Carino, prettamente crepuscolare. Un autore sincero. Nelle sue poesie o liriche trasudano ricorrenti gli amori negati (e rinnegati) e il timore della morte e della malattia realmente vissuti.
A tratti, in maniera sorprendente, il poeta è vagamente ironico. Ho letto Gozzano solo perché in Incontro col comunista di Guido Morselli, l'autore viene citato (come il prediletto dal marito morto di Ilaria) e quindi mi sembrava doveroso colmare questa lacuna. Tuttavia, queste edizioni scialbe e terrificanti (d'altronde è un ebook gratis) mi snervano oltremodo e mi costringono ad una lettura poco attenta e svogliata (ho saltato con nochalance il libricino sulle Farfalle).
Deliziosa comunque la poesiola "Le Golose".
Alcuni versi:
Bada bene che non ti parlo per acrimonia mia:
da tempo ho ucciso il tarlo della Malinconia.
Oggi pur la tristezza si dilegua per sempre da quest'anima corrosa dove un riso amarissimo persiste, un riso che mi torce senza tregua la bocca... Ah! veramente non so cosa più triste che non più essere triste!
La Luna, prigioniera fra le sbarre, imitava con sue luci bizzarre,
gli amanti che si baciano in eterno. Bacio lunare, fra le nubi chiare come di moda settant'anni fa!
Ecco la Morte e la Felicità!
Il mio sogno è nutrito d'abbandono, di rimpianto. Non amo che le rose che non colsi. Non amo che le cose che potevano essere e non sono state...
So che sei bella e folle nell'offerta di te.