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So che un giorno tornerai

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Angela non ha ancora vent'anni quando diventa madre, una mattina a Trieste alla fine degli anni Sessanta. Pasquale, il suo grande amore, è un "jeansinaro" calabrese, un mercante di jeans, affascinante e già sposato. Lui le ha fatto una promessa: "Se sarà maschio, lo riconoscerò". Angela fa tutti gli scongiuri del caso ma nasce una femmina: Emma.

Pasquale fugge immediatamente dalle sue responsabilità, lasciando Angela crescere la bambina da sola insieme alla sua famiglia numerosa e sgangherata. I Pipan sono capitanati da un nonno che rimpiange il dominio austriaco, una nonna che prepara le zuppe e quattro zii: uno serio, un playboy e due gemelli diversi che si alternano a fare da baby sitter a Emma.

Lei sarà la figlia di tutti e di nessuno e crescerà così, libera e anticonformista, come la Trieste in cui vive, in quella terra di confine tra cielo e mare, Italia e Jugoslavia. Fino al giorno in cui deciderà di mettersi sulle tracce di suo padre, e per lui questa sarà l'occasione per rivedere Angela, che non ha mai dimenticato.

So che un giorno tornerai è un romanzo sulla ricerca delle nostre origini, la scoperta di chi siamo e la magia degli amori che sanno aspettare. Con ironia e un pizzico di nostalgia, Luca Bianchini ci prende per mano e ci porta a conoscere i sentimenti più nascosti in ognuno di noi, per scoprire che non hanno confini, "da Trieste in giù".

Alla fine, ognuno di noi s'innamora di chi ci guarda per un attimo e poi ci sfugge per sempre.

264 pages, ebook

Published October 2, 2018

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137 people want to read

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Luca Bianchini

25 books81 followers

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5 stars
61 (15%)
4 stars
146 (36%)
3 stars
120 (30%)
2 stars
46 (11%)
1 star
27 (6%)
Displaying 1 - 30 of 57 reviews
Profile Image for Alessandro Lorini.
362 reviews8 followers
December 7, 2018
Bianchini riesce sempre a trascinarmi nel suo mondo con una facilità incredibile... una storia con protagonisti irritanti. Ma non per questo non li si ama...
Profile Image for Romanticamente Fantasy.
7,976 reviews237 followers
November 27, 2018
Mia nonna mi ha sempre detto che un buon libro è come un cavallo purosangue: si riconosce al primo sguardo! E io non posso fare altro che confermare le sue perle di saggezza. Vi assicuro che questo libro saprà conquistarvi sin dalle prime pagine, una storia familiare e avvincente di cui vorrete assolutamente scoprire il finale e non riuscirete a staccare gli occhi prima dell’ultima pagina.

Ho sempre considerato la maternità come una porta, varcata la quale nulla sarà più come prima. Ci saranno nuove gioie, dolori, sopraffazione, stanchezza, e sorrisi, tanti meravigliosi sorrisi, e un amore unico. Angela quella porta non l’ha mai aperta, mai del tutto. Pasquale rinnegando lei e la bambina l’ha segnata interiormente, infrangendo i suoi sogni e le sue speranze di un futuro felice insieme, e cambiando definitivamente le sorti di entrambi, oltre che di Emma.

Piccola dolce Emma, abbandonata al proprio destino da due genitori scellerati, che genitori non lo sono mai stati. Pur avendo ricevuto tanto amore dalla famiglia materna, vive la propria vita con un grande vuoto interiore, vuoto che vorrebbe colmato dalla propria mamma che, sorda alle sue grida silenziose e disperate, preferisce vivere la propria vita altrove, lontano da quella figlia che le ricorda i propri sbagli e il proprio amore perduto. Emma cresce indomabile, spinta dalla Bora Triestina, nulla che possa placare la propria tempesta interiore, sempre nella speranza che la sua mamma si decida a tornare da lei. Ma ad Angela quella figlia non basta, lei vuole Pasquale, e nonostante siano passati tanti anni sente il suo amore per lui sempre forte e vivo, salvo scoprire alla fine che il vero amore era sempre stato silenziosamente al suo fianco. Lo stesso Pasquale vive nel ricordo di quell’amore nel tempo e nello spazio, reso ancor più dolce dal pensiero di quello che poteva essere ma che non è mai stato, un po’ per mancanza di coraggio un po’ per egoismo.

