Il nostro tempo sembra aver dissolto ogni confine, compresi quelli stabiliti dai tabù. Non esiste più un limite che non sia possibile valicare. La trasgressione è divenuta un obbligo che non implica alcun sentimento di violazione. Ma i tabù devono semplicemente essere smantellati dalla nuova ragione libertina che caratterizza il nostro tempo oppure conviene provare a ripensarli criticamente senza nutrire alcuna nostalgia per il passato? Ci sono parole chiave come preghiera, lavoro, desiderio, colpa, eutanasia, famiglia, che sono state in modi diversi associate ai tabù e che esigono oggi di essere riattraversate criticamente. Vi sono anche figure mitologiche, storiche o letterarie che sono divenute crocevia essenziali della nostra storia individuale e collettiva e che ci spingono a incontrare in modo nuovo lo spigolo duro del tabù: Ulisse, Antigone, Edipo, Medea, Amleto, Isacco, Don Giovanni, Caino. Dal riferimento a grandi autori dell'Occidente - da Platone a Hegel, da Dostoevskij a Sartre, da Freud a Lacan, da Marx a Calvino, da Molière a Beckett - così come nelle miserie della nostra vita quotidiana, Recalcati rintraccia la sparizione del tabù e l'apparizione delle sue nuove maschere.
He works in Milan as a psychoanalyst and is a member of the Lacanian School of Psychoanalysis, treasuring the Title AME. Founder of JONAS (Center for Psychoanalytic Research on New Symptoms). He teaches at the University of Bergamo and at the Freudian Institute in Milan.
Una raccolta di articoli sul tema dei tabù che coprono i più svariati temi e con riferimenti all'antologia e alla letteratura. Gli spunti sono numerosi e vi sono alcuni pensieri che rimangono fortemente impressi nella mente del lettore. Mi aspettavo però una lettura organica di un unico saggio, che forse avrebbe aggiunto il filo rosso che collega i vari articoli di cui si compone lo scritto.
In questo libro di Recalcati con cui mi accingo a conoscere lo psicanalista, ci troviamo di fronte a una serie di articoli scritti per Repubblica sulla tematica del tabù. Massimo Recalcati prova a rispondere alle seguenti domande: Che cos'è il tabù? Qual è il suo limite e oggi cosa è davvero tabù nella nostra società? Partendo da Adamo ed Eva, i primi a tradire, mangiando il frutto proibito, sino ad arrivare a Edipo, Medea passando per il concetto di tabù nell'eutanasia, nel lavoro, ma anche nell'amore, le nudità, oltre che nell'anoressia. Gli articoli meriterebbero di maggiore attenzione e sono ridotti a due o tre pagine. I riferimenti sono parecchi e molti si basano sugli studi psicologici, psicanalitici dello stesso Recalcati, quali Freud o Lacan. Sono scritti, articoli che invitano alla riflessione, al rapporto con noi stessi e portano a interrogarsi per migliorare la nostra persona e mostrarci i limiti da valicare.
Excelente libro de Recalcati. Es una recopilación de sus columnas, publicadas en el periódico La Repubblica, intituladas de forma homónima al libro. No voy a ahondar mucho más en la reseña, salvo decir que el "mundo" al que hace referencia el título, es el estrictamente contemporáneo, por lo que todo lo que reflexiona el autor en cada artículo, toca con un tono crítico e inteligente temas de suma importancia y actualidad.
Me gustó mucho leerlo: es muy posible que vuelva a él cada tanto. Necesita ser leído sin apuro, lo que implica una dosificación de los textos (y no solo abarrotarse de lindas frases resaltables: qué las hay, y muchas) para dar espacio a que surja el pensamiento propio en diálogo con el autor. Muy recomendable.
Tema importante e segmentato bene (anche se avrei gradito andare più in profondità in ogni aspetto, mentre qui si rimane in superficie, è una raccolta di articoli di giornale), ma il tono di Recalcati cade per me un po' troppo spesso nel didascalico. Ci sono comunque passaggi "segnanti".
