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Microcosmi

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Protagonisti sono gli uomini, ma anche gli animali, gli abitanti dei caffè o delle isole, l'orso del Monte Nevoso e il cane abbandonato nella laguna, rivoluzionari indomiti e dimenticati, infatuazioni e manie di personaggi che hanno perso la loro esistenza come una partita a carte. Protagonisti sono anche le pietre e le onde, la neve e la sabbia, le frontiere, un'inflessione della voce o un gesto inconsapevole... Diversi fili conduttori tessono la trama del libro e accompagnano il lettore, quali immagini o figure ricorrenti: i rapporti fra paesaggi e senso del tempo, l'identità e la sua incertezza, l'amore, il continuo attraversamento di confini d'ogni genere, l'ombra della morte.

Paperback

First published February 1, 1997

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About the author

Claudio Magris

198 books245 followers
Claudio Magris was born in Trieste in the year 1939. He graduated from the University of Turin, where he studied German studies, and has been a professor of modern German literature at the University of Trieste since 1978.

His most well known book is Danubio (1986), which is a magnum opus. In this book Magris tracks the course of the Danube from its sources to the sea. The whole trip evolves into a colorful, rich canvas of the multicultural European history.

He's translated the works of Ibsen, Kleist and Schnitzler, among others, and he also published essays about Robert Musil, Jorge Luis Borges, Hermann Hesse and many others.

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180 (35%)
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56 (11%)
1 star
12 (2%)
Displaying 1 - 30 of 58 reviews
Profile Image for Lito.
70 reviews45 followers
February 2, 2020
Γοητευμένη από τη γραφή του Magris!
Ένας πραγματικός ταξιδιώτης, βαθύς γνώστης της ιστορίας, γεωγραφίας, πολιτικής, λογοτεχνίας της Ευρώπης, εμβαθύνει, και δεν περιφέρεται άσκοπα όπως οι αδαείς τουρίστες, περιγράφοντας μ'εναν βαθιά ανθρώπινο και συγκλονιστικά όμορφο τρόπο τους Μικρόκοσμους της γενέθλιας γης.
Η πολυπολιτισμική Τεργέστη και η περιφέρειά της, αυτό το αδιέξοδο της Αδριατικής όπου η Ιστορία είναι ένα κουβάρι με νήματα αξεμπέρδευτα, "το σύνορο", πηγή τόσων διαπληκτισμών και αιματηρών πολέμων, η Αδριατική, η θάλασσα που ξεπλένει τις αιματοβαμμένες ακτές της, αλλά και τα δάση, οι λίμνες, τα βουνά, τα νησιά, οι βοσκοί, οι ταβερνιάρηδες, οι στρατιώτες, οι συγγραφείς, οι επαναστάτες, είναι μερικές από τις ψηφίδες αυτού του απίστευτου μωσαϊκού.
Ένας περίπατος ιστορικός και πολιτιστικός που πραγματικά απόλαυσα!
Profile Image for Bookfreak.
215 reviews32 followers
June 28, 2018
ωραίος ο Ιταλός, με μικρές αφηγήσεις μέσα σε άλλες αφηγήσεις ξεδιπλώνει το απεριόριστο της ανθρώπινης εμπειρίας.
Profile Image for Bilal Y..
106 reviews91 followers
April 28, 2024
Varlık ve gerçeklik, hayal gücüne göre daha ilgi çekici olabilir. Esasında güncel olan yüzeydedir, güncelle ilgilenenler derinleşemezler bu bakımdan. Kazı çalışması yapmadan derinliği keşfedemezsiniz. Bunun için de yeterli donanıma sahip olmalısınız.

Alman dili ve edebiyatı uzmanı Claudio Magris. Yaşadığını, gördüğünü, okudukları ve bildikleri ışığında yorumladığında muazzam bir ifade gücü ve gerçeklikle karşı karşıya kalıyorsunuz. Tarih, kültür, bilim, mimari ve edebiyatın deniz, göl, dağ, ova ile yarattığı kozmos, Magris'in zihnimde özel bir köşe edinmesine neden oldu.

İlgi çekmiş romanı Davanın Reddine Türkçede okumadığım tek eser olmasına rağmen beni büyülemiş bir yazar Claudio Magris. Herkes sevemez ama onun yazdıklarına benim gibi hayranlık duyacak başkaları da olduğunu biliyorum. Mikrokozmoslar da Tuna Boyunca gibi bir gezi kitabı, daha doğrusu gezi edebiyatı kitabı...