" Quando vide la fototessera del 1968 appoggiò la testa sulla spalla di sua figlia e iniziò a singhiozzare. Emma la lasciò sfogare, e le venne anche un po’ da sorridere: non riusciva mai a essere figlia, ma sempre qualcosa di diverso. Nipote, cugina, ora sembrava lei la madre di sua madre e doveva provare a consolarla. Angela cercò di riprendere il controllo.
«Cosa farai, lo andrai a trovare?»
«Non lo so.»
«Verrà lui qui?»
«Non lo so.»
.
Libro dalla scrittura semplice ma ineccepibile, mai alcuna sbavatura o carenza; riesce a coinvolgere il lettore in un crescendo di emozioni che si susseguono e alternano. Ogni personaggio viene curato nei minimi dettagli, la stessa Trieste viene descritta egregiamente, esaltandone i profumi, i rumori, il mare, col suo viavai di gente da ogni dove che passa ma che mai realmente si ferma.
.
Mumu' - per RFS
Profile Image for Anna Giovane Reader.
248 reviews19 followers
October 2, 2018
4.5 stelline!
So che un giorno tornerai è un romanzo ricco di sfumature, a dispetto della copertina bianca e minimal che lo contraddistingue. Ed è con la malinconia e la semplicità che caratterizza la scrittura di Bianchini che il lettore sarà guidato nei meandri di una storia ricca di sentimenti, emozionante e bella come poche, in cui le partenze sanno di abbandoni e i ritorni profumano di felicità.
Un romanzo che parla della ricerca di se stessi e delle proprie origini, di quanto possano essere complessi i rapporti familiari e di amori che sanno aspettare, per nulla erosi dallo scorrere del tempo. Un romanzo che insegna come la vita possa diventare un altopiano dopo tanta salita, basta avere fiato e coraggio per i momenti più bui non perdendo mai di vista chi si è.

Recensione completa sul blog: https://appuntidiunagiovanereader.blo...
Profile Image for Ludovica Ponzo.
273 reviews7 followers
May 14, 2019
Mi è capitato molto spesso di leggere recensioni positive o solo consigli molti favorevoli su Bianchini, un giovane autore torinese, quindi dopo averci girato parecchio attorno, mi sono decisa ad acquistare un suo libro. Il suo ultimo libro. So che un giorno tornerai.
Cover bellissima, minimalista con questo quadrifoglio verde che spezza il bianco e sembra quasi uscire fuori dalla pagina, titolo molto azzeccato per catturare l’attenzione di una come me, che vive sempre a metà, tra il passato ed il presente. Sul retro del libro una frase che è impossibile non riconoscere come mia: “Alla fine, ognuno di noi s’innamora di chi guarda per un attimo e poi ci sfugge per sempre”.

Nonostante tutte queste ottimiste premesse, il colpo di fulmine non è scoppiato. Purtroppo no. E non credo sia a causa di una mia difficoltà di fondo a buttarmi in storie familiari, o di formazione come si dice, in cui si parte dalla nascita di un protagonista, in questo caso la neonata Emma, per arrivare alla sua maturazione, o alla mia criticità momentanea di leggere qualcosa che non sia un fantasy, e non credo neanche sia totalmente responsabilità di una scrittura che si è rivelata scorrevole ed anche accattivante. Credo, invece, di avere avuto qualche imbarazzo ad immedesimarmi nei personaggi. Soprattutto con il personaggio con cui questa storia ha inizio: Angela.

Angela ed il suo amore per Pasquale, un uomo del Sud già sposato. Angela che rimane incinta. Angela che spera con tutto il cuore che sia un maschio, altrimenti Pasquale non riconoscerà il figlio come proprio. Angela che dà alla luce Emma. Angela che poco dopo si trasferisce in un’altra regione (dal Friuli parte per il Veneto), lasciando, ma di fatto abbandonando, la bambina ai suoi genitori. Angela che negli anni si fa vedere raramente da sua figlia, solo nelle occasioni speciali, non certo quando sua figlia aveva bisogno di una figura materna a cui appoggiarsi, con cui confidarsi, da cui farsi semplicemente amare.
Angela che ho detestato dalla prima all’ultima pagina.

Sono una madre, e neanche delle più materne, ma questa ossessione, perché non penso che possa chiamarsi amore, di Angela per Pasquale ha condizionato, negativamente, il suo rapporto con la figlia, ha compromesso il suo matrimonio ed ha soprattutto minato l’amore che lei avrebbe dovuto avere per se stessa. Chiamiamolo amor proprio, dignità, ma sicuramente lei non è stata una madre che mette davanti a sé né la figlia, né se stessa. Mette davanti a tutto e tutti solo Pasquale, che comunque sceglie sua moglie, che torna da sua moglie e che di fatto non ha mai fatto per niente per conquistarsi né la stima di Angela, né tantomeno l’amore di Emma.

Emma è un personaggio sopra le righe, diversissima da sua madre, lontana dallo stereotipo della femminilità, ma alla fine lei riuscirà ad essere una madre più di quanto Angela non abbia mai provato a diventare.

«Lei, eterna campionessa, cavallo di razza, ragazza atletica, impavida fuoriclasse,
aveva di colpo i dubbi di chi sta per affrontare un appuntamento galante,
ma al buio.
Peccato che fosse con un genitore.»

Non c’è un solo personaggio che abbia capito o amato e che non mi abbia, invece, procurato un fastidioso prurito.

La scrittura non mi è dispiaciuta totalmente, è scorrevole, semplice, senza tante pretese, ma tutti i personaggi, a parte forse i nonni di Emma, mi sono risultati talmente indigesti che hanno condizionato, dall’inizio alla fine, la lettura.

