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L'invenzione delle razze: Capire la biodiversità umana

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Viandando nella scienza fra storia, filosofia e società. Ci si può perdere se non si trovano segnavia corretti. Così vorremmo predisporne alcuni che permettano soprattutto di non confondere i vari livelli dai quali si può parlare di scienza. Accanto a tali distinguo e alla correttezza informativa, vorremmo offrire leggerezza di stile e piacevolezza conoscitiva a quel viandante che oltre ad aver scelto di girovagare con consapevolezza critica nelle "Dimensioni della Scienza", ha anche la chiara percezione che la cultura sia unica e a disposizione di tutti coloro che la desiderino.
Giovanni Boniolo

La parola razza è tornata di moda, dopo un periodo di appannamento. Ma siamo sicuri di sapere cosa significhi esattamente, e abbiamo motivo di credere che la specie umana sia costituita di razze biologiche diverse, come i cani o i cavalli? E quanto dipendono dai nostri geni i difficili rapporti fra persone di cultura od origine diversa, e le disuguaglianze economiche e sociali? Questo libro, attraverso un percorso storico-critico di grande fascino culturale, ripercorre le tappe del dibattito sulle basi biologiche della diversità umana, dai primi tentativi di classificazione razziale fino ai moderni studi sul DNA. Ci racconta come la genetica sia riuscita a ricostruire le fasi più remote del cammino dell'umanità, dalle nostre origini africane alla colonizzazione dei cinque continenti, e come queste conoscenze smentiscano l'idea ottocentesca che l'umanità sia frammentata in gruppi biologicamente distinti, quei gruppi che in altre specie si chiamano razze.

240 pages, Kindle Edition

First published January 1, 2006

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Guido Barbujani

23 books25 followers
Guido Barbujani is professor of Genetic at Università di Ferrara.

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Displaying 1 - 22 of 22 reviews
Profile Image for Domenico Cinalli.
69 reviews1 follower
February 6, 2019
Un bell'esempio di saggio divulgativo: alla base del libro c'è una domanda alla quale, nel corso delle non eccessive pagine (la lunghezza può essere nemica, in questi casi), dà una risposta chiara e ben argomentata. Da consigliare a qualunque ragazzo che cominci a studiare un po' di biologia. E a molti adulti, tramite cura Ludovico.
44 reviews
December 28, 2016
Premetto che il libro lo avrei dovuto leggere per un esame universitario, ma per certi versi posso dire che l'ho letto per piacere personale, perché mi piace occuparmi di storia del razzismo e di intersezioni tra scienza e società. Ed è proprio una di questa intersezioni che ci mostra Barbujiani, perché, per citare Marco Aime, non è la razza a originare il razzismo ma è l'ideologia razzista a perpetuare il concetto di razza anche nella nostra presunta antirazzista società. E mi piacerebbe dire che visto che non ci sono razze biologiche nell'uomo allora il razzismo è un conglomerato di schiocchezze, ma è chiaro che ci sono motivi culturali che agiscono sotto a tale fenomeno sociale. Ma per quanto possa valere, Barbujiani e la maggior parte dei genetisti ci dicono chiaramente che ogni tentativo storico di teorizzare l'esistenza di razze nell'uomo è andato al di là del lecito quesito scientifico ed è confluito in teorie bizzarre e incoerenti con i dati della biologia e della genetica di oggi. Questo è spiegato con chiarezza, fluidità,umorismo e rigore scientifico in un libro di lettura facile e piacevole. È un buono strumento per avere le idee chiare sul tema del razzismo,che ci viene proposto a volte subdolamente di recente. Consiglio di leggerlo e di leggere anche "Contro il razzismo", a cura di Marco Aime, in cui c'è una più ampia trattazione di questo sempre attuale tema sociale.
Profile Image for Maria Beltrami.
