Roma, febbraio 1466. Arrivato nell'Urbe per questioni di affari, il gio-vane Lorenzo de' Medici si ritrova circondato da insidie senza volto. Qualcuno, infatti, come una silenziosa minaccia, ha infilato sotto la sua sella un antico pugnale dall'elsa d'argento, con uno stemma dal senso indecifrabile. Lorenzo comincia così una tortuosa indagine in una città piena di magia e di segrete ombre, di antiche glorie imperiali e sinistri fantasmi fin troppo ansiosi di risorgere fra i vivi. Il suo destino incrocerà quello di uomini potentissimi, come l'enigmatico cardinale Rodrigo Borgia, e di aristocratici ambiziosi che si muovono all'ombra della Curia Romana, a caccia di ricchezza e prestigio. Quando incontrerà Clarice Orsini, aristocratica creatura che emana un segreto fascino, Lorenzo ne sarà stregato. Ma nuovi nemici si leveranno contro di lui, alleandosi ai vecchi per per-seguire un comune intento: l'erede dei Medici deve morire.
Barbara Frale è una storica italiana, nota per gli studi sui Cavalieri templari e sulla Sindone di Torino. Nel 2001 pubblica per l'editore scientifico Viella di Roma una parte dei risultati della tesi di dottorato, svolta sui documenti del processo ai Templari (L'ultima battaglia dei Templari. Dal codice ombra d'obbedienza militare alla costruzione del processo per eresia): la sua tesi è che, nell'atto di accusa lanciato dal re di Francia Filippo IV il Bello che portò al processo a seguito del quale l'ordine fu sciolto, vi fosse una serie di fatti reali opportunamente stravolti dalla pubblicistica regia per costruire l'accusa di eresia, l'unico tipo di reato per i quali l'ordine non godesse della piena immunità. La colpa dei Templari, secondo l'autrice, non era l'eresia ma un rituale segreto d'ingresso come prova d'obbedienza militare che conteneva atti di vilipendio della religione.
Un gran romanzo storico, proprio quello che cerco quando ne leggo uno. Intrighi politici, amorosi e magia che si mescolano con una accurata ricostruzione storica. Mi terrò informata sulle prossime uscite dell'autrice e nel frattempo cercherò i suoi saggi.
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Ho cercato fortemente un libro che immaginasse una storia d’amore travolgente tra Lorenzo il Magnifico e Clarice Orsini, e grazie a Barbara Frale ho potuto sognare! Dettagliato nelle ricostruzioni storiche e delle narrazioni, la prosa è scorrevolissima e dai dialoghi avvincenti. Ho amato come l’autrice ha saputo presentarci i personaggi per quelle che sono state le loro paure e le loro fragilità. Lo consiglio a tutti gli amanti del genere.
Delizioso. Devo dire che all'inizio non mi aveva preso, come in molti romanzi storici ci sono molti personaggi e a volte è difficile tenere tutti i fili a mente ma dall'arrivo di Clarice tutto e stato più coinvolgente. Non ho più smesso di leggerlo. Si vede che la Frale è una storica attenta e minuziosa...ha inserito in un panorama storico una sua versione di come possono essere andate le cose a partire dall'incontro tra Lorenzo e Clarice. Mi è davvero piaciuto molto ho adorato tutti gli intrighi e le trame legate a Lorenzo. Consigliato agli amanti del genere e consigliato doppiamente agli amanti dei Medici.
In nome dei medici, di Barbara Frale è ciò che si può definire un romanzo storico ben miscelato con elementi di fantasia, che rendono la storia davvero godibile e degna di essere raccontata. Lorenzo de' Medici si trova a Roma per affari, la sua famiglia vuole a tutti i costi l'appalto per l'estrazione di allume da alcune miniere, ma il tutto rischia di essere compromesso da morti misteriose e corpi orrendamente mutilati ritrovati proprio all'interno delle miniere. Come se non bastasse, una volta a Roma Lorenzo trova un pugnale incastrato nel sottopancia della sua sella: un pugnale con uno stemma mai visto prima, una sorta di trifoglio. E' forse un preludio di morte, un macabro avvertimento? Il Signore guiderà la tua mano. Perché sta scritto nei santi Vangeli, che sono il verbo di Dio: è meglio se muore un solo uomo per il popolo, e non perisca tutta la nazione.E sia. Che muoia un uomo soltanto. Muoia Lorenzo de' Medici! Lorenzo fa inoltre la conoscenza di Bellezze, una fattucchiera strabica e zoppa i cui occhi storti potevano vedere ciò che resta invisibile a gran parte degli esseri umani. Bellezze predice amore e fortuna a Lorenzo, ma anche pericoli: eviterà la morte solo se troverà una rosa a cinque petali, simile ad una stella. In una Roma straordinariamente epica, teatro di miti e leggende ma anche divorata da una profonda corruzione, Lorenzo de' Medici dovrà capire chi vuole attentare alla sua vita. Non voglio svelarvi altro della trama, perché la