Intanto ve lo dico, così non fate come me: il libro si apre con l’elenco delle canzoni (più autore o interprete, a seconda del caso), ma ALLA FINE C’È IL LINK alla playlist completa su YouTube - in realtà, almeno un video è bloccato nel nostro paese, che poi non ho capito perché bloccare Un’emozione da poco in Italia, ma non insisto con YouTube.
Vi ho avvisato subito perché io - ovviamente, avendo messo il link alla fine ed essendo il lettore una persona che legge il libro dall’inizio - ho cercato mano a mano che avanzavo di farmi una playlist, ma ho provato con Spotify e non si riesce, alcune canzoni non sono contemplate perché non esistono in digitale, oppure hanno questioni di diritti (su quelle di Battisti pesa la diatriba giudiziaria tra gli eredi e Mogol).
L’introduzione, che ci spiega come l’autrice sia diventata appassionata di musica italiana, vale da sola metà delle 5 stelle che ho dato al libro.
Il resto è una gioia. È un libro che dà gioia. Sono canzoni che danno gioia. No, non ho detto noia (sì, c’è anche quella…).
Ottanta pezzi grossi della storia della canzone italiana, secondo l’autrice, raccontate in sintassi, sinossi, storia, curiosità e facezie. Poi, potete anche essere in accordo o in disaccordo con la cernita e il risultato finale dell’elenco. Perché c’è quella, ma non c’è quell’altra? Perché c’è questo qui, ma non c’è quello là? Perché De André solo una e Gino Paoli (per esempio) tante? Perché Liberato (Liberato non me lo dovete toccare, che pure io che ho tutti i parenti nati dal Po in su sono una fan sfegatata, e pure della canzone napoletana in generale, della quale viene spiegato perché per essa è stato fatto un discorso a parte).
La cosa sta così: probabilmente ognuno di noi avrebbe fatto un elenco diverso. Probabilmente, però, pure chi, come me, non è uno specialista in materia né fa il giornalista musicale, se dovesse scegliere le migliori trenta canzoni d’amore della musica italiana d’autore, poco poco almeno 30 di queste ce le mette (onestamente, io una percentuale più alta, ma anche perché a me piace pure Nilla Pizzi).
Quando si arriva alla fine, la sensazione è: sì, ci sono tutte.
E a parte che secondo me, è un libro adattissimo da leggere in estate, perché l’estate con le canzoni d’amore ci va a nozze, la verità è che questo è un libro che non può non piacerti, perché spalanca una porta emozionale nel lettore: tutti abbiamo dei ricordi legati a queste canzoni. Io, che ho ancora poco più di trent’anni, però ho ricordi legati a Il mondo, ma pure a Sapore di sale, con tutto che sono state scritte un po’ prima di me. Ne ho per La stagione dell’amore, ne ho per Cara, ne ho per tantissime altre. Ci sono anche casi in cui non conoscevo la canzone menzionata - sì, sono ignorante nei confronti di alcuni lati B e forse anche di Dente -. Ho adorato che ci fosse Jannacci, e Paolo Conte, e Fossati, e Battiato, e gli 883 e Morgan ed eccetera.
Che lo si voglia o no, fanno parte del nostro patrimonio fonetico, nel senso che le canticchiamo tutti perché le conosciamo tutti e se le conosciamo tutti un motivo ci deve pure essere. Sono pietre miliari dell’educazione sentistrumentale. Sono là.
Liberatevi dei pregiudizi, la canzone d’amore italiana è dentro di noi.
Ed è bellissimo.
Proprio bellissimo.
Fate come me. Comprate il libro. Leggete. Ascoltate. Viaggiate. Datevi una botta non ristretta di romanticismo. Vi piacerà.