Author 52 books73 followers
July 13, 2021
Come dice l'autore, parlare di razze all'interno della specie umana sta tornando di moda. Sta tornando di moda per motivi essenzialmente politici, perché un mondo diviso in noi e loro è più facile da controllare, ed è più facile da sfruttare. Il problema è che forse alcuni politici sanno benissimo quello che fanno, vale a dire prendere per i fondelli la gente, mentre molta gente è così scollegata dalla realtà scientifica da prendere per oro colato determinate affermazioni. Per chiunque abbia studiato un po' di biologia a scuola, dovrebbe essere facile capire che gli uomini non sono come gli asini e i cavalli, che essendo razze diverse ancorché affini, producono prole sterile. Basterebbe tenere a mente questo per capire che chiunque parli di razze all'interno della specie umana racconta fregnacce, ma tant'è. Il libro è ben scritto, ben documentato e interessante, e a tratti anche pieno di humor, cosa che in un saggio non guasta mai (cosa che pochi saggisti italiani comprendono, e quindi un punto in più per Babujani). Vale più la sua lettura che mille inginocchiamenti di facciata, ecco.
Profile Image for Osman Tümay.
387 reviews8 followers
March 13, 2023
Son zamanlarda okuduğum dili anlaşılması en zor kitaplardan biri, çevirisi de doğal olarak bir mucize yaratamamış.
Profile Image for Ferruccio Fiordispini.
111 reviews9 followers
July 5, 2018
Le differenze individuali sono più importanti di quelle delle “presunte” razze e anche di quelle delle “presunte” etnie.
L’autore, brillante genetista, con un interessante attitudine alla divulgazione e un talento persino letterario, ci spiega per filo e per segno perché le razze umane non esistono. Malgrado la parola razza sia tornata di moda, e forse non è mai veramente passata.
Barbujani ci dimostra che anche validi scienziati contemporanei (non solo ciarlatani e columnist alla ricerca di facili successi editoriali) cadono facilmente nella trappola. Il fatto è che è così lampante che uno svedese biondo con gli occhi azzurri è diverso da un congolese nero con i capelli ispidi: come fanno a non essere di razze diverse?
Eppure, si tratta di aspetti esteriori che sono sì visibili, ma non modificano la sostanza, che è data in definitiva dalla quasi comunanza totale del DNA dei due soggetti. Anzi, per motivi che appaiono reconditi, ma che in definitiva sono facilmente spiegabili con i probabili flussi migratori dell’homo sapiens dall’Africa verso i restanti continenti, è molto più probabile che il DNA del nostro amico svedese sia più diverso rispetto a quello di un italiano, o di un cinese, addirittura di un vicino norvegese. E allora? Possiamo concludere che sono di due razze diverse, lo svedese e il norvegese?
Anche se in modo meno apparente e meno ovvio, a mio avviso una situazione simile la riscontriamo anche con le differenze interculturali, cui diamo una grande importanza (il legame razza/cultura è molto forte nella nostra mente): ma spesso si tratta, anche in questo caso, di adattamenti ambientali, rilevanti sì, ma non tali da superare le differenze individuali nei modi pensare e nei modi comportarsi.
Tra i tanti studiosi, filosofi e scienziati, tori che Barbujani cita, mi ha colpito Linneo, il creatore della tassonomia, il quale collocava gli uomini tra i Primati (quindi ben prima che nascesse Darwin, ma Linneo era un creazionista, e quindi la sua idea non era così deflagrante) e proponeva la classificazione dell’umanità in sei razze, che lui chiamava “varietà”: americana, asiatica, europea, africana, selvaggia e mostruosa. Al di là di queste ultime due (selvaggia riferita alle tante leggende di uomini dei boschi, ecc.; mostruosa a chi era afflitto da deformazioni congenite), la sua descrizione delle quattro razze principali si basa sul colore della pelle (rossa, gialla, bianca e nera), ma porta con sé delle implicazioni psicologiche. Indigeni americani sono descritti come testardi, liberi e governati dalle tradizioni. Gli asiatici sono malinconici, perfidi e governati dalle opinioni. Gli africani sono negligenti, passivi, imbroglioni e governati dalle passioni. Gli europei sono intelligenti, inventivi e governati dalle leggi.
