« «Un nuovo, autentico narratore del giallo italiano. Ma è svizzero, e si chiama Andrea Fazioli.» » Gianni Biondillo
L’investigatore privato Elia Contini è chiamato a occuparsi di un delicatissimo caso di scomparsa. Nel 1998 Eugenio Torres, noto medico, amante del trekking, fondatore di scuole in Niger, all’improvviso sparisce dalla faccia della terra. Vent’anni dopo, alla morte della moglie, i figli assumono Contini per tentare di capire che cosa sia accaduto al padre. Secondo alcune voci, il medico era fuggito in mezzo ai suoi protetti nel Sahara nigerino. E proprio dalla vastità del deserto, un giorno arriva in Svizzera un giovane migrante. Moussa ag Ibrahim appartiene al popolo tuareg e dichiara di avere prove che Torres è vivo e che ha bisogno di aiuto. L’investigatore e l’uomo del deserto formano così una coppia improbabile, che indagando nel passato scoprirà, dietro la scomparsa di Torres, un segreto pericoloso. Sullo sfondo del microcosmo svizzero si confrontano due culture radicalmente opposte. Ma sono poi davvero opposte? O forse invece esiste qualcosa in comune tra le vette innevate delle Alpi e le eterne distese del Sahara?
Andrea Fazioli (Bellinzona,1978) è uno scrittore, giornalista, docente e drammaturgo svizzero di lingua italiana. Nel 1998 ha vinto il Premio internazionale Chiara giovani. Nel 2004 si è laureato in Lingua e letteratura italiana e francese all’Università di Zurigo, con una tesi su Mario Luzi. Ha pubblicato diversi romanzi, tra i quali: Chi muore si rivede (Dadò, 2005), L’uomo senza casa (Guanda, 2008, vincitore premio Stresa e finalista premio Comisso), Come rapinare una banca svizzera (Guanda, 2009), La sparizione (Guanda, 2010), L'arte del fallimento (Guanda, 2016) e Gli svizzeri muoiono felici (2018). È stato cronista per un quotidiano ticinese, il «Giornale del popolo». Attualmente lavora come giornalista alla RSI (Radiotelevisione svizzera) e come insegnante.
Contini è un detective delicato, figlio della scrittura precisa, avvolgente, quasi carezzevole di Andrea Fazioli. Uno che quando scrive sussurra e non grida, racconta e non imbroglia, accompagna e non travolge.
È con questa pacatezza che non scivola mai in una banale semplicità che si possono integrare due mondi apparentemente incompatibili: nell’indagine su una scomparsa che per il lettore è chiaramente un lontano omicidio, montagna e deserto condividono la Bellezza della scoperta, il timore del diverso e la gioia dell’incontro, la distanza che diventa terreno comune.
Fazioli modella sentimenti, disegna emozioni, stimola pensiero. E lo fa, mirabilmente, in un giallo, e chiamatelo ancora genere letterario minore...
Al di là della storia noir, ben narrata con un buon intreccio e colpi di scena sapientemente distribuiti, ho percepito tra le righe la presenza costante di temi su cui riflettere. Sicuramente la vita è costellata da difficoltà rendendoci tutto più difficile. Spesso siamo tentati di lasciar tutto per fuggire lontano. È una soluzione? Assolutamente no!
I primi capitoli del romanzo mi hanno affascinata con i paesaggi montuosi descritti con vive emozioni. Leggendo ho avuto l’impressione di compiere uno di quei viaggi immaginari che tanto ammaliano noi lettori. Ho raggiunto le vette montuose e le dune del deserto senza muovermi dal mio adorato divano e di questa escursione ringrazio Andrea Fazioli e la sua capacità di trasmettere la bellezza dei luoghi trasformando le parole in immagini. […]
“Gli Svizzeri Muoiono Felici” è un romanzo intenso che ripercorre le orme di uomini amanti della natura ma fragili nei rapporti con gli altri. C’è una vena di follia nel romanzo che regala una veste enigmatica alla storia. “Nascondere” diventa un mezzo per avvalorare scelte discutibili nate forse per caso ma portate avanti con lucida determinazione. La ricerca di Torres sarà il vaso di Pandora per tutti i personaggi coinvolti nell’indagine. Naturalmente ne escono molti mali: il tradimento, l’odio, la passione, la violenza e la morte. A bilanciare tutti i mali compare, per fortuna, la speranza che, non a caso, viene detta l’ultima a morire.
Un giallo in cui ho apprezzato soprattutto le atmosfere, molto ovattate, che mi hanno trasportato lontano anche se è ambientato nel Canton Ticino Alcuni passaggi non sono molto lineari, la sorpresa non è molto sorprendente, ma è un libro che sa divertire e affascinare e che trasmette un grande desiderio di partire per il deserto (lo so, al momento non capite … 😊)
Il tranquillo investigatore “verde” risolve un caso di scomparsa. Romanzo arricchito dalla presenza di un tuareg e della filosofia delle sue genti (anche se questo pare stucchevole). Comunque lettura piacevole.
Il contenuto e il plot twist sono tanta roba, mi è piaciuto nel complesso ma il finale è stato gestito di merda, troppo lento. La cosa che mi è piaciuta meno è il fatto di aver capito di Enea 40 pagine prima della fine, personalmente preferisco scoprirlo nelle ultime 5 pagine con tutta la tensione che sento in corpo per il confronto finale e le rispettive vendette. Dettagli poco curati ma che magari ad alcuni lettori sarebbe interessato un approfondimento, parlo di Annika e Moussa troppo.
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Mi è piaciuto moltissimo questo libro di Fazioli. E' meno scontato partire in qualche modo dall'epilogo e dalla conoscenza dell'assassino, tutto il resto è l'andare avanti (20 anni dopo) alla ricerca della verità. Le selite ambientazioni montane, il solito Elia contini e qualche colpo di scena. Paicevole e non scontato. Godibilissimo.