"Saba nasceva psicanalitico prima della psicanalisi, era un soggetto di critique psychanalitique allo stesso titolo che, in certe Réflexions di Thibaudet, Turgeniev è preso come soggetto necessario della critica psicologica bourgettiana". Queste parole, scritte da Gianfranco Contini, contenevano un invito molto esplicito; questo libro su Saba si propone solo parzialmente di esaudire la richiesta. E' scritto al di qua di un confine fissato con premeditazione. Anche l'eclettismo - il modo con cui Lavagetto ricorre tanto a Freud quanto alle correnti "eretiche" della psicoanalisi - va inteso come una misura di prudenza, come la volontà di cercare aiuti, senza abbandonare il terreno della letteratura. La psicoanalisi è quasi sempre considerata come un codice interno al Canzoniere; evidentemente non è l'unico, e il libro si limita a dimostrare in che modo Saba sfruttò le proprie conoscenze psicoanalitiche per leggere la propria opera e per costruire la "pianta". Le infrazioni a questo programma, peraltro non molto numerose, obbediscono all'intento di appurare la storia e la coerenza di un personaggio letterario, e le opere di Saba sono l'unica "anagrafe" a cui si faccia ricorso. "Se poi qualcuno non crede alla psicoanalisi - diceva Freud - non resta che lasciargli il compito di trovare da solo le spiegazioni del caso, tanto che riesca a farlo con i propri mezzi, tanto che, ai suoi occhi, non ci sia nulla da spiegare".
Mario Lavagetto è stato allievo di Giacomo Debenedetti, unendo alla sensibilità critica del maestro un suo interesse particolare per la psicoanalisi, nei suoi rapporti con l'attività creativa e letteraria.
È anche traduttore dal francese. Ha insegnato al "Liceo Classico Romagnosi" di Parma, all'Università di Sassari e poi "Teoria della letteratura" all'Università di Bologna. Nel 1997 ha vinto il Premio Natalino Sapegno e il Premio Cesare Musatti. Si è occupato in particolare di Umberto Saba, Italo Svevo, Marcel Proust, Stendhal, Honoré de Balzac, Edmond e Jules de Goncourt, Giovanni Boccaccio, Salimbene de Adam, Federico De Roberto, Giuseppe Verdi, Arrigo Boito (e in genere di libretti d'opera), Bruno Barilli, Italo Calvino (in particolare della sua raccolta di fiabe italiane). Sulle fiabe ha anche curato una propria scelta più generale nella letteratura italiana, presso "I Meridiani" di Mondadori.
Come curatore è fondamentale il suo lavoro su Svevo, di cui ha curato una raccolta presso la "Biblioteca dell'Orsa" (1988) e nella "Biblioteca della Pléiade" di Einaudi (1988) e tutte le opere presso "I Meridiani" di Arnoldo Mondadori Editore (2006).
Con il saggio Quel Marcel! ha vinto il Premio Viareggio 2011.