Notate il legame con le descrizioni di tipo anche culturale che vengono affibbiate alle differenti razze.
E’ quello che dicevo sopra: tendiamo da sempre a credere che esistano delle differenze cognitive e comportamentali tra le etnie e le razze. Nulla di più sbagliato, sono solo comode classificazioni. Tassonomie, appunto. Utili ma fuorvianti.
In realtà, ci dice Barbujani, fin dal suo esordio la classificazione razziale umana fatica a mantenersi sul terreno della biologia. Per debordare in quello della psicologia di gruppo, con una tendenza stabilire gerarchie di valore. All’interno delle quali gli europei se la cavano sempre bene, addirittura benissimo. I sistemi successivi confermeranno questa tendenza.
Dal punto di vista genetico, la popolazione umana dei vari continenti è poco differenziata, mentre dentro a ogni popolazione, massimamente in Africa, troviamo una fetta molto ampia della diversità genetica mondiale.
Un’informazione divertente che farà rizzare i peli a molti degli attuali razzisti convinti della purezza e del candore della razza bianca: prima dell’avvento dell’agricoltura, quindi circa 10 mila anni fa o meno addirittura, gli europei avevano probabilmente pelle scura e occhi azzurri. La pelle più chiara, combinata agli occhi scuri, è probabilmente arrivata grazie all’arrivo di popolazioni dal Medio Oriente, certamente più evolute dal punto di vista culturale, perché portatrici delle tecniche agricole e di allevamento.
Contemporaneamente, dal Caucaso arrivarono popolazioni con pelle e occhi ancora più chiari, che ben si adattarono agli ambienti freddi e scarsamente illuminati della penisola scandinava.
I Neanderthal avevano la pelle chiara già da molto prima.
Barbujani, in sintesi, ci spiega che il processo evolutivo dell’uomo ha spinto un piccolo gruppo di africani a espandersi in tutto il pianeta (insieme ai nostri compagni di viaggio, i topi!), adattandosi ad ambienti differenti, modificando nel corso del tempo le sue caratteristiche ereditarie.
In realtà, non solo gli europei, ma l’umanità tutta, da sempre, è stata incessantemente in movimento.
Una frase che mi ha colpito molto, e che condivido assolutamente, è che nel cervello si esprimono i due terzi dei nostri geni; le loro interazioni, e gli effetti dei mille fattori non genetici che contribuiscono a formare la nostra personalità, sono formidabilmente complessi, e siamo ancora molto lontani dal comprenderli, anche solo superficialmente.
Ecco perché lo studio e la comprensione del cervello ci possono far veramente capire chi siamo, come pensiamo e come ci comportiamo: a livello individuale, perché ciascun cervello è un universo a sé, fatto da una rete di miliardi e miliardi di connessioni neuronali, ciascuna diversa dall’altra.
Profile Image for Antonio Fanelli.
1,030 reviews210 followers
December 16, 2014
Molto interessante.
Semplice chiaro ben argomentato.
La parola definitiva sull'assurdità del termine razza applicato agli esseri umani.
Già Boaz aveva chiarito quanto assurdo fosse questo termine.
Ora con la genetica non se ne può parlare e basta.
Profile Image for Lorenzo.
107 reviews2 followers
December 19, 2018
Un libro interessante, come pochi. Attraverso un'approfondimento degli studi sulla genetica e con prove ripetute (perché è proprio questo il significato della scienza) ci fornisce l'inevitabile risposta che le razze in quanto costruzione biologica che contribuisce a differenziare il genere umano non esistono. Quando racchiudiamo delle differenze costruendo dei gruppi o razze diversi, ecco che all'interno di esso scopriamo più disuguaglianze che tra esso ed un altro gruppo.