Mikrokozmoslar'ı kentleri işleyen külliyata da ekleyebiliriz. Eminim ki burada en saygın yerlerden birine sahip olacaktır. Mekanlar ile insan ürünü nesneler ve söz konusu mekan ve nesnelerin içinde boy gösterdiği büyüleyici doğa onun yazdıklarını Sebald ile eşleştirmeye vesile olabilir ancak Magris'in kazısında sanki daha ayrıntılı bir harita ile karşılaşırsınız...
Profile Image for Laurie.
184 reviews70 followers
January 13, 2015
Magris takes us on a spiraling journey through a variety of less well known areas of northern Italy, southern Austria, Slovenia, Croatia and the Adriatic Sea itself. I use the term spiraling because the depth of Magris' knowledge about these places, all with which he has a personal connection. The individuals chapters are in effect essays about a specific place But each of these places, whether islands in the Adriatic, woods in Slovenia, the countryside outside Turin, the author's home city of Trieste, the Tyrol or others is presented as more than just a geographical location to be described. Often beginning with a description of a visit to the place by the author, colorful stories of local residents begin to unfold followed by tales of the (at least locally) more famous residents, usually authors. All these places are borderlands where people of a variety of ethnicities, religious beliefs, cultures, have overlapped since time immemorial. Microcosms is pure Magris.
Profile Image for Dvd (#).
513 reviews93 followers
June 26, 2021
09/11/2016 (***)
Nel giorno della più clamorosa notizia politica che io ricordi (9/11, che guardacaso è il palindromo di 11/9, ma anche 11 settembre alla maniera anglosassone di indicare le date - che tra l'altro ho sempre considerato profondamente scomoda e inutile fino a quando ne ho colto l'utilità nell'ordinare per date files in una cartella) ho finalmente finito questo libro.
Dico finalmente perché è stato uno dei parti più lunghi, difficili, affastellati della mia carriera da lettore.

Non fosse per la stima che ho per il Magris intellettuale (uomo di cultura che mai si è fatto ammaliare dal becerrimo mondo dei media - che tra parentesi odio e disprezzo sempre di più, giornalame vario in testa e in fuga solitaria) , per le sue indubbie qualità di pensatore intellettuale e finanche scrittore (dato il periodare sofisticato, l'uso notevolissimo della lingua italiana, gli approfondimenti intimisti e teoretici) avrei chiuso il libro diverse pagine fa. Cosa per me inaudita.
Ho fatto una fatica cane, clamorosa a stare dietro a questi racconti - che racconti compiuti non sono, ma affreschi intimi, dettagliatissimi, lenti - e la noia più profonda, ahimè, ha attanagliato praticamente tutta la lettura.

La prosa è articolata, sempre corretta, ma difficile, laboriosa da digerire, con riflessioni e descrizione anche affascinanti ma lente. Può una descrizione essere lenta, essendo la parola scritta per sua natura ferma? Può, essendo la parola scritta letta, assimilata, compresa, decriptata. E tale processo digestivo può andare dal velocissimo (troppo, quando trattasi di romanzaccio thriller amerikano o da un qualunque racconto affetto da fabiovolismo o paulocoeglismo, risultando così inutile alimento per il cervello) al lentissimo. Ahimè - di nuovo - siamo in quest'ultimo moto, e il processo per me è risultato digeribile come una parmigiana di melanzane seguita da stinco al forno e tiramisù.

Fosse per quello, più di 2 stelle non si potrebbero dare; tuttavia, non posso dare a uno come Magris le stesse stelle che ho dato a certe schifezze inaudite che mi sono passate sotto mano, se non altro per il semplice motivo che: 1) Magris è un vero intellettuale - che riflette sulle cose, cerca di comprenderle e di elaborarle in maniera sempre brillante e originale - ed è senza dubbio un artigiano della parola di grande levatura; 2) il libro, sostanzialmente una raccolta di ricordi volutamente confusi, è pervaso da un morboso e stagnante senso di morte che pervade ogni impressione, ogni profumo e la cosa, intellettualmente e umanamente, è costruita in modo così efficace da non lasciare indifferenti; 3) le parti di riflessione sulle tipicità dei popoli di frontiera, della loro unicità storica, culturale e geo-topografica, sono bellissime.
Onde per cui, visto con 3 stelle, pur essendo stata una fatica immane finirlo.
205 reviews3 followers
May 19, 2016
Slow going ruminative meditation on the liminal areas between Italy, Austria, Slovenia and Croatia. It took me forever to get through this, but I never considered quitting - too lovely and dreamlike.
Profile Image for Librielibri.
267 reviews113 followers
September 2, 2020
"I luoghi sono gomitoli del tempo che si è avvolto su se stesso. Scrivere è sdipanare questi fili, disfare come Penelope il tessuto della storia"

"La Storia è anche un trasloco, un mettere e togliere arredi dalla soffitta al salotto buono e viceversa"

Magris "uomo di confine" con una narrazione raffinata scrive una sorta di diario. Rievoca microviaggi in microcosmi.
Trieste, Grado, il Sudtirolo, piccoli mondi popolati da personaggi più o meno noti descritti con pennellate sapienti.
Profile Image for Freca - Narrazioni da Divano.
391 reviews24 followers
April 26, 2021
Una raccolta di fotografie di luoghi di confine, racconti in cui il protagonista è lo spazio, da cui l'autore parte per ricollegarsi a narrazioni mitologiche, filosofia, storia, letteratura. Ci si ritrova come davanti a tanti quadri con un Cicerone che dipende un infinito retroscena facendoli vivere, pulsare , risvegliarsi.
Magris sicuramente è estremamente colto e indulge nel mostrarlo anche con un certo autocompiacimento mascherato, ma lo fa con una prosa così affascinante che non pesa anzi invoglia a ad aspettare la successiva digressione, vedere dove quel volo pindarico si poserà.
Un libro molto particolare, sicuramente non tradizionale, che mi ha ricordato in un certo senso Kundera nell'unione fra riflessioni e narrazione, che si intrecciano pur apparendo a priva vista ben separate all'interno dell'impostazione.
I personaggi di Magris vengono tratteggiato con poche pennellate, un paio di caratteristiche che però li rende subito ben definiti e permette al lettore di immaginarseli
Profile Image for Andrea Iginio Cirillo.
123 reviews43 followers
May 12, 2021
ANATOMIA DI UN MONDO

