Alessandro è un ragazzo di tredici anni che vive in una delle periferie più difficili di Palermo, dove la strada fa da scuola. L'arresto forzato del padre, accusato di omicidio, e il simbolico passaggio del ruolo di capofamiglia a lui segnano il suo modo di relazionarsi con gli amici. Con il grugno sul volto e il pugno chiuso, è sempre pronto ad attaccar briga. Così si è guadagnato il rispetto del quartiere. In classe si sente il padrone e non rispetta le regole. Appoggiato dai suoi amici di sempre, insulta i compagni, specialmente i più deboli, attribuendo loro nomignoli offensivi. Si appropria del materiale scolastico altrui e lo distrugge per puro divertimento. Ha un atteggiamento spaccone e nessuno osa contraddirlo, tranne Caterina, che lo fronteggia senza timore. Un giorno, però, Alessandro mette a repentaglio la vita di un compagno, Danilo, anche se non era sua intenzione. Da questo tragico evento inizia una riflessione su se stesso che gli farà capire molte cose. Una scuola di periferia, una classe problematica, un padre assente, la prepotenza che cresce, gli amici spacconi: tutti gli ingredienti del terreno fertile su cui si sviluppano le dinamiche e il tipico atteggiamento aggressivo del bullo.
Un breve romanzo che trae ispirazione da una storia vera, che è anche la storia vera con cui numerosissime scuole hanno a che fare. Il tema trattato, com'è intuibile dal titolo, è proprio quello del bullismo. La narrazione in prima persona è particolare perché non è quella della vittima, ma è il bullo stesso che racconta. Vengono ben descritte le prepotenze e le situazioni spiacevoli causate dal protagonista, con i conseguenti dolore e sofferenza di chi le subisce. Viene posto l'accento sull'omertà ed il bullismo passivo: anche il silenzio di fronte a certi soprusi rende colpevoli. Ed infine vengono illustrate le strategie per smontare il bullismo, attraverso comprensione, accettazione ed affetto, perché il bullo spesso soffre a sua volta ed esterna il suo malessere con la rabbia. Il linguaggio è semplice e vi sono anche brevi frasi in dialetto siciliano, oltre a degli appellativi offensivi per i personaggi. Oltre al bullismo, vengono trattati altri interessanti temi: la prostituzione dovuta alla povertà, la violenza familiare, la disabilità. Com'è giusto che sia l'epilogo è a lieto fine e ci sono più punti commoventi. Un libro assolutamente consigliato ai ragazzi, in quanto necessario.
Knjige u kojima su teme društveni i sociološki problemi posebno među decom su po mom mišljenju u redu ako osetimo poruku autora kojom se ipak veličaju prave vrednosti ili bar pisac naginje ka njima.
Kako to danas nije često jer, čini mi se, većina autora se trudi da ogoli nenormalnosti, a ni jednom jasno ne odgovori da to nije u skladu sa zdravim i primerenim načinima življenja.
Đuzi Parizi je autorka koja to radi. Ona jasno postavlja sve stvari na svoje mesto. Otvara nam um nasilnika, žrtve i onih koji ćute. Analizira, dolazi do zaključaka. Vodi nas ka izlečenju. Ona zna šta je dobro, a šta loše i ima li granice između svih ovih pojava.
Roman ,,Ja, nasilnik" je pisan u prvom licu, naš narator je trinaestogodišnji dečak, učenik iz Palerma, siromašnog juga Italije. Rečenice su mu odsečne, bez mnogo ukrasa, autentične. On deli osećanja, ali ne i preteranu deskripciju. On je dete čiji je otac u zatvoru, u njega svi upiru prstom u školi, on je crna ovca. Ali, on povređuje sve oko sebe.
Iako konkretne fabule ovo je roman o svakoj vrsti nasilja i otkriva nam jednu apsolutnu istinu, odnosno da je nesreća pojam koja spaja i žrtvu i nasilnika. Đuzi Parizi zna da se tuga i manjak samopoštovanja ispoljavaju tim neumesnim i uvredljivim komentarima, da nesigurnost pravi fizički prividno jake osobe koji se iživljavaju na slabijima ili demonstriraju neku snagu koja je skroz bespotrebna... Đuzi Parizi zna gde boli.
Ovakve knjige su potrebne i više nego što mislimo. Koliko god da većina misli da se ovaj naslov ponavlja na akcijama, mene to veseli jer sam je sebi kupila na prošloj #3za999, a ove ću to uraditi kako bih je delila deci oko mene.
Kupujte ovu knjigu deci, njihovim prijateljima, čitajte je i vi... Svi nekad zalutamo, granice često ne postoje ❤️
Un libricino scorrevole, essenziale, senza fronzoli o divagazioni. Un caso da manuale, dove il bullo è solo una creatura da branco, superficiale e incapace di fare i conti con la propria sfera emotiva. Colpa di una visione del mondo dove le lacrime sono "da femminuccia" e i "veri uomini" non si fanno mettere i piedi in testa. Rivolto alla Secondaria di I grado, alle Medie. Adatto a una lettura individuale o collettiva, veloce e pronta all'uso. Con spunti per attività pratiche per educare a non reprimere sentimenti ed emozioni.