In definitiva, non è scientificamente possibile suddividere il genere umano in razze distinte. Da qui la ragione del titolo al volume dato da Barbujani.
Consigliato a chi si arroga il diritto di definirsi superiore rispetto agli altri e invoca paure di contaminazione derivate dall'immigrazione.
89 reviews3 followers
July 30, 2019
«Quando ormai la scienza ha messo in chiaro che ogni popolazione differisce un po’ da tutte le altre, ma che nel genoma non si trovano linee di confine fra neri, bianchi e gialli, salta fuori qualcuno che dice: d’accordo, sarà anche così, ma questi discorsi sono così complicati! Mentre le razze sono così evidenti… Con un po’ di maquillage editoriale, questo discorso disarmante diventa una ricetta di successo, perché negli Stati Uniti i libri che sostengono la superiorità dei bianchi vendono mica male. Così oggi il vento è cambiato. Oggi, come scrive Jonathan Marks, far accettare l’inesistenza delle razze è diventato tanto difficile quanto convincere i nostri antenati del Seicento che la Terra non se ne sta ferma al centro dell’universo.»
Profile Image for Leonardo Riccardi.
46 reviews
November 24, 2019
Una stupenda introduzione alla genetica, corredata da una ricchissima bibliografia dove allacciarsi ad altre letture interessanti. Non è un manuale tecnico, il Prof. Barbujani ci accompagna in una riflessione che tocca vari aspetti della biodiversità, partendo dagli studi del passato (e le relative credenze), agli errori fatti ma che sono serviti a capire, alle nuove scoperte che hanno sfatato definitivamente un mito che rimane comunque ancora nelle teste di tante persone. Mi è piaciuta molto la riflessione sulla scienza, lo sforzo intellettuale di tante persone per arrivare a fare luce sulle vecchie credenze, i limiti della scienza, che ci sono e rimangono sempre, ma fanno in modo che si possa alzare l'asticella per raggiungere nuovi traguardi.
Profile Image for Martina.
47 reviews5 followers
January 19, 2022
Quasi tutti gli scienziati, e io con loro, sono convinti che la scienza non possa essere obiettiva. L'abbiamo già detto parlando delle teorie sull'evoluzione umana: i dati scientifici sono lì, potranno essere buoni o cattivi (nel secondo caso, meglio scartarli e raccoglierne altri), ma sono gli stessi per tutti. In un certo senso, anche se solo in un certo senso si può definirli obiettivi. Per capirli abbiamo bisogno di un'ipotesi, e le ipotesi riflettono la nostra esperienza, le nostre conoscenze precedenti, tutto un insieme di fattori, tutto un insieme di fattori soggettivi anche se non arbitrari. Si può essere più o meno rigorosi, questo sì, ma obiettivi mai.
Profile Image for Vincenzo Garofalo.
54 reviews
July 30, 2021
Un saggio scorrevole, educativo, ricco di spunti di riflessione sull'evoluzione umana, sulla cultura e sul processo di sedimentazione del pregiudizio. Un libro da leggere, da fare leggere e da custodire come memorandum contro ogni logica razziale. Siamo tutti parenti, tutti un po' diversi, ma con un patrimonio genetico più simile di quanto ci si possa immaginare. Un libro bellissimo.
17 reviews3 followers
February 12, 2025
Çok önemli bir konu olan ırklar meselesini daha anlaşılabilir bir sadelikle yazmak mümkün olsaydı keşke. Tıp insanı olarak ben bile zorlandım çoğu bölümü takip etmekte. Çeviri de maalesef başarılı değil. Irkçılığa karşı önemli bir çalışma ama ne yazık ki okunması ve anlaşılması zor olduğu için amacına ulaşamamış.
Profile Image for amberle.
378 reviews13 followers
April 27, 2019
Testo molto divulgativo eppure curato nei dettagli, con una bibliografia approfondita, e che non esita ad affrontare alcune controversie ancora molto vivaci nel mondo dei genetisti di popolazione.