Mai titolo fu più azzeccato. Sono proprio “microcosmi” quelli che ci vengono presentati in questa serie di racconti, che riguardano quasi tutti il Nord-Est, e più precisamente il Friuli, Trieste, l’Istria e le zone che sono appartenute all’Italia fino al 1947. Un crocevia di culture, da cui traspare l’amore di Magris per quella mitteleuropea, “Absburgica”, ritratta sempre con una piacevole malinconia che ben si adatta alla cultura germanica che fu. Molto presenti tuttavia sono anche quelle slava e, naturalmente, italiana. Storie di irredentismo, di caffè prima clandestini e antiaustriaci (proprio come il San Marco, dagli interni meravigliosi, affascinanti), di boschi in cui perdersi, di etimologie - come in Danubio - che si confondono nel coacervo di popoli che ha abitato questi luoghi.

E poi, la letterarietà. I riferimenti agli autori del posto e non, l’analisi di una Medea straniera, che soffre in patria per via di un Giasone tutt’altro che eroico; l’orso convitato di pietra in un bosco, Voghera che pare un Bernhard triestino e tanti altri. Perché i microcosmi di Magris sono popolati da una infinità di personaggi, tutti ugualmente degni di esser rappresentati, tutti saturi di una grandezza che, in bene o in male va ricordata. E, sullo sfondo, quasi come un viaggiatore qualunque, il ritratto sfumato dell’autore, che conosce a menadito la sua città, che viaggia e attraversa ogni luogo citato, che incontra i piccoli-grandi personaggi che continuano a fare la storia di queste terre; mai assumendosi un ruolo di protagonista, mai rubando la scena ad altri, bensì agendo dietro le quinte, mimetizzato nel suo racconto.

E allora, perché tre stelle? Ecco, lo stile. Magris affascina il lettore giocando con le parole, la sintassi, la costruzione delle frasi, ma proprio per questo, a mio parere, risulta a volte troppo verboso e prolisso, caricando eccessivamente le vicende e stancando l’occhio che legge e la mente che interpreta.
Fascino mitteleuropeo, insomma, ma altrettanta mitteleuropea gravezza. Una via di mezzo che sa, però, di promozione per un libro che mi aveva affascinato fin da quando ne sentii parlare anni fa, ai tempi del’Università.
Profile Image for Alfonso D'agostino.
931 reviews73 followers
December 28, 2021
MoglieRiccia a volte piega le coste dei libri e a me ogni volta viene un dolore localizzabile fra la nuca e la parte alta del collo, accompagnata da uno sguardo fra il ferito e l’incazzoso che ci fa ridere entrambi. Poi lei mi prende in giro e dice che leggo i libri con la pinzetta, e in effetti i miei volumi sugli scaffali si distinguono dai suoi perché sembrano usciti da sei minuti dalla libreria. C’è una eccezione: Microcosmi di Claudio Magris. Perché – oltre a essere ADDIRITTURA sottolineato leggermente a matita – è un libro che durante l’anno rimetto spesso nello zaino e di cui spilucco quattro-cinque pagine in metropolitana o in pausa pranzo, e il viaggiare – oltre all’età – non gli ha fatto un gran bene.

Ecco, Microcosmi mi accompagna, come fa un buon amico. Mi accompagna in diversi luoghi, perché “i luoghi sono gomitoli del tempo che si è avvolto su se stesso. Scrivere è sdipanare questi fili, disfare come Penelope il tessuto della storia” e mi accompagna nella vita, quindi nella mia storia, perché “La Storia è anche un trasloco, un mettere e togliere arredi dalla soffitta al salotto buono e viceversa”.

Microcosmi è una traiettoria che a Trieste inizia – con le pagine, semplicemente memorabili, che ritraggono il Caffè San Marco – e che a Trieste finisce (nel giardino pubblico, quante letture su quelle panchine…) transitando nella laguna di Grado e nella storia dei suoi figli, attraverso le isole di Cherso e Lussino, spingendosi fino in Alto Adige. Pagina dopo pagina, con una maestria narrativa che non ha eguali nella moderna letteratura italiana, Magris ci regala suggestioni, emozioni, citazioni, riferimenti altissimi e ritratti popolani.