Leggerò altro di Bianchini? Assolutamente sì. Non si giudica un autore solo da una sua opera, si dovrebbe sempre riconoscere che il libro potrebbe non essere nelle nostre corde o potrebbe non essere giusto il momento in cui si legga, ma questo non sminuisce per niente l’autore in sé, anzi dovrebbe spronare il lettore a leggere altro, se non tutto, ed avere una conoscenza allargata della sua bibliografia.
Profile Image for Seregnani.
743 reviews36 followers
October 14, 2024
3,5⭐️ stando ampiamente larghi. Diciamo che ho letto libri di Bianchini che mi son piaciuti di più, qua la storia era carina ma era tutto un po’ scontato, anche il finale.
Profile Image for Meshua Arcieri.
586 reviews19 followers
November 19, 2018
Il nuovo romanzo di Luca Bianchini si apre con il parto di Angela Pipan, che è un momento molto importante per il futuro della ragazza. Infatti, qualora il nascituro fosse un maschio, il padre Pasquale lo riconoscerebbe altrimenti no. Pasquale è sposato ma non riesce ad avere figli, questo è il motivo della sua scelta.
Era da un po' che non leggevo un libro di questo autore e devo dire che questo ultimo suo lavoro mi ha piacevolmente stupito.
Innanzitutto ho trovato l'incipit molto incisivo: il romanzo si apre infatti con il parto di Angela, che rappresenta l'inizio e la fine di tutte le vicende che verranno raccontate. Già da questo inizio capiamo la portata emotiva della storia che andremo a leggere.
In questo ultimo lavoro ho ritrovato lo stile dell'autore che riesce a coinvolgermi a pieno, facendomi entrare nella storia che racconta e facendomi venire voglia di continuare a leggere pur avendo paura di finire il libro troppo in fretta.
Due punti forti che ho trovato in questo romanzo sono l'ambientazione a Trieste e la famiglia Pipan. È successo poche volte che, leggendo un libro ambientato in una determinata città, mi venisse voglia di visitarla per ritrovare i luoghi descritti. Questo è dovuto sicuramente all'abilitá dell'autore di scegliere l'ambientazione più adatta alla storia che racconta e di descriverla in modo tale che noi lettori possiamo immaginarcela. L'altro punto forte, come dicevo, è sicuramente la famiglia Pipan. Ci troviamo di fronte ad una famiglia rumorosa, diversa da quelle classiche, con dei problemi ma ricca di amore. In questa famiglia troviamo l'amore allo stato puro: l'amore per un figlio, per un nipote, per una sorella, per un fratello! Troviamo la voglia di ricominciare e rimettersi in gioco, l'accettazione degli sbagli di una figlia e la ricerca di soluzioni, la dignità di un padre che viene segnata dal rifiuto della figlia incinta e tanto altro. È sicuramente questa parte della storia che mi ha donato più emozioni, rispetto alla storia d'amore tra Angela e Pasquale. E credo che il bello di questo romanzo sia proprio questo: la famiglia che viene prima di tutto, che è sempre pronta a sostenersi e che non ti abbandona nei momenti difficili.
Tra i vari personaggi ho apprezzato maggiormente Emma, che vediamo crescere e diventare grande. La conosciamo infatti appena nata, per poi lasciarla ormai donna. Ho apprezzato molto il percorso di crescita di questa bambina, che pur non avendo una madre al suo fianco non si butta giù e cresce in modo sano. Mi ha fatto molta tenerezza in alcuni punti, avrei tanto voluto starle vicino e mi ha stupito in altri dimostrandosi una grande donna. A tratti avrei voluto far svegliare la madre con due schiaffi per farle capire cosa si stava perdendo...

