabile. Agli occhi di molti, quasi tutti, sembra un vegetale ma la madre, Marta, sa che invece lui c'è e capisce e riesce a trovare un modo di comunicare con lui, tutto loro. In mezzo alla quotidianità, fatta di tantissime fatiche e piccole soddisfazioni, c'è un fatto che ne sconvolgerà la routine: l'omicidio della babysitter, Teresa. Questo episodio metterà in modo una serie di eventi che porteranno a uno stravolgimento della vita di H, testimone difficile.

Questo libro è molto molto intenso. Questo è il primo aggettivo che mi viene da associargli. È stato definito "diversamente giallo" e credo che calzi a pennello. Ha una parte mystery che passa in secondo piano rispetto alla tematica della disabilità, soprattutto nella prima parte.
Ho un figlio disabile, per fortuna non così grave, neanche lontanamente, quindi questa storia mi ha colpita molto. Fa riflettere, tantissimo, soprattutto sulle difficoltà quotidiane che la famiglia deve affrontare, che ogni famiglia con componenti disabili deve affrontare.

Pone molto l'accento sul rapporto stretto tra Marta e H, su quanto la madre dedichi ogni briciola di energia al figlio, sacrificando tutto il resto. Argomento difficile pure questo, perché quasi tutte le madri lo fanno, in ogni caso. Se poi il figlio ha così bisogno è un atteggiamento istintivo, quasi ovvio. Ma è poi così giusto? Il libro tira fuori molti interrogativi e, la cosa che più ho apprezzato, non emette giudizi, nessuno.
... continua sul blog
Profile Image for Tra Le Braccia Di Un Libro.
970 reviews42 followers
September 7, 2018
RECENSIONE DI CINZIA
VOTO 5

Chi è, ACCA?
Acca ( H ) è un bambino meraviglioso di soli dieci anni e il protagonista indiscusso di questa storia toccante, commovente e diversamente gialla :D
Acca è la voce narrante di questo ennesimo successo di Lidia Calvano, e vi sorprenderà il modo in cui la Calvano sia riuscita a raccontare una storia apparentemente straziante, trasformandola in un racconto leggero, quasi ironico.
Una grande storia d'amore tra una madre e un figlio, nato sbagliato agli occhi del mondo e persino del suo stesso padre, ma non per la donna che l'ha generato, amato e cresciuto come se fosse parte di sè e della sua stessa anima.
Acca, racconta di se stesso immaginando il suo mondo con gli occhi della madre e dei suoi racconti.
Questo dolcissimo bambino nasce dieci anni fa con delle enormi difficoltà.
Il parto è stato molto complesso e Acca, con il senno di poi, ha immaginato tante volte come sarebbe potuta essere la vita di sua madre se lui non fosse mai nato.
Di sicuro, per lei e per suo padre sarebbe stato tutto molto più semplice, avrebbero goduto della reciproca compagnia e non si sarebbero dovuti sobbarcare la sua ingombrante presenza.
Ma andando oltre questo, Acca ama la sua vita e la sua esistenza.
Sapeva, a detta dei medici, che avrebbe potuto avere una vita breve, ma questo non gli ha impedito di vivere ogni attimo che la vita le donato, con estrema intensità.

Essere al posto giusto e nel momento giusto, non sempre si può rivelare la cosa migliore.
Nel caso di Acca, stare sempre a casa con una babysitter mentre i genitori sono al lavoro, pareva essere diventato un problema, dal momento che la ragazza è stata ritrovata morta nella facoltà di medicina dove studiava.
L'ispettore che aveva preso a cuore il caso, chissà perchè, si era intestardito che Acca poteva sapere qualcosa. Era così?
In effetti Acca sarà anche cieco, ma non è di certo sordo o stupido.
Ripensando alle mille "conversazioni" della ragazza, qualche idea o pensiero su chi potesse essere stato ce l'ha, ma come riuscire a comunicarlo alla giustizia?
Per un bambino che non parla e che non può vedere, quanto potrebbero pesare le sue sensazioni o intuizioni?
Di sicuro non poteva immaginare che i suoi stessi silenzi avrebbero potuto mettere in pericolo se stesso e la madre, ma nonostante questo sarà proprio lui a risolvere il caso.
Come? A voi scoprirlo ovviamente :D
Partiamo dal fatto che per tutto il libro questo bambino non ha un nome.
L'autrice, secondo me, ha voluto in maniera totale e del tutto inaspettata, creare nella mente del lettore un fantomatico eroe più che un bambino reale.
La storia è assolutamente fuori dall'ordinario e viene vissuta attraverso i modi di comunicazione tra lui e la madre, arricchita da un altrettanto inaspettato momento di suspense che renderà questo testo brioso e accattivante.
La cosa più sbalorditiva, però, rimane la connessione emotiva e simbiotica di questo ragazzino con la donna della sua vita.
La donna che l'ha creato e amato in maniera così totalizzante e unica da oscurare qualsiasi commento poco lusinghiero del padre, quello stesso uomo che non l'ha mai chiamato per nome, ma gli ha dato quell'imbarazzante soprannome: Acca ( H - Handicappato ).
Non c'è amore più grande per una donna di venire a conoscenza di essere incinta, portare in grembo la propria creatura per nove mesi e partorirlo, anche tra atroci sofferenze.
Il fatto che nasca non perfetto o con dei problemi fisici però, non fa reagire tutte allo stesso modo.
C'è chi nega, chi se ne fa una colpa, e chi come Marta riversa ogni cellula di se stessa nel crescere e amare quel figlio particolare, ma unico e insostituibile.
Marta e Acca comunicano a modo loro, si comprendono come solo una madre e un figlio possono fare, collegati da un filo sottile tra cuore e anima.
Ho iniziato questa lettura pensando che ne avrei sofferto, che la spasticità di Acca mi avrebbe stretto il cuore e avrei versato lacrime, invece ho sorriso dalla prima all'ultima riga, ho immaginato il sorriso sghembo di questo bambino straordinario e ho gioito della sua stessa autoironia.
Tutti pensano che il suo status lo porti ad essere un vegetale, un esserino da compatire e di cui far finta che non esista.
Ma la madre SA, lo SENTE, che dentro a quel corpo rattrappito e dietro ai suoi occhi spenti, c'è un'anima composta da mille colori e un'intelligenza senza eguali.
Acca vi saprà sorprendere in ogni suo singolo gesto.