Io che amo le liste di libri, i 1001 da leggere e il giro del mondo letterario, l’elenco dei premi Strega e via dicendo, prima o poi creerò una sezione Microcosmi, in cui raccogliere tutta la letteratura che ho scoperto grazie a Claudio Magris. E sarà una sezione quasi infinita.
Profile Image for Ραδάμανθυς Φωτόπουλος.
87 reviews7 followers
February 16, 2022
Πραγματικά τί να πει κανείς για τους μικρόκοσμους του Μάγκρις, ένα βιβλίο που καμπυλώνει τη βαρύτητα στο χώρο γύρω του από την πυκνότητα του περιεχομένου του.
Πριν μου το δωρίσει ένας αγαπητός μου φίλος, δεν είχα καν ακούσει για τον Κλαούντιο Μάγκρις. Πραγματικά απορίας άξιο καθώς όσο διάβαζα το βιβλίο ευχόμουν να μη τελειώσει, ώστε να έχω για πάντα συντροφιά τις παρατηρήσεις των εκκεντρικών χαρακτήρων της βόρειας Ιταλίας, εκεί που τα σύνορα και οι ταυτότητες είναι θολά σαν τα νερά των λιμνοθαλασσών.
Το πήρα μαζί μου σε πολλά ταξίδια, διαβάζοντας λίγο λίγο σε τραπέζια μικρών καφενέδων και σε δωμάτια ξενοδοχείων, σε τέτοιους μεταβατικούς χώρους όπως του άρμοζε να διαβαστεί.
Η αφήγηση πετάει πάνω από την περιοχή της Τεργέστης, των βενετικών λιμνοθαλασσών, των Σλοβενικών δασών και των Αλπικών χωριών. Στέκεται για λίγο εδώ και εκεί και μέσα σε μερικές παραγράφους χτίζει τους περίφημους μικρόκοσμους, σμίγοντας τόπους και ανθρώπους, τραγικές ιστορίες με μοναχικές και ρομαντικές φιγούρες και φτερουγίζει ξανά προς την επόμενη στάση.
Είναι το πιο ταλαιπωρημένο, τσακισμένο και σημειωμένο βιβλίο μου. Ανυπομονώ να διαβάσω κι άλλα έργα του Μάγκρις.
Profile Image for Alessandro Speciale.
151 reviews4 followers
July 26, 2017
A book that - as much as this is possible - reconciles one with the prospect of growing old. Getting to know a place as well as your own face, growing roots, learning the local folklore of a hotel lobby, a cafe or a mountain resort - this is what I imagine the passing of time should do.
Profile Image for Kuszma.
2,853 reviews288 followers
October 25, 2019
Tárlatvezetés egy képzeletbeli múzeumban. Kávéházak, erdők, szigetek, emberek és regények a tárlókban, fragmentumok egy földrajzi régióból: onnan, ahol a Földközi-tenger és Közép-Európa találkozik. Kalauzunk nem siet, és nem tolakodó – nem kézen fog, legfeljebb néha, nyomatékosítandó szavait, megérinti könyökünket. Nem érezteti, hogy megsértődne, ha egyszer csak faképnél hagynánk, és nem várja el, hogy mindent megjegyezzünk – neki elegendő, ha csak hagyjuk magunkat elzsongulni. Finom, udvarias, nagy tudású ember. Kissé melankolikus, ami nem csoda, hisz a múzeum felszámolásra vár, és ki tudja, a benne látható tárgyak, helyek, emberek megmaradnak-e az utókornak. Mégsem érzem boldogtalannak – talán mert aki ennyi mindent tart megemlítésre érdemesnek, akit ennyire érdekel saját kisvilága, az nem is lehet boldogtalan. Meg aztán ha a múzeum meg is szűnik, a tárlatvezetés ott marad az emberben – alighanem ez az értelme. Így lesz a múzeum örökéletű.

A pici pedig szép. Mert végtelen.
Profile Image for Federica Rampi.
703 reviews232 followers
May 14, 2020
Dalla laguna veneta alle cime tirolesi, dalla colline torinesi alle isole croate, e poi un caffè in un parco triestino. Perché tutto inizia e finisce proprio lì, a Trieste
I Microcosmi di Magris sono luoghi segnati da miti antichi - Circe e Medea - e dalle moderne utopie con i loro tragici rovesci, e tra narrazione meditazione c’è il senso di ritrovare la pienezza della memoria.
Grazie una scrittura ricca ed erudita si resta affascinati da personaggi fugaci: un orso, una bambina in bicicletta, un poeta, un pescatore, un locanda..
È un libro pieno di incantesimi come Venezia in inverno.
Magris mescola la sua vita con quella degli amici, la storia dei luoghi che ci presenta, le celebrità locali, la storia europea, la geografia, ci fa viaggiare per il mondo, secondo i suoi desideri e ricordi, cancellando i confini e il tempo per farci toccare la storia degli uomini.
In Microcosmi tutto è estremamente dettagliato
Osservazioni, storie e vite vissute diventano un viaggio ricco e malinconico.

“Il viaggio è sempre un ritorno, il passo decisivo è quello che rimette il piede a terra o in casa.”
Profile Image for Shawn.
747 reviews20 followers
February 17, 2025
A sort of W.G. Sebald-ian tour of a nebulous region in Europe. Part walking tour, part historical tour, part meditation on mankind's infinite capacity for making a mess of things and occasionally a meaningful thing or two. But it all washes out in the end anyway.