'So che un giorno tornerai' è stato per me un romanzo intriso di emozioni: si va dall'amore della coppia all'amore della famiglia, dall'abbandono alla riscoperta del rapporto, dalla gioia al dolore.
Profile Image for Camilla.
7 reviews4 followers
January 7, 2019
Un libro surreale, involontariamente surreale. I dialoghi sono piatti, i personaggi intercambiabili, senza alcun tratto che li contraddistingue. Pieno di stereotipi su Trieste - la mia città - nonché pieno di luoghi e modi di dire buttati a caso, giusto per sottolineare la particolare scelta dell'ambientazione.
Una scrittura scostante, a volte quasi difficile da leggere per la poca linearità e logicità delle frasi. Un esempio: "Angela pensò che a lei piacevano solo i meridionali. E poi, per suo padre, meglio meridionale che friulano, quindi almeno un problema lo aveva risolto." Questa frase sembra scritta solo per far sapere al pubblico che il padre odia i friuliani, sembra che l'autore voglia dimostrare a tutti i costi di conoscere Trieste e invece non fa altro che stereotipizzarla, anche perché è una frase che non è per nulla pertinente al racconto. Informazioni a caso.
Un altro esempio: "Era una piuma che pesava come un macigno". È una frase che non si può sentire. "Era una piuma" è già di per sé una metafora che in italiano implica una cosa ben precisa: la leggerezza. Aggiungere una similitudine "come un macigno", è contraddittorio e insensato. Meglio sarebbe stato scrivere "all'apparenza sembrava una piuma ma una volta presa in braccio era come un macigno". Si possono dire le stesse cose ma con forme diverse, che implicano concetti diversi. L'italiano è una lingua bellissima e incredibilmente espressiva, è un peccato farne un uso becero.
Personalmente, un libro che sconsiglio.
Profile Image for italiandiabolik.
260 reviews13 followers
November 1, 2018
Una copertina estremamente minimal espone già il senso del romanzo: “alla fine, ognuno di noi s’innamora di chi ci guarda per un attimo e poi ci sfugge per sempre”.
L’ambientazione a Trieste mi riporta al periodo dell’Università, vissuto in Venezia Giulia, con scorribande in Istria ed innamoramenti storditi dalla bora. E forse è proprio la malinconia per ciò che fu e che non proseguì ad avermi coinvolto nelle storie dei protagonisti: una continua rincorsa verso la felicità, senza davvero capirne la portata ed il vero valore.
Mi sarei aspettato un maggiore approfondimento psicologico su certi personaggi, esponendo anche il loro punto di vista ed il loro “vissuto emozionale interiore” - da Ferruccio a Darko, passando per Pasquale - oltre ad aver quasi sprecato lo sfondo concesso dalla città giuliana, limitato a pochi luoghi.
Il senso di malinconia, di rimpianto, di abbandono pervade il romanzo nella sua interezza, mostrando comunque una vena di ottimismo - è pur sempre un romanzo di Bianchini! - verso il futuro.
Bianchini, spero che un giorno tornerai...
Profile Image for Nunzia.
422 reviews7 followers
November 9, 2018
Quando si ha il blocco del lettore, Bianchini è la lettura ideale: leggera, ma non banale, divertente, con un pizzico di poeticità che non guasta.
Ho odiato Angela per 4/5 del romanzo, mentre ho amato sua figlia, nonostante ogni tanto mi sia scappato un "Che cavolo fai?!". Bianchini ci regala uno splendido spaccato di Trieste, con personaggi (che siano essi protagonisti o semplici comparse) che, nel bene o nel male, non si dimenticano tanto facilmente.
Profile Image for fabiulino.
103 reviews
October 7, 2018
Caro Bianchini, non ci siamo proprio. Dopo la delusione del tuo penultimo libro, speravo in una svolta e invece niente. Libro troppo frettoloso, una storia che poteva prendere altre mille pieghe e invece si è accartocciata in se stessa. E sicuramente la vita va così, ma mi aspettavo diversamente.
Profile Image for Maria Emanuela.
34 reviews1 follower
August 4, 2020
Un libro cosí scarno e semplicista da indurre all'abbandono dopo le prime 20 pagine. Impossibile portarlo a termine, merito dell'apatia dei personaggi che lo popolano, e dell'inconsistenza della storia. A mio parere, uno spreco di carta evitabile.
Profile Image for Marianna.
171 reviews1 follower
January 18, 2020
Un libro che suscita rabbia e tenerezza: rabbia per questa madre irresponsabile e tenerezza per la figlia che cresce senza genitori e che si convince di non averne più bisogno, che giunge a commetterne gli stessi errori ma che alla fine trova il suo equilibrio.
Lo scrittore è riuscito a farmi amare una città Trieste che non mi aveva mai suscitato interesse
Profile Image for Titty ★★★.
74 reviews18 followers
February 2, 2019
Personaggi irritanti e storia che mi ha coinvolta pochissimo, oltre a sembrare infinita (invece era lunga meno di 300 pagine!). Questa volta è decisamente un no.
Profile Image for La Biblioteca di Eliza.
590 reviews90 followers
November 5, 2018
https://www.labibliotecadieliza.com/2...

Iniziare questo libro è stata una scommessa che ho fatto con l'autore (ovviamente tutto nella mia testa). Mentre era in un programma tv l'ho guardato ben bene in faccia e gli ho detto "Ok, io lo leggo, ma guai a te se mi riproponi quel maledetto nano da giardino!". Che ve lo siete dimenticato il nano di Dimmi che credi al destino? Io no, un incubo che ogni tanto mi torna in mente. Ma dicevo... Spinta anche dalle recensioni positive, ho voluto dare una nuova occasione al caro Luca e vedere se lo ritrovavo nel suo nuovo libro. Iniziato il primo capitolo, esattamente a fine pagina 11, davanti a queste poche righe...

"Signora è femmina... come la vuole chiamare?"
Angela restò immobile, come se il suo parto non fosse finito ma stesse per ricominciare di nuovo. Era femmina, aveva sentito bene. E pronunciò il nome che aveva sempre pensato.
"Giorgio".

...tutta felice ho esclamato "Ciao Luca! Ci si rivede, come va?".

@dissapore.com
Ebbene si lettori, Luca è tornato ed è tornato al suo meglio, con un libro che ci parla di famiglia, occasioni e perdite. Mi viene da pensare che Luca dia il suo meglio nelle storie con le grandi famiglie di una volta, quelle che non si riuniscono solo a Natale o in poche occasioni ma che hanno sempre il pentolone col ragù a borbottare sul fuoco perchè "non si sa mai chi può arrivare".

Questa volta non siamo nel solare sud ma nella ventosa Trieste e al centro del racconto c'è la famiglia Pipan. In particolare Angela, l'unica figlia. Siamo negli anni '60 e Trieste è lì vicino al confine con la Jugoslavia. Angela è poco più di una bimba e si innamora di Pasquale, un calabrese che fa il jeansinaro. Ma Pasquale è anche sposato e quando Angela resta incinta e ha una bimba, Emma, lui non la riconosce e lascia la madre. È talmente forte il colpo che Angela prende e se ne va a Bassano con il primo ragazzo che incontra. Emma verrà cresciuta da nonni e dagli zii.

