A quasi novant'anni, la vecchia vive sola a Torino con l'anziano gatto Veleno, felino human friendly, e con i ricordi di un amore finito (la sua compagna, l'amatissima Nora, è morta da molti anni ormai); non ha altro da fare se non tenere il conto dei nuovi dolori alle ossa, ascoltare alla radio notizie di violenze e catastrofi - omicidi, bombe negli aeroporti, siccità -, e fare quattro chiacchiere con l'amica e coetanea Malvina, sempre più smemorata e persa sui sentieri affollati della demenza. La vecchia è decisamente stanca di vivere, stanca "come un vecchio lombrico di cimitero", ma per fortuna nelle sue giornate c'è Gabriela, un grumo di gioventù operosa proveniente dai Paesi dell'Est e sopravvissuto a una sgangherata odissea familiare. E nella vita di Gabriela, oltre a una sfilza di parenti terribili che tentano di estorcerle più denaro possibile, c'è il cugino Dorin, aspirante terrorista attivamente impegnato nel terrorizzare proprio lei, Gabriela, che rifiuta di sposarlo. In costante dialogo amoroso con la morte (ha anche provato a morire a comando, come i saggi orientali, ma non ci è riuscita), la vecchia suo malgrado è ancora piena di energia, e si prende cura di ciò che le resta dell'amore: il decrepito Veleno e la sua amica svaporata, che nel frattempo è stata deportata dai parenti serpenti in casa di riposo. E quando oscure minacce incombono su Gabriela, la vecchia leonessa artritica non ci pensa due volte a sfoderare gli artigli per difendere ciò che le è caro.
Vive a Torino, è scrittrice, saggista e traduttrice. Ha tradotto, tra gli altri, Emily Brontë, Gustave Flaubert, Margaret Atwood, Dorothy Allison, Audre Lorde. Collabora alla rivista satirica online "Aspirina". Il suo primo libro, Un'americana a Parigi (Baldini e Castoldi), è uscito nel 1993 con l'eteronimo di Elinor Rigby. Casalinghe all'inferno è del 1996, per lo stesso editore. Per Eliot, nel 2010, è uscito L'uovo fuori dal cavagno. Ritratto di famiglia con bambina grassa (Mondadori, 2015) è stato tradotto in Francia, in Germania e in Inghilterra.
Margherita Giacobino continua ad affascinarmi per la sua capacità di mischiare i generi. Un romanzo maturo che affronta tanti temi importanti, la perdita dell'amore di una vita, la vecchiaia, il lento degradarsi della mente umana con il tempo ed allo stesso termina come un thriller un po' surreale. La storia racconta di relazioni umane con persone vicine e più lontane, ripercorre le tappe di un amore difficile, contrastato, poco visibile ed accettato dal mondo come può essere l'amore tra due donne. Un libro faticoso nelle sue parti più serie in cui risuonano dolorose esperienze di vita vissuta, ma anche divertente quando l'ironia della Giacobino riemerge e descrive bizze e ubbie dei suoi personaggi.
Perché L’età ridicola di Margherita Giacobino è una storia di donne di decenni differenti, un romanzo che vuole sottolineare quanto il significato di crescere sia trasversale all’età, ai modi di essere e di diventare.