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La rivoluzione dimenticata: Il pensiero scientifico greco e la scienza moderna

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Libro usado en buenas condiciones, por su antiguedad podria contener señales normales de uso

526 pages, Paperback

First published November 1, 1996

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About the author

Lucio Russo

20 books10 followers
Lucio Russo was an Italian physicist, mathematician and historian of science.

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Displaying 1 - 22 of 22 reviews
Profile Image for Marcello.
396 reviews6 followers
August 23, 2019
Attenzione, questo è un libro importante ma da maneggiare con estrema cura. Dico questo perché Russo è indubbiamente un autore di peso, con un curriculum di tutto rispetto, per cui il frutto del suo lavoro - per certi aspetti rivoluzionario rispetto a ciò che viene ancora oggi comunemente accettato ed insegnato nelle scuole (rinvio sul punto alla descrizione dell'opera) - va tenuto in debita considerazione. Il rischio, tuttavia, è di prendere come assolutamente buone delle tesi spesso molto forti che, sebbene sostenute da bibliografia apparentemente adeguata, si basano di frequente su argomentazioni logiche di tipo deduttivo (del tipo "dal fatto che questo autore successivo scriva questa cosa deduciamo che doveva essere già stata affrontata da quest'altro autore, al primo senz'altro noto ..."), dato che lo stesso Russo in molti casi afferma che i testi originali degli scienziati del periodo ellenistico sono andati perduti. Può un lettore medio farsi un'opinione fondata in merito a molte delle tesi sostenute dall'autore? A me viene da rispondere di no, visto che i temi trattati sono troppo specifici e variegati e richiederebbero delle conoscenze così vaste e profonde che solo studiosi del calibro di Russo potrebbero adeguatamente sostenerne o eventualmente smentirne le conclusioni. Ciò che mi ha stupito di più, a tale riguardo, è che nonostante questo libro sia stato più volte ristampato, in Rete non si riescano a trovare contributi di studiosi che ne affrontino in maniera critica il contenuto e ne analizzino la portata. Niente, nulla! Solo nella pagina italiana di Wikipedia dedicata a Lucio Russo si trovano delle recensioni, alcune parzialmente critiche, apparse tuttavia su riviste straniere. Forse questo dimostra una delle tesi sostenute dall'autore, e sviluppata in altri suoi testi, ossia che, soprattutto in Italia, gli "Antichi" siano stati studiati quasi esclusivamente dalla cultura cosiddetta "umanistica" (quindi con riferimento alla storia, cultura, letteratura, arte, filosofia), mentre il loro apporto dal punto di vista scientifico non sia quasi mai stato oggetto di approfondimento, sul presupposto che la vera scienza sia quella nata con Galileo e Newton e che quella precedente, a maggior ragione se risalente a prima di Cristo, fosse poco più che un insieme di tentativi un po' rozzi di dare delle spiegazioni razionali a molti dei fenomeni della natura.
In conclusione: ho sì apprezzato molto il lavoro svolto dall'autore, capace non solo di sostenere tesi apparentemente ardite ma anche di inserirle in un contesto più ampio di storia del pensiero scientifico, il che dimostra come si tratti di argomentazioni certamente meritevoli di attenzione; allo stesso tempo gradirei molto poter leggere il punto di vista di altri eminenti studiosi per capire la reale portata dei risultati di questo saggio, che altrimenti rischiano di restare isolati e fine a se stessi.
79 reviews3 followers
October 3, 2021
I found this essay incredible! How magnific the Hellenstic period was: the culture was a pivoting element of that society and it reached incredible peaks in several area from mathematics to mechanics, from geography to astronomy, from architecture to sculpture, from medicine to filology and so on. The level of knowledges achieved was incridible profund and once Romans conquered and destroyed such society, roughly everything start disappearing and being forgotten until a slow rediscovery culminated with Galileo and Newton. The entire scientific method as we know it today thanks to Galileo was essentially discovered in the Hellenistic period, but if so we can ask (with the author of the essay - Lucio Russo) ourselves why it disappeared, why the progress stopped, why it tooks roughly 1700 years to see it again. No spoilers, you must read the book! Even the idea we have today of a continuum scientific progress is mined, indeed the Hellenistic scientific revolution was followed by a long period of inferior knowledge.
Let's discover the history behind the cover picture of the 2021 edition of this book, the Antikythera mechanism. It is impossible to have been created such a mechanism without a profund, and we will say a modern, astonomical theory (by the way eliocentric!)
Profile Image for Marco.
80 reviews17 followers
November 4, 2014
Perch�� i manoscritti medievali sono disseminati di immagini di macchinari complessi, molto oltre le tecnologie della loro epoca, di curiosi personaggi che scrutano il cielo tramite tubi di legno, di sofisticate (per quanto fantasiose) diatribe sui moti dei corpi celesti?

