RILETTURA 2021
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Voto 4+/5
“Bedside Manner” è il rapporto tra medico e paziente ed è il tema centrale, oltre che il titolo, del secondo volume di questa serie.
Zane Kavanaugh è stato un personaggio importante nel primo volume: studente intelligente, sfrontato e malizioso, era stata una pedina essenziale nell’evoluzione della relazione tra Ben e Gage. I due uomini, a loro volta, lo avevano aiutato ad affrontare i suoi difficili problemi familiari: rifiutato dal padre, picchiato selvaggiamente dal patrigno, deluso dall’atteggiamento indifferente della madre, tutto per essersi dichiarato omosessuale.
“Bedside Manner” è, dunque, la storia di questo ventenne deluso e arrabbiato, appena dimesso dall’ospedale dopo essere stato ricoverato a seguito del pestaggio del patrigno. Le ferite esterne sono in via di guarigione, ma quelle interne faticano a cicatrizzarsi, soprattutto per il dolore di aver visto tutta la sua famiglia voltargli le spalle.
Zane può sempre contare sull’aiuto dei suoi amici Ben e Gage, che lo sommergono di affetto (a volte anche eccessivo) e somigliano sempre di più a due figure genitoriali. Il romanzo prende, infatti, avvio con i due uomini che accompagnano il ragazzo a casa del padre per poter recuperare mobili ed effetti personali e trasferirsi a casa del suo miglior amico Xavier. La relazione con i genitori è ormai compromessa sebbene il padre stia cercando in tutti i modi di recuperare un dialogo con il figlio. A Zane non rimane, dunque, che cercare di andare avanti.
Il dott. Paul Johnston ha sempre represso la propria omosessualità per timore delle reazioni dei propri parenti bigotti, si è sposato con una donna realizzando un matrimonio infelice, a trentanove anni ha finalmente compreso di aver sprecato parte della propria vita e ha deciso di divorziare facendo coming out: «Andò fino al camino di proposito, con la rabbia che sobbolliva dentro di lui per aver ridotto la sua vita in quello stato. Per aver tenuto nascosta la sua omosessualità e aver perso, a un certo punto della sua vita, ben più della sua identità sessuale. Aveva sovvertito i propri sentimenti, le speranze e i sogni a favore di un'apparenza pacata, quella di un dottore sposato con una moglie carina, ma superficiale»
Il ritrovato entusiasmo nei confronti della propria sessualità lo induce a tenere comportamenti sul luogo di lavoro considerati da qualcuno inopportuni, sebbene del tutto innocui, e questo inizia a procurargli qualche problema. Ma quando i suoi occhi incrociano lo sguardo profondo e triste di Zane, appena ricoverato al pronto soccorso, non riesce più a togliersi dalla testa quel bellissimo ragazzo.
Zane e Paul si incontrano nuovamente durante il trasloco a casa di Xavier e il ragazzo con la consueta sfrontatezza gli dà il suo numero di telefono dando vita a un rapporto di amicizia fatto di scambi di messaggi e confidenze. Paul vorrebbe evitare di intraprendere una relazione con un ex paziente, soprattutto in un momento in cui è in corso un’indagine su una sua eventuale condotta lavorativa inappropriata che lo ha portato a un periodo di congedo retribuito, ma gli risulta sempre più difficile stare lontano da Zane e mantenere il loro rapporto su un piano puramente platonico, considerata l’attrazione reciproca sempre più forte.
Questo secondo volume è sicuramente più intenso, introspettivo e sofferto rispetto al primo: Paul e Zane sono due protagonisti con una situazione difficile che condiziona i loro comportamenti e rende difficile poter essere felici insieme. Eppure il loro rapporto diventa sempre più intenso proprio perché ciascuno dei due riesce a trovare nell’altro un porto sicuro, in cui può sentirsi speciale e amato e non più rifiutato e disprezzato per la propria natura.
Paul riesce finalmente ad abbattere quel muro di solitudine interiore che si era costruito attorno durante gli anni in cui aveva negato il proprio essere, il confronto con Zane lo porta sempre di più ad accettarsi, a considerale normale una relazione con un altro uomo, a sentirsi meno solo: «Paul appoggiò il telefono e sbadigliò. Era la prima volta che si sentiva così rilassato da quando era stato messo in congedo retribuito. Forse ora anche lui sarebbe riuscito a dormire. Era bello sapere che, mentre appoggiava la testa sul cuscino e chiudeva gli occhi, Zane stava facendo lo stesso. Lo faceva sentire meno solo»
Zane, a sua volta, con la sua natura vulcanica ed esuberante, con la rabbia e il desiderio di non essere compatito, riesce a trovare in Paul qualcuno che sappia davvero come venirgli incontro nel modo giusto, un’ancora di salvezza cui aggrapparsi per affrontare con più serenità la propria esistenza: «Paul lo tranquillizzava e in quei giorni Zane era una tempesta di emozioni confuse. Passava dallo star bene all'essere furioso, per poi essere così triste da domandarsi se valesse la pena alzarsi dal letto. Paul era come la crema emolliente per le pelli bruciate e desquamate».
“Bedside Manner” è un romanzo che mi ha davvero coinvolto ed emozionato, un gap generazionale che affronta diverse tematiche importanti, tra cui l’omofobia e l’accettazione di sé, e mostra il rafforzarsi reciproco dei sentimenti dei due protagonisti, il loro migliorarsi a vicenda, l’acquisita consapevolezza che quando si ama una persona vale la pena correre qualsiasi rischio: «Paul avrebbe voluto dirgli che per lui valeva la pena correre il rischio. Che ogni giorno che passavano assieme capiva sempre di più che se mai avesse dovuto scegliere non ci sarebbe stata scelta. Voleva Zane nella sua vita e non avrebbe mai potuto abbandonare quel senso di completezza che stava scoprendo»