This is the definition of nonlinear, it will present a generic subject (usually a specific subregion...OR MICROCOSM! I get it now!) and then meander, letting the prose flow. You wanna hear about some trees? How about flowers? Good, we're talking about the names of islands and how you might get more than a dirty look for calling it by the "wrong" name. In the space of a few paragraphs a child will grow and go off to war, regimes will invade then dissipate and a new one will invade. Yadda yadda yadda impermeability of man-made designations *draws on bubble pipe*.

Look, I wasn't really knowledgable at all about this specific geographical space and for all I know Magris made up every single word. But it sounds so good, I'm going to take his word for it. Lovely and abstract like a Tim Hecker album.
Profile Image for Tyrone_Slothrop (ex-MB).
843 reviews113 followers
August 6, 2017
Frammenti di una MittelEuropa personale.....forse troppo

brevi schizzi di storie minime che Magris raccoglie intorno alla sua Trieste (il punto più lontano che raggiunge sono le colline di Torino ma il libro inizia e termina nel capoluogo giuliano). Notevole ed apprezzabile nel trovare spunti letterari molto evocativi e ricchi di significato nei personaggi unici che l'autore incontra, il libro a volte sembra girare un pò su se stesso quando Magris disegna arabeschi e strani barocchismi che stonano un poco con l'asciuttezza dei luoghi descritti. In ogni caso una lettura di qualità (anche se si insiste un pò troppo sui pruriti che giovani fanciulle suscitano nei vecchi satiri che si aggirano tra le pagine)
Profile Image for Old Man JP.
1,183 reviews76 followers
September 24, 2022
Claudio Magris writes books that are, for me, some of my most enjoyable. The reason is that his descriptive prose can be very challenging, especially for someone with a limited intellectual ability like myself, and requires more effort from me to fully comprehend. He, often, uses very obscure references to places or people when describing something that necessitates my pausing my reading to Google the word in order to fully grasp what he's saying. I've found that I actually enjoy that. This book is very similar to his magnificent book Danube but is focused more on the Trieste region of Northern Italy, where he's from, as well as nearby areas such as Croatia. In the book he describes various regions and tells about their history and the people that inhabit them. The following is a random paragraph that demonstrates what his writing is like:

"One turns for Cambiano, Chieri is left behind with the red of its towers, its palaces and churches, a red that in nearby Monferrato is even redder still and is martial, wine colour of Piedmont. From Chieri one leaves with Father Bosco's blessing - object of a rather excessive personality cult, which in the church of Santa Margherita places him in privileged position near Jesus and the Madonna while in the cathedral he is flanked, in a Hellzapoppin effect, by Pope Woytila. A little farther on large stone Father Bosco watches and commiserates with San Giuseppe Cottolengo, whose surname entered the Italian language thanks to his work with the severely disabled. Perhaps the idea that God made man in His own image and likeness is not blasphemy and neither is it boasting, because to realize, as Cottolengo did, that monstrousness does not exist but there is only unspeakable suffering that warrants love, is greatness worthy of a God.
Profile Image for GONZA.
7,431 reviews125 followers
March 14, 2018
Abbastanza interessante, anche se spesso ho come la sensazione che l'autore si dilunghi anche in modo eccessivo su una serie di particolari sempre piú minuti. Ma forse sta qui l'essenza del titolo, nella descrizione di quei microcosmi che racchiudono il tutto in un infinitesima parte del reale.
Profile Image for Mosco.
450 reviews44 followers
August 9, 2017
Se la tira un po', Magris, non vi pare?
Profile Image for Magda.
368 reviews
August 22, 2018
Interessante raccolta di luoghi, cari allo scrittore. I più interessanti riguardano Grado e la sua laguna e le isole croate.
Profile Image for Cecília Almagro.
61 reviews
August 30, 2025
O livro é uma série de ensaios sobre uma região da Itália, Trieste e também cita outras regiões, todas fronteiriças. As fronteiras, diferenças e a maneira como a história e guerras mudam a pessoas dessas regiões é o que pauta a maior arte do livro. O autor traz essas histórias e as outras tantas com um ar meio documental, até autobiográfico. Foi muito interessante ler, na sensação de estar sendo apresentado a um lugar, histórias e pessoas que o autor conhece e está te levando a conhecer numa viagem. Além disso, a escrita do autor é de um lirismo confortável e bonito, sem presunção.