Questo libro non è stato premiato dalla EWWA per uno sfizio, ma per la particolarità e profondità del racconto, e per le capacità dell'autrice che ancora una volta mostra un talento straordinario.
Profile Image for Romanticamente Fantasy.
7,976 reviews237 followers
September 13, 2018
È un esperimento molto ben riuscito, questo romanzo “diversamente giallo” che coniuga una trama thriller (omicidio e caccia agli indizi per la ricerca dell’assassino) a dei personaggi molto particolari: il testimone chiave, che parla in prima persona, è un ragazzino di 10 anni nato con una patologia che lo rende gravemente disabile. “Un vegetale”, per usare le parole del (poco) amorevole padre. Eppure, dentro questo guscio, lui c’è. Pensa, vive, ama, sogna, ascolta.

«Non sono stato il padre migliore che potessi avere.»
Neppure io il figlio migliore. Siamo pari. Sospiro.
«Che scemo che sono, non so neppure se c’è qualcuno che mi stia a sentire.»

È un viaggio alla scoperta della disabilità? In parte, perché ci vengono risparmiati molti dettagli sulla fatica, il dramma, il dolore di gestire un figlio disabile.

È invece un viaggio alla scoperta di coloro che vivono “dentro” la disabilità. Che conoscono il mondo attraverso i loro sensi limitati e non provano la mancanza di ciò che non hanno mai avuto, ad esempio i colori, o che non avranno mai, come una fidanzata. Che sono capaci di vedere l’essenza delle cose, di dare una prospettiva che va al di là della loro brevissima vita.

" Man mano che crescevo anche io, nell’unico modo in cui ero capace, mi resi conto che non avrei mai parlato.
Fu una scoperta dolorosa. Mamma non avrebbe mai saputo quanto le volevo bene, cosa pensavo e cosa preferivo. Non avrei mai potuto pronunciare a voce alta il suo nome. Ma che ci fosse una persona dentro il mio corpo, credo che lei non lo avesse mai dubitato."

Lidia Calvano ci fa accomodare in un corpo privo di vista e parola con una sensibilità, una pacatezza e un tatto commovente. Non c’è pietà, ma ironia, saggezza e consapevolezza.

" Ero diventato grande, mio malgrado. E brutto. Persino la mia mamma, che sono sicuro mi amava più della sua vita, non provava più quella tenerezza che la portava a ricercare il contatto continuo, l’odore della mia pelle, il calore di un bacio che non finiva mai."

Non so se era questo l’intento dell’autrice, ma durante la lettura ho provato, sopra ogni altra emozione, un grande senso di conforto. Una vicinanza e un calore alle mamme (e papà) che dedicano la loro vita ad essere “le mie gambe, il mio sostegno, il mio scudo, il mio tutto”; un modo per rasserenarli, per minimizzare i sensi di colpa, le frustrazioni. Perché questo bambino che è così tanto limitato, rispetto a noi, ha allo stesso tempo consapevolezza di ogni piccolo motivo di gioia: il fatto di essere vivi, di avere accanto qualcuno che ti ami incondizionatamente, l’abbraccio dell’acqua del mare, i documentari alla televisione, dormire nello stesso letto con la mamma e l’amica Simona…

" «Simona, potevi aspettarmi, non sei abituata! È pesante ormai, questo giovanotto!»
Lasciala fare, ma’, lascia che altre braccia dalle tue mi tengano. Togliti questo peso di dosso, per qualche istante, e lasciami godere del pesare su un’altra donna, su un altro cuore. Lei è fresca, gioiosa, sincera. Tu sei stanca, mamma, tanto. Lasciami a lei per qualche istante."

Grazie alla qualità della caratterizzazione dei personaggi e alla capacità di stemperare i bianchi e i neri, le luci e le ombre, mi sono ritrovata a provare compassione perfino per l’assassino.

" Grazie anche a te, Simona, per trattarmi come una persona normale. Grazie per capire che la vicinanza è importante, sempre, soprattutto quando non si è in condizione di chiederla."

In conclusione, dopo il fantascientifico, l’erotico, il dark, il paranormale, Lidia Calvano continua a sperimentare, a stupire e ad affascinare, con uno stile impeccabile e scorrevole tutt’altro che banale, ma pieno, ironico e toccante.
.
Nayeli - per RFS
Profile Image for Babette Brown.
1,116 reviews29 followers
April 26, 2024
FERNANDA ROMANI PER BABETTE BROWN BLOG
H è un bambino tetraplegico ed è lui a raccontarci la storia, in prima persona.
Creatura sensibile, che non ha mai trovato nulla di strano nella propria condizione se non quando ha cominciato a capire i discorsi degli adulti attorno a sé.
Questo è uno dei temi fondamentali del romanzo.
H non vede, non parla, si muove a fatica, ma sente e capisce, malgrado i medici abbiano detto ai suoi genitori che sarebbe stato solo un vegetale. Suo padre ha adottato subito questo punto di vista e non ne ha mai voluto sapere di quel figlio. È stato lui a dargli il soprannome “H”, iniziale di “handicappato” (non sapremo mai il suo vero nome).
La madre, Marta, ha sempre rifiutato di rassegnarsi a considerarlo solo un peso e questo ha mandato a monte il matrimonio. H capisce tutto quello che gli succede attorno, soffre per i cattivi rapporti tra i suoi genitori, vorrebbe che sua madre si prendesse più cura di sé invece di dedicarsi a lui.
La simbiosi tra di loro è costituita da assoluto affetto e dedizione. Lui comprende cosa c’è dietro a ogni suo tono di voce, lei coglie ogni sfumatura del suo viso.
Questa è la loro forza, ciò che li spinge ad affrontare il mondo sempre uniti. Chi non capisce resta fuori dalla porta, chi comprende può unirsi a loro ed essere partecipe di qualche momento di complicità.

