Der Frieden, den keiner Der Versailler Vertrag und seine FolgenDer Versailler Vertrag hat die Welt geprägt bis heute – alte Reiche versanken, moderne Nationalstaaten erwachten, es entflammten aber auch neue Konflikte, ob auf dem Balkan oder im Nahen Osten. Dabei waren 1919 die Hoffnungen der ganzen Welt darauf gerichtet, dass nach dem Großen Krieg eine stabile Ordnung geschaffen und dauerhafter Friede herrschen würde. Doch wie Eckart Conze in seinem glänzend geschriebenen und minutiös recherchierten Buch zeigt, erwiesen sich alle Hoffnungen als gewaltige Illusion. Denn weder die alliierten Sieger noch das geschlagene Deutschland und die anderen Verlierer waren bereit, wirklich Frieden zu machen. Auf allen Seiten ging auch nach dem Waffenstillstand der Krieg in den Köpfen weiter, mit verheerenden Folgen. Versailles - das war der Frieden, den keiner wollte.
Non per tutti. Libro molto dettagliato e ben scritto, ma trattazione che in certi punti si fa pesante. È una storia complessa quella che Conze ci descrive. È una storia in cui si intrecciano molteplici rivendicazioni di carattere storico, politico, economico, a tratti anche molto ricercato. Ma è una storia condita, come giusto che sia, da aspetti giuridici fondamentali. È proprio su questo punto che ho trovato alcune sezioni del libro un po’ difficili da seguire. Il fallimento di Versailles è arcinoto - basta aprire un libro di storia per rendersene conto. Tuttavia è facile a volte ridurre il tutto ad una “voglia di rivalsa” dei tedeschi, elemento che sicuramente ha giocato un ruolo nell’atteggiamento della Repubblica di Weimar e del Reich nazista degli anni ‘30, ma che non è tuttavia il punto di partenza dello scoppio del secondo conflitto mondiale: è piuttosto un punto di arrivo. Il libro di Conze spiega perchè Versailles fu un buco nell’acqua di dimensioni colossali. Lo fa in lunghi capitoli meticolosamente argomentativi, ma sapientemente descritti. È chiaramente un volume interessante per una comprensione maggiore delle dinamiche del primo dopoguerra, anche e soprattutto per quelle che interessarono l’est Europa. È anche un volume che mette a nudo la verità più semplice, quella che ne “I sonnambuli” veniva discussa da C. Clark: non ci sono buoni e cattivi per definizione in questa storia. E non c’è invasione del Belgio neutrale che tenga. Le decisioni prese a Versailles furono erronee, spinte da incoerenza, egoismo, desideri di dominio e ipocrisia. L’Europa e il mondo ne stanno pagando ancora le conseguenze.