Ottimo.
Profile Image for Eva Filoramo.
Author 11 books7 followers
January 17, 2020
Mi chiedo perché non lo abbia letto prima. Chiaro, esauriente, convincente e ben documentato, con una scrittura fluida e piacevole che contribuisce a renderlo un gran bel libro, da leggere e rileggere, da diffondere e condividere.
Profile Image for Martina.
103 reviews1 follower
August 25, 2021
Ottimo esempio di saggio divulgativo. Per uno non espertissimo del settore, magari, risulta essere un po' ostico in alcuni punti. Chi invece è del settore o bazzica in esso è una delle letture obbligatorie per capire la biodiversità umana.
Profile Image for Shamrock Gio.
21 reviews
September 4, 2023
Le razze umane esistono o è solo un condizionamento da parte della cultura e delle tradizioni? Guido Barbujani ci guida in questa scoperta. Anche questo è un libro che tutti dovrebbero leggere.
3 reviews
January 26, 2025
Un bel libro! A tratti non semplicissimo da seguire (a mio avviso) ma decisamente interessante.
Profile Image for Freca - Narrazioni da Divano.
399 reviews23 followers
March 31, 2021
Un ottimo excursus fra storia e scienza sul concetto di razza. Si parte dalla definizione e si passa per il progetto genoma umano, spiega in modo semplice e chiaro, passo per passo, i dati che abbiamo in mano, le differenze fra uomini e le varie teorie (tra cui l'evoluzione). Ogni volta che parla di una sua interpretazione lo mette ben in chiaro, esplicitando anche il pensiero dei colleghi.
Un ottimo libro, pacato, composto e completo sull'argomento: per chi crede che sia la conoscenza, i fatti a farci da fondamento per l'interpretazione del mondo, per chi non vuole seguire chi ha la voce più suadente o chi urla con più passione, per chi preferisce prendersi il tempo per capire a fondo e con precisione, senza la fretta di una risposta semplice ed immediata, per chi non ha paura della complessità e di accettare che ci sia molto ancora a cui dobbiamo dare risposta.
Personalmente l'ho trovato un testo più antirazzista di molte considerazioni filosofiche
Profile Image for Luca Gatto.
148 reviews3 followers
March 22, 2022
Un libro interessante e stimolante, che smonta puntualmente e meticolosamente anni di teorie farlocche su presunte razze umane. Barbujani lo fa con un linguaggio diretto e colloquiale, senza scadere mai nel banale. Rende semplici concetti complessi di biologia e genetica, facendo appassionare a queste tematiche anche i non esperti. È un libro utile e coinvolgente, che ti inchioda alle pagine come se stessi cercando di risolvere un enigma, di scovare un colpevole. Comprendere, in maniera rigorosa e scientifica, perché non sia possibile definire delle razze umane, e perché chi l’ha fatto ha sbagliato (in buona o spesso in malafede) è una necessità quanto mai urgente, per sfatare, nel nostro piccolo, miti vetusti e dannosi. Consigliatissimo.
Profile Image for Vincenzo Aversa.
Author 7 books17 followers
June 22, 2011
Libro che ha lo scopo di dimostrare come sia sbagliato parlare di razze per gli esseri umani. Piuttosto scorrevole e interessante (non certo un testo scientifico), ha il merito di proporre e, a volte, sbugiardare le varie teorie proposte nel corso degli anni. Alla fine non porta a nulla, ma si legge con piacere se interessa l'argomento.
Da segnalare la terribile versione ebook di bookrepublic.it, piena di errori di battitura e di impaginazione.
67 reviews
March 28, 2024
Interessante libro che smonta il concetto di "razza" dal punto di vista genetico. Usa questo argomento per introdurre concetti di introduzione alla genetica e alla statistica genetica. Manca secondo me un pò di apertura a letture future o approfondimenti, lascia sicuramente stimoli ma secondo me non abbastanza.
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