storia è lunga e ci sono vari personaggi da scoprire. Partiamo da Lorenzo de' Medici: spedito dal padre Piero a Roma per affari, a prima vista potrebbe apparirci come il classico rampollo combina guai, che pensa solo a divertirsi con le donne, soprattutto quelle sposate ( difatti all'inizio si pensa che uno dei vari mariti traditi possa essere colui che vuole attentare alla sua vita). Lorenzo in realtà è molto di più: è un uomo di grande intelligenza, sicuramente non un leccapiedi nei confronti di vescovi, papi e cardinali. Proprio tra questi esponenti del clero spicca la figura del cardinal Rodrigo Borgia: devo dire che mi ha colpito moltissimo il fatto che nel romanzo ci sia una scena in cui il cardinale si trova in una stanza con suo figlio che gioca con un gatto. Un prelato che non fa crescere suo figlio da altri, ma lo alleva lui personalmente, non curandosi affatto di nascondere quello che è a tutti gli effetti il frutto del peccato! Ciò ci fa proprio capire la potenza del clero e la superbia dei suoi esponenti. Bellezze è un altro personaggio che mi ha molto incuriosita: è descritta come zoppa e strabica, ma sarà per via del suo nome atipico, Bellezze, che si riesce facilmente ad immaginare come una donna misteriosa e affascinante, come una sorta di Circe dai doni oscuri. Importante anche il ruolo di Clarice, legata a doppio filo a Bellezze e anche a Lorenzo: proprio lei ha un misterioso ciondolo a forma di rosa, quella rosa che occorre a Lorenzo per salvarsi dalla morte. Il romanzo non è sempre semplice da seguire, un po' come quasi tutti i romanzi storici, ma la storia è appassionante e l'autrice riesce a rendere vivi e attuali i personaggi, e a descrivere molto bene i fasti e la decadenza di Roma, così come la corruzione e l'influenza del clero e dei vari Pontefici. Come vi accennavo all'inizio, questo romanzo narra eventi storici realmente accaduti, ovviamente mescolati ad elementi di fantasia. Barbara Frale con In nome dei medici riesce a far centro nella curiosità di ogni lettore, invitandoci ad approfondire il personaggio di Lorenzo de' Medici, grande mecenate, poeta ed umanista, e anche il periodo storico della congiura del 1466. Questo rientra nel carattere di Roma, la grande Babilonia sentenziò monsignor Becchi. Sembra sempre sul punto di finire, perché Dio vorrà sprofondarla per colpa dei suoi troppi peccati; invece resiste, perché custodisce la tomba di Pietro.
Ormai è da qualche anno a questa parte, da quando mi sono appassionata alla serie tv "I Medici", che cerco sempre romanzi dedicati alla famiglia fiorentina più nota della storia del Rinascimento, quindi anche questo libro non potevo di certo farmelo sfuggire.
Quando ho preso il romanzo in mano in mano per leggerlo, non ho riletto la trama, quindi mentirei se dicessi che mi aspettavo una storia del genere.
Per quanto mi riguarda, la lettura di questo romanzo è stato un po' un travagliato, dato che nel leggerlo ho provato dei sentimenti abbastanza contrastanti che mi hanno fatto apprezzare e detestare il romanzo al tempo stesso. Premetto che nonostante i Medici mi affascinino, e non poco, non sono chissà quanto ferrata sulla loro storia, quindi non so dire se sia stato perfettamente fedele ai fatti avvenuti, però posso dire che certi elementi non mi hanno fatta chissà quanto impazzire, ma bensì storcere il naso. È anche vero che quando ho preso il romanzo in mano in mano per leggerlo, non ho riletto la trama, quindi mentirei se dicessi che mi aspettavo una storia del genere.
La sudata e sofferta storia d'amore tra Lorenzo e Clarice che si perpetra per tutto il romanzo, non mi ha appassionata quanto mi aspettavo. Riguardo lei, non mi è piaciuto che non ci sia stato alcun riferimento storico che provasse che Clarice stesse prendendo in considerazione la decisione di prendere i voti. Come non ho sopportato la scelta che Clarice si manifestasse a Lorenzo, nelle prime parti del libro, dal nulla, come se fosse un angelo che viene in aiuto nel momento del bisogno. Per certi versi, Lorenzo non l'ho nemmeno chissà quanto capito, almeno nelle sue relazioni: arriva a Roma perdutamente innamorato di Lucrezia Donati, e un attimo dopo l'ha dimenticata dopo aver incontrato Clarice, spergiurandole vero amore a prima vista. Poi, sembra che si sia innamorato e voglia prendere in sposa Veronica Visconti, ma una lettera da parte di Clarice gli fa fare di nuovo un passo indietro. Per il resto, Lorenzo l'ho trovato un personaggio un po' ingenuo per la figura storica che è stata. Tra l'altro e per quel che sapevo, Lorenzo se lo guadagna il titolo de "Il Magnifico", nel romanzo è il padre stesso, Piero, a volerglielo, addirittura, acquistare.