Parece que no hay tantos tabúes hasta que lees este libro. Un autor para seguir.
El mito de Edipo. El crimen del parricidio sepulta el crimen del infanticidio de Layo (Ley). El padre no pudo soportar la inevitabilidad del recambio generacional, y mata a su hijo. El hijo rompe la ley porque la ley ya había sido rota por el padre. No te pueden respetar si tú no te haces respetar. Luego, Tiresias es ciego pero puede ver, Edipo ve pero es ciego. Y entonces descubre la verdad y se arranca los ojos.
El mito de Abraham y su hijo Isaac. Dios pide a Isaac en sacrificio por la fe y Abraham accede, y Dios le perdona. Según Alice Miller, esto es la obediencia al padre proyectando las necesidades sobre los hijos para que estos las satisfagan. Según Recalcati, esto es el padre que debe romper el vínculo por su hijo porque este no le pertenece, para que el hijo pueda hacerse hombre y bajar de la montaña y seguir su propio camino. Asumir que tu hijo no es un brazo ni un objeto tuyo, sino un ser humano por derecho propio.
El mito del hijo pródigo. El hijo menor pide su parte de la herencia y se marcha de casa, dilapidando la fortuna. Vuelve años después en completa miseria, y recibe el perdón del padre. El hijo mayor asume que debe anularse y quedarse en la casa paterna porque asume que debe sacrificarse para obtener su parte de la herencia, quedando amargado. Ambos hijos están equivocados. Es el padre es el que cambia el destino de esta historia por medio del perdón, más que desde la represalia o la retaliación, y eso produce un cambio en el hijo menor.
Caín vive una relación incestuosa con la madre, no es un Otro porque está fusionado con la madre. Es Abel el recordatorio constante de que existe un Otro, y eso Caín no lo soporta, y lo asesina.
Ulises vive en vagabundeo sin terminar de llegar Ítaca, ¿por qué procrastrina? Telémaco no se queda sentado, hace por que el padre vuelva.
Narciso quiere acercarse a la imagen ideal de sí mismo que es consciente que no puede llegar a ser. Todo neurótico lo sabe. Pero Narciso se acerca tanto que le cuesta la vida.
Libro preso d'impulso in libreria, si è rivelato davvero molto interessante e come me l'aspettavo. Non l'ho mai visto da nessuna parte ma è un volume che merita assolutamente di essere letto da TUTTI, ragazzi, vecchi, tutti insomma. Dà uno spaccato della nostra società e più in generale del mondo in cui viviamo, analizzando i comportamenti umani alla loro radice e sfatando dei tabù che potremmo credere inviolabili o sconosciuti, attraverso mito e religione. Si vede fin da subito che Massimo Recalcati ha una conoscenza più che approfondita della psicoanalisi e della sociologia che cerca di trasmettere in ogni singola pagina al lettore. Una lettura che non dimenticherò facilmente. Consigliatissima.