H ci racconta la sua vita, il suo speciale rapporto con la madre, l’ostilità del padre. Ciò che sa del mondo gli proviene dai programmi televisivi che ascolta quando cercano di fargli passare il tempo piacevolmente.
Sa un sacco di cose sugli animali, ma è anche un grande appassionato di polizieschi e questo gli servirà quando il romanzo virerà al giallo.
Teresa, la studentessa che gli faceva da baby-sitter, viene uccisa e l’ispettore Ferrari comincia a frequentare la casa per indagare. La frequentazione diventa anche un po’ troppo assidua, secondo H. Non sarà che gli piace Marta, la sua mamma?
H ascolta, ragiona, intuisce. Tenero e ingenuo, ma anche intelligente, assiste a schermaglie e a strategie d’indagine fino a quando non arriverà la rivelazione definitiva.

Un romanzo insolito e toccante, dove l’autrice riesce a farci entrare con grande efficacia nel punto di vista di un bambino tetraplegico e ci mostra le debolezze, le incertezze e le speranze, ma anche la sua forza e intelligenza. Una narrazione delicata, sensibile e, al contempo, piena di forza. Ogni carattere è ben calibrato, realistico, sofferto. Un momento di gioia è una piccola dolcezza, la delusione è un velo grigio che sfiora la pelle, la tristezza ghermisce il cuore, il coraggio si getta sul nemico senza pensare alle conseguenze.
H e la sua mamma, Marta e il suo bambino.
Affronteranno la tristezza e la gioia, la paura e la delusione, la tranquillità del vivere quotidiano e il terrore dell’ignoto.
E, nel momento del dolore che frantuma la speranza, ognuno avrà la propria ricompensa.

Cinque stelline.
Copia acquistata.
Profile Image for Giulia.
15 reviews1 follower
April 2, 2021
Inizia piano, ma poi ti ammazza
6 reviews3 followers
April 28, 2019
Scrivere una storia che abbia come temi la disabilità e la malattia è sempre un po’ rischioso. Per quanto esse facciano parte della vita, siano conosciute e temute da tutti, la prima reazione davanti ad un libro che tratta certi argomenti è quella di scansarlo velocemente e ricercarne qualcuno con un argomento più leggero.

Fortunatamente esistono scrittori così impavidi che riescono a parlare della malattia e delle problematiche legate alla disabilità con una delicatezza e una consapevolezza che ciò che ti trasmettono non è ansia o tristezza, ma, anzi, ti permettono di riconsiderare certe cose sotto una luce diversa. Scrittori che, una volta terminato il romanzo, ringrazi pure perché ti hanno insegnato qualcosa.

Lidia Calvano è uno di questi. Ho iniziato solo recentemente a leggere i suoi romanzi e devo dire che, ogni volta, questa donna riesce a far vibrare le corde del mio cuore.

I protagonisti di questo libro sono Acca e una storia “diversamente” gialla.

Acca è un bambino di dieci anni, molto intelligente e con grande senso dell’umorismo, questo nonostante la cecità, la sordità e una grave tetraplegia. Si perché Acca riesce a vedere e sentire a dispetto di queste "barriere" fisiche. Questo frugoletto è anche la spiritosa voce narrante della storia.

Purtroppo questa disabilità si manifesta a pochi mesi dalla nascita. Nonostante ciò, Acca cresce felice. Il legame tra lui e Marta è così saldo che tutto il resto non conta. I due sono invincibili. Marta e Acca, infatti, comunicano nel modo più semplice che esista, l'amore. Acca le sorride e Marta capisce. Marta lo interroga e lo tratta come fosse un bambino come tutti gli altri; Acca questo lo apprezza.

“Lei era le mie gambe, il mio sostegno, il mio scudo, il mio tutto.”

Se con Marta, sua madre, il rapporto è quasi simbiotico, lo stesso non si può dire del padre.

Il padre infatti non solo lo disprezza a tal punto da dargli il soprannome di H:

“Acca. Mamma aveva ragione, era lei a detestare quel soprannome, non io. A me non faceva più né caldo né freddo. Non vali un’acca, non capisci un’acca, quante volte avevo sentito quell’espressione in televisione? Un sacco.”

ma prova pure vergogna a farsi vedere insieme al figlio o dire ai suoi colleghi che è padre di un bambino tetraplegico.

Già perché questo bambino è considerato da tutti come un vegetale, un esserino da compatire e di cui far finta che non esista.

Ma Marta è consapevole che dentro a quel corpo rattrappito e dietro ai suoi occhi spenti, c'è un'anima composta da mille colori e un'intelligenza senza eguali.

Mi sarebbe tanto piaciuto saper parlare, per poter dire almeno "grazie".

Nonostante sia quasi invisibile agli occhi del padre, Acca non dà molto peso alla cosa, ciò che conta è l’amore che prova per Marta. Un amore che diventa quasi ansia e impellenza, poiché la malattia del bambino è degenerativa e tutti sanno che potrebbe morire presto. Per questa ragione Marta e Acca cercano di vivere intensamente ogni attimo. Però si sa, la vita ha sempre più fantasia di noi.