"Enologia e amor pelo latim, solícita caridade para com o próximo e consciência da comicidade da existência, fé e desencanto confluíam numa filosofia amável e robusta. As 'amenidades' de d. Girotto revelam a liberdade de uma pessoa que compreendeu como as diferenças de tamanho ou de inteligência entre os homens, entre um gênio universal e um pobre-diabo, parecem enormes, mas são na verdade milimétricas em relação à morte, à dor , à guerra - à incapacidade, mesmo para um gênio, de prevê-la e impedi-la -, à insônia, à miséria, à dor de dente."
Profile Image for Utti.
511 reviews35 followers
April 25, 2018
Essere riuscita a terminare questo libro è, di per sé, un grande traguardo.
Fin da quando ero piccola i vari Magris sono sempre girati per casa. Autore delle mie zone (anche se più giuliano che friulano come me), Magris ha sempre posseduto un'aura affascinante, ma non mi sono mai azzardata prima di adesso ad avvicinarmi a un suo libro. Forse la responsabilità è di mia madre che l'ha sempre definito noioso, forse mia che ne ero (ne sono) spaventata.
Leggere Microcosmi è stato impegnativo, ma un qualcosa che rifarei.
L'autore ha una cura fin troppo ossessiva per le parole (perché usare lutulento e non fangoso? Perché erma acefala invece di un più sobrio busto senza la testa?) che a tratti rende la lettura quasi impossibile. Nonostante la fatica, i racconti riescono a dipingere un mondo, che è anche il mio, in maniera estremamente soggettiva e allo stesso tempo universale.
Magris parte dell'idea che una terra può essere formata da Microcosmi, spazi estremamente piccoli che rispondono a leggi specifiche in cui le dinamiche interne sono regolate da abitudini e tradizioni. Si parla del caffè come luogo di incontro fuggente, in cui tutti cogliamo solo qualche tratto dell'altro. O delle isole dalmate battute dal sole ma estranee alle dinamiche della Yugoslavia interna.
Non tutti i racconti hanno a che fare con il Friuli-Venezia Giulia, ma sono proprio questi che sono riusciti a toccare corde profonde e a far risultare tasti nascosti.
Magris è un narratore delle terre di confine che ha la brutta abitudine di crogiolarsi nella sua bravura linguistica, quando rinunciare a un po' di paroloni gli permetterebbe di raggiungere più lettori e, probabilmente, anche di lasciare un ricordo più dolce.
Profile Image for Federico Carciaghi.
109 reviews2 followers
October 8, 2019
"I luoghi sono gomitoli del tempo che si è avvolto su se stesso. Scrivere è sdipanare questi fili, disfare come Penelope il tessuto della storia".

Denso, labirintico. Magris esplora alcuni luoghi e i vissuti delle persone che si intrecciano con essi. Una scrittura intensa, avvolgente e intricata che mette insieme una galleria di paesaggi dell'anima; un viaggio fatto di incontri e memorie interiori dell'autore e delle persone che animano questi luoghi. Un itinerario alla ricerca di piccoli microcosmi di vita.
300 reviews
June 10, 2020
A set of stories which read kind of like essays, with Magris extolling the virtues of obscure towns and villages in Italy and bordering countries. When describing the landscape and environment of these places, the language is extremely poetic and evocative, but where Magris introduces characters to the stories, real or fictional, the stories seem to lose their thread somewhat and become much harder to follow. Some are just too long, with seemingly no point to them... But maybe I missed some of the subtleties of it
This entire review has been hidden because of spoilers.
9 reviews
June 5, 2018
Moments of brilliance but not as consistently enjoyable as "Danube." I can allow the author a little stream of consciousness but this seemed a bit much.
Profile Image for Nikos Gouliaros.
42 reviews24 followers
September 16, 2024
(English below.)

Το 1976 το βιβλίο Το τυρί και τα σκουλήκια ανέταμε την ιστορία ενός μυλωνά από το Φριούλι που έζησε τον 16ο αιώνα, και έγινε ένα από τα πιο γνωστά έργα μικροϊστορίας, φωτίζοντας το ευρύτερο ιστορικό παρελθόν μέσω μίας μεμονωμένης ιστορίας ενός λαϊκού ανθρώπου. Οι Μικρόκοσμοι του Μάγκρις δεν εστιάζονται σε ανθρώπους αλλά σε τόπους, καθώς αποτελούνται από ανάλογες λυρικές μονογραφίες υπερεντοπισμένης ιστορικής γεωγραφίας. Ξεκινούν από ένα ιστορικό καφενείο της γενέθλιάς του Τεργέστης και εκπτύσσονται προς τη γύρω περιοχή - όπου έζησε και κάηκε στην πυρά ως αιρετικός ο Μενόκιο, που φυσικά αναφέρεται στο κείμενο για την επαρχία του Φριούλι - και προς άλλους τόπους της βόρειας Ιταλίας και της βόρειας Αδριατικής. Τα μη μυθοπλαστικά κείμενα του τόμου συνδυάζουν την περιήγηση και το στοχασμό πάνω στην ιστορία των περιοχών με τη σύντομη βιογράφηση τοπικών ιστορικών και σύγχρονων μορφών - που σαν τον Μενόκιο μοιάζουν ταυτόχρονα καθημερινοί και ξεχωριστοί -, με την παρουσίαση τοπικών ελλασσόνων (κυρίως) λογοτεχνών, αλλά και με φευγαλέες, ιμπρεσιονιστικές νύξεις στην προσωπική εμπειρία του συγγραφέα σε αυτές.