Recalcati è rinomato psicanalista, scrive sui quotidiani, gira per i festival, penso anche si veda in tivvù (strumento che, da buon snob, non possiedo), e al termine di questo libro io invece mi chiedo come funzioni la selezione (in?)naturale che porta a primeggiare nella catena alimentare dell'intellettualità italiana. Perché alcuni sì e altri no. Soprattutto perché il Recalcati sì. È che qui abbiamo un libro piccino con riflessioni ancor più piccine, e che soprattutto il tabù ce l'ha solo nel titolo. Perché quando mi vieni a dire, per esempio, che oggi la lettura è un tabù (sul serio?) o la pittura è un tabù (ma sul serio?!), ecco, a me punge il sospetto che del significato di "tabù", termine e concetto, l'autore non ne abbia minimamente contezza, e forse neanche le capacità minimali per avercela, e che sia tra quelli per cui quando qualcosa che a lui piace va fuori moda, tanto per enfatizzare la sua idea e donarle tutta l'importanza che non merita, e magari andare a ingrossare le già grosse fila delle vittime della società d'oggi brutta e cattiva, ecco che sfodera la parola grossa: tabù. E così la pittura è tabù, come possono esserlo le cravatte di un certo colore o le meringhe di un certo sapore, quello che funzionava l'anno scorso e quest'anno non funziona più e magari funzionerà di nuovo l'anno prossimo. Del tutto fuori dai radar il meccanismo psicologico, sociale, antropologico che sottostà al tabù, quello duro, quello che muove le folle con torce e forconi bramanti di smembrare il trasgressore. Ma forse la pochezza è inevitabile quando ti sei formato su Freud e seguaci (ovviamente non può mancare Lacan, peggio dell'erba cattiva in testi e teste di tal fatta), fole che prendi pure sul serio e che vorresti anche altri prendessero sul serio. Io no, non ce la faccio, mi dispiace. Ma forse sbaglio o sarò troppo stupido (probabile). E questo libro invece si prende sul serissimo, tromboneggia alquanto, e soprattutto parla a sproposito di tabù per rifilare poi di pagina in pagina la solita, vieta, tristissima manfrina, quella paludata del pensiero alto(?) di reazionarî di sinistra, da Adorno sino all'ultimo Pasolini: la manfrina sulla società odierna che non ha più tabù (ma magari!), che non conosce limiti, che non sa rinviare il desiderio, che non educa più i figli ad attendere (ordine e disciplina, perbacco!), che non sa più dire "grazie" (non mi invento niente, un intero capitolo è dedicato a questa cosa), la società che non ha più rispetto, e ma signora mia dove andremo a finire? Del resto stupido io (in questo caso, sì) ad aspettarmi qualcosa, anche solo qualcosina, dall'intellettuale che pubblica su Repubblica. Passare oltre, grazie, possibilmente in fretta.
Su perspectiva critica es siempre fresca, alejada de los lugares comunes tan al uso hoy día. Los numerosos capítulos de este libro atacan las ideologias mediáticas (y totalitarias) que hoy se disfrazan de supuesta transgresión, rebeldía o libertad cuando en realidad sólo suponen una perversión de las tribulaciones humanas.
Al mismo tiempo, el autor demuestra por qué el psicoanalisis contemporáneo sigue teniendo plena vigencia como herramienta interpretativa y, más importante, como propuesta ética (que es, lo que, como en su día el epicureísmo o el estoicismo, el psicoanalisis es).
It’s auch a nice book and it has many good reflections with unexpected outcomes. It’s not a narration, it is a book full of 4 pages essays about issues we don’t really think about. I’ve loved the outcomes of the reflections because I didn’t think some topics were not that deep or even deeper and that could be seen from another perspective. I liked a lot that it has a lot of themes, it’s not boring or “heavy” and the mix with mites and psychology approach meant makes it even more interesting. It’s not an easy book to read but it’s worth it, it’s written is such a sofisticated register but in the way it needs to be said.
Il libro propone degli spunti di riflessione sicuramente interessanti, purtroppo credo siano necessarie delle basi, per quanto essenziali, di psicologia di cui io purtroppo non ero e non sono tuttora in possesso per cui non ho potuto apprezzare appieno il libro.
Columnas de divulgación para poder repensar y repensarnos. Palabras necesarias, reflexiones consistentes. Siempre de la mano amiga de Massimo todo lo incomprensible se hace un poco más comprensible
Quattro stelle su cinque meritate per questo sottile ma complesso libro di parole chiave quotidiane associate ai tabù e alla mitologia greca: angoscia, Edipo, narcisismo, avarizia, perversioni, educazione, esibizionismo, collezionismo sono solo alcuni capitoli capaci di rapirmi e farmi sentire in colpa su certi aspetti, nudo come un verme. Consapevole dei miei limiti umani.
Una spiegazione degna del psicoanalista e saggista qual'è l'autore.
Ciò che ho pensato una volta finito il libro è una frase del film "Revolver": "Siamo solo scimmie avvolte in bei vestiti, in cerca dell'approvazione degli altri".