Riguardo gli intrighi politici, li ho trovati un po' troppo intrisi di intrighi e dispersivi, e ho trovato una quantità un po' troppo spropositata dei personaggi: praticamente in ogni capitolo ne veniva presentato uno diverso, soprattutto quando si parlava di affari e politica.
Per lo stile dell'autrice, invece, l'ho trovato molto in linea con il periodo storico raccontato, e alla fine sono riuscita ad apprezzarlo tantissimo, sebbene in alcuni casi l'ho trovato un po' dispersivo.
In compenso, non ho ancora ben capito se il libro mi sia o no chissà quanto piaciuto.
Molto buone la prosa e la cornice, diciamo ok l'intreccio (sembra non si possano scrivere romanzi storici senza dietro una cospirazione), bocciati storicità e personaggi a partire dal Lorenzo vagamente incapace e la Clarice Orsini maliarda dai misteriosi poteri.
Il libro raconta gli anni prima da l'accensione al potere di Lorenzo di Medici, soprattutto il suo viaggio a Roma. Molto interesante leggere sul equilibrio di poteri fra i Vaticano e le famiglie di Roma. Inizia un po' lento ma dal mezzo in avanti ha un buon ritmo. Mi è piaciuto!! 3/5⭐
Il romanzo si sviluppa attorno precisi fatti storici documentati, di cui l'autrice è grande conoscitrice. Protagonista, come suggerisce il titolo, è un giovane Lorenzo de' Medici, in procinto di ottenere il titolo riconosciuto di "Magnifico". Tre quarti della vicenda narrata si svolgono a Roma, dove il fiorentino giunge per ottenere dal papa all'appalto per lo sfruttamento delle Miniere della Tolfa, che l'alto prelato indirizza al finanziamento della guerra contro i Turchi. Qui, fin dal suo ingresso, è chiaro che qualcuno stia tramando per allontanare il giovane fiorentino da Roma se non, addirittura, ucciderlo. Lorenzo, infatti, nonostante sia ammirato e amato dai più per il suo carattere, la sua vitalità, la creatività, l'amore per l'arte e il suo acume politico, è comunque il fiore del casato fiorentino dei Medici, l'eletto (a ragione) del nonno Cosimo il Vecchio, che aveva reso il banco della sua famiglia il più importante d'Italia. I Medici sono diventati i banchieri papali. Ma il papa è ora un Veneziano, Paolo II, e Venezia è ostile a Firenze. Roma è un crogiolo di peccati quali corruzione, ricatti, tradimenti, intrighi, che toccano in primo luogo gli alti prelati, tutti provenienti da famiglie d'alto rango. Si diventa papi col denaro, specie se a prestarlo sono i Medici di Firenze. Ecco che allora Lorenzo viene coinvolto nelle lotte intestine di queste famiglie o nei giochi di potere dei cardinali, attaccato da più parti, tanto da non saper più in chi riporre la propria fiducia e impazzire. A complicare le cose, e a creare il filo che regge tutta la narrazione, si aggiunge l'amore inatteso di Lorenzo per Clarice Orsini, esponente di una delle più nobili e antiche famiglie romane. I due si desiderano, si bramano, soffrono l'uno per l'altra, si sentono predestinati a stare insieme, ma sono impossibilitati a coronare il loro amore, per il volere dei parenti loro. L'autrice attribuisce anche un fascinosissimo aspetto soprannaturale alla vicenda, legato alle premonizioni, all'apparizione di spiriti, alle streghe. L'epoca, a cavallo tra Medioevo e Umanesimo, è dipinto attraverso tutti i suoi costumi e le sue sfaccettature, specialmente per quanto riguarda la Roma quattrocentesca e l'Italia suddivisa tra le cinque massime potenze della fragilissima Lega Italica. Utilissimo per un bel ripasso di storia... Lo consiglio vivamente!
"È un freddo inverno del 1466 quando Lorenzo arriva a Roma per garantirsi l’appalto dell’allume estratto dalle miniere sui Monti della Tolfa; con lui ci sono il fidato amico Roberto Malatesta, figlio del celebre condottiero Sigismondo, il precettore Gentile Becchi e lo zio Giovanni Tornabuoni, mentre a casa lascia l’amante Lucrezia Donati. Al di là di ogni aspettativa, questo viaggio si rivelerà in grado di cambiargli profondamente la vita, scalfendo il suo innato buon umore. A Roma, infatti, Lorenzo finirà più volte vittima di attentati da cui si salverà per un pelo, rendendosi così conto per la prima volta di quanti nemici tramano nell’ombra per distruggere il potere della sua famiglia. Tuttavia, conoscerà anche l’amore quando i suoi occhi incroceranno quelli di Clarice Orsini, nobile donna di antica stirpe tanto affascinante quanto inarrivabile..."
Ko voli ovaj period istorije, knjiga će mu biti interesantna jer je zasnovana na istinitim događajima (Boravak Lorenca Medičija u Rimu, njegova ženidba sa devojkom iz distanije Orsinijevih, lik i delo kardinala Bordžije itd.) ;