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Jocelyn uccide ancora

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Jocelyn uccide ancora è un almanacco tanto divertente quanto perturbante: racconti comici, siparietti dadaisti, parodie letterarie, cronache dall'adolescenza profonda, poesie, canzoni alla moda rivoltate e molto altro.
Inizia con una lucidissima Anna Frank che si trova costretta a nominare un parente per la deportazione ad Auschwitz, in una tragica parodia dei reality moderni. È lì che si apre il gorgo dove poco a poco prendono a vorticare personaggi dello spettacolo e gente comune, carabinieri fraintendenti e gorilla giocherelloni, malati di Alzheimer e ricordi del liceo, pizza no limits e favole horror. In questa spirale infernale si ride sempre più forte e sempre più amaro, non si salva nessuno: un glaciale Nanni Moretti fa compagnia al compianto Dario Fo e alla sua claque di narcisi dell'estremo saluto, le rockstar glitterate precipitano assieme ai ventilatori, alle coppie scambiste, a un Gesù parecchio irascibile e all'autore stesso, che non esita a collocarsi tra i dannati in un crescendo di nevrosi. L'unica consolazione in questa caduta a capofitto verso il nulla è continuare a guardare il mondo, divorarlo, fagocitare la realtà e trasformarla in un Altroquando dove non esistono più schemi, schermi e vincoli, dove tutto si può dire e reinterpretare e ricreare.
Lo Sgargabonzi è uno scrittore elegante e feroce, un comico assolutamente originale che rifiuta ogni strada già battuta, e diverte da un luogo situato oltre i confini rassicuranti della consuetudine e del buoncostume.

212 pages, Paperback

Published September 1, 2018

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Lo Sgargabonzi

2 books7 followers

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1 star
10 (5%)
Displaying 1 - 21 of 21 reviews
Profile Image for marco renzi.
299 reviews101 followers
December 3, 2018
La mia recensione uscita su CRAPULA:

http://www.crapula.it/lo-sgargabonzi-...

"Lo sberleffo del luogo comune, la parodia e il rovesciamento delle convenzioni sono alla base della poetica di Gori, facile da etichettare come uno politicamente scorretto che dice cose sgradevoli ai più: sarebbe riduttivo per lui e per la straordinaria sensibilità trasmessa da queste prose brevi e auto-conclusive, dove i risvolti più delicati sono in realtà trattati con i guanti proprio quando sembrano affrontati nei modi più oltraggiosi. Lo dimostrano episodi come 20 cose che non sai sull’aborto e Ballata per Asia che non solo hanno il pregio di divertire e far ridere «col groppo in gola», come direbbe il Gori, ma ci fanno sentire in colpa, e ogni tanto ci rivelano per le merde che siamo.
Gori in questo momento gioca un campionato nel quale lui è l’indiscusso protagonista: può permettersi di essere un autore politico senza però fare satira politica, e il suo umorismo funziona tanto su internet quanto sulla carta stampata. La sua scrittura possiede capacità di mimesi e scelte lessicali adatte al contesto, ed è arricchita da sfumature necessarie a innescare la risata. Dunque è proprio vero: Lo Sgargabonzi è il miglior (scrittore) comico italiano."
Profile Image for Val Lattanzio.
54 reviews23 followers
November 7, 2019
“E venne il giorno in cui Gesù si recò al tempio di Gerusalemme, per onorare il Dio di cui era profeta sulla terra: Anubi.”

Sono fermamente convinta che sia estremamente complesso non innamorarsi di un racconto con un simile incipit. Se poi i racconti sono circa cinquanta, e tutti mantengono all’incirca la stessa freschezza, ironia e originalità nella lunghezza di cinque pagine al massimo, è allora che si capisce di avere tra le mani qualcosa di raro e di riuscito. Il libro è “Jocelyn uccide ancora” de Lo Sgargabonzi, sua prima pubblicazione per Minimum fax.