La sua esistenza, infatti, subisce uno scossone. Teresa, la sua babysitter, viene barbaramente uccisa. Tutta la famiglia si ritrova indagata nelle indagini e Acca diventa per l'ispettore addetto al caso, l'ispettore Ferrara, un prezioso testimone; forse l'unico capace di individuare l'assassino. E la soluzione porterà con sé qualche perdita. Ma l'epilogo non è triste. È di quelli che ti rigano il viso di lacrime e ti fanno capire che la vita è sempre un mistero più grande di noi.

Sebbene Acca non riesce a vedere né a distinguere i colori, questi suoi limiti diventano dei punti di forza. Il lettore è stuzzicato a sfruttare le informazioni e le congetture di Acca per cercare di risalire all’assassino; chiunque legga questo romanzo si ritrova come guidato da una mano invisibile in questo mondo così nebuloso.

Acca non cerca comprensione, Acca vuole vivere quel poco che gli resta dignitosamente e per fare ciò usa la sua ironia. E’ un’ironia delicata e silenziosa, proprio come lui.

Quando ho terminato il romanzo non mi sono sentita triste o depressa, ma malinconica. E non è quella malinconia cupa, è più quella malinconia che hai quando sai di doverti separare da un amico, H, al quale resterai sempre legata.

Secondo me, la forza di questo romanzo “diversamente giallo” risiede nella bravura dell’autrice e nella sua capacità di rendere la lettura scorrevole e accattivante.

Non è un romanzo che stigmatizza la disabilità. Essa fa parte della vita, possiamo negarla e ripudiarla oppure accettarla e conviverci, proprio come fanno Acca e Marta.

Lidia Calvano si concentra sull’amore tra madre e figlio, accennando brevemente anche ad una delle conseguenza della disabilità, la non accettazione da parte dei familiari. Sia il padre di Acca, sia la nonna materna si allontanano da Acca e da Marta. E qui, nessuno può assolutamente permettersi di giudicare, dal momento che certe situazioni le può comprendere solo chi le vive in prima persona.

Questo romanzo mi è piaciuto oltre che per la trama e il rapporto madre-figlio che è il fil rouge dell’intera vicenda anche per la parte “diversamente gialla”. Non solo è stata abilmente gestita (e da amante di thriller ho apprezzato immensamente), ma la risoluzione arriva quasi a sorpresa. L’assassino è davvero l’ultima persona della quale sospetteresti e l’epilogo è commovente.

Inoltre, devo veramente ringraziare l’autrice per la cura dei dettagli, per il rispetto che ha per noi lettori, nessun refuso, un libro impeccabile al livello di editing e correzioni, una rarità di questi tempi.

La sua scrittura è fluida e leggera intrisa da tanta ironia e delicatezza. Medico e psicoterapeuta , Lidia Calvano conosce le trame del nostro cuore e conosce il modo per affrontare certi argomenti con delicatezza. Il risultato è stata una lettura piacevole, veloce , commovente e piena di amore , tanto amore.

Se devo trovare un difetto, dico che inizialmente mi è mancato conoscere il nome del protagonista, poi, però, proseguendo con la lettura ho capito il perchè.

Ve lo consiglio vivamente.
Profile Image for Irene.
28 reviews2 followers
May 7, 2019
Scrivere una storia che abbia come temi la disabilità e la malattia è sempre un po’ rischioso. Per quanto esse facciano parte della vita, siano conosciute e temute da tutti, la prima reazione davanti ad un libro che tratta certi argomenti è quella di scansarlo velocemente e ricercarne qualcuno con un argomento più leggero.

Fortunatamente esistono scrittori così impavidi che riescono a parlare della malattia e delle problematiche legate alla disabilità con una delicatezza e una consapevolezza che ciò che ti trasmettono non è ansia o tristezza, ma, anzi, ti permettono di riconsiderare certe cose sotto una luce diversa. Scrittori che, una volta terminato il romanzo, ringrazi pure perché ti hanno insegnato qualcosa.

Lidia Calvano è uno di questi. Ho iniziato solo recentemente a leggere i suoi romanzi e devo dire che, ogni volta, questa donna riesce a far vibrare le corde del mio cuore.

I protagonisti di questo libro sono Acca e una storia “diversamente” gialla.

Acca è un bambino di dieci anni, molto intelligente e con grande senso dell’umorismo, questo nonostante la cecità, la sordità e una grave tetraplegia. Si perché Acca riesce a vedere e sentire a dispetto di queste "barriere" fisiche. Questo frugoletto è anche la spiritosa voce narrante della storia.

Purtroppo questa disabilità si manifesta a pochi mesi dalla nascita. Nonostante ciò, Acca cresce felice. Il legame tra lui e Marta è così saldo che tutto il resto non conta. I due sono invincibili. Marta e Acca, infatti, comunicano nel modo più semplice che esista, l'amore. Acca le sorride e Marta capisce. Marta lo interroga e lo tratta come fosse un bambino come tutti gli altri; Acca questo lo apprezza.

“Lei era le mie gambe, il mio sostegno, il mio scudo, il mio tutto.”

Se con Marta, sua madre, il rapporto è quasi simbiotico, lo stesso non si può dire del padre.

Il padre infatti non solo lo disprezza a tal punto da dargli il soprannome di H:

“Acca. Mamma aveva ragione, era lei a detestare quel soprannome, non io. A me non faceva più né caldo né freddo. Non vali un’acca, non capisci un’acca, quante volte avevo sentito quell’espressione in televisione? Un sacco.”

ma prova pure vergogna a farsi vedere insieme al figlio o dire ai suoi colleghi che è padre di un bambino tetraplegico.

