Da una lettura a una vita: gli scrittori italiani raccontano del mondo e di sé partendo da un libro. Questa è "PassaParola".
Un giovane arriva a Princeton, l'università di grandi scienziati e grandi scrittori, premi Nobel e ragazzi venuti da ogni parte del mondo per partecipare della stessa inebriante, impressionante, ipertrofica eccellenza americana. Si è laureato alla Sapienza di Roma, si è addottorato alla Normale di Pisa, ha pubblicato poesie, articoli e un saggio sul nonsense vittoriano, ma è cresciuto, come molti italiani nati in periferia alla fine degli anni Ottanta, guardando i Pokémon, giocando di ruolo sulla rete, fumando di nascosto con la scusa di portare fuori il cane (anche se la faccenda del fumo e del cane non riguarda solo i nati alla fine degli anni Ottanta). Dall'orizzonte conchiuso dal nastro del Grande Raccordo Anulare di Roma nelle campagne di Mostacciano, all'America piena di possibilità del grande Gatsby nelle campagne del New Jersey, la formidabile ascesa di un giovane uomo per cui le cose dette, lette, viste e assaggiate stanno tutte insieme nella memoria, nel presente, nel futuro, nell'incanto e nella carne.
Iniziato tempo fa, poi interrotto e ripreso dall’inizio. I primi capitoli mi avevano stancata, ad una prima lettura, forse perché il titolo crea alte aspettative. Ad una seconda lettura mi è piaciuto.
Sarebbero 3,5 stelle, che mi sento di arrotondare a 4.
Si legge con grande divertimento e entusiasmo, l'autore è estremamente promettente (ci si aspetta da lui qualche altro testo non accademico) e realizza uno dei personal essay più belli che ho letto recentemente.
28/40 libro suggerito da un libraio Alessandro Giammei Una serie ininterrotta di gesti riusciti Un altro libro della serie Passaparola, con le riflessioni di uno scrittore su un libro che gli è rimasto nel cuore, suggeritomi mentre prendevo quello della Murgia. Il grande Gatsby si svolge in parallelo con un ragazzino in gamba che sceglie la sua strada in un ateneo statunitense... Difficile da leggere, per la ricercatezza del lessico e per la difficoltà di immedesimarsi nel vissuto del protagonista che vive in una bolla di sapere in un posto in cui tutto ruota attorno a quello... e questo nonostante mi stia succedendo una cosa simile 😉Non brutto però! Proverò a rileggerlo fra qualche mese, a lasciarlo sedimentare, e vediamo cosa succede
Il bello di questa collana è che poi ti fa venire voglia di recuperare la mancanza o riprendere in mano dopo anni i romanzi di cui si parla per leggerli in un'ottica nuova.
"Non c'è niente di più incantevole, d'altronde, nel disincanto. Ostinarsi a intessere di nuovo il passato come se non fosse irrimediabilmente passato è un'illusione, senz'altro. Ma è anche il punto del Rinascimento, della medicina, della filologia, della fisica teorica. Che altro c'è da fare, di importante, a questo mondo?"
Onestamente ho passato tutta il tempo della lettura di questo libro domandandomi il senso. Contiene tutta una serie di divagazioni letterarie e universitarie che probabilmente non ho capito perché non ho letto Il grande Gatsby. Boh, due stelle e niente più.