Colpa di Atlantide? Colpa degli alieni? No, della civilt�� ellenistica.

Ribaltando il canone che vuole il periodo alessandrino come una fase di decadenza della cultura greca, il magistrale saggio di Lucio Russo presenta un'esposizione lucidissima e illuminante della prima - e per certi versi anche unica - "rivoluzione scientifica" della storia dell'uomo, avvenuta tra Egitto e Mesopotamia tra il terzo e il secondo secolo avanti Cristo.

Stupefacente il metodo con cui Russo ricava le sue tesi, non supportate da fonti dirette: attingendo da testi latini o tardo-ellenistici, apparentemente farneticanti ma di certo basati su scritti precedenti, riesce a ricostruire la struttura logico-deduttiva dei trattati perduti che li hanno ispirati.

Da improbabili elucubrazioni astrologiche spuntano cos�� analisi modernissime su moto dei corpi, forza di gravit��, macchinari da guerra, specchi curvi, geometrie non-euclidee. E emerge soprattutto il quadro di una civilt�� che aveva di gran lunga superato il quadro concettuale platonico/aristotelico nel quale sarebbe ripiombata con l'avvento della romanit��.

Forse non tutte le scoperte e invenzioni attribuite da Russo all'ellenismo sono effettivamente cos�� precoci, ma se anche lo fosse soltanto un dieci per cento, ce ne sarebbe abbastanza per obbligare a una revisione dell'intera storia della scienza.
Cosa che Russo, fortunatamente, gi�� riesce a iniziare col suo saggio.

Consigliatissimo.
13 reviews
November 15, 2015
When author sticks to the facts it is one big "WOW". In parts where he chooses to use very far-fetched theories, his fantastic vision of semi-mythical hellenistic science is still a great read.
137 reviews10 followers
June 14, 2025
Russo, at least in translation, has a very direct and matter-of-fact way of presenting what he considers to be a forgotten Scientific Revolution. Focusing on the relatively neglected era nested between the death of Alexander the Great and the fall of Sicily to the Romans, he gives us a thorough exploration of a burst of innovations and developments in worldly knowledge which occurred across the Hellenistic world. While Alexandria in Egypt plays a major role, Russo persuasively shows that it was not the only center; the Hellenistic world was politically divided but comprised a cultural and intellectual zone where teachers and scholars moved and shared ideas.

Russo covers a number of domains, including everything from medicine to mathematics and mechanics. Even urban planning and agronomy make an appearance. For me the existence of such an efflorescence of knowledge was never really in doubt, as the intellectual legacy of Hellenistic thought was prominent for over a thousand years in Europe in the Middle East. If one consults histories of science covering more recent centuries, it is in fact an exercise in disproving or moving beyond the theories and understandings of the Hellenistic age. Nevertheless, the compilation of information within one place deserves credit.

Russo also demonstrates the "scientific" nature of this knowledge, at least in part, by closely analyzing the process of theorization of the time and the attitudes towards hypotheses, provisional knowledge, and experimentation. This latter point was quite new to me and very notable, given the historical rarity of experiential theoretical knowledge.

At times the book comes across as reaching. Russo is not so persuasive in arguing that steam engines derive from Hellenistic thought for example. The evidence is thin and he fails to connect the Hellenistic devices with the modern industrial equipment which first makes its appearance in British mines, instead drawing connections with Renaissance iterations of steam-power. Given the constraints of sources, he has a tendency to go deep into speculation. Not all of these are insightful or strongly-evidenced. Still, I cannot deny this book's creativity and the value of many of its most important arguments. Very much worthwhile for anyone wanting to understand the history of science and technology over the long run.
Profile Image for Stefano Udina.
9 reviews2 followers
October 18, 2020
Premetto che mi sono diplomato al Liceo Classico e che mi sono laureato in ingegneria meccanica. Per anni ho ho pensato che gli studi classici mi fossero serviti per costruire una “forma mentis” utile per affrontare i successivi studi scientifici.