Già perché questo bambino è considerato da tutti come un vegetale, un esserino da compatire e di cui far finta che non esista.

Ma Marta è consapevole che dentro a quel corpo rattrappito e dietro ai suoi occhi spenti, c'è un'anima composta da mille colori e un'intelligenza senza eguali.

Mi sarebbe tanto piaciuto saper parlare, per poter dire almeno "grazie".

Nonostante sia quasi invisibile agli occhi del padre, Acca non dà molto peso alla cosa, ciò che conta è l’amore che prova per Marta. Un amore che diventa quasi ansia e impellenza, poiché la malattia del bambino è degenerativa e tutti sanno che potrebbe morire presto. Per questa ragione Marta e Acca cercano di vivere intensamente ogni attimo. Però si sa, la vita ha sempre più fantasia di noi.

La sua esistenza, infatti, subisce uno scossone. Teresa, la sua babysitter, viene barbaramente uccisa. Tutta la famiglia si ritrova indagata nelle indagini e Acca diventa per l'ispettore addetto al caso, l'ispettore Ferrara, un prezioso testimone; forse l'unico capace di individuare l'assassino. E la soluzione porterà con sé qualche perdita. Ma l'epilogo non è triste. È di quelli che ti rigano il viso di lacrime e ti fanno capire che la vita è sempre un mistero più grande di noi.

Sebbene Acca non riesce a vedere né a distinguere i colori, questi suoi limiti diventano dei punti di forza. Il lettore è stuzzicato a sfruttare le informazioni e le congetture di Acca per cercare di risalire all’assassino; chiunque legga questo romanzo si ritrova come guidato da una mano invisibile in questo mondo così nebuloso.

Acca non cerca comprensione, Acca vuole vivere quel poco che gli resta dignitosamente e per fare ciò usa la sua ironia. E’ un’ironia delicata e silenziosa, proprio come lui.

Quando ho terminato il romanzo non mi sono sentita triste o depressa, ma malinconica. E non è quella malinconia cupa, è più quella malinconia che hai quando sai di doverti separare da un amico, H, al quale resterai sempre legata.

Secondo me, la forza di questo romanzo “diversamente giallo” risiede nella bravura dell’autrice e nella sua capacità di rendere la lettura scorrevole e accattivante.

Non è un romanzo che stigmatizza la disabilità. Essa fa parte della vita, possiamo negarla e ripudiarla oppure accettarla e conviverci, proprio come fanno Acca e Marta.

Lidia Calvano si concentra sull’amore tra madre e figlio, accennando brevemente anche ad una delle conseguenza della disabilità, la non accettazione da parte dei familiari. Sia il padre di Acca, sia la nonna materna si allontanano da Acca e da Marta. E qui, nessuno può assolutamente permettersi di giudicare, dal momento che certe situazioni le può comprendere solo chi le vive in prima persona.

Questo romanzo mi è piaciuto oltre che per la trama e il rapporto madre-figlio che è il fil rouge dell’intera vicenda anche per la parte “diversamente gialla”. Non solo è stata abilmente gestita (e da amante di thriller ho apprezzato immensamente), ma la risoluzione arriva quasi a sorpresa. L’assassino è davvero l’ultima persona della quale sospetteresti e l’epilogo è commovente.

Inoltre, devo veramente ringraziare l’autrice per la cura dei dettagli, per il rispetto che ha per noi lettori, nessun refuso, un libro impeccabile al livello di editing e correzioni, una rarità di questi tempi.

La sua scrittura è fluida e leggera intrisa da tanta ironia e delicatezza. Medico e psicoterapeuta , Lidia Calvano conosce le trame del nostro cuore e conosce il modo per affrontare certi argomenti con delicatezza. Il risultato è stata una lettura piacevole, veloce , commovente e piena di amore , tanto amore.

Se devo trovare un difetto, dico che inizialmente mi è mancato conoscere il nome del protagonista, poi, però, proseguendo con la lettura ho capito il perchè.

Ve lo consiglio vivamente.
Profile Image for Aina Sensi.
Author 5 books13 followers
December 18, 2018
È un esperimento molto ben riuscito, questo romanzo “diversamente giallo” che coniuga una trama thriller (omicidio e caccia agli indizi per la ricerca dell’assassino) a dei personaggi molto particolari: il testimone chiave, che parla in prima persona, è un ragazzino di 10 anni nato con una patologia che lo rende gravemente disabile. “Un vegetale”, per usare le parole del (poco) amorevole padre. Eppure, dentro questo guscio, lui c’è. Pensa, vive, ama, sogna, ascolta.

È un viaggio alla scoperta della disabilità? In parte, perché ci vengono risparmiati molti dettagli sulla fatica, il dramma, il dolore di gestire un figlio disabile.
È invece un viaggio alla scoperta di coloro che stanno “dentro” la disabilità. Che conoscono il mondo attraverso i loro sensi limitati, e non provano la mancanza di ciò che non hanno mai avuto, ad esempio i colori, o che non avranno mai, come una fidanzata. Che sono capaci di vedere l’essenza delle cose, di dare una prospettiva che va al di là della loro brevissima vita.

Lidia Calvano ci fa accomodare in un corpo privo di vista e parola con una sensibilità, una pacatezza e un tatto commovente. Non c’è pietà, ma ironia, saggezza e consapevolezza.

