Ventiquattresima figlia di un tintore senese, fin da bambina Caterina Benincasa mostra un carattere indipendente e determinato. Cocciuta e anticonformista, rifiuta il matrimonio e vive in totale povertà dedicandosi agli ammalati. Veggente e taumatarga, viene creduta indemoniata, strega e mentitrice. Trascinatrice di uomini e donne di ogni censo, viaggia instancabilmente per mettere pace fra le città italiane in lotta tra loro o con lo stesso pontefice. E, durante una di queste missioni di pace, muore a Roma a trentatre anni.
Edgarda Ferri racconta la vita di Caterina da Siena, patrona d’Italia, secondo la biografia scritta dopo la morte della santa dal religioso domenicano Raimondo da Capua che fu confessore e padre spirituale di Caterina. Caterina nasce a Siena, ventiquattresima figlia del tintore Jacopo Benincasa e di Lapa. Fin da piccola sente l’anelito alla vita religiosa e all’unione con Cristo: “La mia vita deve cambiare. Devo conquistare la purezza del mio abito bianco. Devo morire al mondo annullandomi nel nero del mio mantello.” Molto osteggiata nei suoi desideri, deve lottare duramente con la famiglia per far sentire la sincerità della sua vocazione. Il secolo in cui vive Caterina, la seconda metà del ‘300, è un periodo tormentato per la Chiesa e per i Comuni italiani, sempre in lotta fra loro, soprattutto Firenze e Siena. E anche Caterina si trova ben presto coinvolta in queste faide: il suo più grande desiderio è riuscire a far tornare il papa da Avignone a Roma. Lotterà strenuamente per questo e per la pace nelle città italiane. Tormentata da visioni mistiche, estasi e lotte col maligno, arriva a nutrirsi a stento e a deperire sempre più. Nonostante ciò, si adopera anche per i più poveri e per chi non ha niente. Dopo essere riuscita a far tornare papa Gregorio XI a Roma, altri eventi importanti per la penisola italiana coinvolgono anche Caterina: il tumulto dei Ciompi a Firenze, lo scisma fra papa Urbano VI, successore di Gregorio, e l’antipapa Clemente VII. La Ferri è abilissima nel descrivere la vita di Caterina inserita nel suo contesto storico, delineando vicende storiche, città e personaggi, in un libro breve ma denso di Storia. Ne emerge una figura che sembra debole fisicamente, ma forte nello spirito e nell’anima e nel suo anelito a Dio: Tutta la sua vita era stata vissuta nella costante nostalgia del Cielo.
Un'interessante esempio di biografia romanzata: un genere che di rado viene usato nelle biografie dei santi, animato dall'intento da parte dell'autrice di entrare nei pensieri, nelle gioie e nelle sofferenze di S. Caterina.