Questo libro mi ha letteralmente aperto gli occhi, ricucendo sapientemente un percorso diretto tra le mie due grandi esperienze formative, riagganciando anelli di una catena che scuola ed università non erano mai riuscite (colpevolmente mi verrebbe da dire) a formare.

Il testo non è di facile lettura ( o almeno non lo è stato per me) e presuppone da parte del lettore una serie di conoscenze “miste” storico - filosofiche-scientifiche. Quello che restituisce è una riscoperta di un periodo storico (fine del quarto secolo a. C.) fondamentale per una corretta comprensione della scienza moderna.

Da ingegnere, proporrei di eliminare dal piano di studi di ingegneria uno degli esami di indirizzo e sostituirlo con un corso sulla storia del pensiero scientifico: se ciò fosse possibile questo libro potrebbe tranquillamente essere il testo del corso.
Profile Image for Grzegorz Chrupała.
49 reviews31 followers
July 10, 2021
This book is full of fascinating and little known details about science in the Greek-speaking world around the third century BCE. Out of these facts the author weaves his speculative (yet compelling) thesis that this time and place saw the first, now largely forgotten, efflorescence of the scientific method. This period of extraordinary achievement was cut short by the Roman conquest of the Hellenistic kingdoms, and science persisted in a degenerate form until its revival during the Renaissance and later, which itself owed much to the rediscovery of work of post-classical ancient Greeks.
There is a lot to learn from this volume, whether one accepts the full extent of Russo's claims or not.
Profile Image for Yupa.
776 reviews129 followers
September 30, 2012
«Una prima causa di fraintendimento è la credenza diffusa che siano esistiti gli "Antichi", con una loro scienza, durata più di un millennio, da Talete a Simplicio, tra i cui rappresentanti vi sarebbero stati personaggi come Parmenide, Plinio il Vecchio, Archimede, Plutarco e Marziano Capella. Si tratta di un'idea che equivale, più o meno, alla credenza in una "scienza del secondo millennio d.C.", coltivata da Tommaso d'Aquino, Newton, Gengis Khan, Nostradamus e Heisenberg.» (p.234)
Profile Image for Andrea Gazzaniga.
Author 1 book2 followers
October 22, 2018
Una lettura da non perdere se si vuole capire davvero come si è formato il pensiero scientifico occidentale e come il progresso segua percorsi complessi e imprevedibili. Dopo aver letto il libro, la visione piatta dell'antichità che ci hanno insegnato a scuola e la crisi della cultura per colpa dei barbari sembreranno ciò che sono: delle semplificazioni schematiche, al confine con la favola. E scopriremo che i primi barbari siamo stati noi, i Romani.
Profile Image for Telarak Amuna.
217 reviews3 followers
March 30, 2023
Decisamente uno dei saggi più avvincenti e interessanti che abbia letto. Russo presenta i risultati di un vastissimo studio sulla scienza e sul pensiero scientifico greco, soprattutto di età ellenistica, strutturandoli su tre binari. Nel primo indaga quale livello avessero già raggiunto i greci e i risultati sono impressionanti, tanto da essere di nuovo raggiunti solo nell’Ottocento: da viti in metallo a orologi con più di trenta ingranaggi, da pompe per il sottovuoto alla descrizione dei nervi, dalla rimozione della cateratta alla misurazione della circonferenza terrestre; insomma, per farla breve in quasi tutti i campi della scienza i greci avevano esercitato la loro intelligenza, pervenendo a farli progredire enormemente (si pensi che erano già arrivati a intuire che gli atomi nei gas fossero più distanti e si muovessero molto di più, correlando inoltre il loro movimento alla temperatura). Ciò che davvero fa venire i brividi è l’acume del loro intuito, la loro capacità di formulare ipotesi vicinissime al vero, pur senza avere gli strumenti scientifici poi impiegati nel ’800-’900 per confermare tali ipotesi, ma ancora più la loro capacità di organizzare tutte le loro conoscenze in un sistema coerente e dotato di precise regole, ossia in un vero e proprio sistema scientifico, regolato persino nella terminologia.
