Margherita Malventi si dedica a una cucina intima e riflessiva nel suo piccolo ristorante a Venezia, nel sestiere di Castello, ed è convinta che la luna le abbia salvato la vita più di una volta. Suo padre si chiama Achille, ha ottantasette anni, è alto un metro e cinquantaquattro, ed è stato uno dei più rinomati chef della città lagunare, finché non ha perso tutto a causa delle sue manie di grandezza. È un uomo rabbioso, in guerra contro il mondo, ma l'invito a partecipare come ospite d'onore a Chef Test, popolarissimo programma televisivo di cucina, sembra offrirgli la possibilità di una rivalsa pubblica. Margherita decide di accompagnarlo a Milano, dove il programma viene registrato, con la speranza assai poco realistica che il viaggio possa dischiudere tra loro una comunicazione che non c'è mai stata.
Möglicherweise war meine Erwartung an das Buch zu groß. Anfangs fand ich die Handlung sehr interessant und vor allem freute ich mich, mehr über das schwierige Verhältnis Margheritas zu ihrem Vater zu erfahren und über die Gründe, warum sie so lange bei ihrem Freund lebt, obwohl da keine Liebe mehr ist, sondern nur ein Nebeneinander. Ich wollte, dass sich Margherita daraus befreit - so wie es der Klappentext verspricht. Enttäuscht wurde ich, weil ich keinen Zugang zu ihr finden konnte: ich konnte ihr Handeln nicht nachvollziehen und auch nicht die Begründungen dafür. Sie schien mir überhaupt nicht wie eine vierzig jährige Frau, sondern wie ein junges Mädchen, das sich unschlüssig ist über seine Zukunft. Mich haben auch einige Passagen genervt, in denen die Unterschiede zwischen Männern und Frauen erwähnt wurden, obwohl sie gar nicht passten: das Kompliment "Exquisit" ist für mich keine "weibliche Gefühlsäußerung". Insgesamt also eher enttäuschend, obwohl es anfangs sehr vielversprechend klang.
PS: ich glaube nicht, dass ein Mensch so oft seinen Schritt beschleunigen kann, wie Margherita es getan hat
La scrittura di De Carlo è andata, nel corso degli anni, a rarefarsi sempre più. Le vicende che accadono in scena diventano inconsistenti, quasi solo lo spunto per tratteggiare le figure che si muovono sul fondale scelto (con cura) per l'occasione.
In questa puntata il rischio è stato scegliere Venezia, città tanto affascinante quanto consumata dalle mille immagini standard che abbiamo tutti in testa, delineata con cura e delicatezza, ma anche quella intesa come comprimaria. Scelta direi solo funzionale.
Vero protagonista è il gusto per il cibo: i ristoranti, gli chef, il sottobosco televisivo contemporaneo, le materie prime, gli accostamenti, le (esagerate) sensazioni gustative. Non è il mio mondo, non mi ci trovo a mio agio, ma De Carlo riesce a farmelo assaporare.
Lo consiglio agli amanti dell'autore, che ci ritroveranno le consuete e geniali forzatura alla grammatica e alla costruzione del periodo, anche queste però in rarefazione. Non lo consiglio a chi è ormai abituato alla forza e prepotenza di molta narrativa di oggi: succede poco, ci sono pochi personaggi, non si parte e non si arriva da nessuna parte. Ma c'è tanto gusto.
Un padre con doti eccezionali in cucina, chef famoso caduto in disgrazia proprio a causa della sua ottusa genialità e al suo radicalismo dell'orgoglio, è quanto di più ingombrante una figlia possa avere. Nonostante questo, Margherita Malventi sceglie di percorrere le orme di suo papà. Lui ha perso il suo famoso ristorante, lei ne ha uno piccolo dove si sente a casa, indipendente e realizzata. Il rapporto con papà Achille è particolare, difficile, troppe cose non dette, soggezione, protezione, ci sono mille sfumature di oscurità che Margherita vorrebbe chiarire ma non è mai successo. Spera che qualcosa accada quando il padre viene invitato come ospite d'onore in una nota trasmissione genere talent show culinario. Lei lo accompagna con la speranza di avere un dialogo durante il viaggio, lui spera di riscattarsi da tutto quello che gli sembra sia stata un'ingiustizia nei suoi confronti, ma la TV è quasi sempre finzione, inganno e apparenza. Chef Malventi sta invecchiando e se non cambiava idea prima, figuriamoci ora quando vede inesattezze e bugie. Il libro tratta profondamente un rapporto complesso padre-figlia, l'uomo ha un carisma potente, la donna è soggiogata al ruolo di figlia ed eterna scolara, non trova mai il coraggio e forse nemmeno la voglia di riscattarsi agli occhi del padre, anche se è l'unica cosa di cui avrebbe bisogno. Proprio per questo rapporto descritto, i due personaggi sono notevoli, Achille è perfetto nella sua coerenza cocciuta e ragionata, mi ci sono ritrovato spesso, Margherita invece l'ho quasi odiata vista la sua incapacità di imporsi, anche se motivata abbondantemente. Oltre a questo, la storia non è originale, forse banale, si sprecano descrizioni sul mondo dei ristoranti, sulla storia di piatti e ingredienti e sul fascino della città di Venezia.