Luca Bianchini dà il suo meglio con le grandi famiglie rumorose e allargate e anche qui lo troviamo in grande spolvero con i Pipan, ma soprattutto con Angela e Emma, i due poli intorno a cui ruota tutto. Costruisce in maniera sapiente una grande storia corale in cui amore e scoperta la fanno da padrone. Angela è una ragazzina e come tale si comporterà per tutta la sua vita. Irrequieta e volubile, è simile alla bora che tanto ama e che sferza Trieste. Arriva, spinge, scompiglia, sembra non smettere mai ma poi ti abbandona, lasciandoti un vuoto che non sai quando sarà colmato dalla raffica successiva. Tutta la sua vita è un tira e molla: con Emma, con il buon Ferruccio, con Pasquale ma anche con quella famiglia che non le ha mai voltato le spalle. E' un personaggio che ho odiato con tutto il mio essere. Come si fa ad essere al contempo tanto egoista e tanto stupida?? Pasquale è per lei non solo l'amore di una vita, è un'ossessione continua che travolge tutto e tutti. Lei stessa sa che non la renderà mai felice eppure non appena un cenno, una parola glielo ricordano ecco che è pronta a passare sopra a tutto pur di vederlo, pur di sapere che pensa ancora a lei.


@wikipedia.it
L'altro polo del racconto è Emma. Bianchini crea un netto ed evidente parallelismo tra le due. Da piccola Emma alimenta la sete di attenzioni e di idolatria che Angela sente di meritarsi. Ogni apparizione della madre è per la piccola una festa, Natale e compleanno messi assieme. Poi però Emma cresce, si ribella ad un mondo che ruota unicamente intorno a questa figura evanescente che c'è e non c'è, che lei stessa non sa quasi come chiamare. La ribellione, l'adolescenza, i primi amori, Emma cresce ma, pur ritrovandosi nella stessa situazione di Angela, decide di non seguire le sue orme e di essere madre davvero, donna davvero. Non sarà perfetta, nessuno lo è, ma almeno non scappa lei, non si nasconde a Bassano, non finge e non mente. Quanto è "coccola" Emma! Un personaggio positivo, che non si nega qualche scivolone e qualche caduta ma che sa riprendersi e soprattutto sa darsi delle priorità nella vita. Tutta raziocinio? No, anzi, Emma è sentimento puro, cuore e pancia, prima per quella madre che vorrebbe tanto avere tutta per se, per cui vorrebbe tanto essere un maschio e poi per la famiglia che lei stessa sa crearsi.

A far da contorno la famiglia Pipan, un ammasso unico di amore e buon umore, una famiglia vera, che anche davanti ad incidenti sul percorso resta unita, si sostiene e va avanti, che accoglie anche le mogli mica tanto simpatiche dei fratelli, che alla parete ha il quadro di Francesco Giuseppe, che anche per un motorino deve fare una convocazione di massa...

[...]il motorino. Per lei quell'oggetto era la soluzione a tutte le sue frustrazioni: così sarebbe potuta andare dove voleva, con chi voleva, quando voleva.
I nonni però le dicevano "devi chiedere a tua madre"; la madre diceva "devi chiedere ai nonni"; gli zii dicevano "chiedi alla mamma e ai nonni"; i gemelli dicevano "chiedi allo zio Riccardo", Mila le diceva "se vuoi chiedo a mia zia".

Il nuovo libro di Luca Bianchini è divertente e tocca al cuore, con la sua famiglia allargata e la sua storia lunga anni, una storia d'amore certo, ma anche sulla ricerca di se stessi e della felicità, sulla consapevolezza che per essere felici a volte non si può seguire un percorso lineare, che la vita è fatta di curve e tornanti. La felicità dobbiamo trovarla prima dentro di noi, solo allora potremo donarla anche a chi abbiamo intorno.
Profile Image for Sonia Donelli.
2,513 reviews114 followers
October 17, 2018
http://www.esmeraldaviaggielibri.it/s...

Recensione a cura di Dannyella – So che un giorno tornerai di Luca Bianchini pubblicato il 2 ottobre da Mondadori.

Senza farlo di proposito, dopo aver terminato una lettura dove la protagonista era una donna alla ricerca di informazioni sulla propria madre biologica, mi sono ritrovata tra le pagine di questo libro dove l’argomento genitorialità e famiglia non sono certo marginali e, per di più, trattati con una penna delicata e spietata nello stesso tempo.

Quando inizi questa lettura lo fai a cuor leggero. Le prime pagine scorrono veloci e spensierate e ti ritrovi a leggere alcuni degli episodi più buffi che ti siano mai capitati tra le mani, tanto da sorridere da sola stupidamente davanti al tuo e-book reader (non dimenticherò facilmente i tre preti che ci sono voluti per annunciare la gravidanza di Angela alla famiglia Pipan o, ancor di più, il loro irrompere nella casa di Pasquale per chiedergli se riconoscerà o meno quella bambina nata dalle menzogne, davanti a una moglie sempre più pallida che non può sottrarsi alla formalità di offrire loro un caffè). E con la stessa penna leggera Luca Bianchini ti continuerà a raccontare della vita di Angela e della bizzarra (ma diciamocelo anche invidiabile) famiglia Pipan e soprattutto della crescita della piccola Emma. Eppure, dietro quella penna leggera, c’è un vero e proprio mondo fatto di ombre e oscurità e non facciamo fatica a vederlo venire fuori. So che un giorno tornerai è un romanzo che parla di amore e soprattutto di quello che ci illudiamo sia amore o di come pensiamo debba essere l’amore. È un romanzo sulla famiglia, sull’egoismo… è un inno alla vita che va come deve andare.