Non so se era questo l’intento dell’autrice, ma durante la lettura ho provato, sopra ogni altra emozione, un grande senso di conforto. Una vicinanza e un calore alle mamme (e papà) che dedicano la loro vita ad essere “le mie gambe, il mio sostegno, il mio scudo, il mio tutto”; un modo per rasserenarli, per minimizzare i sensi di colpa, le frustrazioni. Perché questo bambino che è così tanto limitato, rispetto a noi, ha allo stesso tempo consapevolezza di ogni piccolo motivo di gioia: il fatto di essere vivi, di avere accanto qualcuno che ti ami incondizionatamente, l’abbraccio dell’acqua del mare, i documentari alla televisione, dormire nello stesso letto con la mamma e l’amica Simona…

Grazie alla qualità della caratterizzazione dei personaggi e alla capacità di stemperare i bianchi e i neri, le luci e le ombre, mi sono ritrovata a provare compassione perfino per l’assassino.
Dopo il fantascientifico, l’erotico, il dark, il paranormale, Lidia Calvano continua a sperimentare, a stupire e ad affascinare, con uno stile impeccabile e scorrevole tutt’altro che banale, ma pieno, ironico e toccante.
Profile Image for Elisa.
242 reviews6 followers
October 2, 2020
A narrarci questa storia è un bimbo di 10 anni. Acca, così lo chiama il padre. Ma non certo con affettuosità, come un nominognolo dato da genitore dovrebbe emanare.
Acca sta infatti per Handiccapato. Perché questo bimbo che ci trascina nel suo mondo è cieco, muto e gravemente disabile. Ma è fortunato perché Marta la sua mamma, lo ama più della sua stessa vita, di cui gli dedica ogni momento.
Il racconto della loro quotidianità, dei loro gesti di affetto, del loro mondo così esclusivo è carico di un intensità che arriva a fare male, nonostante a descriverlo sia un bambino e quindi lo stile narrativo sia molto semplice e basilare.
Acca ci presente il mondo che gli gravita attorno solo come chi ha una sensibilità più sviluppata degli altri può fare. In questo libro traspare l’amore, la consapevole della diversità, il fatto di non farsi travolgere da essa ma di cercare di fare tutto il possibile per dare tutto quello che possiamo alla persona che amiamo.
Il rapporto estremamente empatico tra madre e figlio è sublime. Attraverso Marta, Acca riesci a ‘vedere’ a sentire e ad esprimere quello che vuole comunicare. Questo esalta ancora di più il loro rapporto totalitario in una realtà dove, la nonna prima ed il padre poi, decidono che questo bambino è solo un problema. Sentenziano che è un povero vegetale incapace di capire ma non c’è nulla di più sbagliato. La condizione di riuscire a capire, elaborare, pensare, ma non essere in grado di comunicare con il mondo è una delle cose che mi ‘spaventa’ di più... forse anche per questo ho trovato la storia potente, dolorosa, disarmante nonostante la ‘leggerezza’ con cui è scritta. Fa da sfondo a questo romanzo un giallo. Un omicidio che sconvolge la lettura e soprattutto la vita dei protagonisti. La babysitter viene trovata brutalmente uccisa ed Acca avrà un ruolo rilevante per le indagini. Per l’argomento trattato la parte gialla è di contorno ma l’ho trovata comunque ben sviluppata e con un bel finale inaspettato.
Che dire... questo fantastico bambino speciale mi è entrato a piè pari nel cuore e non posso che consigliare la lettura di questo piccolo ma grande libro.
Profile Image for Feel The Book.
1,739 reviews55 followers
January 7, 2019
Recensione a cura di Aoidos per Feel the Book

Voto 4,5

L’autrice apre con delle parole struggenti questo dolcissimo, tenero, malinconico romanzo.

Romanzo che, dall’inizio alla fine, racconta di un amore fortissimo e potente, che unisce una madre e un figlio. Una madre silenziosa, amorevole, triste e sola, ed un figlio innamorato della sua voce e delle sue mani, che non può parlare, vedere, muoversi.

Racconta di un legame speciale e unico, fatto di mille fili di coraggio e resistenza, dolore e perseveranza, che, pur interrotto violentemente, vive ancora e si alimenta per puro amore.

La storia è, come dice l’autrice, diversamente gialla, perché c’è un omicidio, ci sono le indagini, ci sono i poliziotti, i presunti colpevoli, i veri colpevoli e tutto l’armamentario di sentimenti buoni e cattivi sempre descritti nei gialli, ma…

Ma quell’amore puro, sincero, difficilissimo, attraversa le parole e le persone, e, nel pieno del buio della notte, illumina e scalda.

La scrittura della Calvano ha il pregio di trattare argomenti dolorosissimi con una levità malinconica che incanta, una carezza letteraria protettiva e accogliente al coraggio delle donne.

Per questo consiglio la lettura di questo romanzo, che già nel titolo svela tanto.