Margherita è una chef che gestisce un ristorante di nicchia a Venezia, che cerca di differenziarsi (non solo in cucina) dal padre, il famoso chef Malventi. Tra un’ospitata del padre in un programma tv di cucina, l’incontro con il fascinoso illusionista francese Jules e la fine della storia d’amore con l’insipido Luca, seguiamo Margherita nei suoi rapporti con la figura maschile. Un padre che è una presenza pressante, con standard altissimi e un’ossessione per la perfezione. Riuscirà Margherita a trovare se stessa? Un romanzo scritto in modo semplice, in un tono cinematografico, sulla relazione padre-figlia, nel tentativo spesso fallimentare di non deludere.
Questo libro si concentra sul rapporto tra Margherita e suo padre Achille menzionando anche la figura della madre Teresa che, sebbene assente per gran parte della storia, mi ha ispirato simpatia soprattutto nell'ultima parte grazie alle sue osservazioni fatte più per prendere in giro ed esasperate le reazioni di Achille che per calmare la situazione in cui lui inveisce contro moglie e figlia perchè è insofferente del fatto che le sue dichiarazioni contro i suoi ex soci (che, a suo dire gli hanno rubato il suo ristorante) fatte in tv, durante un programma stile MasterChef in cui era stato chiamato per dimostrare una ricetta, vengono tagliate e non vanno in onda.
Mi è sembrato che la moglie Teresa, a modo suo, abbia saputo tenere testa alla rabbia e alla saccenza del marito mentre Margherita mi è sembrata sempre succube dell'irruenza del padre anche durante tutto il resto della storia mentre io mi aspettavo la sua rivalsa o una risposta che potesse mettere a tacere questo padre incombrante e a tratti anche maleducato.
In questa vicenda famigliare è stata poi inserita la figura dell'illusionista/mago Jules che si innamora di Margherita e che sul finale le dichiara il suo amore ed ho trovato questo finale totalmente sganciato da tutto il resto della storia.
Inutile dire che il libro non mi è piaciuto ed ho deciso di leggerlo fino alla fine solamente perchè avevo la speranza di un'evoluzione del personaggio di Margherita ma, ahimé, questa sua evoluzione non c'è mai stata.
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"UNA DI LUNA" di Andrea De Carlo. La protagonista potrebbe essere Margherita, cuoca talentuosa alla ricerca di un rapporto affettuoso con il padre, umorale e collerico, un tempo grande chef di successo, in cerca di riscatto attraverso la partecipazione, come ospite d'onore, alla trasmissione televisiva Chef Test. Non ci sarà alcun riscatto ma una cocente delusione, e Margherita ne sarà testimone. Ho trovato che la vera protagonista sia, in realtà, Venezia, magica e illusoria. D'altra parte questa è una storia in cui "le illusioni" fanno parte integrante della realtà e la condizionano.
La scrittura di De Carlo non tradisce mai, sempre scorrevole, piacevole, una carezza. La storia è quella di Margherita cuoca talentuosa con un padre, anche lui chef, problematico. Un evento che vivranno insieme non cambierà in meglio il loro rapporto, come spesso accade nella realtà. Due i momenti che mi sono piaciuti di più: la descrizione della finzione scenica dei cook-game e la descrizione di Venezia di notte.
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Il libro è diviso in due parti. La prima ricalca alcuni dei suoi libri precedenti e descrive in modo ironico e divertente ciò che sta dietro le quinte delle famose trasmissioni televisive con gli chef. La seconda è una dichiarazione d’amore x Venezia e una storia d’amore tra due anime diverse che tuttavia non possono fare altro che attrarsi. Consigliato.
Das Buch Cover ist wesentlich schöner als die Geschichte. Sehr lange gibt es keinen richtigen Spannungsbogen und eine überraschende Wendung gibt es auch nicht. trotzdem werden die Situation zwischen ihr und ihrem Vater ganz nett beschrieben und man findet Ähnlichkeiten zu anderen Personen. Ich habe mir die letzten Seiten trotzdem gespart. Vielleicht wäre da ja noch mehr gekommen. :)
Un libro "furbo" e "ruffiano" che offre anche uno sguardo ad uno dei temi di maggior interesse negli ultimi anni. Meno introspettivo e prolisso rispetto ad altre opere di Andrea de Carlo, è comunque un libro godibile e che invoglia la lettura.
Non mi ricordavo più di come scrive bene Andrea De Carlo! Questo libro l'ho divorato, forse perchè c'è di mezzo Venezia o forse perchè mi incuriosiva questo rapporto padre-figlia molto conflittuale, a senso unico... E c'è anche una storia d'amore, inaspettata e bella...
Per la prima volta, Andrea De CArlo affronta il rapporto tra padre e figlia in tutte le sue sfumature. Ma non solo! Come al suo solito, non dimentica di parlare d’amore.
Un romanzo anomalo (almeno per i miei parametri), con uno stile molto descrittivo e puntato verso la costruzione piuttosto che verso le azioni e gli avvenimenti. Una narrazione lenta, povera di colpi di scena, ma che si prende tutto il tempo necessario per analizzare i sentimenti della protagonista, incastrata in una vita fatta di relazioni difficili, insipide, da cui strenuamente cerca di liberarsi senza rendersi conto che è proprio facendo così che ne risulta vittima.