In questa storia nessuno ne esce pulito. Nonostante le mie simpatie iniziali, sono arrivata a odiare Angela, il suo egoismo, il suo rimanere adolescente e sciocca per tutta la durata della lettura. Pasquale è un uomo vigliacco che alla fine cerca di recuperare qualcosa che, probabilmente, non potrà mai veramente essere recuperato. I nonni, sempre facendo del loro meglio, rivelano continuamente i loro limiti, soprattutto nel crescere una bambina alla quale attribuiscono la responsabilità di non essere nata maschio. I fratelli di Angela, sono come delle comparse, ognuna con un loro limite. Anche Ferruccio, uno dei personaggi migliori della storia, potrebbe essere facilmente incolpato di passività nei confronti della propria vita. E poi c’è lei: la piccola, grande Emma. È forse lei la vera eroina della storia, una bambina prima, che riesce a uscire incolume da un’infanzia invalidante e da un’adolescenza complicata per diventare una donna che ha imparato dagli errori di tutti e che non ha paura di essere una madre. Non voglio scrivere di più sulla trama perché sarebbe un peccato guastarvi il gusto di questa splendida lettura che scorre veloce pagina dopo pagina, lasciandovi alla fine soddisfatti della storia che avete letto, dei protagonisti che avete conosciuto e pieni di emozioni contrastanti. Del resto, come chi segue le mie recensioni sa bene: quello di emozionare è uno dei pregi più grandi di un libro, secondo me.

Purtroppo non conoscevo la penna di Luca Bianchini perché, stranamente, non mi è mai capitato prima di imbattermi in una sua lettura, ma la sua scrittura mi ha decisamente convinta, riuscendo a superare anche un grande limite che di solito riconosco negli autori uomini che scrivono di donne: quello della banalizzazione dello stereotipo femminile. Invece no, devo essere sincera, questa volta non ho mai rimpianto la scrittura femminile e questa, per me, è una sensazione piacevolissima.

La storia e la penna di Luca Bianchini sono stati, infine, maggiormente valorizzati da un’ottima e curatissima edizione Mondadori, e questo per un lettore esigente, è sempre una bellissima nota positiva.
Profile Image for Elvio Mac.
1,023 reviews22 followers
May 25, 2021
Siamo negli anni Sessanta, Angela è una ragazza irrequieta, bella e affascinante, vive con la sua famiglia a Trieste, un padre nostalgico degli austriaci, con il ritratto di Francesco Giuseppe a vegliare sulla casa, una madre adorabile sempre disponibile e tre fratelli che la proteggono dal mondo ognuno a modo suo. Lei però vuole vivere intensamente ed è quello che le accadrà da quando l'amore la travolgerà. Incontra Pasquale, un uomo del Sud che bazzica a Trieste per vendere jeans ai frontalieri, l'innamoramento è sbocciato e i due avranno un figlio, anzi una figlia che Pasquale non riconoscerà anche perchè è già sposato e tornerà da sua moglie. Angela soffre immensamente, questo evento condizionerà tutta la sua vita incidendo nelle sue scelte anche dopo molti anni, anche quando da adulta si comporterà come una bambina. Emma è la figlia nata, che soffrirà della mancanza di un padre, ma soprattutto della madre Angela che sommersa dalle responsabilità, decide di andarsene e lasciare la figlia affidata ai nonni e agli zii. In un nucleo famigliare allargato e inconsueto, Emma cresce e diventa grande ogni tanto i suoi veri genitori hanno ripensamenti e cercano un contatto con lei e tra loro. Solo dopo molto tempo i segreti e i chiarimenti verranno alla luce grazie alle iniziative che Emma è costretta ad affrontare. Naturalmente anche la vita di Emma è fuori dai canoni come quella della madre. Anche lei resta incinta di un uomo inaffidabile, crescerà la sua bambina da sola e con il solito aiuto dei nonni. Questa replica della vita di sua madre la indurrà a scoprire chi sono veramente i suoi genitori che nel frattempo hanno ripensamenti, dubbi e dolori da coltivare e sopportare.
La storia mi è piaciuto fino poco dopo la metà del libro, a questo punto ci si è lasciati prendere la mano dall'assurdo e dal poco credibile sia per i fatti che avvengono, sia per alcuni passaggi abbastanza bizzarri. Due genitori come Angela e Pasquale sono da prendere a schiaffi e in quegli anni le famiglie lo avrebbero sicuramente fatto, l'egoismo è l'unica cosa che spicca. Peccato perchè ci sono spunti interessanti e la scrittura è molto scorrevole.
25 reviews
March 28, 2021
Siamo a Trieste, fine anni sessanta.
Angela è una ragazza dalla bellezza invidiabile abituata, assieme al fratello, ad attirare gli sguardi di chiunque incontra.