Τα κείμενα είναι μια ενδιαφέρουσα, σύγχρονη εκδοχή της "περιηγητικής λογοτεχνίας". Το λυρικό ύφος είναι δουλεμένο αλλά γίνεται μονότονο. Μεμονωμένη κάθε παρομοίωση και μεταφορά έχει βάθος και διεισδυτικότητα, αλλά μαζί με τα αλλεπάλληλα ασύνδετα σχήματα ο αναγνώστης κινδυεύει να κουραστεί εδώ κι εκεί. Ακόμα χειρότερα, η στοχαστική διάθεση δεν καταφέρνει να αποφύγει αφορισμούς γενικότητας, κοινοτοπίας ή αερολογίας: "Το μυστηριώδες και τετραγωνισμένο Πιεμόντε (...) απογυμνώνει ως το κόκαλο τη διασπασμένη πολλαπλότητα των πραγμάτων και τα συνδέει σε μία και μόνη πνοή που τα διαπερνάει και έρχεται από μακριά, όχι από το παρελθόν αλλά από το μεγάλο κι ανώνυμο χρόνο της ζωής". Το βιβλίο κλείνει κυκλικά με δύο κείμενα για την Τεργέστη, δυστυχώς αυτή τη φορά χωρίς ιστορική γεωγραφία αλλά με έξαρση λυρικής απομνημονευματογραφίας - τα λιγότερο ενδιαφέροντα του τόμου. Η ανάγνωση δυσχαιρένεται από τη μάλλον κακή μετάφραση, με τα περιστασιακά πραγματολογικά λάθη, που χωλαίνει και ασθμαίνει αποδίδοντας υπέρ το δέον κατά λέξη το μακροπερίοδο λόγο του συγγραφέα.

In 1976, The Cheese and the Worms: The Cosmos of a Sixteenth-Century Miller told the tale of a 16th century miller from Friuli and became one of the best-known works of microhistory, shedding light to historical past through the isolated story of a lower class personage. Magris's Microcosms focus on places instead of persons, and are made up of similar, lyrical monographs of hyperfocused historical geography. Setting out from a historic café in Magris's native Trieste, they expand to the local area - mentioning, of course, the miller Menocchio, who burnt in the stake as a heretic - and other places in Northern Italy and the Northern Adriatic. Each texts combines descriptions of each area and thoughts on its history with short biographies of local figures - who can be described both as everyday and special persons -, with presentations of local, mostly minor authors, and with fleeting, almost impressionistic memories from the author's travels in them.

The book is undoubtedly interesting. Its lyrical prose is well-crafted but sometimes strikes as one-note. On its own, every simile and metaphor is penetrating, but one after the other, along with endless asyndeta, they may tire the reader. In a circle, two more texts on Trieste end the book, but unfortunately without historic geography and with an outburst of lyrical self-fiction; they are the least interesting in the book.
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November 26, 2020