Il secondo binario è quello che si interroga sui motivi per cui tutte queste conoscenze si siano perse, affiancando varie ipotesi, come la segretezza di certe scoperte di natura tecnologica, la distruzione di fonti scritte, ma soprattutto un cambio di mentalità, che portò gli intellettuali successivi a disinteressarsi i tali scoperte (i romani, ad esempio, ritenevano le attività pratiche indegne per i ceti elevati) o, qualora vi si interessassero, a non essere più in grado di comprenderle. Questo aspetto fa sorgere molte riflessioni su quante cose, nella storia, sono perse o mal interpretate per la nostra incapacità di penetrare nel pensiero di coloro che le avevano create (basti pensare che ben poche voci prima di quella di Russo avevano sostenuto l’eccezionale progresso scientifico registrato in epoca ellenistica, indicando piuttosto come età d’oro per queste discipline il periodo classico e quello ellenistico come già in declino, mentre Russo dimostra come, fino ad Aristotele, il pensiero fosse pre-scientifico e le scoperte più avanzate vennero invece fatte in età ellenistica). E la cosa ancora più strana è che molti degli scienziati moderni si sono ispirati a opere greche per le loro teorie rivoluzionarie (come Newton), eppure nessuno si era mai preso la briga di quantificare e precisare cosa già sapessero i greci.
Il terzo binario è appunto quello che connette la scienza moderna/contemporanea a quella greca, misurandone i debiti, le somiglianze e le differenze. Su questo punto impressiona davvero costatare come siano serviti più di1800 anni per tornare al medesimo punto, nonostante tutta la storiografia additi i secoli a partire dal Rinascimento come una continua e progressiva scoperta di nuove conoscenze, evidenziandone la modernità. E ancora, la scienza attuale ha sempre fondato la propria autorità, la propria estrema modernità sul fatto di essere nuova, di essere cioè arrivata a spiegare fenomeni naturali in modo preciso per la prima volta: Russo dimostra ottimamente che non è così e che il nostro tanto decantato progresso, che l’evoluzione culturale della specie umana, sono ben lungi dall’essere lineari e unici, ma anzi sembrano quasi ridicoli confrontati alla capacità di leggere la realtà di una civiltà ritenuta molto più arretrata di noi. Questo è il bello, rimettere tutto in prospettiva, smussare l’arroganza del presente, assumere coscienza di quanto, nel corso della storia, sia soltanto un riscoprire o un perfezionare qualcosa di già esistenze.
Profile Image for Paolo Lucente.
66 reviews2 followers
April 14, 2024
Libro estremamente interessante, la cui tesi è supportata da tante evidenze letterarie e archeologiche. Alcuni passaggi logici penso siano opinabili (nel senso che non mi paiono così deterministici come l'autore vuol far credere) ma sicuramente l'opera getta (per me) una nuova luce sia sul periodo ellenistico poco studiato, sia per l'evoluzione del metodo scientifico mondiale. Consiglio a tutti gli appassionati di scienze e storia la lettura.
5 reviews
September 18, 2018
Opera molto completa e dettagliata. L'Autore presenta le sue argomentazioni con rigore scientifico, segnalando senza reticenza tutte le fonti storiografiche e non ommettendo mai di segnalare la natura ipotetica di tutte le congetture riportate qualora un determinato fatto storico manchi delle opportune fonti documentali.
Profile Image for Matteo Necci.
9 reviews1 follower
July 21, 2017
Saggio veramente profondo, il tema è affrontato con certosina precisione. Sconvolgente nelle conclusioni. Libro prezioso che non deve mancare nella propria libreria.
Profile Image for marto.
77 reviews1 follower
November 8, 2021
libro molto molto interessante anche se tecnico in alcuni punti... consigliato a chi ha una doppia passione per materie classiche e scientifiche
Profile Image for Maurizio Codogno.
Author 67 books145 followers
November 26, 2011