Un giorno, non ancora ventenne, si ritrova madre a fare i conti con un amore che desidera fortemente, ma non può avere, e una figlia, Emma, che se fosse nata maschio avrebbe potuto cambiarle la vita.

Ma il destino non gioca sempre a nostro favore, anzi. A volte fa di tutto per metterci alla prova e portarci a riflettere.

Solo che Angela, delusa e rassegnata, rifiuta la vita che le si prospetta e lascia che a crescere la bambina sia la sua famiglia, rumorosa e sgangherata.

La vita di Angela e quella di Emma avanzano così parallelamente, incontrandosi a volte, ma senza mai avvicinarsi davvero in maniera definitiva. O almeno così pare...

🙊🙊🙊🤫🤫🤫
Non voglio anticipare troppo, anche perché diverse sono le vicende attraverso le quali si snoda la storia.

✒ Ho apprezzato molto la penna di questo autore, che non avevo mai letto ma certamente rileggerò, e che mi ha incuriosita e invogliata moltissimo a conoscere una città che ancora non ho visitato: Trieste.

💫 Il finale è un po' diverso da come l'avrei immaginato io, ma il bello di un libro è proprio lasciarsi trasportare dalla penna dello scrittore, mentre la mente immagina milioni di destinazioni diverse. 💫

.

📖 Vi lascio con la frase riportata sulla quarta di copertina:

"Alla fine, ognuno di noi s'innamora di chi ci guarda per un attimo e poi ci sfugge per sempre."
Profile Image for Paola.
120 reviews4 followers
January 27, 2019
A me Luca Bianchini piace! Ha una scrittura semplice e fresca e le trame dei suoi libri traboccano di personaggi e sentimenti. Con "So che un giorno tornerai" ci regala una storia intensa che fa sorridere e commuove. È come una coperta che avvolge e riscalda, un mantello da supereroe per affrontare la quotidianità fatta di salite e discese, attese e illusioni, affetti e conflittualità. È una storia di amori che non finiscono, forse perché non sono mai decollato, di scelte istintiva, occasioni mancate. C'è una famiglia strana che più amorevole di così non si può, c'è una madre in fuga dalle sue responsabilità ed una figlia che se ne fa carico. Ci sono tanti sbagli, fughe e ritorni ma un unico punto fermo: l'amore che come la vita soffia forte e spazza via tutto. L'amore in tutte le sue sfaccettature che rende così vera questa girandola di personaggi. Bianchini dà letteralmente vita ai protagonisti delle sue storie, li osserva da lontano, poi da vicino, ne tira fuori pregi e difetti, ne scandaglia l'animo senza eccedere. E non giudica mai; così partoriamo con Angela, poi cresciamo con Emma, proviamo le sue stesse agitazioni nei confronti di una madre assente e infine torniamo Angela passando dal Pipan, Pasquale fino ad arrivare a Ferruccio. A far da cornice come sempre il mare meno caliente ma pur sempre cristallino ed evocativo sullo sfondo di una magica Trieste.
Profile Image for Carmela .
20 reviews9 followers
October 24, 2018
Premetto che non ho letto il libro ma ho ascoltato l'audiobook, mi è piaciuto veramente molto ma ci sono delle cose che proprio non mi sono andate giù. Una principalmente: la protagonista(una delle principali)è perfetta, è una cosa che fatico a reggere. Come può una persona immedesimarsi in questa ragazza che sotto ogni aspetto eccelle? Per carità personaggio molto interessante e tutto ma ho fatto fatica a capirla in alcuni momenti e onestamente mi dava un po' fastidio questa sua perfezione. Invece l'altra protagonista è quel tipo di personaggio che si alla fine prende la retta via ma prima sbaglia sbaglia sbaglia e tu sei lì che vorresti realmente picchiarla. Il libro racconta di queste due donne una troppo perfetta l'altra che anche se è una bellezza fuori dal comune nella vita come in amore sbaglia tutto. Forse sono state create per compensarsi, non so. Tralasciando questo il libro mi è piaciuto molto e mi ha dato tante emozioni belle, emozioni che riguardano i sentimenti che ci legano alla famiglia nonostante molte cose. Questo libro fa capire che non è mai troppo tardi per comportarsi bene e fare la cosa giusta, che alcuni legami non li sai spiegare ma ci sono e basta e nonostante il tempo e i trascorsi ci saranno sempre.
Profile Image for Mattia Pallavicini.
14 reviews
January 14, 2019
Lettura che definirei innanzitutto avvincente, cosa che non mi aspettavo visto l'argomento ingombrante: mentre le storie dei personaggi si sviluppano parallelamente, attorno ad eventi prevalentemente simbolici, gli alti e bassi delle loro vicende si intrecciano, creando una geometria che rende la lettura vorticosa.

La gamma dei personaggi è completa e ben assortita, secondo il termometro del coraggio (una delle principali tematiche affrontate): c'è chi fugge per sempre e chi non fugge davanti a nulla, ognuno di noi lettori può trovare qualcuno con cui entrare in empatia.

La scrittura densa di significanti simbolici richiede tempo per essere apprezzata e la scelta di dividere la narrazione in tanti capitoli brevi è stata ottima: capitoli più lunghi avrebbero potuto far passare in secondo piano alcune simbologie ed al contempo renderne indigesta la comprensione.