Lo Sgargabonzi, al secolo Alessandro Gori, da appassionato di giochi da tavolo prende il suo pseudonimo direttamente da una carta del Mercante in fiera illustrata dal grandissimo Jacovitti, ed è un comico, fumettista e scrittore di talento nato sul web e celebre soprattutto per l’omonima pagina Facebook e per i suoi spettacoli live. Il Jocelyn del titolo è invece Jocelyn Hattab, il conduttore televisivo francese, che è soltanto uno dei numerosi personaggi più o meno casuali che appariranno nell’opera. Qualcuno ha parlato, più che di raccolta di racconti, di almanacco: è in un certo senso più corretto, perché “Jocelyn uccide ancora” presenta parodie, liste, poesie, piccoli saggi, ricordi autobiografici. Ci sono Dario Fo, Corrado Tedeschi, David Bowie (presente in ben dieci “Interludi”, condannato a dare opinioni dall’aldilà tramite l’ausilio di un bastone: un colpo per il sì, due per il no), Harambe, Nanni Moretti, i Baustelle e Anna Frank. E ancora: Osama bin Laden, Moni Ovadia, Don Gallo, Roberto Saviano, Giacomo Leopardi e Pier Paolo Pasolini.

Davanti a un simile miscuglio di persone e di storie, ci si trova spaesati e divertiti proprio dall’assurdità di certi accostamenti, dall’imprevedibilità totale di qualsiasi frase. Si dice spesso di un libro, e quasi sempre a sproposito, che “non è per tutti”. È vero in questo caso. Perché l’umorismo de Lo Sgargabonzi è cinico e complesso, a volte venato di malinconia e di amarezza. Si ride, e di gusto, al punto che leggerlo in pubblico potrebbe portare all’umiliazione personale, però sempre come se il senso della sua comicità non fosse neppure nella risata. Alessandro Gori sa maneggiare le parole: lo si capisce dal modo sofisticato che ha di metterle in fila, senza scendere mai nei luoghi comuni (se non volutamente, e lì scatta la molla della commedia).

“Infatti Hans e Gretchen soffrivano della famigerata sindrome di Pugaciov. Al posto degli occhi avevano due piccole bocche ciascuno, e un solo grande occhio completamente bianco dove le persone normali hanno la bocca. Oltre a questo avevano, al posto del cervello, il Belgio.”

La parodia è uno dei suoi mezzi più utilizzati ed efficaci. L’apice in questo senso è forse “La crisalide dei sensi” (“D’un tratto, lui la piegò dolcemente come una bicicletta pieghevole presa coi punti all’Esselunga dell’anima”), presa in giro incredibilmente riuscita di certi romanzi erotici in cui l’anatomia viene confusa e il tutto ricoperto da parole inutilmente auliche e che non fanno che suonare, in quel contesto, ridicole.

Il paragone letterario che viene più immediato – o, almeno, è venuto a me, e credo non a sproposito – è quello con il David Foster Wallace di “Brevi interviste con uomini schifosi”. Anche Lo Ssgargabonzi potrebbe essere ricondotto alla definizione di “realismo isterico”, a quel tipo d’umorismo che fa ridere perché colpisce come un pugno allo stomaco, perché spalanca gli occhi con la sua assurdità. Ho già citato Anna Frank, che qui si esprime con frasi che potrebbero essere uscite dai post di una ragazzina del 2000, ma potrei parlare anche di un pezzo sull’aborto o di un altro, nerissimo, che ha al centro un abuso – concentrandomi per un attimo su quest’ultimo, tra l’altro, ho scovato vagando per il web una vecchissima discussione su un forum di scrittori nella quale il povero Gori veniva proprio accusato di essere una persona orribile per aver scritto tale storia, che era allora appena una bozza. Eppure dovrebbe bastare l’utilizzo all’interno della stessa dell’aggettivo “fulciano”, o il rimando a “La casa dalle finestre che ridono”, per comprenderne lo spirito goliardico ed eccessivo che rimanda ad alcune pellicole volutamente esplicite e violente che venivano girate nel nostro Paese negli anni ’70. Come detto, non è (purtroppo) un libro per tutti.

Sono tanti i rimandi al passato, alla bellezza dell’infanzia. Sembra di ascoltare Nanni Moretti che corre a bordo piscina gridando “Le merendine di quando ero bambino non torneranno più!”. Le atmosfere sono spesso quelle degli anni ’80 e ’90, vicine al pulp tarantiniano. Ma non soltanto. “Jocelyn uccide ancora” è soprattutto un lavoro profondamente contemporaneo, che prende e stravolge luoghi comuni e cultura pop d’ogni tipo dell’Italia odierna. In questi racconti all’apparenza assurdi e sconnessi si può intravedere moltissimo di ciò che siamo diventati. Ognuno di noi è seduto accanto agli spettatori ipnotizzati della copertina.