Editing a cura di Dancing Fairy per Feel the Book
Profile Image for Luca.
230 reviews3 followers
November 20, 2020
La storia di un bambino disabile e di sua mamma, l'amore di due anime, un omicidio: questo libro è tutto ciò e molto altro.
La parte migliore è decisamente la descrizione del rapporto tra H, il ragazzino gravemente disabile che funge da protagonista e narratore, e sua mamma, Marta: lei è l'unica che riesce a capirlo e con cui riesce a comunicare, una delle poche persone che riescono a superare la barriera dell'aspetto fisico e a raggiungere la sfavillante mente che vi è dietro. Un amore affettuoso, fatto di baci, carezze, sguardi complici e soprattutto rispetto reciproco.
La vicenda dell'omicidio è quasi in secondo piano, si intreccia fortemente alle vite di H e Marta, come se lo scopo del suo stesso accadimento sia rendere più forte e profondo il loro rapporto.
Un libro commovente, non triste ma confortevole, utile a non dimenticarsi mai di tutti i privilegi da noi posseduti, ma che spesso rendono le notre vite un po' più povere.
Unico difetto: per essere una narrazione di un bambino di 10 anni, per quanto acuto e intelligente, a volte i ragionamenti e le parole utilizzati sono davvero troppo complessi.
Profile Image for Valentina Lorenzato.
200 reviews7 followers
September 12, 2018
Un romanzo diversamente giallo... Nulla di più esatto per descrivere questo romanzo emozionante.
Non sapevo cosa aspettarmi da questa storia e ora che l'ho finito mi sento svuotata. Acca mi è entrato dentro, la sua voce mi accompagnerà ogni volta che vedrò bambini speciali come lui.
Quando ho letto la sinossi ero un po' restia perché avevo paura di imbattermi in qualcosa di pesante visto il suo protagonista, oppure qualcosa di forzato, non so bene come spiegarmi, ma Lidia Calvano con il suo stile incalzante e questa particolare narrazione del protagonista bambino mi ha trascinato fino alla fine sorprendendomi con un colpo di scena eccezionale.
Ho versato anche lacrime di emozione fin dalle prime pagine perché Marta ero io e Acca mio figlio. Ancora adesso ne sono travolta.
Profile Image for Fabio Criniti.
22 reviews
November 9, 2018
Un romanzo che strizza l'occhio al giallo, ma che si caratterizza per lo stile narrativo particolare, che affida l'intera narrazione ad un ragazzo cieco, muto ed immobile di circa 10 anni.
Il protagonista è Acca, un ragazzino speciale che, suo malgrado, si trova al centro di un omicidio e che grazie alla perfetta simbiosi con la propria madre giunge a risolverlo.
Commuove, fa riflettere e nel finale è anche struggente.
Meravigliosamente tratteggiato il rapporto madre e figlio.
Malgrado le poche pagine del romanzo, i personaggi sono ben descritti.
Tuttavia, ad eccezione di Acca, tutti i personaggi maschili sono inquadrati negativamente.
Un romanzo, quindi, sicuramente da legge, dallo stile gradevole e scorrevole e che comunque lascia, certamente più ricchi.
Profile Image for Monica Sorrenti.
811 reviews17 followers
December 30, 2018
È con vero piacere che vi parlo di H di Livia Calvano, un thriller che mi ha letteralmente rapita.
La quarta di copertina è molto esplicativa e ci fa conoscere Acca ma leggendo mi si è aperto un mondo. Il bambino è molto sveglio, ha voglia di conoscere tutto ciò e chi lo circonda, ha sviluppato una capacità che gli permette di "riconoscere" le persone e cosa provano. Curioso, ironico, divertente e affettuoso, Acca è dotato di una mente vivace che vuole apprendere, seppur intrappolato in un corpo che non riesce a lasciarlo libero di vivere; è riuscito a crearsi un suo linguaggio e a farsi comprendere. [...]