La tesi di questo bel lungo saggio rivolta come un calzino quello che ci è stato insegnato a scuola, e che gli studiosi della classicità hanno affermato per secoli. In pratica, secondo Russo il punto più alto della scienza classica si è raggiunto con il primo ellenismo, insomma dal 300 al 150 a.C.; quello che noi consideriamo il "rinascimento imperiale" (Galeno, Plinio, Vitruvio, Tolomeo...) è in realtà un regresso rispetto a quelle punte di eccellenza, con gli scienziati che avevano sì a disposizione le opere di qualche secolo prima ma non le capivano bene, e quindi si arrabattavano come potevano. Archimede non è stato un genio isolato, il "metodo scientifico" non è nato con Galileo ma quasi due millenni prima, e comunque Newton ha fatto una regressione, riprendendo temi aristotelici e teologici e allontandosi dai concetti originali della matematica. Ah, sì: Platone e Aristotele sono ridiventati di moda in età imperiale perché più comprensibili, ma in origine non valevano mica così tanto...
Praticamente tutta l'analisi di Russo si poggia su inferenze indirette, come del resto ovvio dato che non abbiamo a disposizione le fonti originali. Alcune di queste inferenze sono plausibili, come quella che afferma che a noi sono giunte - perché sembravano più carine e quindi erano più usate - le opere più divertenti come quella delle macchine giocattolo di Erone e non gli originali che erano stati creati per illustrare scopi pratici. Altre mi sembrano molto più tirate per i capelli, come l'affermazione che nel primo Rinascimento girassero per l'Italia manoscritti poi perduti, di cui non ci sono nemmeno citazioni casuali, e che erano stati accuratamente tenuti nascosti da chi li sfruttava per mostrare le proprie "nuove" idee. La lettura però è indubbiamente piacevole: non dico che il testo si legga come un romanzo perché è comunque denso, ma è certo appassionante, comprese le troppo brevi pagine finali sull'eredità perduta e la conclusione: "Attenzione, perché oggi stiamo perdendo il metodo scientifico per tornare al mito, con la gente che non capisce cosa sta dietro agli oggetti e i fisici quantistici che preferiscono parlare di fantasie". Ma leggetevelo voi, fidatevi!
151 reviews
October 1, 2011
Has some pretty interesting references to ancient Greek science and technology. It appeals to the mad scientist/geeky side of myself. If you like Lenoardo da Vinci's work you'll like reading this. [return][return]Sometimes the author seems to be stretching scraps of material to argue some of his points, but I certainly agree with his general thrust that most historians have oversimpified the early history of science. [return][return]If you've read fiction like Anathem or Canticle for Leibovitz, this is a nice non-fiction analysis of some of the issues touched on by these books.[return][return]I'd love to see more work looking more in-depth at is the reasons why so much information and knowledge began to be lost and what conditions were needed to not only re-discover them but then to create the exponential growth of our current technology and science. The author comes back to these issues, but much of the time in the book has to be spent establishing the high scientific capabilities of the earlier Hellenistic society.
Profile Image for Enrico.
Author 1 book11 followers
November 24, 2010
Splendido libro sulla nascita della scienza nel periodo ellenistico: data la mia "fissa" era ovvio che lo interpretassi, mentre lo divoravo, in chiave di picco delle risorse e dinamica dei sistemi.
Ho quindi scritto un breve articolo di riflessioni da autodidatta (non ho praticamente alcuna preparazione accademica in materia) e l'ho sottoposto ai curatori del blog di ASPO Italia, l'Associazione per lo studio del picco del petrolio il cui operato seguo ormai da qualche anno.
L'hanno giudicato interessante (il che mi onora) e pubblicato qui:
http://aspoitalia.blogspot.com/2008/1...
Profile Image for Nick.
26 reviews
June 3, 2013
While it makes for heavy reading at times (it took me forever to get through, though I did have a newborn at the time) this is an outstanding book. Original and detailed and definitely for the more geeky this isn't a book you should pick up lightly (If you found Tom Holland's books hard going this is definitely not for you). It is well worth the effort however.
Profile Image for Andrea Omicini.
Author 32 books4 followers
September 6, 2011
Un libro da leggere assolutamente per coloro che vogliono capire da dove vengono le idee che hanno cambiato il nostro mondo. E vengono da molto più lontano di quanto usualmente si pensi...
Displaying 1 - 22 of 22 reviews

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