E con l’ultimo racconto, “Mondo senza fine“, si fa addirittura un salto nel futuro. Venato di nichilismo e inquietudine, e dannatamente spassoso. Anche se forse, a pensarci bene, questo non fa ridere neanche un po’.
Profile Image for Nicola.
8 reviews
October 10, 2018
Se un dato individuo in un dato momento sta compiendo una data azione differente da quella di mangiare anacardi, non è detto che la compia (o meglio: che scelta di non mangiare anacardi) per il fatto che gli anacardi non incontrano il suo gusto.
Profile Image for Domenico Zagari.
23 reviews2 followers
December 25, 2018
L'ho iniziato vedendo le recensioni tutte positive e l'articolo (pubblicitario) su Internazionale. Francamente mi ha stupito, ma in negativo. Ne ho letto il 30% dando fiducia, ma poi non ce l'ho fatta più. Una seria di raccontini di poche pagine, con una comicità dell'assurdo che non mi ha strappato neanche una risata, non capivo neanche se c'era un senso o no. Boh, forse non lo capisco io, ma non lo consiglierei.
Profile Image for Bobparr.
1,150 reviews91 followers
January 9, 2019
Lo sgargiante sgargabonzi scrive benissimo ed è matto lucido, e lo invidio molto per la sua capacità di passare da palo a fuscello a frasca a terriccio, senza paura e con fluidità. Ha un retroterra culturale nel quale a volte mi riconosco, a volte no, e per fortuna. Però è un libro che se fosse ancora Natale regalerei, ma Natale è appena passato e in più io stesso il libro l'ho preso a gennaio. Comunque Arezzo sta dando grandi soddisfazioni, dal punto di vista letterario.
Profile Image for Eustachio.
703 reviews72 followers
December 31, 2018
Le recensioni entusiaste e un accenno al primo racconto sono stati un incentivo sufficiente per afferrare il libro sullo scaffale delle novità della biblioteca prima che me lo soffiasse qualcun altro. Il problema che si è presentato andando avanti è che ho un’ignoranza abissale di personaggi italiani, marche e sottomarche che lo Sgargabonzi cita a ogni piè sospinto, in un continuo gioco di riferimenti senza capire i quali i racconti perdono di efficacia.

Sono storielle brevissime di umorismo nero che sfidano i tabù a forza di parodie e tirano in ballo personaggi e temi intoccabili inserendoli in contesti assurdi che faranno storcere il naso ai più sensibili.

I racconti che ho preferito sono Anna Frank 2000, Hans e Gretchen, E addirittura ripassano più volte e La mia amicizia con Nanni Moretti. E neanche di questi posso affermare con certezza di aver capito proprio tutto.
L’articolo di Internazionale è un’ottima guida da un fan di lunga data dello Sgargabonzi, ma ti fa sentire come quello che ride per non esser da meno nel momento in cui, per esempio, fa notare che in Hans e Gretchen c’è un riferimento per te del tutto incomprensibile al mostro di Firenze.

Sono una persona semplice, rido per cose come:
E venne il giorno in cui Gesù si recò al tempio di Gerusalemme, per onorare il Dio di cui era profeta sulla terra: Anubi.
E poi basta, mi fido di Claudio Giunta e allo Sgargabonzi ho messo il like su Facebook.
Profile Image for Kiki.
46 reviews8 followers
July 30, 2019
Non tutte le storie fanno ridere.
I cocktail che lo scrittore usa per suscitare l'umorismo in questa raccolta sono tre:
- fare riferimenti ai personaggi della TV trash italiana, anche abbastanza attempati (effetto non molto comico se il lettore non ha mai seguito la TV trash o è troppo giovane, ahimé)
- prendere in giro gli scrittori autoreferenziali e convoluti tipo Fabio Volo o Federico Moccia (ok, gli riesce bene, però dopo due di questi esercizi di stile anche basta: abbiamo capito l'antifona!)
- parlare di argomenti tabù in modo che il lettore faccia autocritica verso la società benpensante che l'ha cresciuto.