RECENSIONE COMPLETA:
https://opinionilibrose.blogspot.com/...
Profile Image for Marigiusy Digregorio.
410 reviews14 followers
November 21, 2020
Acca ha finalmente una voce e una possibilità: quella di raccontare, a modo suo, ciò di cui è stato testimone in casa sua. E non è facile nelle sue condizioni farsi capire, tetraplegico dalla nascita, cieco e muto, ha l'udito per captare qualsiasi segnale lo circondi e le palpebre degli occhi per comunicare. Interlocutrice privilegiata è Marta, l'instancabile madre, una delle poche persone in grado di capirlo e di vedere in lui un'anima, una mente pensante e non un "vegetale", come lo definisce suo marito.
Questa è stata una lettura singolare, per la voce narrante, per il delicatissimo tema trattato e per tutte le sfaccettature a esso legate che spesso si eludono o si considerano scomode e scontate. Un thriller che merita, davvero.
Profile Image for Francesca I..
355 reviews3 followers
September 18, 2018
Una storia davvero angosciante e triste. Una storia di un grande amore. L'amore di una madre verso il figlio. Marta ama incondizionatamente Acca, sa che lui può capire e ha imparato a capire lui. Marta è sola anche se ha un marito. Il padre non ha mai accettato il figlio e la sua malattia, e con disprezzo lo chiama Acca, che tristezza quando il piccolo ha capito cosa significasse quel nomignolo. E' una storia diversamente gialla. C'è il giallo ma è in secondo piano. Non avrei mai voluto che finisse così però. Pensavo, speravo che ci fosse ancora tempo. Bello ma ti lascia con una sensazione amara e triste.
Profile Image for Vittoria Corella.
Author 21 books27 followers
May 5, 2019
Un giallo con un protagonista eccezionale che non ha nulla da invidiare allo Strano Caso Del Cane Ucciso A Mezzanotte, il classico moderno di Mark Haddon. Anche Acca andrebbe trasposto sulle scene del West End Londinese, e tanta gente sono certa inizierebbe ad accalcarsi all'entrata. Un giallo ben scritto, equilibrato, lucido e commovente come pochi altri, tra cui proprio quello di Haddon. Non c'è da cambiare una virgola, una parola, una pausa. Un lavoro di grande qualità letteraria e di splendente, preziosa sensibilità. Grazie Lidia Calvano.
Profile Image for Marika Pinto.
201 reviews66 followers
October 13, 2020
Il libro si fa leggere, sia perché è breve sia perché la scrittura è scorrevole e piacevole. La storia di base è molto bella e forte: l'amore sconfinato di una madre per il figlio disabile, un amore che va contro tutto e tutti. La narrazione dalla voce del figlio, che una voce vera e propria non può averla, rende la storia ancora più emozionante. La pecca secondo me sta nell'aver voluto utilizzare come filo conduttore del romanzo un filone giallo, che però è molto povero e banale e finisce con l'impoverire l'intero libro.
Profile Image for Laura Costantini.
Author 48 books96 followers
November 27, 2020
C'è una potenza inattesa in queste pagine. C'è un vissuto che non conosco. C'è esperienza di vita. E un insegnamento enorme che resta, soprattutto nel renderci consapevoli di quanto sappiamo essere superficiali e crudeli con chi ha avuto in sorte un modo diverso di stare al mondo. Acca è un personaggio meraviglioso perché è reale, perché sono tanti gli Acca nel mondo e sono tante le madri che sanno, sentono, capiscono con una magia che travalica i confini del corpo e raggiunge l'anima. Un romanzo potente, imperdibile.
Profile Image for fedepigeons.
92 reviews6 followers
January 24, 2023
Questo libro dovrebbe essere considerato un
giallo/thriller ma in realtà non è così. Soprattutto è una commovente storia d’amore tra una madre e il proprio figlio.
Acca è un bambino affetto da una grave disabilità, non cammina, non parla ed è cieco, però è la voce narrante della storia.
La trama investigativa non è eccezionale, i risvolti narrativi sono abbastanza prevedibili per i miei gusti.
Comunque lo consiglio ugualmente perché è una lettura leggera ma al contempo suscita emozioni e riflessioni molto forti. Il finale poi mi ha inquietata, e lo intendo in senso positivo.
Profile Image for Elvira Finocchiaro.
7 reviews3 followers
December 8, 2020
Forte, ma estremamente dolce e delicato... non è facile trattare certi argomenti con una delicatezza simile. Il rapporto che traspare, tra madre e figlio, arriva dritto al cuore ed è difficile girare l'ultima pagina senza sentire un peso sul petto. Il titolo, H, così semplice eppure pieno di significato, è forse la cosa che più mi è rimasta impressa. Curato nei minimi dettagli, parola per parola, senza mai essere fuoriluogo...
Profile Image for Mart Attack.
14 reviews1 follower
January 11, 2021
Sono capitata su questo libro dato che era in offerta su Amazon e, tentata dai voti alti, l’ho acquistato. Ho trovato questo libro piacevole, di facile lettura, anche se a mio avviso un po’ troppo corto, superficiale nel tratteggiare i personaggi e con un finale abbastanza prevedibile. Non lo consiglierei particolarmente.
Profile Image for Valentina.
263 reviews2 followers
February 7, 2021
Idea di base molto interessante (il bimbo disabile, cieco e praticamente muto che collabora alle indagini di un omicidio), ma affogata in un mare di melassa e ovvietà dei pensieri del bambino. Peccato.
Profile Image for Marco.
378 reviews5 followers
October 3, 2020
Idea molto particolare con descrizioni molto intense.
Profile Image for Giovanni.
Author 5 books8 followers
January 15, 2020
Un giallo atipico che insegna a vedere le cose da un diverso punto di vista, senza fermarsi alle apparenze.
Profile Image for CrazyForRomance.
1,713 reviews253 followers
October 17, 2018
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Quattro stelle e mezzo


La storia di cui vi parlo oggi ha come protagonista Acca, un bambino di soli dieci anni, lui è cieco, muto e affetto da una grave tetraplegia. Nonostante questo è la colonna portante di questo romanzo. In questo percorso della vita lo aiuta sua madre Marta, che vive per lui e per la sua felicità e che si fa forza grazie ai sorrisi del suo bambino. Non è oro tutto quel che luccica perché se da una parte abbiamo la mamma che lo ama follemente, dall’altra parte troviamo un padre che lo denigra appena può, ed è lui stesso che lo chiama H, diminutivo della parola “handicappato”. Marta e Acca cercano in tutti i modi di andare avanti nonostante la disabilità del bambino, quindi Marta decide di affidare Acca ad una babysitter di nome Teresa mentre lei e suo marito sono a lavoro. Ma all'improvviso la babysitter viene brutalmente uccisa nella facoltà di medicina dove studia, che cambiamenti porterà quest’omicidio nella vita di H e Marta?
H Lidia Calvano
Io mi sono innamorata follemente di questo bambino, nonostante la sua disabilità lui ascolta tutto ciò che lo circonda. Vede e vive attraverso gli occhi della madre, ma H è dotato anche di un proprio cervello ed è proprio grazie a quello che viviamo questa storia. Perché, come ho già detto, se anche lui non può vedere, ascolta tutto ciò che la gente dice e fa. Anche se la sua vita è limitata, lui cerca di vivere a pieno la sua vita. E’ un bambino affettuoso, simpatico e curioso che cerca in tutti i modi di comunicare con il mondo esterno a modo proprio. Anche con un semplice sorriso. La cosa bella è che nonostante il papà lo tratti come un vegetale lui cerca sempre di vedere il lato migliore delle persone. La cosa che mi ha colpito di più di questo romanzo è il legame che ha con sua madre Marta.
Marta è una donna che ha sacrificato tutto per far vivere una vita migliore al proprio figlio. Ha addirittura sacrificato il proprio matrimonio e il rapporto con sua madre. L’unica persona che le è stata sempre vicino è la sua amica Simona. Il legame che unisce H a Marta è unico, loro non hanno bisogno di parole per capirsi, a loro basta un semplice sfiorarsi per stare bene e capirsi. Io sono sicura che nonostante la disabilità di H, Marta sa che dentro a quel corpo c’è una persona che la capisce e comprende tutto ciò che dice.
Quando la loro quotidianità è messa a dura prova, dalla tragica morte di Teresa, il loro legame si rafforza ancora di più. Si troveranno a faccia a faccia con l’ispettore che segue il caso dell’omicidio e dovranno trovare un modo per far comunicare a H se sa chi potrebbe essere stato il killer. Ci riusciranno?
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