Il tema del coraggio viene ritratto dall'autore al fianco di quello, ovviamente principale, dell'amore: l'autore ci propone il ritratto di un amore che ritorna, che non cambia ed esiste proprio come esiste una montagna. O meglio, come esiste la Bora, dalla quale di tanto in tanto è bello potersi proteggere dietro ai vetri delle finestre di casa.
Profile Image for Eleonora.
190 reviews6 followers
January 21, 2019
Quanto mi piace la scrittura di Luca Bianchini. L'autore, questa volta, ci porta nell'affascinante città di Trieste dove Angela, giovane ragazza con la testa tra le nuvole, resta incinta di Pasquale, jeansinaro calabrese con l'indole del rubacuori. La ragazza diventa madre senza esserne minimamente consapevole o preparata. Dopo essere stata abbandonata da Pasquale, che decide di non riconoscere la figlia e tornare dalla moglie, Angela scappa da Trieste e si rifugia con un altro uomo a Bassano del Grappa. La piccola Emma crescerà in una grande famiglia formata da nonni, zii e una mamma (non proprio modello) che ogni tanto farà capolino nella vita della bambina provocandole grosse crisi. Bianchini crea, anche questa volta, dei personaggi con cui è facile entrare da subito in sintonia che si muovono in uno scenario bellissimo ed emozionante. La città di Trieste diventa una vera e propria protagonista che, con i propri pregi e difetti, è difficile abbandonare. Una storia che con apparente leggerezza affronta temi importanti e profondi come la maternità e il desiderio di crescere e di cercare se stessi. Un ottimo romanzo che si legge velocissimo e che mi sento senza ombra di dubbio di consigliare.
Profile Image for Biatriz Baldo.
210 reviews
February 22, 2019
Un libro che si legge piacevolmente, questo di bianchini, e che ci regala non solo due protagonisti femminili forti, volitive e allo stesso tempo irrisolte, ma anche una bella storia d’amore con più diramazioni e allo stesso tempo un romanzo corale in cui tutta la famiglia dei Pipan, nel bene e nel male, si affaccia sulla scena. Quattro generazioni che dagli anni 70 fino si giorni nostri, percorrono trieste e i suoi dintorni con le loro storie legate a MariaTeresa d’austria ma anche la contemporaneità.
Due donne, Angela ed Emma, che il destino vuole madre e figlia ma che non rispetteranno mai questo rapporto ordinario ma ne creeranno uno tutto loro che le porterà però dopo tanti anni a scoprirsi e. Riscoprirsi. Sullo sfondo, il resto della famiglia, per l’appunto, la bella trieste, il mare da una parte, il Carso dall’altra e gli amori felici, infelici, mancati, mai nati, delle due protagoniste.
Profile Image for Francesca P..
83 reviews1 follower
May 5, 2020
Per me è stata una lettura noiosa.
E mi dispiace essere rimasta delusa da questo libro perché mi ispirava molto, ma ammetto che sono stata tentata di abbandonarlo e non finirlo, mi sembrava di non andare mai avanti.

La storia di per sé, parliamo di un romanzo familiare, un romanzo di formazione che segue la vita di Emma, non è neanche banale, è stata sviluppata anche bene, ma è molto lenta, pesante e a me è risultata davvero noiosa.

La cosa che ho odiato di più sono i personaggi. Non ce n'è stato uno che mi sia piaciuto o che abbia capito, sono tutti detestabili e li avrei presi tutti a testate.

La scrittura è semplice e scorrevole, ho odiato alcune uscite dell'autore che ho trovato poco felice, come quando descrive Riccardo e Angela talmente belli e talmente complici da sembrare fidanzati, cosa che ribadisce più volte. Perché? Che senso ha?

L'ho trovato poco realistico e lontano da me.
6 reviews
March 31, 2019
È molto divertente e l'autore dimostra una forte maestria a coinvolgerci. Ci racconta di una famiglia -- da nonni ai pronipoti e i lori forzi e debolezze. Emma è nel centro. La sua mamma la abbandona, e i nonni e zii la prende cura. Ma Emma è forte e indipendente con un modo diretta che invita varie situazioni, alcune tristi e alcune comiche. Diventa un adulto saggia (ma mai noiosa), ed è anche indulgente con i suoi genitore ed altri che la causano dolore. Bianchini ha un gran senso di umorismo che ci fa ridere mentre leggiamo gli avvenimenti che spingono gli adulti a maturarsi, spesso con l'aiuto di Emma.
Profile Image for Fran Ziska.
1 review
Read
April 17, 2021
Storia molto semplice e carina ambientata fra Trieste, Bassano e Catanzaro. La protagonista è un' eterna immatura che spera nel ritorno del suo amante padre di sua figlia pur essendo lui sposato. Tutto ruota attorno alle speranze per il ritorno dell' amante malgrado la protagonista si sia nel frattempo ricostruita un vita seppur poco entusiasmante. Alla fine il tempo rivela la vera natura dell' amante e la protagonista ritorna alla sua vita di prima. Chi ne fa le spese è la figlia illegittima che a sua volta diventa ragazza madre dopo aver cambiato vari partner. Le vite di madre e figlia sono supportate dalla famiglia d' origine della madre che le sostiene sempre.
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