Peccato che sia facile ridere su argomenti tabù quando sei un maschio bianco. Ne riparliamo quando tu (scrittore o lettore) farai parte di una minoranza etnica, di genere, o altro, e rischi di vivere sulla tua pelle certe prevaricazioni come traumi veri e propri...
Profile Image for Davide.
10 reviews11 followers
June 25, 2020
Abbandonato a circa 3/4 della lettura. Non capisco tutto l'hype e le recensioni entusiaste su questo libro. Davvero l'ho trovato piatto. Non mi ha fatto ridere, non mi ha fatto pensare, non mi ha fatto nemmeno schifo.
Niente.
Il nulla.
Mah...magari sono vecchio oppure non ne capisco l'ironia.
Profile Image for Adriano Pugno.
Author 2 books22 followers
February 10, 2020
Decostruzione del linguaggio che si trasforma in una bomba a orologeria. Raffiche di riferimenti pop, del banale che diventa arte. Che meraviglia.
4 reviews
Read
March 28, 2020
Un grande classico dell'era post-moderna, ma all'ombra di Katodik.
Profile Image for Paolo Ferrante.
Author 2 books8 followers
December 30, 2021
Sono fan di Sgargabonzi da ormai dieci anni e la sua comicità, che all'inizio non mi toccava affatto, mi è lentamente diventata comprensibile negli anni, e l'ho trovata sempre più profonda e interessante. Gori non è solo un comico, è l'incrocio fra un esistenzialista nerd e un giustiziere anti-eroe.
Molti dei testi presenti in questo libro li avevo già letti sul suo blog oppure sulla sua pagina facebook, e quelli inediti mantengono alto il livello. Anch'io avevo difficoltà a orientarmi fra le citazioni da cultura pop televisiva italiana anni '80-'90 ma devo dire che a prescindere che ci si immagini o meno questo o quel personaggio, poco cambia ai fini del racconto, secondo me.
Il libro "Jocelyn uccide ancora" non è solo irriverente, surreale, demenziale o grottesco. C'è anche un filo che unisce quasi tutti i racconti: una malinconia che spesso si esprime in racconti brevi come "Sotto il bicchiere", del tutto inaspettato e per questo bellissimo. Invito non solo chi non conosce Gori e ama l'umorismo nero a leggerlo, ma anche chi ha sospeso la lettura perché non riusciva a capirlo, a dargli una seconda possibilità. Perché sotto quella patina di cattiveria gratuita c'è una critica alla società che parte dalle minuzie e si espande a livelli cosmici. Gori non vuole farvi solo ridere o disgustare o straniare, andate più a fondo e soprendetevi.
Profile Image for Stefano Sotgia.
90 reviews6 followers
July 21, 2019
Un almanacco di pezzi medio-brevi, alcuni brevissimi, che prende di mira il "luogo comune" in ogni sua forma. A me è sembrato una via di mezzo fra Rocco Tanica e Todd Solondz, il regista di Happiness.

Abbondano quindi parodie stilistiche (la fiaba, la letteratura erotica, i pezzi di Repubblica, gli status di facebook, il coccodrillo del morto famoso, i referti medici, etc.), sublime comicità dell'assurdo [“Infatti Hans e Gretchen soffrivano della famigerata sindrome di Pugaciov. Al posto degli occhi avevano due piccole bocche ciascuno, e un solo grande occhio completamente bianco dove le persone normali hanno la bocca. Oltre a questo avevano, al posto del cervello, il Belgio.”], marche inferiori dell'Esselunga e in sottofondo la morte, la malattia e i problemi alla pelle (spessissimo).

Ho riso e provato grande ammirazione per gran parte del libro, anche se verso la fine è salita un po' di noia (a sua difesa, va detto che l'ho letto tutto di fila durante un viaggio in aereo, non proprio la condizione ideale per valutarlo).

Lo Sgargabonzi gioca in un campionato tutto suo e ha un'aria da iniziati che può scoraggiare, ma Claudio Giunta lo considera il miglior scrittore comico italiano: basta e avanza per consigliarvene la lettura.
Profile Image for Sofia.
3 reviews
January 23, 2019
È un libro molto bello, direi “anticonvenzionale” e sicuramente è da interpretare.
Ho apprezzato molto racconti ma non abbastanza da guadagnarsi le 5 stelle. Forse semplici gusti in fatto di raccolte.
Profile Image for dv.
1,401 reviews60 followers
July 29, 2022
Secondo libro che leggo di Alessandro Gori, andando non in ordine. Continua a farmi ridere, a volte davvero molto, Gori scrive proprio bene e mi chiedo (forse me lo sono già chiesto nell'altra recensione?) come potrebbe essere un suo romanzo "serio".
248 reviews3 followers
April 10, 2021
Come un ottima pizza accompagnata da una classica acqua minerale frizzante.
Displaying 1 - 21 of 21 reviews

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