Grazie al mio panettiere

Vicino a casa mia c’è una panetteria. Oltre ai consueti prodotti da forno, preparano anche un dolce particolare, una specie di focaccia dolce che assomiglia vagamente al panettone, ma molto meno dolce. Si chiama “pinza istriana”. Non è un caso, dato che nelle vicinanze c’è un intero quartiere popolare costruito per i profughi istriani, quelli che abbandonarono le loro case dopo la guerra, e ancora abitato dai loro discendenti: casette basse, cortili recintati, molto verde. Non mi è chiaro se il panettiere e la sua famiglia siano istriani, ma la pinza la preparano. La sorpresa, una delle ultime volte che sono andato a comprare il pane, è stata un angolo del negozio adibito a bookcrossing, su cui evidentemente mi sono subito fiondato curioso, e, tra vari libri interessanti, ho scelto questo, peraltro senza bookcrossare nulla, dato che coi libri sono molto possessivo, anche se non mi sono piaciuti e so che non li rileggerò. Non so se l’argomento e l’autore fossero un caso - anche perché nessuno degli altri libri rinviava all’estremo oriente italiano (se italiano si può dire di terre la cui italianità si sfilaccia assai tra slavonia e germània - intese come attribuzioni etnico-linguistiche, perciò dette senza maiuscola, e non come nazioni). E così, grazie al panettiere forse istriano mi sono letto quest’altro Magris, dopo un lontano “Danubio” in cui Magris osannava la tolleranza e la capacità di convivenza delle popolazioni allineate lungo il grande fiume, giusto un attimo prima che cominciasse l’allegra macelleria. Una serie di lunghi capitoli, ambientati in vari luoghi del nordest italico, pieni di significati, di storia e di cultura. In essi le microstorie, quelle di personaggi conosciuti o incontrati per caso, si confondono con le macrostorie, quelle importanti, e con ricordi e reminiscenze poetiche e letterarie. Il tutto, ça va sans dire, splendidamente narrato. Perché Magris, come anche Rumiz, è riuscito a fare della propria triestinità lo strumento per penetrare e raccontare culture tra loro varie e diversissime, che proprio da quelle parti si incontrarono e continuano ad incontrarsi, qualche volta a scontrarsi (e dove si può perfino incontrare un trentenne che parla con nostalgia della grande stagione asburgica, quando Trieste era il porto di Vienna, che ovviamente lui non ha mai conosciuto, e nemmeno i suoi genitori). C’è Trieste, con alcuni suoi luoghi specifici, il caffè San Carlo e il Giardino Pubblico; ci sono le lagune di Grado e Marano con le loro vie d’acqua; l’Alto Adige di Anterselva/Antholz; il Monte Nevoso, ora in Slovenia o forse in Croazia; le isole dalmate, già veneziane, e ancora molto altro… Giusto solo un capitolo appare stonato in questa splendida narrazione che potrebbe diventare il menù di un bel viaggio: quello dedicato alla collina torinese. Perché non è nordest, ovviamente, ma anche perché appare come un mondo troppo piccolo e culturalmente troppo modesto rispetto a quegli altri mondi; un luogo in cui la storia sostò poco e marginalmente (per sua fortuna, forse) e dove si può al massimo raccontare di un prete enologo mentre Trieste e dintorni ci portano gente come Svevo o Joyce. Magris parla poco di sé. Ma gualcosa appare in traslucido: qua e là forse qualcuna delle numerose narrazioni gli appartiene. E l’ultimo capitolo, ora un vero e proprio racconto, elegiaco e commovente, forse appartiene veramente a lui solo.
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March 31, 2025
Microcosmi da percorrere e ripercorrere per raccontare microstorie. Ogni luogo ha tante storie, basta saperle coglierle, tornandoci più volte perché ogni frequentazione, ogni viaggio è un ritornare, per assaporare e comprendere meglio ciò che è già noto.Il primo microcosmo è il caffe, un locale storico di Trieste, con i suoi clienti abituali, gli aneddoti, i personaggi storici e le macchiette, il luogo dove trascorrere ore a parlare o a scrivere o restare immersi nei propri pensieri. L’ultimo è il giardino pubblico antistante, dove si è giocato da bambini e si ritorna ad accompagnare i figli, tra gli alberi, i vialetti, i busti dei personaggi illustri segnati dal tempo e gli habitué che scelgono una panchina non potendosi permettere il caffè.Dopo Trieste il Friuli: una valle sconosciuta ai più, un monte, una foresta, la laguna friulana, alcune isole. Microcosmi ricchi di misteri e sensazioni, di leggende come quella dell’orso sul monte Nevoso, con la Storia che si intreccia con le storie dei singoli, di quelli che rimangono e di quelli che sono migrati e dei vacanzieri che ne vanno alla scoperta; luoghi alcuni che sono passati di mano, Impero Asburgico, Italia, Jugoslavia, tra irredentismo, fascismo e la via socialista di Tito, luoghi di antiche lotte, di guerra e di orrori.C’è spazio poi per una valle Altoatesina, una costola della Val Pusteria, , un microcosmo chiuso, teatro di ribellioni dal cinquecento ad oggi: un luogo dai ritmi sempre uguali con una locanda dove ogni sera si pratica lo stesso gioco di carte e con un negozio dove recarsi al termine di ogni vacanza per comprare due pezzi di quel servizio da tavola da completare negli anni. Infine la collina torinese (Magris ha insegnato all’università di Torino) tra ricordi dei Savoia, dissertazioni sulla fermezza dei Piemontesi e antiche chiese di campagna. L’occhio dello scrittore è lento, metodico, segue itinerari accompagnando ogni viaggio con le proprie osservazioni tra ricordi, riferimenti letterari e storici, mai pedante, a volte nozionistico. Microcosmi è da affrontare con calma, senza fretta e con un po' di tempo a disposizione: l’ho letto (ma è stato un caso) in vacanza sul Garda dove torno ogni estate da quindici anni e questo me l’ha fatto sentire più vicino. Non è proprio il mio genere dato che preferisco la narrativa ma non mi ha deluso ne annoiato. Tre stelle e mezzo.
Profile Image for Vito Dichio.
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July 28, 2021
Quando lascio un posto in cui ho vissuto, compro un libro che ne parli: è un modo come un altro per rendere l'addio un po' meno brutale, per lasciarsi poco a poco, senza fratture. Il libro che avrei comprato lasciando Trieste l'avevo già deciso il giorno in cui ci ho messo piede, poi osservato e mai toccato per anni nelle librerie cittadine, poco prima di partire comprato e infine letto nello spazio di lunghi mesi, ogni volta che ho avuto nostalgia, fino a consumarla.

Microcosmi, di Claudio Magris (Premio Strega '97), è un capolavoro, un libro totale - ovvero di quelli in cui l'autore ha incastonato l'esperienza, le riflessioni, le impressioni sedimentate nell'arco di una vita.
Un percorso che a Trieste inizia (Caffè San Marco) e finisce (Giardino Pubblico), e nel mentre attraversa la laguna di Grado, le isole croate di Cherso e Lussino, l'Alto Adige (...) Un'infinità di luoghi, personaggi, storie, confini collassano nella densità di un libro, in una manciata di viaggi. «Ogni viaggio - scrive Magris - è soprattutto un ritorno, anche se il ritorno, quasi sempre, dura assai poco e viene presto l’ora di andarsene.»

Racconti in cui la Storia appare sempre di sbieco, per interposta persona, per bocca di chi l'ha subita («uomini e popoli sono frumento per la storia che li macina»). Viaggi in cui l'unico vero protagonista è un amore sconfinato per la poesia delle piccole cose, per le tragedie private che ognuno si trascina, per la natura che ne è rifugio e conforto:
«Ma l'epico mare insegna la libertà di riconoscersi sconfitti, pur lottando; libera dalla smania di affermazione e di vittoria che è il segno dell'ossessione di impotenza. E quel fulgore talora troppo intenso è pure invito ad abbandonarsi, a dormire; quella grande acqua spegne la sete, aiuta a capire che non è poi troppo tragico se la risacca cancella l'orma sulla spiaggia.»
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